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Roma

ROMA, GIU' LE MANI DA CINECITTA'.

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Tempo di lettura 3 minuti Il piano industriale dell'Italiana Entertainment Group, proprietaria degli studios prevede la costruzione di un centro fitness, una beauty farm, un hotel e un parco a tema

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Comandini (Idv): "Occorre fermare questo scempio e restituire cinecittà al suo ruolo. Diamo un bel calcio ai poteri forti che stanno distruggendo l'Italia."

 

Alberto De Marchis

Oltre 200 lavoratori di Cinecittà hanno manifestato ieri 21 giugno contro la possibile esternalizzazione e delocalizzazione di una parte delle attività degli studios. L’appuntamento in piazza di Cinecittà dove il corteo si è diretto poi al piazzale sul retro dello storico ingresso degli studi. Una bara con un manichino raffigurante un lavoratore è stata poggiata vicino la scenografia de “Il Casanova” di Federico Fellini. Il piano industriale presentato a metà maggio da Italiana Entertainment Group, proprietaria degli studios, tra i cui azionisti  ci sono Luigi Abete e Aurelio De Laurentis, prevede infatti la cassa integrazione per alcuni dipendenti e lo spacchettamento della maggior parte di loro in due società. Circa 60 tra addetti alle scenografie e allestimenti si vedrebbero quindi  esternalizzati negli studi ex De Laurentis sulla via Pontina. Gli addetti alla post produzione invece verrebbero “affittati” per tre anni al colosso americano Deluxe.
I sindacati confederali però non ci stanno. E sostengono che questa operazione celerebbe la volontà di “svuotare gli studi” per poi successivamente dare inizio ad un progetto di riconversione di parte della struttura. I piani di Ieg prevederebbero anche la costruzione di un centro fitness, una beauty farm e un hotel a fianco dei teatri di posa. Una scelta in direzione di un parco a tema del cinema. “Siamo contrari al piano industriale presentato da Ieg, mette a rischio la stabilità di 250 famiglie, dentro a questo progetto noi leggiamo la volontà di smantellare gli studi, – dichiara Alberto Manzini, segretario generale Sic-Cgil che prosegue affermando – La proprietà dice di voler realizzare opere che valorizzano Cinecittà ma è singolare che si pensi prima a cementificare con palestre e hotel e poi alle produzioni cinematografiche”. Il senatore Pd Vincenzo Vita, presente ieri insieme ai  lavoratori, ha sollevato la questione a Palazzo Madama e al Ministero dei Beni Culturali. “Qui rischiamo di assistere ad un arrembaggio edilizio che smantella in un colpo solo Cinecittà-Istituto Luce per affittarla, senza la garanzia per i lavoratori”. Marco Comandini segretario dell'Italia dei Valori di Marino presente al sit in insieme alla sezione del X Municipio dell'Idv ha dichiarato: "Occorre fermare questo scempio e restituire cinecittà al suo ruolo. Diamo un bel calcio ai poteri forti che stanno distruggendo l'Italia." Oggi pomeriggio 22 giugno è in programma un incontro tra la proprietà e i sindacati per tornare a parlare del piano industriale. Per il prossimo 25 giugno invece è stata programmata un’assemblea di lavoratori e movimenti all’interno degli studi.

TESTO DEL VOLANTINO DISTRIBUITO IERI DURANTE LA MANIFESTAZIONE


CINECITTÀ CHIUDE
I vertici di cinecittà hanno messo in atto tutta una serie di operazioni di spacchettamento delle attività degli studios, con la complicità ed il tornaconto di altre aziende del settore. L’affltto di tutto il ramo d'azienda della post produzione alla multinazionale Deluxe italia e Deluxe Digital Rome; il trasferimento del personale delle costruzioni scene sulla società cinecittà allestimenti tematici, di nuova costituzione; la cessione dei lavoratori dei mezzi tecnici a Panalight Studios; la dichiarazione di esubero per il personale con professionalità senza ricollocazione sul mercato, faranno di cinecittà una scatola vuota. nessuno più cura che sia rispettato quanto prescritto dallo stato ai tempi del contratto di privatizzazione – “che l’attività prevalente degli stabilimenti sia quella cinematografica” -, mentre il marchio cinecittà viene utilizzato per altri business, attraverso altre società, in contesti che nulla hanno a che fare con il cinema (parchi tematici e naturalistici, outlet commercial! ed eventi museali). soprattutto, tutto questo  avviene senza alcuna tutela dei lavoratori e delle loro professionalità, minando l’equilibrio esistente presso società quali Deluxe che in buona parte assorbiranno questo personale, riducendo drasticamente le possibilità di formazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori tutti. I lavoratori non ci stanno.  Perche' il dottor Luigi Abete e i soci abbandonano gli interessi del cinema e dell'audiovisivo italiani, impegnandosi in altre attività estranee al settore, mentre, allo stesso tempo, i manager di cinecittà ricevono importanti incarichi istituzionali, quali quello di direttore generale del Festival del Cinema di Roma? Perchè non viene permesso al sindacato e alle parti sociali di entrare nel merito di questi accordi tra aziende, permettendo di capire quali prospettive esistono per il futuro dei lavoratori coinvolti? Perché si continua a negare l’esistenza di un piano industriale? Perché la mala gestione di cinecittà dovrebbe impattare sulla realtà di altre aziende, quali Deluxe, limitando le possibilità di mantenimento del posto di lavoro a tanti altri lavoratori? Per quale motivo si deve rinunciare ad una realtà produttiva e culturale sul territorio di  Roma e del Lazio, in grado di produrre un numeroso indotto di lavoro, solo perché si e' deciso di perseguire business diversi, senza valutare l'opportunità di lasciare spazio a chi volesse rilanciare gli stabilimenti? Perché cinecittà, 74 anni dopo la sua fondazione, deve essere ridotta ad un marchio commerciale per parchi gioco e per un museo che ne ripercorra le glorie passate, minando
per sempre il suo futuro? salviamo cinecittà salviamo  il lavoro! . .  
 

Cronaca

Bracciano, truffavano gli anziani: coppia in manette

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Nella mattinata del 17/08/2022, al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Bracciano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura, a carico di due soggetti, un 34enne e una 50enne campani, gravemente indiziati di essere i responsabili di 5 truffe ai danni di anziani, perpetrate tra maggio e luglio nei comuni di Manziana, Anguillara Sabazia, Grottaferrata, Lugo e Asola. Le vittime designate venivano contattate al telefono da persone che, spacciandosi per carabinieri, riferivano di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano cagionato gravi lesioni alla controparte; una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del congiunto che tuttavia, trovandosi in ospedale, non avrebbe potuto contattarla direttamente, i malviventi asserivano che se non avesse immediatamente corrisposto una cospicua somma di denaro, le conseguenze legali sarebbero potute essere molto gravi. Carpita dunque la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quei momenti non poteva che essere di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il “finto carabiniere” concordava un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro, al quale avrebbe provveduto un fantomatico avvocato, impersonato sempre dall’uomo. Così mentre la donna faceva “da palo” attendendo in macchina, l’uomo si recava presso l’abitazione dell’anziano caduto nella trappola, facendosi consegnare tutto il denaro contante prontamente disponibile (somme tra i 300 e i 3000 euro) e in alcuni casi anche gioielli di valore (orecchini, bracciali, anelli e fedi).

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Castelli Romani

Frascati, affidati i lavori per riaprire al pubblico il Parco archeologico di Cocciano

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Ancora interventi al Parco Archeologico di Cocciano a Frascati al centro di lavori di messa in sicurezza e fruibilità dell’area.

Il Parco Archeologico, inaugurato anni fa è ora chiuso perché necessita di essere sicuro per il pubblico che ne usufruisce. Il Ministero degli Interni di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno finanziato la messa in sicurezza per 900 mila euro.

Il recupero della piena fruibilità avverrà sotto l’Alta Sorveglianza della Competente Soprintendenza Archeologica.

Nel Parco Archeologico di Cocciano sono conservati i resti della Villa dell’imperatore romano Tiberio (I sec. d. C.) ed un complesso turrito. Questo sito è caratterizzato da un’interessante compresenza di archeologia e edilizia storica che rendono il parco un unicum con elementi visivi di notevole bellezza, distendendosi su un terreno che scende gradatamente e nel quale sono emersi vari ambienti di epoca romana appartenenti alla villa, compresa una cisterna. Tutta la struttura è circondata da uliveto e offre una suggestiva vista su Roma. I lavori fanno seguito ai primi interventi di recupero dell’area archeologica, che erano stati effettuati più di dieci anni fa, e prevedono la messa in sicurezza degli spazi adiacenti il casaletto turrito, per adibirli a locali al servizio delle attività di tutela dei beni presenti nel parco: la grande cisterna ovale, i grottoni e le murature di epoca romana affioranti dal terreno.

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Castelli Romani

Nemi, ordinata la chiusura dello storico bar delle fragole per dei lavori fatti 30 anni fa

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Il bar intanto è aperto in attesa della verifica della documentazione attestante la regolarità del locale presentata dal tecnico del titolare

NEMI (RM) – Ordinata la chiusura dello storico “Bar delle Fragole” di Nemi di Corso Vittorio Emanuele per attività svolta in locali non agibili e su superfici non autorizzate.

La decisione è stata presa dal responsabile del servizio tecnico comunale, Massimo Salvatori, che ha ordinato la cessazione dell’attività di pubblico esercizio dopo il sopralluogo al locale effettuato dai Carabinieri che hanno riscontrato diverse irregolarità, in particolare:

  • L’apertura di un muro portante interno tra la sala di somministrazione e il laboratorio a freddo dietro il bancone;
  • Ampliamento della superficie di vendita rispetto quanto autorizzato nel corso degli anni;

La vedova dell’ex titolare del “Bar delle Fragole” e madre dell’attuale legale rappresentante, Stefania Fienili, ha precisato che nonostante l’ordinanza di cessazione di pubblico esercizio il Bar delle fragole non è stato chiuso.

La Fienili ha detto che il provvedimento dell’ufficio tecnico riguarderebbe presunti problemi relativi a lavori di ristrutturazione del locale effettuati fra il 1991 e 1992 dal marito venuto a mancare nel 2000.

Inoltre la Fienili ha fatto sapere che lo scorso venerdì 12 agosto, dopo un incontro con l’ufficio tecnico è stata inviata la documentazione comprovante la regolarizzazione dei lavori fatti all’epoca e che ad oggi si è in attesa di riscontro e per questo motivo il “Bar delle Fragole” è rimasto aperto.

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