Connect with us

Roma

Roma, ingegnere Enav uccide avvocata romana perché voleva lasciarlo: i ristoratori hanno tentato di salvarla

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

La lite accesa nel locale, la vittima in bagno e lui che infuriato esce in strada: una scena non passata inosservata alle tante persone nel ristorante romano ‘Brado’ venerdì scorso, ma che non è bastata ad insospettire i presenti sui propositi di Costantino Bonaiuti, il 61enne ingegnere e sindacalista dell’Enav che poi fuori dal locale ha ucciso Martina Scialdone, avvocata romana di 35 anni, perché si rifiutava di accettare la fine della loro relazione.

Anzi, quel litigio tra i tavoli sembrava finito e nessuno dei presenti ha colto avvisaglie che potesse trasformarsi in tragedia.

Ma forse l’avvocata aveva tentato di lanciare segnali perché sapeva di essere in grave pericolo. Saranno le indagini a chiarirlo, ma per chi ora riflette su quanto accaduto già quelle parole urlate ad alta voce potevano essere un campanello d’allarme. E per questo in tanti in queste ore sui social hanno puntato il dito sia contro i clienti sia, soprattutto, verso i dipendenti e i titolari del ristorante, rimasto oggi chiuso per esprimere la massima vicinanza ai familiari e agli amici della vittima. “Quando lei è entrata in bagno il proprietario invece di darle una mano le ha detto di andare fuori per non disturbare i clienti”, ha raccontato un testimone ai microfoni del Tg3. Ma staff e camerieri smentiscono e anzi si difendono: “Martina non è mai stata cacciata via dal bagno del nostro locale, è uscita da sola e tutti eravamo ormai convinti che l’uomo si fosse dileguato, perché ormai aveva abbandonato il ristorante. Anzi, noi abbiamo tentato di proteggerla. Poi anche lei è andata via: la povera ragazza è stata uccisa a un centinaio di metri dal nostro locale e solo dopo essere stata colpita è tornata indietro ferita”.

A quel punto, aggiungono “noi ci siamo immediatamente attivati per soccorrerla”. E una cliente del locale che aveva competenze mediche, si legge in un post sulla pagina Facebook di ‘Brado’, ha anche tentato immediatamente di rianimare e dare soccorso alla ragazza: “abbiamo fatto tutto il possibile, allertando le autorità sin dal primo momento”, spiega lo staff del locale. E poi precisa: “ci siamo resi totalmente disponibili a collaborare con le forze dell’ordine, che stanno ancora svolgendo le necessarie indagini in merito all’accaduto”. A chiarire diversi dubbi, anche sull’atteggiamento di clienti, titolari e dipendenti del ristorante, sarà l’esame delle immagini delle telecamere interne ed esterne al locale, che gli investigatori stanno vagliando per chiarire il quadro della vicenda, conclusa con l’arresto di Bonaiuti: dopo aver ucciso Martina, il 61enne è scappato in macchina ed è stato bloccato a casa sua, nel quartiere di Fidene. E non è escluso che al termine degli accertamenti, se dovessero emergere responsabilità, si possa arrivare ad un provvedimento di chiusura del locale. Ora la Procura capitolina contesta anche il reato di premeditazione all’uomo, che è stato già arrestato dalla polizia e nelle prossime ore si sottoporrà all’interrogatorio di convalida: Bonaiuti, grazie alla sua licenza sul porto d’armi per uso sportivo, è entrato nel locale con la pistola in tasca. Un punto, quello del possesso delle armi, sul quale in molti chiedono di riflettere, a partire dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Forse, dice, “dovremmo fare una riflessione sulla necessità di limitare il possesso delle armi, riducendone il numero in circolazione, per aumentare la sicurezza di tutti”. Tra le accuse mosse dai pm di piazzale Clodio, oltre all’omicidio volontario aggravato, anche i motivi abietti e futili e di avere agito contro una persona a cui l’uomo era legato sentimentalmente. Anche il fronte della politica, scosso, tenta di reagire alla vicenda. La prossima settimana la commissione Affari sociali della Camera è chiamata a iniziare l’esame della proposta di legge che istituisce una Commissione bicamerale d’inchiesta sul femminicidio e ogni altra forma di violenza di genere (già approvata dal Senato) e Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra e componente della Commissione, annuncia che il suo partito “ha chiesto nell’ultima Conferenza dei capigruppo della Camera la calendarizzazione della proposta di legge”. “È necessario – aggiunge – un attento monitoraggio di un fenomeno perverso e diffuso, difficile da combattere, come dimostra l’ultimo dramma avvenuto a Roma. L’avvocata Martina Scialdone pur avendo strumenti culturali, professionalità ed esperienza specifica, è stata uccisa da un uomo di cui temeva le intenzioni e in possesso di un’arma. La Commissione sarà uno strumento di grande importanza anche per valutare nuove misure di contrasto”

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Roma, furti in centro storico e periferia: due persone in manette e due minorenni denunciati a piede libero

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuti

image_pdfimage_print
ROMA – Si intensificano sempre di più i controlli dei Carabinieri del Gruppo di Roma, mirati al contrasto di ogni forma di reato nel centro della Capitale. Più episodi hanno permesso ai militari dell’Arma di fermare in flagranza di reato persone gravemente indiziate di furto aggravato ai danni di turisti nei pressi dei luoghi di interesse storico e artistico. Due persone sono state arrestate e due minori sono stati denunciati a piede libero e poi affidati alle proprie famiglie.
Presso la fermata metropolitana “Barberini”, i Carabinieri della Stazione Roma Viale Libia hanno arrestato una 24enne di origini bosniache, con precedenti e senza fissa dimora, bloccata mentre asportava lo smartphone dalla tasca della giacca di una giovane turista inglese che attendeva l’arrivo del convoglio sulla banchina.
Sempre nella metropolitana capitolina, i Carabinieri della Stazione di Roma Viale Eritrea hanno arrestato un 54enne cubano, senza fissa dimora e con precedenti, che si era impossessato con destrezza di un telefono cellulare contenuto all’interno della tasca del pantalone di un turista italiano. Quando i Carabinieri lo hanno bloccato è stata recuperata anche la refurtiva. Per i due episodi di furto, le vittime hanno presentato regolare denuncia querela e gli arresti sono stati convalidati.
I Carabinieri della Stazione Roma Cecchignola, invece, hanno denunciato a piede libero due minori che, dopo essere entrati in un esercizio commerciale del quartiere Laurentino, hanno asportato dagli scaffali capi di abbigliamento, nascondendoli in una borsa per eludere i controlli. I giovani sono stati notati da un addetto alla sicurezza che ha dato l’allarme. I due sono stati identificati, denunciati per furto aggravato e riaffidati alle rispettive famiglie.



Continua a leggere

Roma

Roma, Tor Bella monaca: controlli a tappeto per gli esercizi commerciali

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuti

image_pdfimage_print
ROMA – Nell’ambito delle attività di verifica del rispetto delle norme relative alla tutela ambientale, per tutta la mattinata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca, unitamente al personale dell’ASL Roma2, hanno effettuato una serie di controlli all’interno di vari esercizi commerciali del quartiere. Il bilancio delle attività è di 6 esercizi pubblici controllati di cui 4 sanzionati. 
 
Nei pressi di viale Duilio Cambellotti, il titolare di un bar è stato sanzionato per un importo di 3.000 euro, poiché all’interno dei locali i militari e gli ispettori dell’Asl, hanno accertato l’assenza del previsto locale adibito a spogliatoio e altre violazioni di carattere strutturale e documentale.
 
Stessa sorte anche per un minimarket gestito da una cittadina eritrea; nel negozio i Carabinieri oltre a riscontrare l’assenza di un locale adibito a spogliatoio, hanno accertato anche inadeguatezze strutturali inerenti al sistema di areazione.
 
Nei pressi di via Roccalumera, i militari hanno sanzionato e chiuso temporaneamente due negozi di vicinato gestiti da altrettanti cittadini del Bangladesh. La sospensione temporanea della licenza è scattata a seguito dei controlli che hanno fatto emergere gravi condizioni igienico sanitarie, in quanto è stata riscontrata la presenza di escrementi di roditori su prodotti alimentari esposti per la vendita al pubblico.
 



Continua a leggere

Roma

Roma, Tor Bella Monaca: identificati due rapinatori

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuti

image_pdfimage_print
ROMA – I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca hanno notificato un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, che dispone la custodia cautelare in carcere a carico di un 33enne e di un 34enne, entrambi cittadini romani, già detenuti, il primo a Regina Coeli e il secondo a Rebibbia, perché gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata in concorso, violenza e minaccia aggravata in concorso per costringere a commettere un reato, tentato omicidio, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.
 
Il provvedimento è scaturito ad esito dell’attività di indagine eseguita dagli stessi Carabinieri e diretta dalla Procura della Repubblica di Roma dopo gli eventi accaduti la notte tra il 5 e 6 gennaio scorsi; i Carabinieri intervennero in via Santa Rita da Cascia dove, transitando, avevano notato una lite animata tra un uomo e una donna che alla vista dei militari, fermatisi per farli calmare, li avevano aggrediti unitamente ad altre persone che si erano immediatamente avvicinate. In particolare, il 33enne è gravemente indiziato di essere colui il quale, dopo l’aggressione, fuggì rapidamente a bordo di un’auto, tentando, con una manovra, di investire uno dei Carabinieri intervenuti che riuscì ad evitare l’impatto saltando lateralmente.
 
I Carabinieri hanno anche raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, in ordine a minacce, aggressione con calci e pugni e di rapina di uno smartphone e di un orologio ai danni di un 27enne romeno, che si sarebbe rifiutato di continuare a spacciare per loro conto. A denunciare gli episodi, avvenuti tra il 22 e 29 dicembre 2022, era stata la stessa vittima.
 



Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti