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ROMA, ITALIAN SOUNDING: RIPARTIRE DALLE RISORSE DEL TERRITORIO

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Tempo di lettura 3 minuti Un riconoscimento diretto al “tufo e al travertino romano”, inteso come beni del nostro patrimonio culturale e economico

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di Simonetta D'Onofrio

Roma – Si è tenuto ieri, nella prestigiosa sede dell’Ara Pacis a Roma, il convegno “Italian Sounding”, tutela e valorizzazione del Made in Italy, a cura dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. L’evento, promosso dalla Regione Lazio, insieme a Roma Capitale e Unioncamere Lazio, con l’ausilio di Lazio Innova, ha visto studiosi e esperti dibattere sul tema della valorizzazione dei prodotti e delle risorse, criticità e best practice presenti nel “sistema Italia”. Tra le esperienze più significative si colloca il Progetto “K2impresitaly”, capace di conferire un riconoscimento diretto al “tufo e al travertino romano”, inteso come beni del nostro patrimonio culturale e economico, in ottica di riconoscimento per l’Expo di Milano.

Ne abbiamo parlato con la ricercatrice che ha coordinato lo studio delle pietre che caratterizzano il territorio dell’hinterland laziale, dott.ssa Anna Ovidi.
Il “K2impresitaly”, ci dice la dott.ssa Ovidi, nasce dall’esigenza di dare una risposta territoriale all'internazionalizzazione, soluzione necessaria per sostenere l'economia locale e favorire lo sviluppo e la crescita.


Le identità che concorrono alla sintesi progettuale sono quelle notoriamente attive nel territorio: imprese, enti locali e università. Il “K2impresitaly” catalizza queste identità in una logica complessa, al fine di mettere a frutto relazioni e azioni adeguate a nuovi mercati globali. Le imprese e i Comuni dell'area sperimentale del Lazio (Roma, Tuscia e Sabina) con la Link Campus University di Roma sono i soggetti sostenitori del progetto, guidato nella formazione dal Ministero dello Sviluppo Economico, e insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica per l'evento di debutto nel maggio 2014.

L'iniziativa “Call 4 Innovators” di Roma e Lazio, prosegue la Ovidi, che seleziona le eccellenze locali a sponda degli eventi scientifici in programma nel semestre Expo 2015 nella Capitale, ha consentito nel primo appuntamento coordinato dal Campus Bio Medico di Roma, di esibire i contenuti di quest'innovativa concertazione e concreto strumento negli scambi internazionali: le imprese per i loro prodotti e servizi, gli enti locali per i fattori socio-economici di crescita e l’università per le conoscenze applicabili alla realtà economica e culturale di entrambi. L’inserimento in un contesto di valorizzazione dell'applicazione della ricerca a imprese e prodotti, particolarmente per la promozione del territorio del Lazio, è stato quindi un ring di sano confronto e di importante verifica.

Prosegue la coordinatrice, ribadendo come il peculiare apporto di ricerca “Aurum pro Arte Vis pro Aqua Terraque” scelto in coerenza col grande tema “Expo”, sia inteso a dimostrare il nesso tra il carattere puramente scientifico e l'azione di "marketing" (ben rimarcato dal Fabbris -e il modello Societing) in diretto vantaggio delle imprese: “credo di esserci riuscita al meglio delle mie possibilità riconoscente ai ricercatori CNR che hanno favorito gli elementi della ricerca de qua”.
In questo caso, sono le aziende del tufo e del travertino romano, associate in un piano bivalente di esportazione denominato “Piano TTR” dall'acronimo di entrambi, a rilevarne il beneficio e si è capito senza riserve. Ma anche il territorio reagisce e prova ne è l'interessante “avance istituzionale” di un Comune che ha raccolto la sensibilità (Castel S. Elia) e non ha esitato la richiesta di un approfondimento.
Anche il territorio, infatti, acquista valenza laddove nel pregio geologico, o nel beneficio di estrazione, insomma, si percepisce un risultato di profitto. Il raccordo di questa sinergia positiva (ricerca, promozione e plurale beneficio) è il “K2impresitaly”.
Nel progetto sono molti i piani: per le imprese in assets per settore merceologico o per affinità; per i Comuni e per le università, col territorio inteso come attività produttiva; per l'Università, laboratorio di scienza, formazione ed expertise.
L'esperienza di ieri, commenta la ricercatrice, ha sancito definitivamente il valore di questa visione, rafforzata dal gradimento espresso dai ricercatori e dagli ingegneri presenti, dagli Amministratori locali intervenuti e dai docenti delle maggiori Università romane rappresentate nonché dal mondo dell'informazione e della comunicazione.


Conclude la dottoressa Ovidi con una speranza condivisa anche da molti dei presenti: “Una platea eterogenea di assensi, che per un giorno hanno lenito le difficoltà che in questo Paese incredibilmente s’incontrano nell’affermare un progetto, nonostante le medaglie… esattamente come la fatica di scalare un “vetta” che nel proponimento, ben replica il nome: ma dalla cima, l’orizzonte è infinito!”.

 

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Roma

Roma, maxi-rissa metro Barberini. Riccardi (Udc): “Occorrono misure decisive”

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Dopo l’ennesima maxi-rissa tra bande di borseggiatori che ha portato alla chiusura della stazione metro di piazza Barberini provocando, tra l’altro panico e paura tra i cittadini romani ed i tanti turisti presenti in città, la politica della Capitale non tarda a far sentire la sua voce.
“Questa ennesima manifestazione di violenza e illegalità non può più essere tollerata. Richiamo con forza il Governo ad un intervento deciso e definitivo. È inaccettabile che i borseggiatori, anche se catturati, possano tornare ad operare impuniti a causa di leggi troppo permissive, che li rimettono in libertà quasi immediatamente.
L’Italia è diventata lo zimbello del mondo a causa di questa situazione insostenibile.
È necessario adottare misure più severe e immediate per garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Proponiamo una revisione delle leggi esistenti per introdurre pene più dure e certe per i borseggiatori, rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei punti critici della città e migliorare la sorveglianza con l’uso di tecnologie avanzate”
.

il commissario romano UdC, Roberto Riccardi

A dichiararlo con decisione è Roberto Riccardi, commissario romano dell’UdC.
Da sempre attento ai problemi sulla sicurezza Riccardi fa notare con estrema chiarezza che tali situazioni non fanno altro che portare un’immagine della capitale sempre meno sicura agli occhi dei molti turisti che sono, per la capitale, una fonte di ricchezza economica oltre che di prestigio.
La fermata della Metro A Barberini a Roma è stata teatro di una maxi-rissa tra bande di borseggiatori sudamericani, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e il blocco della stazione per circa 40 minuti. La violenza è scoppiata a seguito di una serie di furti e scippi ai danni dei passeggeri.
Riccardi ha poi concluso: “Non possiamo permettere che episodi come quello avvenuto alla Metro Barberini si ripetano. È ora di passare dalle parole ai fatti, con azioni concrete che ripristinino l’ordine e la sicurezza nelle nostre città. I cittadini hanno il diritto di vivere in un Paese sicuro e il dovere del Governo è garantirlo”.
Molti cittadini ci scrivono ogni giorno preoccupati da questa escalation di violenza e di insicurezza ma soprattutto preoccupati per la poca attenzione che il governo cittadino e quello nazionale stanno avendo nei riguardi di questa situazione ormai alla deriva.

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Cronaca

Roma, metro Barberini: una rissa provoca la chiusura della stazione

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Tragiche le notizie che arrivano in un torrido sabato sera romano.
La stazione metro Barberini viene chiusa per questioni di sicurezza.
All’origine del fatto, avvenuto tra le 19 e le 19,30 una rissa tra nord africani e sudamericani con almeno 15 persone coinvolte. Molti passeggeri spaventati dalla situazione si sono rifugiati nella cabina del conducente fino all’arrivo delle forze di polizia allertate dalla centrale di sicurezza di Atac Metro.
Per ora sono ancora tutti da decifrare i motivi che hanno portato a ciò.

Un’estate romana che sta diventando ogni giorno più bollente.

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Castelli Romani

Monte Compatri, parco Calahorra: il degrado senza fine

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“Anni fa con un gruppo di amiche ed amici la tenevamo pulita e funzionale.
Vederla ridotta così piange davvero il cuore”.

INGRESSO ALLA VILLETTA

Sono queste le parole che fanno da sottofondo alle immagini che ci hanno inviato alcuni ragazzi di Monte Compatri basiti nel rientrare, dopo qualche anno, dentro parco Calahorra, per tutti la Villetta.
Una storia potremmo dire “sfortunata” per quello che potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della cittadina dei Castelli Romani.

PANCHINE DIVELTE e sporcizia SULLA TERRAZZA NATURALE CHE GUARDA ALLA BELLEZZA DI MONTE COMPATRI

Dai miliardi spesi durante l’amministrazione di Emilio Patriarca (1985/1990) per la realizzazioni dell’imponente portale d’ingresso e per l’anfiteatro, demolito poi dall’amministrazione di Marco de Carolis e trasformato in parcheggio per passare alle tante iniziative di pulizia collettiva con sindaci, assessori, consiglieri comunali e cittadini (ultima nel giugno del 2022, ove il delegato al verde, Elio Masi, dichiarava “… da oggi inizia una nuova stagione per Parco Calahorra che vedrà coinvolte associazioni e cittadini per una piena fruizione già a partire da questa estate …” ) ma senza poi trovare una continuità degna del rispetto che il luogo merita. (Monte Compatri, grandi pulizie per Parco Calahorra (osservatoreitalia.eu))

panchina divelta sul “balconcino” naturale che mostra il paese

Noi – ci dicono – ci provammo anni fa con l’associazione Brother Park. Installammo giochi per bambini oggi scomparsi”.
So io – risponde un altro – in quale giardino privato sono finiti!
Avevamo realizzato sentieri, costruito passaggi, realizzata una fontanella, realizzato tutto l’impianto elettrico di illuminazione. Poi è finito tutto.

NEL VIDEO QUEL CHE RESTA DELLA FONTANELLA E DEL CHIOSCO REALIZZATI DAI RAGAZZI DI BROTHER PARK

Addirittura – aggiungono – spendemmo circa 3000 euro di legname per realizzare un chiosco del quale non rimane più traccia”.
“Vedi – ci indica un luogo – dove sta quel mucchio di rovi avevamo realizzato un campetto da calcetto compreso di porte e di una rete per evitare che il pallone venisse perso. Che tristezza!
Nel vedere negli occhi di questi ragazzi la rassegnazione di chi spende il proprio tempo per la collettività e poi ritrova le proprie fatiche ed il proprio impegno ridotto a desolazione fa davvero male.

IN QUESTO VIDEO CI MOSTRANO IL LUOGO DOVE SORGEVA IL CAMPO DI CALCETTO ORA RICOPERTO DA ROVI

Basterebbe un impegno minimo, aggiungono, noi ci siamo cresciuti. Ci abbiamo giocato da bambini come crediamo ogni generazione di monticiano.
Noi oltre ad avervi inviato i video e le foto non siamo rimasti con le mano in mano.
In questi giorni abbiamo risollevato il secchio per la spazzatura, tolto un po’ di erbacce, pulito dove era possibile.
Ci investiamo volentieri il nostro tempo perché la Villetta torni ad essere il giardino di tutti”.

C’è qualcosa che vorreste dire all’amministrazione comunale?
Guardi noi siamo disposti a dare una mano, abbiamo provato a chiedere per avere la possibilità di poter almeno fare una manutenzione regolare di questi spazi, ovviamente autorizzati.
Lo faremmo per il paese, lo faremmo per le tante famiglie che, qui dentro, potrebbero davvero trovare un’oasi di pace.

uno dei tanti sentieri impraticabili ricoperti da rovi e sterpaglie

E mentre andiamo via loro continuano silenziosi ma sereni a provare a regalare alla Villetta qualche giorno di pulizia ed ordine

Come sempre chiederemo all’amministrazione comunale il loro punto di vista inviando all’ufficio stampa una richiesta di colloquio con il sindaco e con il consigliere delegato
Anche in questo caso vi terremo aggiornati.

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