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ROMA, FRANCESCO TAGLIENTE: ECCO LA RICETTA PER LA SICUREZZA

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Roberto Giachetti ha voluto in squadra come tecnico l'ex Questore di Roma

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Red. Politica

Roma – “Rilanceremo il partenariato, sia a livello capitolino che dei Municipi, con incontri tra l’Amministrazione, le Istituzioni, le categorie economiche, i rappresentanti della società civile di quartiere e le associazioni di volontariato. Il Consiglio per la Sicurezza Urbana sarà un Organo Collegiale Consultivo del Sindaco, per conoscere a fondo le problematiche della città ed individuare le cause di situazioni devianti o di quelle che determinino semplici percezioni d’insicurezza, per poi avviare iniziative di pertinenza comunale o interessare le Autorità competenti. A livello di Municipi proseguiremo l’esperienza avviata in fase sperimentale.”

Così il Prefetto Francesco Tagliente, ex Questore di Roma, chiamato da Giachetti a far parte della Giunta come tecnico, spiega nel dettaglio cosa si intende realizzare con il Consiglio per la Sicurezza Urbana che Roberto Giachetti ha previsto nel suo Programma. "Il Consiglio per la Sicurezza Urbana – chiarisce l'ex Questore – viene istituito per rispondere efficacemente all’esigenza di sicurezza dei cittadini. Servono nuove sinergie. E’ necessario intervenire per elevare gli standard di sicurezza e garantire a cittadini, operatori economici e turisti il diritto di essere e di sentirsi sicuri, in un contesto urbano e sociale in continua evoluzione come quello della Capitale. Nel territorio capitolino, – prosegue il prefetto Tagliente – all’abituale pressione demografica determinata da residenti, turisti, lavoratori pendolari, studenti e city users si sommano fattori dinamici, come eventi religiosi, culturali, sportivi, fieristici e manifestazioni, che quotidianamente si intrecciano con le dinamiche della vita di tutti i giorni. La crescente domanda di sicurezza registrata negli ultimi dieci anni, anche in proporzione all’incremento del benessere sociale, ha indotto la collettività a prestare maggiore attenzione alla qualità della vita".


Oggi la sicurezza esplica un concetto avanzato, intimamente legato alle potenzialità di sviluppo economico della città. "Assicurare al tessuto urbano, finanziario, sociale e infrastrutturale – evidenzia Tagliente – un integrato e capillare sistema di sicurezza, contribuisce ad offrire alla Capitale importanti opportunità di progresso e la tutela dello straordinario patrimonio artistico, storico e architettonico.In questa prospettiva, – prosegue l'ex Questore – le attività del progetto puntano ad un incremento progressivo sia della sicurezza reale, legata all’effettivo tasso di criminalità e intesa come tutela dell’incolumità personale dei cittadini rispetto alla minaccia di essere vittime di un reato, sia della sicurezza percepita. Come noto la sensazione di sicurezza è determinata da molteplici variabili, tra cui il degrado urbano e ambientale del territorio in cui si vive o lavora, i comportamenti che violano le regole di civile convivenza e le conseguenze delle attuali trasformazioni sociali, culturali, relazionali, nonché la generale crisi dei valori".

Su tale percezione di sicurezza possono incidere anche la fiducia nelle Istituzioni, la visibile presenza sul territorio delle Forze e dei Corpi di Polizia e le cronache dei mass-media. Nonostante i dati statistici, – evidenzia il Prefetto Francesco Tagliente – comunicati dal Ministro dell’Interno e dal Questore di Roma, evidenzino che rispetto al passato c’è stata una generalizzata diminuzione dei reati, il senso d'insicurezza percepito dai cittadini rimane e, in alcuni casi, risulta superiore agli effettivi tassi di criminalità reale. Una tale condizione ha determinato un mutamento progressivo delle esigenze e delle istanze dei cittadini in materia di sicurezza, con la conseguente necessità di individuare strumenti e metodologie di intervento adeguati e sempre più rispondenti alle esigenze dei “city users”. Questo progetto si configura come un’evoluzione della precedente politica di sicurezza improntata sulla “vicinanza alla gente” e punta ad interventi di “coinvolgimento del cittadino”, per una maggiore partecipazione della popolazione alla macchina della sicurezza.Il cittadino, nel duplice ruolo di destinatario e protagonista della sicurezza, assume il valore di “partner” attivo nella difesa di questo importante diritto individuale e collettivo.
La sicurezza, da concetto generico e prerogativa dello Stato, diventa oggetto di una politica di tutela partecipata e diffusa sul territorio, in cui il cittadino è attore protagonista".

Il partenariato pone, dunque, al centro delle strategie di “partecipazione” le esigenze del cittadino e del territorio in cui vive. Si avvale delle collaborazioni e delle positive sinergie tra Forze dell’ordine, Enti locali, associazioni di categoria e cittadino. Si qualifica – prosegue ancora Tagliente – per l’azione sinergica, in grado di ottimizzare le risorse, esperienze, strumenti e competenze nel perseguimento di obiettivi comuni. Con tali presupposti, la condivisione degli intenti e il coordinamento delle azioni escono dai confini delle sedi tecniche degli addetti ai lavori, per investire tutti i soggetti portatori di esigenze, sul piano sociale e operativo.
Una maggiore partecipazione di tutti i partner alle politiche di sicurezza si traduce in positivi e concreti processi di confronto, conoscenza reciproca, concertazione, consapevolezza delle diversità e cooperazione strategica. Per orientare l’azione di Polizia alle specifiche esigenze del territorio diviene imprescindibile potenziare i canali informativi interni, facendo ricorso a esperienze maturate, al servizio di pronto intervento, a internet, alle segnalazioni e richieste dei cittadini. Dati da interfacciare con le fonti esterne, utili a quantificare l’incidenza dei reati non denunciati: sondaggi, statistiche, rilevamenti di osservatori, associazioni, istituzioni, etc. In ultimo, valorizzare i sistemi, interni ed esterni, di raccolta e analisi delle informazioni, razionalizzare i flussi informativi, ottimizzando l’analisi dei dati e predisponendo ricerche e approfondimenti sulle criticità evidenziate.In un momento in cui si registra una tendenziale carenza di risorse è necessario e doveroso ottimizzare le limitate risorse esistenti, pianificando e finalizzando con cura il loro impiego su specifici obiettivi, prevedendo tempi e fattibilità degli stessi ed eventuali istanze per acquisire maggiori risorse.

"Analizzate le esigenze della collettività e verificate le risorse disponibili, – illustra con dovizia di particolari il Prefetto Tagliente –  il progetto ha quindi previsto una programmazione degli interventi sulla sicurezza, che tenga conto della specificità delle esigenze e della tempistica necessaria alla loro risoluzione. Sia nella fase di progettazione sia in quella di valutazione dei risultati raggiunti, ciascuna strategia di intervento viene illustrata e sottoposta alla valutazione di tutti. Viene così favorito il processo di confronto e condivisione tra i vari livelli dell’organizzazione e gli uffici. Lo scopo è quello di evitare dubbi interpretativi nell’attuazione e, allo stesso tempo, la messa a fattor comune del patrimonio conoscitivo di ciascuno nell’ottica dell'ottimizzazione dei risultati.Questo metodo di lavoro esalta i momenti di incontro in cui possono emergere idee per l’individuazione di soluzioni e ulteriori contributi. Coinvolgere le diverse professionalità, a tutti i livelli, orienta tutti i partecipanti al risultato e al massimo sviluppo delle singole potenzialità. Il clima positivo e propositivo favorisce la collaborazione e la comunicazione, consentendo una migliore gestione delle criticità e una forte motivazione del personale per il raggiungimento degli obiettivi condivisi. In questa ottica può essere attuata anche una politica d'interventi nei diversi contesti, cosiddetta “a singhiozzo” e “a macchia di leopardo”. I servizi vengono, cioè, pianificati sulla base di una continua rimodulazione orientata alla variazione della tempistica e delle modalità d'intervento, sfruttando così anche “l’effetto sorpresa” e limitando il rischio della loro prevedibilità. Fattori ambientali e sociali come la tradizione criminale di un luogo, il senso civico di una comunità, l’incidenza dell’immigrazione clandestina, il sostegno all’integrazione e all’associazionismo solidale, il degrado urbano e socio-economico, sono solo alcuni aspetti meritevoli di attenzione. Il modulo organizzativo e di collaborazione è stato pensato per affrontare il concetto della sicurezza nella sua totalità, con particolare attenzione al controllo del territorio, alla prevenzione situazionale, alla vivibilità urbana, alla tutela delle vittime di reato e delle categorie più deboli. Per amplificare gli effetti degli interventi pianificati, finalizzati ad incrementare sia la sicurezza reale sia quella percepita, il progetto mira anche a orientare e incentivare il contatto fiduciario tra utente e Polizia Municipale.Questo obiettivo viene perseguito favorendo una migliore conoscenza dell’Istituzione, potenziando l’accessibilità agli uffici e ai servizi al pubblico.
Il progetto realizza, dunque, un più agevole accesso ai servizi, insieme alla garanzia di una continuità nel funzionamento degli uffici aperti al pubblico, ad una maggiore tempestività nella risposta alle esigenze degli utenti. Nella stessa direzione vertono anche la gestione personalizzata degli esposti e la semplificazione e standardizzazione delle procedure burocratiche. Sempre più rilevante attenzione viene poi assicurata allo sviluppo di una maggiore propensione all’ascolto da parte degli operatori, anche attraverso corsi di formazione e aggiornamento volti ad incrementare la professionalità e a migliorare l’approccio e il rapporto con l’utente.

Attività strategiche per comprendere le esigenze dei cittadini e migliorare la qualità del servizio erogato sono l’ascolto e la rilevazione costante del grado di soddisfazione degli utenti. Elevati standard di sicurezza corrispondono ad elevati livelli di soddisfazione, che possono così essere raggiunti rispondendo alle aspettative dei cittadini. Standard rilevanti, significativi, misurabili, monitorati, divulgati, comprensibili, verificabili e, per questo, più facilmente e diffusamente percepiti dagli utenti. Una sistematica e costante attività di comunicazione delle attività svolte e dei risultati ottenuti, anche attraverso mass media e internet, permette di informare dettagliatamente il cittadino sulle evoluzioni delle azioni di prevenzione e contrasto alle differenti forme d’illegalità. Investire sulla comunicazione per una corretta informazione, all’insegna della trasparenza sull’operato degli erogatori dei servizi, può accrescere la percezione di sicurezza nella popolazione.
Il riconoscimento e l’apprezzamento dei positivi effetti prodotti dalla nuova politica di prevenzione e contrasto dei reati, sempre più diffuso e trasversale alle varie componenti della società, produce un graduale cambiamento dei valori di riferimento e un rafforzamento della fiducia nell’operato dell’Amministrazione.
Nel dispositivo messo a punto, ruolo fondamentale riveste la fase di monitoraggio e stima dei risultati raggiunti nelle fasi intermedie di avanzamento del progetto. Il sistema di controllo permette l’attivazione immediata di accorgimenti correttivi, per migliorare l’efficacia delle strategie e l’impatto delle azioni di Polizia sul livello di sicurezza reale e percepita dai cittadini.

La validità delle modalità operative adottate e delle singole azioni, intraprese da operatori e soggetti coinvolti, possono essere costantemente valutate e adeguate alle trasformazioni delle esigenze di sicurezza e di disponibilità di risorse. Eventuali correttivi in itinere consentono una rimodulazione del progetto, agendo unicamente sulle iniziative rivelatesi inefficaci o inefficienti. Tale metodo – conclude il Prefetto Tagliente – permette una gestione del progetto in base all’adeguatezza delle azioni intraprese per il raggiungimento degli obiettivi desiderati, a fronte dell’elevato numero di variabili che agiscono dinamicamente sul territorio e nella società".

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

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Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

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ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

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Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

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ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

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