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ROMA, IL SINDACO IGNAZIO MARINO CONTESTATO DALLA SENATRICE CIRINNA’, "PEGGIO DEI FASCISTI"

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Tempo di lettura 3 minuti La Cirinnà fa riferimento alla recente deliberazione della Giunta Capitolina sulla gestione e lavori di adeguamento delle strutture di accoglienza di cani e gatti.

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Il Presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli  spiega il mistero di tanta acredine, semplicemente spodestata dopo venti anni l'AVCPP, l'associazione vicina alla senatrice.

di Cinzia Marchegiani

Roma – Una manifestazione organizzata da alcune associazione animaliste tra cui l’AVCPP (Associazione Volontari Canile Porta Portese) al Pantheon e accade l’impensabile. A riferircelo è Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo, che riporta le parole della senatrice del PD Monica Cinirrà che si scaglia contro l’amministrazione della capitale e dello stesso sindaco Ignazio Marino al margine di questa manifestazione, scusandosi per aver invitato gli elettori a votare il candidato sindaco attuale alle ultime amministrative del Comune di Roma:”Pensavo che mai una giunta di centrosinistra potesse essere peggio di una giunta fascista ed invece non è così".

La Cinirrà fa precise accuse in riferimento alla recente deliberazione della Giunta Capitolina n. 148 afferente la gestione e lavori di adeguamento delle strutture di accoglienza di cani e gatti. La senatrice calorosamente contesta l'Amministrazione che intende avviare tutte le azioni utili e necessarie a porre in essere l'attività di adeguamento dei quattro canili e delle due oasi feline di Roma Capitale agli standard sanitari e di sicurezza previsti dalla legge. Per le strutture classificate come "non adeguabili" è prevista la chiusura con la conseguente necessità di ricollocare un elevato numero di cani e gatti che potranno trovare temporaneamente ospitalità presso strutture private autorizzate e, a tal fine, convenzionate con il Comune di Roma.

A svelare il mistero della forte accusa al sindaco Ignazio Marino interviene il Presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli, che impegnato attivamente e concretamente a tutela degli animali conosce a menadito la legislazione e gli adeguamenti della legge: ”E' un atto dovuto da parte del Comune viste le determinazione di adeguamento delle ASL alle normative vigenti per garantire il benessere agli animali, riscontriamo anche l'ingiunzione di chiusura della RMC riferita alla struttura denominata ex Poverello. Ma la vera motivazione della presa di posizione e della risposta con acrimonia della senatrice Cirinnà sta nel fatto che è sarebbero a serio rischio la gestione dei canili comunali affidata da sempre alla AVCPP, associazione imposta dalla medesima senatrice da circa vent'anni.” E in merito all’associazione AVCPP precisa lo stesso Fuccelli che il canile comunale “La Muratella” che ospita il doppio di cani che potrebbe e dovrebbe detenere, è gestito dalla stessa associazione AVCPP, dove circa 120 lavoratori percepiscono compensi fino a 3.000 euro mensili e che ripartisce circa l'80% degli oltre 4,2 milioni di euro annui per spese di gestione, costo del personale, costo per la gestione del personale, costi per la sicurezza dei lavoratori, costi per consulenze legali e fondo vertenze lavoratori; mentre soltanto il 10% per il mantenimento degli animali, che continuano a morire con grandi sofferenze. Fuccelli prosegue facendo emergere un quadro anche sulla trasparenza dell’attribuzione delle gare d’appalto: “L’associazione si è insediata per chiamata diretta senza gara d'appalto e concorso pubblico evidenzia le gravi irregolarità visto che utilizza fondi pubblici che provengono dalle tasche dei contribuenti romani e che percepisce circa 14 euro ad animale detenuto contro una media di circa 4 euro di tutti gli altri canili. Inoltre ci chiediamo come la Novi non riesca a gestire circa 1000 cani detenuti avvalendosi esclusivamente dell'impegno di trecento volontari, come lei stessa sostiene.”

Il quesito che pone Stefano Fuccelli è nel merito, chiedendo dov’è la credibilità della Cirinnà e della Novi che si definiscono animaliste se hanno sostenuto Ignazio Marino, quando il vero animalista lo reputa un vivisettore. E ancora ffonda e tuona Fuccelli rinfrescando la memoria che il vero animalista non potrà mai condividere alcunché con un vivisettore né tantomeno sostenerlo e giustificarlo, e per finire conclude: " Probabilmente l'Amministrazione Marino sarà deprecabilmente ostile verso gli animali come le precedenti ma, qualora fosse confermata tale deliberazione, non possiamo non riconoscerle il merito di aver spodestato dopo venti anni il cancro degli speculatori dell'AVCPP.”

Politica

Lega, Maroni parla di un nuovo segretario

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“E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi”. E’ quanto scrive l’ex segretario federale della Lega ed ex governatore della Lombardia Roberto Maroni nella rubrica “Barbari Foglianti” su Il Foglio.

“La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l’unica paura e per il centrosinistra l’ultima speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento”. 

“Non credo proprio”: con tre parole il presidente della Lombardia Attilio Fontana risponde ai giornalisti che gli chiedono se la leadership di Matteo Salvini sia a rischio dopo il risultato della Lega alle politiche. Oggi al consiglio federale “faremo una attenta analisi del voto” e “sentiamo tutte le persone che hanno qualcosa da dire”. “Ci troviamo, ragioniamo tutti insieme e faremo le nostre valutazioni” conclude.

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Economia e Finanza

Caro energia, cresce preoccupazione per tenuta sistema sicurezza idrogeologica

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Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI: “Al governo che verrà chiediamo di guardare ad un nuovo modello di sviluppo per l’Italia e non alla prossima scadenza elettorale”

“Al Governo, che verrà, chiediamo di avere una visione, che vada oltre la prossima scadenza elettorale, perché l’Italia ha bisogno di un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al centro”: a ribadirlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) attraverso le parole del suo Direttore Generale, Massimo Gargano, intervenuto al Congresso Nazionale della FILBI (Federazione Italiana Lavoratori Bonifica e Irrigazione) – UIL.

“Mentre è ormai evidente come l’alluvione di Senigallia sia conseguenza di un purtroppo generalizzato mix di lentezze burocratiche e disattenzioni della politica – interviene Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è bene ricordare che circa il 30% della Penisola, soggiacente al livello del mare, esiste solo perché c’è un sistema idraulico ed un esercito di oltre 800 idrovore, che provvede ad allontanare le acque di pioggia, evitando che ristagnino sul territorio,  riportandolo allo stato acquitrinoso; tale rete è però oggi messa in seria difficoltà dall’aumento dei costi energetici che, in assenza di specifici provvedimenti, rischia di minare l’operatività degli impianti, aumentando il rischio idrogeologico, già accentuato dalla crisi climatica.,”

Dopo quelli di Emilia Romagna e Campania, il più recente allarme arriva dal Lazio.

“E’ una situazione d’emergenza di guerra – afferma Sonia Ricci, Presidente di ANBI Lazio – Il nostro settore, assieme all’agroalimentare, sta pagando un prezzo altissimo per le conseguenze dell’elevato costo dell’energia. Al proposito, siamo in contatto con la Regione Lazio, che sta dimostrando sensibilità ed auspichiamo possa concorrere a dare una risposta.”

“Senza adeguati interventi a sostegno dei bilanci dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, tali aumenti mettono a rischio la tenuta stessa delle strutture – aggiunge il Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna – Le risposte per quanto sta accadendo servono subito. Gli importi relativi al costo dell’energia sono più che triplicati!”

La causa è anche l’eccezionale andamento climatico, caratterizzato da siccità ed alte temperature, che stanno comportando un +30% tra oneri gestionali e consumi energetici, quantificabili nel Lazio in oltre 51 milioni di kilowattora, per una spesa che supera i 20 milioni  con un incremento di oltre  9 milioni di euro fino alla fine dell’anno. 

“Se da un lato – prosegue Garganooccorrono interventi immediati per evitare che i Consorzi di bonifica, obbligati per legge al pareggio di bilancio, riversino gli aumenti sulle già risicate economie di famiglie ed aziende agricole, dall’altro torniamo a chiedere l’autorizzazione al cosiddetto scambio sul posto, cioè la possibilità di utilizzare completamente l’energia rinnovabile, autoprodotta dai nostri enti consortili per l’esercizio degli impianti, senza doverla cedere ad un gestore elettrico e poi riacquistarla a prezzo maggiorato: è una posizione dominante, non più tollerabile” conclude il DG di ANBI.

Ora l’attenzione si deve rivolgere comunque anche a ciò, che si potrà fare a livello sistemico per migliorare, in modo resiliente, un contesto sottoposto periodicamente a stress idrici, ormai troppo frequenti da sostenere senza nuovi ed ulteriori investimenti mirati.

E’ del 2017 il Piano Nazionale Invasi (2.000 bacini da realizzare in 20 anni) proposto da ANBI e dall’allora Struttura di Missione #italiasicura, cui seguono nel 2020 il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica (858 interventi) e  il recente Piano Laghetti avanzato da ANBI e Coldiretti (10.000 serbatoi medio-piccoli e multifunzionali da realizzare entro il 2030).

“Se si considera che di tali progetti, perlopiù già cantierabili e con significative ricadute anche occupazionali, solo pochi o nulla sono stati finanziati e che il periodo per la realizzazione di un’importante opera pubblica  in Italia è mediamente di 11 anni – chiosa Francesco Vincenzi – si capisce perché siamo molto preoccupati per le conseguenze, che ne potranno derivare, di fronte ad una stagione climaticamente incerta, in un Paese, dove si cementificano 19 ettari al giorno ed il 94% dei Comuni è ormai toccato dal rischio idrogeologico.”



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Economia e Finanza

Gas, danni “senza precedenti” al Nord stream

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Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi

Fughe di gas stanno interessando i gasdotti Nordstream 1 e 2: lo fa sapere il governo danese annunciando di aver elevato il suo livello di allerta sulle infrastrutture energetiche.

Il gasdotto Nord stream ha registrato danni “senza precedenti” a tre linee del gasdotto ed “è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino” dell’infrastruttura. E’ quanto comunica in una nota il Nord Stream, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Ieri il Nord Stream aveva riferito di un calo di pressione su due sue linee, con le autorità svedesi e danesi che avevano identificato perdite di gas nel Mar Baltico, in prossimità della rotta del Nord Stream.

Il governo federale tedesco ritiene possibile che i gasdotti Nord Stream siano stati danneggiati da attacchi. Lo scrive il quotidiano Tagesspiegel , citando le proprie fonti e aggiungendo che “si è verificato un calo di pressione nei due gasdotti a breve distanza l’uno dall’altro”. Secondo il quotidiano, Berlino non considera la contemporanea interruzione dei gasdotti una “coincidenza”.

Accelera il prezzo del gas ad Amsterdam dopo che il Nord Stream ha dichiarato fuori uso per danni “senza precedenti” tre sue linee. I future Ttf avanzano del 5,8% a 184 euro al megawattora.

Perdite di gas nel Mar Baltico

Sono state identificate due perdite sul gasdotto Nord Stream 1 Russia-Europa nel Mar Baltico, poche ore dopo un incidente simile sul suo gasdotto gemello, il Nord Stream 2, hanno affermato le autorità scandinave. “Le autorità sono state ora informate che ci sono state altre due perdite sul Nord Stream 1, che, come il 2, non è in funzione ma contiene gas”, ha detto in una nota il ministro danese del clima e dell’energia Dan Jorgensen all’AFP, aggiungendo di aver chiesto “livelli più elevati di vigilanza nel settore elettrico e del gas” nel Paese. Una delle perdite sul gasdotto Nord Stream 1 si è verificata nella zona economica danese e l’altra nella zona economica svedese. Come la fuga di notizie su Nord Stream 2 del giorno prima, gli incidenti sono “soggetti a misure di sicurezza”, con limiti alla navigazione e al sorvolo nell’area. Le perdite del Nord Stream 1 sono state individuate ieri sera, un’ora dopo che è stato segnalato un calo di pressione nel Nord Stream 2, secondo l’Amministrazione marittima svedese (SMA). “Intorno alle 20:00 abbiamo ricevuto un rapporto da una nave di passaggio che diceva di aver visto qualcosa sul loro radar un po’ più a nord dell’isola di Bornholm”, ha detto all’AFP Fredrik Stromback, portavoce della SMA. A seguito delle perdite, sono stati emessi avvisi di navigazione entro una distanza di cinque miglia nautiche e un’altezza di volo di 1.000 metri dal tracciato dei gasdotti. “Gli incidenti sui due gasdotti non hanno alcun impatto sulla fornitura alla Danimarca”, ha affermato Jorgensen.

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