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Roma, colpo alle mafie ambientali legate ai nomadi: 27 persone finite in manette

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ROMA – 27 persone finite in manette per traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e auto-riciclaggio. Questo il risultato dell’operazione portata avanti questa notte dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma insieme ai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, ai Carabinieri Forestali di Roma e Latina e agli agenti della Polizia Locale e della Città Metropolitana di Roma Capitale.

Gli uomini delle forze dell’ordine hanno eseguito nella mattinata di oggi l’ordinanza di custodia cautelare e sequestro preventivo emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 27 persone di cui 14 in carcere e 13 agli arresti domiciliari per reati di traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e autoriciclaggio.

“Un plauso ai caschi bianchi romani che questa notte, in sinergia con altre forze dell’ordine hanno inferto un durissimo colpo alle mafie ambientali legate al mondo dei nomadi eseguendo 27 arresti tra i campi di via di salone, via salviati e cisterna di latina. – Commenta il coordinatore dell’Ugl della polizia Locale di Roma, Marco Milani – Le misure, disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, – prosegue Milani – sono giunte a conclusione di complesse indagini, condotte con l’ausilio della più sofisticata tecnologia, cui il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, ha partecipato sin dal primo momento. Attivitá come queste, unite allo straordinario apporto circa la presenza sul territorio e la capacita di controllo dello stesso, ampiamente evidenziate in questi mesi di emergenza Covid 19, dimostrano ancora una volta la necessità di una legge di riforma, che equipari la categoria alle altre forze dell’ordine, valorizzando le potenzialità degli oltre 60.000 Poliziotti Locali d’ Italia, a beneficio della sicurezza dei cittadini”.

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Formello, scoperta e sequestrata discarica abusiva con 42 tonnellate di rifiuti altamente inquinanti

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FORMELLO (RM) – Un terreno della superfice di circa 2600 metri quadrati adibito a discarica abusiva, su cui erano stati stoccate 42 tonnellate di rifiuti, è stato sequestrato a Formello dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma.

Il luogo di stoccaggio, nella disponibilità di una società operante nel settore della cosmetica, è stato avvistato da un elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pratica di Mare, facendo scattare gli accertamenti del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma.

Le Fiamme Gialle, intervenute sul posto, hanno riscontrato la presenza di rifiuti speciali altamente inquinanti: batterie esauste di veicoli, plastiche parzialmente bruciate, lastre di vetro, materiale ferroso, legno, detriti provenienti da lavori di ristrutturazione edilizia e vecchi pneumatici, oltre a un’autovettura abbandonata.

I rifiuti rinvenuti, con il passare del tempo e l’esposizione agli agenti atmosferici, avrebbe potuto contaminare le falde acquifere sottostanti, con notevoli rischi per l’ambiente.

L’area è stata cautelata in attesa delle operazioni di bonifica e due persone – il rappresentante legale della società e il proprietario dell’autovettura – dovranno rispondere del reato di gestione di rifiuti pericolosi non autorizzata.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di monitoraggio e controllo del territorio e testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza di Roma a tutela della salute dei cittadini.

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Anguillara Sabazia, lago di Martignano: pioggia di multe e assalto in un’oasi poco sicura

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Sono fioccate le multe al lago di Martignano un piccolo diamante incastonato in mezzo al verde che se non viene rimesso a posto rischia di diventare una trappola pericolosa. Ieri e oggi anche a Martignano c’è stato l’assalto. File di automobilisti lungo la strada / sentiero sterrato pieno di buche.

Al posto dell’ex area parcheggio ci sono tante balle di fieno

La navetta non è ancora attiva ma se quest’anno dovesse riprendere la tratta potrebbe trasportare non 150 persone l’ora ma appena una cinquantina, pari a sette persone in media a viaggio… il gioco vale la candela? Questi sono gli interrogativi che si presume attanaglino in queste ore il commissario prefettizio Gerardo Caroli. Senza togliere l’assenza di un corridoio sanitario per far accedere i mezzi di soccorso in caso di necessità. Qualora la presenza delle auto, data la scarsa possibilità di portare grandi numeri sul bus navetta, dovesse aumentare e raddoppiare rispetto agli scorsi anni non ci sarebbe più lo spazio necessario a far atterrare una eliambulanza o far passare una o più ambulanze.

La questione è stata più volte sollevata anche dal presidente di Anguillara Svolta Sergio Manciuria: “Martignano – dice Manciuria – è un oasi ambientale con uno specchio d’acqua incantevole: certo l’avvio della stagione estiva merita di essere goduta dai turisti nel rispetto delle norme e non diventare una scommessa in balia degli eventi. Tralasciando voli pindarici e soluzioni di impossibile attuazione nell’immediato, confidiamo sulla risoluzione di aspetti quali la manutenzione della viabilità di accesso, la pulizia dalle sterpaglie che possono innescare incendi dannosi e mettere in pericolo la vita dei residenti e villeggianti. La mancanza di un parcheggio comunale a servizio dell’area che in questo periodo emergenziale auspichiamo a ridosso oppure nelle aree private di cittadini disponibili, va affrontata in assenza di interventi manutentivi regolamentando concretamente gli accessi senza lasciar passare tutti gli ignari turisti e poi fare cassa multando gli autoveicoli che oggi accedono comunque. Ora con la sinergia e disponibilità del Commissario Caroli bisogna preoccuparsi di atti concreti mentre da ottobre cominciare a lavorare per rendere Anguillara un polo turistico – culturale di eccellenza”.

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Roma, nuovo look per le baracche di via del Mandrione

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Nel cuore del quartiere Mandrione, spazio a inclusione e integrazione, in supporto delle fasce sociali più colpite dall’emergenza Covid

ROMA – Roma riparte dal sociale. Quando l’emergenza covid non è più sostanzialmente solo sanitaria, ma si trasforma in urgenza sociale, alla ricerca di soluzioni per ricominciare da chi ne ha più bisogno e dai soggetti fragili maggiormente colpiti, nel cuore di Roma apre Snodo Mandrione: un luogo fisico, innanzitutto, ma anche una rete di sinergie sociali che va a intervenire in un territorio dalla difficile storia e dalle grandi sfumature in un periodo che vede più che mai esposte le fasce sociali più a rischio.

Da sempre laboratorio a cielo aperto di integrazione e inclusione, culla del “metodo Zammataro”, il Mandrione conferma la sua vocazione di “fabbrica” sociale e di recupero grazie a Snodo Mandrione, il nuovo centro Polifunzionale, APS e Circolo Arci, nato all’interno di quella che era un’antica legnameria romana. Tipico spaccio capitolino, sito in quell’area urbana che costeggia per gran parte l’Acquedotto Felice, lo snodo cadde in disuso negli anni Ottanta, trasformandosi in uno scheletro di archeologia industriale che raccontava ancora la storia di una Roma ormai scomparsa.

Dopo anni di degrado, le baracche di Via del Mandrione vengono restituite a nuova vita e si trasformano in Snodo Mandrione

Crescita culturale, socialità, mutualismo, partecipazione e senso della comunità: sono queste le parole chiave del Circolo Arci Snodo Mandrione, attraverso le quali il centro e l’associazione declinano le diverse attività che in questo luogo vanno a incontrarsi e confluire.

In attesa di potersi aprire, come da progetto, a eventi culturali, l’associazione di promozione sociale Snodo Mandrione riparte in fase 2 da attività di sostegno sociale e azioni di solidarietà, insieme alla gestione di laboratori formativi permanenti e progetti di inclusione sociale. Un insieme di buone pratiche, nell’ottica della promozione del territorio, della sua valorizzazione e dell’apertura alla cittadinanza, come spazio inclusivo, mettendo insieme e facendo incontrare privato sociale e istituzioni.

Aps Snodo Mandrione propone alla città iniziative destinate al reinserimento sociale, ma anche all’integrazione e alla crescita sociale e culturale: tutto per uno snodo che diventi, come da antica vocazione di quartiere, laboratorio di integrazione e inclusione, luogo di incontro e confronto tra identità, culture e comunità per crearne una sola, diversa, altra, multiforme, aperta… e solidale in questo periodo di emergenza.

Nella fase 2, i progetti di inclusione e creazione di reti sono le attività principali di Snodo Mandrione che ha attivato tre progetti iniziali: il progetto inclusione, che prevede il reinserimento sociale dei soggetti fragili; lo sportello sociale di orientamento al lavoro; il polo d’ascolto territoriale in collaborazione con gli uffici UEPE, destinato a utenti in detenzione domiciliare.

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