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Roma

Roma, controlli a San Pietro e Gianicolense: nel mirino anche monopattini e bici

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ROMA – I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro e della Stazione Roma Gianicolense, con i colleghi del Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria hanno fatto scattare una vasta operazione di controllo nei lotti di via di Donna Olimpia e d’intorni.

Nella rete dei Carabinieri è finito un uomo di 68 anni romano, già conosciuto alle forze dell’ordine, che nel corso di una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di circa 85 g di cocaina, di oltre 20 g di mannite, un bilancino di precisione, il materiale utile al confezionamento delle singole dosi e la somma in contanti di oltre 4.000 euro, ritenuto provento della sua attività illecita. Per il 68enne sono scattate le manette ai polsi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del processo.

Quasi contemporaneamente, in un altro lotto, i Carabinieri hanno sorpreso un romano di 30 anni, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, in possesso di una modica quantità di hashish, che gli è costata una sanzione amministrativa e la segnalazione all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma quale assuntore di droghe.

Nell’ambito dell’operazione non sono mancate le ispezioni agli esercizi commerciali della zona con l’ausilio dei Carabinieri del Nas di Roma: in 3 di questi – un bar gestito da un romano di 35 anni e due minimarket gestiti da cittadini del Bangladesh – sono state rilevate delle irregolarità circa la sicurezza igienica degli alimenti e in totale sono state elevate sanzioni amministrative pari a 6.000 euro.

Nei pressi della Basilica di San Pietro e dei musei Vaticani, invece, i Carabinieri della Stazione Roma San Pietro, per contrastare ogni forma di degrado, hanno sanzionato e disposto l’immediata chiusura di un’attività di vendita ambulante. Il titolare aveva occupato arbitrariamente la postazione destinata al commercio ambulante che era stata assegnata ad un altro venditore. Infine, 26 monopattini e 10 biciclette elettriche, in sharing, sono stati rimossi e oggetto di sanzioni amministrative, perché parcheggiati in corrispondenza degli scivoli per invalidi, in zona di esclusivo accesso pedonale, sopra i marciapiedi.

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Roma

Roma, “sorpresa” durante i lavori di ristrutturazione: coppia trova un uomo violento all’interno dell’appartamento

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato un 40enne romano, di fatto senza fissa dimora e con precedenti, gravemente indiziato dei reati di tentato furto in appartamento, tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo è stato sorpreso in Circonvallazione Gianicolense, all’interno di un appartamento in fase di ristrutturazione, dai proprietari dell’immobile, una coppia di coniugi che era andata a controllare lo stato di avanzamento dei lavori in corso.

Al loro arrivo, hanno subito notato la serratura della porta d’ingresso forzata e, una volta dentro, hanno trovato lo sconosciuto che, per intimargli di non chiamare le forze dell’ordine, li avrebbe minacciati con un bastone in ferro e tentato di strappare il telefono cellulare dalle mani di una delle vittime.

Moglie e marito, comunque, sono riusciti a respingere l’assalto, lasciando in fretta l’appartamento, e a chiedere aiuto al “112”: in pochi minuti è arrivata sul posto una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere che ha fermato l’intruso. L’uomo, alla vista dei militari, ha anche tentato di bloccare dall’interno la porta d’ingresso dell’abitazione senza riuscirci.

L’arresto del 40enne è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.

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Frosinone

Roma, dimissioni Ruberti. Video shock del capo gabinetto di Gualtieri: “Se devono inginocchia’ e chiede scusa, io li ammazzo”.

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Una lite violenta a Frosinone, con urla e minacce, ha visto come protagonista Albino Ruberti, capo di gabinetto del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Io li ammazzo…Devono venire a chiede scusa per quello che mi hanno chiesto… A me non me dicono ‘io me te compro'”. E ancora “do cinque minuti pe veni’ a chiedeme scusa in ginocchio. Se devono inginocchia’ davanti. Altrimenti io lo scrivo a tutti quello che sti pezzi de… mi hanno detto… Io li sparo, li ammazzo”. Il video ha scatenato una bufera di polemiche, e in mattinata Ruberti ha rassegnato le dimissioni.

“Ringrazio Albino Ruberti per aver offerto le sue dimissioni a seguito della diffusione di un video che riporta una sua violenta lite verbale avvenuta in occasione di una cena privata svoltasi a Frosinone due mesi fa.Le frasi contenute nel video sono gravi e non appropriate per chi ricopre un incarico di questa delicatezza.

Per questo, in attesa che venga chiarita l’effettiva dinamica dei fatti, ho preso atto delle dimissioni di Albino Ruberti e ho chiesto al Vicecapo di Gabinetto Nicola De Bernardini di assumerne le funzioni”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.”Al tempo stesso voglio rimarcare la straordinaria qualità del lavoro svolto da Ruberti come Capo di Gabinetto, la totale dedizione e l’impegno profusi, e ho sempre apprezzato la sua orgogliosa difesa dell’integrità e dell’autonomia dell’amministrazione comunale e delle sue scelte”, ha aggiunto Gualtieri, annunciando di aver accettato le dimissioni del capo di Gabinetto Albino Ruberti.

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Cronaca

Bracciano, truffavano gli anziani: coppia in manette

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Nella mattinata del 17/08/2022, al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Bracciano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura, a carico di due soggetti, un 34enne e una 50enne campani, gravemente indiziati di essere i responsabili di 5 truffe ai danni di anziani, perpetrate tra maggio e luglio nei comuni di Manziana, Anguillara Sabazia, Grottaferrata, Lugo e Asola. Le vittime designate venivano contattate al telefono da persone che, spacciandosi per carabinieri, riferivano di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano cagionato gravi lesioni alla controparte; una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del congiunto che tuttavia, trovandosi in ospedale, non avrebbe potuto contattarla direttamente, i malviventi asserivano che se non avesse immediatamente corrisposto una cospicua somma di denaro, le conseguenze legali sarebbero potute essere molto gravi. Carpita dunque la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quei momenti non poteva che essere di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il “finto carabiniere” concordava un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro, al quale avrebbe provveduto un fantomatico avvocato, impersonato sempre dall’uomo. Così mentre la donna faceva “da palo” attendendo in macchina, l’uomo si recava presso l’abitazione dell’anziano caduto nella trappola, facendosi consegnare tutto il denaro contante prontamente disponibile (somme tra i 300 e i 3000 euro) e in alcuni casi anche gioielli di valore (orecchini, bracciali, anelli e fedi).

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