Connect with us

In evidenza

Roma-Giardinetti, l’appello del Comitato di Torre Maura: “Toglieteci dall’isolamento”

Clicca e condividi l'articolo

A pochi giorni dal comunicato congiunto, il Presidente del CdQ Trebbi sottoscrive il documento in favore della ferrovia

Print Friendly, PDF & Email

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ROMA – A pochi giorni dal comunicato stampa sugli esiti del tavolo congiunto tra associazioni e comitati pro Roma-Giardinetti che, promosso da Andrea Ricci dell’ORT-Osservatorio Regionale sui Trasporti, si è svolto 14 gennaio nella sede di Legambiente Lazio, il Comitato di Quartiere di Torre Maura tira le somme. Sottoscrive il documento e chiede di partecipare ai lavori futuri, consapevole delle difficoltà, oggettive, che il quartiere sta attraversando da quanto il trenino è stato soppresso.

A parlarne ai nostri microfoni è il Presidente Alfredo Trebbi: “Il Comitato di Quartiere Torre Maura condivide totalmente le proposte emerse nel tavolo congiunto, ammodernamento della linea e, soprattutto, riapertura immediata della tratta Centocelle-Giardinetti, necessario per far uscire dall’isolamento in particolar modo il nostro quartiere”.

Il Presidente del CdQ Alfredo Trebbi

Non è la prima volta che da quelle strade si levano richieste del genere. “Siamo convinti che il ripristino della citata tratta ferroviaria sia fondamentale per tutti, cittadini e commercianti, pertanto abbiamo la necessità di una risposta chiara e concreta dopo anni di attese. Inoltre”, prosegue il Presidente Trebbi, “il tema dell’inquinamento ambientale è argomento da noi molto sentito: troviamo assurdo che per raggiungere le fermate della Metro C, siamo costretti a utilizzare le auto private, e che quella tratta sia stata sostituita da bus, che tra l’altro passano di rado. Dobbiamo lottare”, conclude, “per il ripristino della ferrovia”. Il Presidente quindi chiede di “aderire come Comitato di Quartiere” al “tavolo congiunto con le altre associazioni”.

“Piena solidarietà e sostegno ai cittadini e commercianti”, rincara Alessandra Vasselli abitante e attivista del Comitato stesso, “per questi anni di immobilismo e silenzio davanti ad una critici. Invito i cittadini a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale di domani pomeriggio [24 gennaio, ndr] che discuterà e voterà la mozione sul potenziamento della linea e riapertura fino a Giardinetti”.

“Nel 2015 la limitazione della Roma Giardinetti a Centocelle ha portato i quartieri della Casilina, e in special modo il quartiere di Torre Maura, a un totale isolamento”, dichiara il giovane Mattia D’Amico, studente universitario e membro dell’UTP,associazione che fa parte, insieme a Legambiente Lazio e altre realtà del Comparto, dell’Osservatorio Regionale sui Trasporti, e come tale presente al tavolo congiunto. Anche lui abita a Torre Maura e sa cosa significa muoversi in assenza del treno. “La Metro C ha una frequenza rinomatamente insufficiente e il servizio autobus di superficie, il 106, è inadeguato. Mancano punti di collegamento tra le due linee su ferro e per fare un viaggio di pochi km ci vuole un’ora”.

Un’analisi che non fa una grinza: “L’isolamento forzato a cui siamo stati sottoposti in seguito alla limitazione della Roma Giardinetti deve finire”, aggiunge perentorio, il trenino effettuava nel quartiere tre fermate nevralgiche, ‘Torre Spaccata’ (poco prima del Policlinico Casilino), ‘Torre Maura’ (all’intersezione delle frequentatissime vie commerciali del quartiere, Colombi e Rondini) e la lontana ‘Tobagi’, dove attualmente i cittadini scendono per prendere la Metro. Che per l’appunto si trova lontana dal cuore del quartiere. Da abitante di Torre Maura ed ex studente del Liceo Kant di Tor Pignattara, ho potuto subire in prima persona il tracollo del TPL in questo quadrante. Provate infatti a raggiungerla da Torre Maura: i 45 minuti della metro (se tutto va bene…) non sono per niente paragonabili ai 15 del trenino. È necessario quindi che tutte le associazioni, e in modo particolare il Comitato di Quartiere Torre Maura, alzino la voce per pretendere la riapertura e l’ammodernamento della linea. Da membro dell’Associazione Utenti del Trasporto Pubblico, ribadisco che il trenino e la Metro non sono in competizione, ma in sinergia per un TPL moderno, efficace e per tutti”.

La mozione, presentata il 18 dicembre scorso dalla consigliera capitolina Svetlana Celli, riprende sostanzialmente i punti fermi del documento emerso dal tavolo congiunto. E non manca l’attesa: infatti, appena l’associazione TrasportiAmo ha raso noto il giorno e ora della seduta (venerdì 24 gennaio dalle ore 14), il post facebook è diventato subito virale. Molte le adesioni, il sostegno, anche da parte delle organizzazioni sindacali che, insieme a numerosi cittadini, parteciperanno ai lavori dell’Aula.

Foto Copertina di Alessio Cellanetti, per gentile concessione

Print Friendly, PDF & Email

In evidenza

ANCRI, un anno di impegno per le Pari Opportunità

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

*di Eliana Tagliente

Oggi ricorre per me un anno di Delega Nazionale alle pari opportunità ANCRI (da maggio 2019 sono anche membro del Comitato Pari Opportunità Regione Lazio del Gruppo FS). E’ un giorno di riflessioni su un anno difficile per tutti, che ci ha impedito di incontrarci e ci ha distratto dagli obiettivi.

Ripenso come a un episodio lontanissimo, ma che risale poi a solo un anno fa, a quando in tempi non sospetti con l’ANCRI abbiamo attirato l’attenzione della Commissione Pari opportunità Rai e la COMMISSIONE DI VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI ottenendo la condivisone del Presidente della RAI – Marcello Foa – sulla necessità di evitare linguaggi che in qualche modo istighino alla violenza contro le donne nelle trasmissioni televisive.

Abbiamo portato l’attenzione sulle difficoltà che la burocrazia pone i disabili, mettendo sul piatto lo snellimento dell’accesso nelle ZTL alle persone disabili; focalizzato l’attenzione sul rinnovo delle patenti speciali e messo le basi perché si pensi ad agevolazioni alle aziende che lasciano lavorare serenamente, garantendogli parità di trattamento, persone affette da disabilità (anche per non pesare sui sussidi assistenziali).

Di questo ringraziamo Officina Stampa e la conduttrice Chiara Rai per il supporto

Eliana Tagliente ospite a Officina Stampa del 10/12/2020


L’Emergenza sanitaria ci ha frenati senz’altro ma non fermati


Da qui però una riflessione, l’emergenza sanitaria non ha fermato noi con i progetti, ma non ha fermato neanche la violenza contro le donne.Con il pensiero a chi in questo anno oltre alle difficoltà di tutti ha subito violenza, oggi la giornata non può che essere celebrata con la riflessione che mi ha lasciato la lettura di “un anno di Codice Rosso, reati spia e femminicidi” pubblicato nel 2020 dal Ministero dell’Interno in celebrazione del 25 novembre, giornata istituita dall’ONU (Risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999) come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, considerando tale fenomeno una violazione dei diritti umani.
il 9 agosto 2019 (a 6 mesi dal lockdown totale che ha caratterizzato il 2020) è entrato in Vigore il Codice Rosso, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato meccanismi di tutela delle vittime, attraverso il potenziamento di strumenti d’indagine e dell’azione giudiziaria.

I Nuovi reati introdotti:

  1. Violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis c.p.);
  2. Costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.), volto a contrastare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni forzati e delle spose bambine;
  3. Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, cosiddetto revenge porn (art.612-ter c.p.), che punisce, chi “dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde, immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”. La stessa pena si applica anche nei confronti degli eventuali condivisori che, avendo ricevuto o acquisito le immagini, le diffondano al fine di creare danno alle vittime. Aggravanti specifiche sono previste se il reato viene commesso all’interno di una relazione affettiva, se vengono usati strumenti informatici e se i fatti vengono commessi nei confronti di soggetti in stato di inferiorità fisica o psichica.
  4. Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-quinquies c.p.), per cui è previsto l’ergastolo se dal fatto consegua un omicidio.
    Dal monitoraggio effettuato sul primo anno di vigenza del nuovo codice Rosso, che comprende appunto tutto il periodo di lock down totale (periodo considerato agosto 2019-agosto 2020), emerge che nella Regione Lazio sono stati commessi 46 delitti ex art. 612 ter c.p. (Revenge porn -diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) con un’incidenza del 73% su vittime di sesso femminile (primato alla Lombardia con 141 casi ed un’incidenza femminile dell’82%, 209 delitti ex art. 387 bis c.p., (violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla per-sona offesa), più del Lazio solo la Sicilia con 231 casi.
    Un’analisi particolare è stata dedicata però ai cosiddetti reati spia, vale a dire tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere, espressione dunque di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica diretta contro una donna in quanto tale: gli atti persecutori o stalking (art. 612-bis c.p.), i maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.) e le violenze sessuali (art. 609-bis, 609- ter, e 609-octies c.p.). Analizzando il numero di reati commessi nel periodo gennaio-settembre 2020, confrontato con l’analogo arco temporale del 2019, è emerso che, nel periodo 2020 l’andamento è altalenante, con numeri comunque inferiori rispetto a quelli del 2019, ad eccezione dei maltrattamenti, che ha però subito un aumento a partire dal mese di maggio.
    Un approfondimento sull’età delle vittime dei reati di specie, evidenzia come la maggior parte delle donne vittime di violenza abbia un’età compresa tra 31 e 44 anni.
    Le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono vittime, nella maggior parte dei casi, di partner o ex partner, negli altri casi risultano uccise per mano di genitori o figli.
    Il trend dei due periodi (gennaio-settembre 2019 e gennaio-settembre 2020) mostra invece un aumento dell’incidenza delle vittime donne in ambito familiare/affettivo (dal 62% al 70%).
    Soprattutto il primo periodo di lockdown totale ha costretto molte donne alla convivenza prolungata con i propri aggressori, lì dove la violenza avviene proprio tra le pareti domestiche.
    La Presidente Carnieri Moscaelli del Telefono Rosa parla di ben 86 femminicidi nel 2020, 10 in più rispetto al 2019.
    Certamente la convivenza forzata con gli aggressori, spesso proprio parte del nucleo familiare, non ha aiutato le vittime, spesso impossibilitate anche a raggiungere le forza dell’Ordine o a chiedere aiuto alle tante associazioni presenti sul territorio.
    Sempre la Presidente Moscatelli, in un’intervista riportata lo scorso 2 gennaio su “La Provincia di Crema”, riferendosi proprio agli effetti del lockdown sugli episodi di violenza ha detto: “Durante il lockdown abbiamo assistito a un climax elevato di odio nei confronti delle donne, sfociato in ripetuti atti di violenza, vessazioni, abusi e femminicidi. Le donne sono state il bersaglio più colpito, senza esclusione di colpi. Lasciate purtroppo sole e indifese a combattere una battaglia dura”……”quello che vogliamo come Telefono Rosa, come donne, come madri e figlie è un impegno concreto, un programma a lungo termine che con interventi seri e mirti possa davvero sconfiggere la violenza. Per farlo serve che tutti e soprattutto le Istituzione e la politica abbiano la voglia di collaborare attivamente. Dobbiamo creare tavoli di lavoro, formare giovani educare al rispetto.
    L’educazione al rispetto credo parta proprio dalla conoscenza del problema.

*Delegata Nazionale alle Pari Opportunità dell’Ancri

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Bimba morta per una “challenge”, lo psicologo: “Riflettiamo sull’utilizzo dei social e sulla cultura della competizione”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La morte di una bambina di 10 anni, a Palermo, collegata forse a un gioco perverso sui social, impone alcune riflessioni. Cosa cambia, in fondo, rispetto alle prove di coraggio che i bambini di qualche generazione precedente sostenevano tuffandosi per esempio da una scogliera? Probabilmente la circostanza secondo cui il pericolo, per via di un utilizzo non corretto dello smartphone, può trovarsi direttamente nelle nostre case. “Entrare dentro i fatti di cronaca è sempre molto difficile, soprattutto quando si configurano come tragici incidenti di percorso di cui poco sappiamo. Forse è più utile – spiega lo psicologo e psicoterapeuta Calogero Lo Piccolo – riflettere sul terreno che ha reso possibile, non determinato, quel particolare incidente. Perché gli incidenti per definizione fanno parte della quota di precarietà dell’esistenza. In questa vicenda il terreno è formato dal mezzo, i social, e dall’uso dello stesso”.

Dunque il potenziale pericolo è legato allo strumento o all’utilizzo che se ne fa? “Discutere dell’ipertrofia assunta dai social, ma dalla vita in virtuale in genere, in questa particolare contingenza storica diventa persino ridondante. Ne siamo tutti catturati, ben al di là delle soggettive intenzioni. Più interessante – aggiunge lo psicologo nonché consigliere dell’Ordine degli psicologi della Regione Siciliana – potrebbe essere cercare di riflettere su questi particolari giochi cui si partecipa attraverso i social: la challenge, la sfida. Che certamente non nasce dal social e che tra ragazzini e non solo si sono sempre svolte. A volte con esiti ugualmente tragici. Prove di valore e coraggio come le gare di tuffi da alte scogliere”.

Una tragedia come quella che si è consumata nella Kalsa, cuore del centro storico palermitano, ci conduce probabilmente verso alcuni quesiti. “Cosa colpisce quindi – si chiede Lo Piccolo – rispetto a un tragico fatto come la morte accidentale di una bambina di 10 anni? Che il rischio arrivi dentro casa? Che tutto avvenga in solitudine? Che crolli l’illusione della protezione e della sicurezza che un genitore o un adulto può offrire? Probabilmente tutto questo assieme, e molto altro. Forse però sarebbe utile riflettere su quanto la cultura di esaltazione della competizione in cui tutti ci troviamo immersi possa fare da fertilizzante per l’assunzione di rischio soggettiva”.

Uno dei problemi potrebbe essere legato a ciò che l’avvento dei social hanno determinato nella nostra società. “La competizione non è più considerata nella cultura contemporanea come un problema in sé, si preferisce rimuovere tutti gli aspetti distruttivi – conclude lo psicologo – che potenzialmente sono sempre insiti nella stessa. Siamo tutti dentro un reality show che richiede performance ammirevoli, dentro un talent in cui guadagnare voti. Dentro la dicotomia figo-sfigato. Tutti partecipi, complici e vittime allo stesso tempo. I social hanno solo moltiplicato all’infinito la platea e i palchi. E con questo facciamo i conti, anche negli esiti estremi”.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Costume e Società

Rai Gulp, pipistrelli al centro della nuova puntata di #Explorers – Community

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Sabato, alle ore 14.05. In replica domenica alle 14.05 su Rai Gulp e su RaiPlay

I pipistrelli saranno al centro della nuova puntata di #Explorers – Community, il magazine per ragazzi di Rai Gulp. Sabato 23 gennaio, alle 14.05 sul canale 42 e su RaiPlay (e in replica domenica alle 14.05), il giovane ornitologo Francesco Barberini spiegherà al pubblico le caratteristiche di questi particolari mammiferi.

Barberini, che nel 2018 è stato nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella, nelle scorse settimane è stato protagonista su Rai 1 di una puntata della trasmissione “Porta a Porta”, dove ha dialogato con il conduttore Bruno Vespa sulla sua passione per il bird watching e l’ornitologia.

In questa puntata ci sarà anche la youtuber Silvia Mungiello, che ha ideato un canale “Telesilvia”, tutto dedicato al mondo dei cavalli. Spazio anche ad Elia Salamone, che con il canale “Elly for Kids” propone ai bambini giochi, indovinelli e reinterpretazioni di favole.

Nella rubrica dedicata alla musica il percussionista Tommy Miglietta dialogherà con la boy band statunitense dei Why Don’t We, che sono tornati con il nuovo album The Good Times And The Bad Ones.

In questa puntata ci saranno le youtuber Le Giorgie, il giocoliere e acrobata, Lorenzo Locati e l’intervento comico di Kiara Emanuele.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti