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Roma

Roma, fermato per un controllo prende a calci e pugni i carabinieri

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ROMA – Ieri sera, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro hanno arrestato un cittadino nigeriano, 36enne con precedenti, con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali.

Transitando in via Casilina all’incrocio con viale Palmiro Togliatti, i Carabinieri hanno notato l’uomo e hanno deciso di fermarlo per un controllo. Il 36enne ha reagito colpendoli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi agli accertamenti ma è stato subito bloccato. Nelle sue tasche sono state trovate decine di dosi di cocaina e 700 euro in contanti, ritenute provento dello spaccio.

I Carabinieri hanno poi perquisito la sua abitazione, in zona Alessandrino, rinvenendo, sotto al materasso del suo letto, 67 involucri contenenti ben 760 g di eroina e materiale per il confezionamento.

Il 36enne è stato portato in caserma e trattenuto nelle camere di sicurezza, in attesa del rito direttissimo, dove il suo arresto è stato convalidato e disposto il suo trasferimento in carcere a Regina Coeli.

Gli esami tossicologici eseguiti sulla droga sequestrata hanno appurato che dall’eroina, con alto indice di purezza, si sarebbero potute ricavare oltre 10.000 dosi.

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Asl Roma 4, disavventura a Canale Monterano: “Vietato morire il sabato”

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CANALE MONTERANO (RM) – Alessandra Pasquali e Anna Maria Pasquali due sorelle rimaste vittime di un sistema, quello legato alla burocrazia e alla sempre più accentuata mancanza di umanità.

La loro “disavventura” accade in un giorno per loro tragico e che non dimenticheranno mai più: sabato 30 novembre, quando il loro adorato padre, Pio Pasquali si è spento all’età di 88 anni.

Pio muore alle 16:30 e da quel momento inizia la loro odissea per ottenere la visita di un medico legale al fine di constatarne il decesso. Di solito questa prassi si consuma in poche ore anche perché la visita medico legale è dovuta per legge, domenica inclusa.

Ma l’attesa, con momenti estenuanti e di profondo dolore, si protrae fino a lunedì 2 dicembre, dopo ben oltre 40 ore di attesa e per giunta a pochi minuti dal funerale.

La cerimonia funebre è iniziata tardissimo con le persone arrivate anche da fuori Canale Monterano ad attendere in chiesa.

La famiglia ha voluto raccontare questo brutto episodio per esternare il proprio disappunto: “Siamo umiliati e distrutti – dice la figlia Alessandra – non si può morire il sabato”. Alessandra parla di suo padre con profondo rispetto e dispiacere per quanto accaduto: “Mio padre non meritava questo trattamento – dice – dopo una vita di lavoro duro nei campi e di sacrifici per la propria famiglia, lo abbiamo sottoposto, da morto, a questo trattamento incivile. Trovare un medico per certificarne il decesso è stata un’impresa, eppure siamo nel 2019 in un paese civilizzato.

Alle 17.50 di sabato è arrivata una dottoressa della guardia medica che però non poteva certificare il decesso.

Il funerale per motivi di orario del decesso è stato fissato per lunedì mattina ore 11:00. L’agenzia funebre che si occupava del tutto si è attivata con tutte le procedure. La domenica, sebbene fosse dovuta per legge la visita medico legale, regolarmente richiesta, per ufficializzare il decesso, non si è presentato alcun legale dalla Asl di Bracciano. Ci è stato detto che avrebbero fatto tutto il lunedì mattina.

Il lunedì è arrivato e abbiamo assistito alla vergogna più totale: nessuno si presentava presso la nostra abitazione per svolgere la pratica medico legale, noi distrutti dal dolore abbiamo dovuto subire tutto questo. Finalmente, alle 10:40 (il funerale era fissato per le ore 11 ) si presentano due medici, anche un po’ alterati perché non trovavano la strada di casa, e alle 11.00 ci fanno sbrigare gli ultimi preparativi per accompagnare papà nell’ultimo viaggio.

I funerali sono iniziati tardissimo e noi eravamo distrutti e umiliati dal trattamento ricevuto. Noi ora ci chiediamo: il rispetto, la serietà verso le persone dov’è andato a finire?

Il medico legale deve venire nell’abitazione del defunto entro le 15/30 ore dopo il decesso, papà è deceduto sabato 30 novembre alle 16.30, certificato dalla guardia medica alle 17.50, i medici legali sono arrivati lunedì 2 dicembre alle 10:40. Non abbiamo parole per esprimere l’umiliazione subita in questo triste evento e allora ci chiediamo: “Non si può morire il sabato?”.

Questa testimonianza, con grande difficoltà e profondo sconforto è stata lasciata dalla famiglia Pasquali affinché non si ripetano più certi episodi umilianti e indimenticabili.


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Castelli Romani

Nemi, raccolta differenziata: Cortuso e Corrieri rivendicano la paternità della scelta di associarsi con altro Comune

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NEMI (RM) – Sulla notizia data ieri da questo quotidiano che l’amministrazione comunale di Nemi guidata dal sindaco Alberto Bertucci ha stipulato una convenzione con quello di Ariccia per la condivisione dell’isola ecologica che permetterà l’avvio del servizio di raccolta differenziata i consiglieri di “Ricomincio da Nemi” Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri sono intervenuti con una nota dove sostanzialmente rivendicano la scelta risolutrice di associarsi con altro Comune vista la mancata possibilità di realizzare un’isola ecologica sul territorio comunale.

“Il comune di Nemi e il comune di Ariccia stanno stipulando un Protocollo di Intesa per l’utilizzo di una parte del centro comunale di raccolta di Ariccia sito in via Campoleone. – Commentano i consiglieri comunali Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri – Esiste una delibera di Giunta del comune di Ariccia – proseguono i due consiglieri – che approva la richiesta formalizzata dal comune di Nemi e lo schema di protocollo di intesa tra i due comuni. Si è ancora in attesa di un’analoga delibera da parte del comune di Nemi (con calma per favore, troppe emozioni tutte insieme). Certo, ci sono aspetti che devono essere precisati, come il prezzo che questo servizio ci costerà ad esempio, ma siamo sicuri che il nostro sindaco saprà comportarsi come un buon padre di famiglia?”

Cortuso e Corrieri e il programma elettorale presentato nel 2017

“Ma tutto questo non vi ricorda qualcosa? A noi sì. – proseguono i consiglieri di “Ricomincio da Nemi” – La campagna elettorale del 2017, dove “Ricomincio da Nemi” indicò esattamente questa soluzione per risolvere il problema della raccolta differenziata a Nemi.

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE LA VIDEO INTERVISTA

Nemi, maggio 2017 – L’intervista di Chiara Rai al candidato sindaco Carlo Cortuso dove si affronta anche l’argomento raccolta differenziata.

All’epoca fummo considerati degli sprovveduti, dei dilettanti allo sbaraglio dagli stessi che oggi fanno il copia-incolla di quella proposta. Ma noi non serbiamo rancore. Anzi, al contrario, siamo contenti che quella nostra idea e le successive interrogazioni, i numerosi interventi in consiglio comunale e i vari articoli e post pubblicati sul tema, abbiano contribuito al risultato di oggi.

Di sicuro rimane il rammarico di aver perso due anni e mezzo, più i cinque della consigliatura precedente, più altri dieci delle consigliature Biaggi e Cocchi (con Bertucci vicesindaco), che hanno gravemente penalizzato il nostro territorio, consegnando a Nemi il triste primato di unico comune dei Castelli Romani senza una raccolta differenziata.

Certo i problemi rimangono tutti. Il protocollo scadrà tra 24 mesi e nel frattempo si dovrà comunque risolvere il problema dell’isola ecologica.

Problema non facile da districare qui a Nemi soprattutto se ci si affida a soluzioni semplicistiche e avventuriste.
Aiuterebbe, per esempio, condividere percorsi e idee. Soprattutto le informazioni. È normale trovare le informazioni sull’albo pretorio di un altro comune? È normale non trovare nulla di nulla sul sito istituzionale del comune di Nemi? O, come ci disse un consigliere comunale a noi dell’opposizione: “mentre voi fate le polemiche noi siamo chiusi in ufficio a lavorare”?
Bisogna aprire quelle porte! Dare le notizie invece di essere sempre oggetto di notizia. Non fosse altro che per giustificare i soldi che Bertucci spende tutti i mesi per l’ufficio stampa. Ma questa è un’altra storia.

Anche nella nostra cittadina avremo la raccolta differenziata. La notizia sembrerebbe certa. “Sembrerebbe” perché il nostro Sindaco, come da sua consolidata tradizione, non si è minimamente posto il problema di comunicarla o, più semplicemente, preannunciarla a chicchessia.
Per saperlo, noi comuni mortali, ci dobbiamo affidare ad una notizia apparsa su una testata web locale oppure andare a spulciare l’albo pretorio del Comune di Ariccia! Eh sì, perché il comune di Nemi e il comune di Ariccia stanno stipulando un Protocollo di Intesa per l’utilizzo di una parte del centro comunale di raccolta di Ariccia sito in via Campoleone. Esiste una delibera di Giunta del comune di Ariccia che approva la richiesta formalizzata dal comune di Nemi e lo schema di protocollo di intesa tra i due comuni.
Si è ancora in attesa di un’analoga delibera da parte del comune di Nemi (con calma per favore, troppe emozioni tutte insieme). Certo, ci sono aspetti che devono essere precisati, come il prezzo che questo servizio ci costerà ad esempio, ma siamo sicuri che il nostro sindaco saprà comportarsi come “un buon padre di famiglia”.
Ma tutto questo non vi ricorda qualcosa? A noi sì. La campagna elettorale del 2017, dove Ricomincio da Nemi indicò esattamente questa soluzione per risolvere il problema della raccolta differenziata a Nemi. All’epoca fummo considerati degli sprovveduti, dei dilettanti allo sbaraglio dagli stessi che oggi fanno il copia-incolla di quella proposta. Ma noi non serbiamo rancore. Anzi, al contrario, siamo contenti che quella nostra idea e le successive interrogazioni, i numerosi interventi in consiglio comunale e i vari articoli e post pubblicati sul tema, abbiano contribuito al risultato di oggi.
Di sicuro rimane il rammarico di aver perso due anni e mezzo, più i cinque della consigliatura precedente, più altri dieci delle consigliature Biaggi e Cocchi (con Bertucci vicesindaco), che hanno gravemente penalizzato il nostro territorio, consegnando a Nemi il triste primato di unico comune dei castelli romani senza una raccolta differenziata.
Certo i problemi rimangono tutti. Il protocollo scadrà tra 24 mesi e nel frattempo si dovrà comunque risolvere il problema dell’isola ecologica. Problema non facile da districare qui a Nemi soprattutto se ci si affida a soluzioni semplicistiche e avventuriste.
Aiuterebbe, per esempio, condividere percorsi e idee. Soprattutto le informazioni. È normale trovare le informazioni sull’albo pretorio di un altro comune? È normale non trovare nulla di nulla sul sito istituzionale del comune di Nemi? O, come ci disse un consigliere comunale a noi dell’opposizione: “mentre voi fate le polemiche noi siamo chiusi in ufficio a lavorare”?
Bisogna aprire quelle porte! Dare le notizie invece di essere sempre oggetto di notizia. Non fosse altro che per giustificare i soldi che Bertucci spende tutti i mesi per l’ufficio stampa. Ma questa è un’altra storia.

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Castelli Romani

Formalba, lavoratori senza stipendi: proclamato lo sciopero di tutto il personale

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ALBANO LAZIALE (RM) – Proclamato lo sciopero di tutto il personale dell’ente di formazione Formalba per l’intera giornata dell’11 dicembre.

Questa la decisione presa dall’organizzazione sindacale SGB-CUB insieme ai lavoratori Formalba rappresentati, dopo che l’azienda ha anticipato la sospensione dell’attività didattica per le festività natalizie al 14 dicembre con la possibilità anche di un posticipo del riavvio delle attività, nell’eventualità che le condizioni esterne non siano variate.

Condizioni esterne che vanno ricercate nella richiesta di incontro da parte del sindacato, quest’ultima disattesa dall’azienda, per discutere sulla grave crisi che in questo momento sta coinvolgendo la formazione professionale in generale e, in particolare, nel Lazio oltre al mancato pagamento degli ultimi 4 mesi che si aggiungono agli 8 arretrati.

Condizioni che a quanto riferiscono dal sindacato creano una costante incertezza sul proprio futuro lavorativo di una intera categoria di docenti e personale ausiliario e amministrativo oltre a quella che è stata interpretata come “la mancata volontà da parte delle istituzioni di istituire una commissione d’inchiesta sull’enorme debito provocato dalla malagestione della precedente società partecipata Albafor. Nonché la mancata trasparenza nella gestione dell’Ente Formalba in merito al piano di riorganizzazione amministrativa e del personale. E il mancato riconoscimento della Rappresentanza Sindacale Aziendale di SGB (oltre il 15% di adesione) da parte dell’azienda.”

  1. L’aumento delle risorse destinate dal Governo nazionale e dalla Regione Lazio alla Formazione Professionale in funzione delle reali necessità delle nuove generazioni e alle accresciute esigenze formative;
  2. Un bilancio degli effetti delle esternalizzazioni/privatizzazioni, avvenute nel settore negli ultimi dieci anni, sull’utenza e sui lavoratori; 
  3. L’istituzione di una commissione di indagine della Regione con le Amministrazioni Locali sullo stato dell’Ente e sulle responsabilità politiche ed amministrative che hanno determinato l’indebitamento di Formalba;
  4. La riapertura della graduatoria del personale della F.P. del Lazio (Albo previsto dalla Legge Regionale n. 23/92) e una sua piena attuazione, per garantire la qualità del servizio, impedire le pressioni indebite sui lavoratori, le discutibili e precarie assunzioni pre elettorali;
  5. Lo sblocco dei finanziamenti previsti e l’impegno da parte della Regione e della Città Metropolitana, ognuna per le sue competenze, affinché siano in futuro erogati regolarmente, il controllo (già nel bando di accreditamento) sulle effettive capacità economiche e gestionali delle aziende che si propongono per esercitare una funzione costituzionale pubblica come la formazione;
  6. Il pagamento da parte dell’Ente di tutte le spettanze ai lavoratori, d’altra parte  è stata una libera scelta della onlus “ Don Milani” e del suo Rappresentante Legale assumersi la responsabilità di gestire Formalba;
  7. Trasparenza nella gestione del piano di riorganizzazione amministrativa e del personale, con particolare attenzione alle nuove assunzioni; 
  8. Il riconoscimento della RSA di SGB e il versamento delle quote sindacali detratte dalle buste paga dei lavoratori iscritti al sindacato;
  9. Per il mantenimento dell’attività formativa secondo il normale calendario, per il riconoscimento della funzione e dello scopo dell’istituto contrattuale dell’autoaggiornamento, materia di contrattazione e pianificata.

“La decisione dell’azienda di chiudere la scuola per un periodo indeterminato, dal 14 dicembre con un preavviso di soli 4 giorni, – hanno dichiarato attraverso una nota i referenti SGB B. Battista  – D. Cicerchia – D. Agostini – arriva con una procedura che non rispetta tempi e procedure collegiali proprie di una scuola, né tantomeno la vita delle centinaia di famiglie di lavoratori e studenti che su di essa fanno conto per il proprio presente e futuro. Non possiamo non considerarlo un atto unilaterale – prosege la nota sindacale – a seguito della comunicazione da parte della scrivente che, già in data 5 dicembre 2019, ha diffidato l’azienda al pagamento delle mensilità arretrate, con l’indizione di una assemblea sindacale per il 16 dicembre, condizioni che se non soddisfatte annunciavano l’apertura della procedura di sciopero. L’uso strumentale dell’autonomia scolastica (che non è potere assoluto dei padroni della scuola) e dell’istituto contrattuale dell’autoaggiornamento non possono essere, a nostro parere, sufficienti a coprire la realtà di una vera e propria serrata, che causerà gravi e peggiori danni all’utenza e ai lavoratori, mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’ente, visto il periodo in cui cade: la fase della raccolta delle pre-iscrizioni per il prossimo anno formativo.”

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