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Roma

ROMA, LABARO: VIA FRASSINETO ANCORA CHIUSA E PIENA DI RIFIUTI

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Tempo di lettura 2 minuti Lo svincolo di Via Frassineto risulta chiuso da quasi 3 anni e si presenta sporco, pericoloso e in condizioni di abbandono.

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di Matteo La Stella


Roma
– Rimane chiuso al traffico lo svincolo di Via Frassineto che si immette sulla via Flaminia nei pressi della stazione La Celsa a Labaro. Come le mura dell'antica Troia, le cui difese rimangono inamovibili per diverso tempo, lo svincolo di Via Frassineto risulta chiuso da quasi 3 anni e si presenta sporco, pericoloso e in condizioni di abbandono.
Venendo da Via Frassineto, ci si aspetterbbe di trovare solo il punto di raccordo con la Via Flaminia chiuso al traffico. Non è così. Gli spartitraffico di cemento si estendono anche alla destra dello svincolo, abbracciando una fetta di Via Flaminia che limita l'utilizzo di una parte del marciapiede, prigioniero delle "mura", ormai sommerso da spazzatura, reti da cantiere, cavi di probabile provenienza elettrica e il malcontento di proporzioni Oceaniche degli abitanti della Via .
Proprio perchè posto in prossimità della stazione La Celsa della ferrovia Roma Nord ( Roma-Civitacastellana-Viterbo), lo svincolo è tappa obbligata per molti pendolari che quotidianamente sono costretti, naso tappato e mano davanti agli occhi, ad attraversare lo scempio verso la stazione. I più coraggiosi, mettendo a repentaglipo la propria sicurezza circumnavigano la “muraglia Comunale” per avventurarsi ai margini della carreggiata. Interpellando i cittadini, molti residenti in Via Frassineto da un anno o poco più, hanno sempre visto quello svincolo chiuso. Altri, invece, attribuiscono la chiusura della strada alla nevicata romana del febbraio 2012, che avrebbe reso la strada impercorribile. Altri ancora, affermano invece, di aver visto ambulanze sfrecciare per via Frassineto, ignare dello sbarramento, indicato da due soli cartelli stradali poco visibili, che avranno sicuramente rallentato il lavoro dei sanitari. Stando ai resoconti del Comune di Roma, i problemi inizierebbero già nel 2009 con il presidente Giacomini ancora sulla poltrona dell'allora XX Municipio ( oggi XV). Il manto stradale venne ripristinato e venne ritoccato l'impianto d'illuminazione pubblica. Più avanti, nel 2010, si riscontrano altri lavori di manutenzione stradale fino ad arrivare al 2012. Quì iniziano i problemi: la posizione della Via, sotto il livello delle acque del Tevere è "indifesa vicina" di un fosso riconducibile allo stesso fiume. A scatenare la piena del “fosso” ci pensano le piogge battenti che colgono Via del Frassineto e la parallela Via Procaccini, impreparate a sostenere una mole d'acqua tanto grande. La situazione si ripete più volte fino ad arrivare al febbraio del 2014. In carica al XV Municipio c'è Daniele Torquati che, all'ennesimo -”TOC TOC”- dell'acqua all'interno del suo Municipio, il 7 febbraio si riunisce con Ardis e Acea Ato2. Nel Novembre 2014 i lavori sembrano essere in dirittura d'arrivo, Torquati rettifica addirittura una comuinicazione di “LuceVerde” che segnala la strada come chiusa all'inizio di Novembre, quando la capitale è sotto il fuoco incrociato delle intemperie. Oggi però lo scenario appare cristallizzato, nonostante l'entrata nel 2015 la situazione è catastrofica e, Via Frassineto all'imbocco con Via Flaminia è chiusa.
La lunghissima guerra di Troia è paragonabile, in quanto a durata, a quella che i cittadini stando intentando da tempo con le istituzioni. Più che un grande cavallo di legno, gli abitanti avrebbero bisogno di un equino in carne ed ossa, che saltando sarebbe capace di scavalcare la “muraglia” di Via del Frassineto e lo scempio che ne deriva.

Cronaca

Bracciano, truffavano gli anziani: coppia in manette

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Nella mattinata del 17/08/2022, al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Sezione Operativa di Bracciano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Civitavecchia su richiesta della Procura, a carico di due soggetti, un 34enne e una 50enne campani, gravemente indiziati di essere i responsabili di 5 truffe ai danni di anziani, perpetrate tra maggio e luglio nei comuni di Manziana, Anguillara Sabazia, Grottaferrata, Lugo e Asola. Le vittime designate venivano contattate al telefono da persone che, spacciandosi per carabinieri, riferivano di un grave incidente stradale in cui il figlio o la figlia avevano cagionato gravi lesioni alla controparte; una volta rassicurata la vittima sulle condizioni di salute del congiunto che tuttavia, trovandosi in ospedale, non avrebbe potuto contattarla direttamente, i malviventi asserivano che se non avesse immediatamente corrisposto una cospicua somma di denaro, le conseguenze legali sarebbero potute essere molto gravi. Carpita dunque la fiducia dell’interlocutore, il cui unico pensiero in quei momenti non poteva che essere di agevolare in ogni modo possibile la soluzione del problema, il “finto carabiniere” concordava un incontro con la vittima, per il ritiro del denaro, al quale avrebbe provveduto un fantomatico avvocato, impersonato sempre dall’uomo. Così mentre la donna faceva “da palo” attendendo in macchina, l’uomo si recava presso l’abitazione dell’anziano caduto nella trappola, facendosi consegnare tutto il denaro contante prontamente disponibile (somme tra i 300 e i 3000 euro) e in alcuni casi anche gioielli di valore (orecchini, bracciali, anelli e fedi).

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Castelli Romani

Frascati, affidati i lavori per riaprire al pubblico il Parco archeologico di Cocciano

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Ancora interventi al Parco Archeologico di Cocciano a Frascati al centro di lavori di messa in sicurezza e fruibilità dell’area.

Il Parco Archeologico, inaugurato anni fa è ora chiuso perché necessita di essere sicuro per il pubblico che ne usufruisce. Il Ministero degli Interni di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno finanziato la messa in sicurezza per 900 mila euro.

Il recupero della piena fruibilità avverrà sotto l’Alta Sorveglianza della Competente Soprintendenza Archeologica.

Nel Parco Archeologico di Cocciano sono conservati i resti della Villa dell’imperatore romano Tiberio (I sec. d. C.) ed un complesso turrito. Questo sito è caratterizzato da un’interessante compresenza di archeologia e edilizia storica che rendono il parco un unicum con elementi visivi di notevole bellezza, distendendosi su un terreno che scende gradatamente e nel quale sono emersi vari ambienti di epoca romana appartenenti alla villa, compresa una cisterna. Tutta la struttura è circondata da uliveto e offre una suggestiva vista su Roma. I lavori fanno seguito ai primi interventi di recupero dell’area archeologica, che erano stati effettuati più di dieci anni fa, e prevedono la messa in sicurezza degli spazi adiacenti il casaletto turrito, per adibirli a locali al servizio delle attività di tutela dei beni presenti nel parco: la grande cisterna ovale, i grottoni e le murature di epoca romana affioranti dal terreno.

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Castelli Romani

Nemi, ordinata la chiusura dello storico bar delle fragole per dei lavori fatti 30 anni fa

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Il bar intanto è aperto in attesa della verifica della documentazione attestante la regolarità del locale presentata dal tecnico del titolare

NEMI (RM) – Ordinata la chiusura dello storico “Bar delle Fragole” di Nemi di Corso Vittorio Emanuele per attività svolta in locali non agibili e su superfici non autorizzate.

La decisione è stata presa dal responsabile del servizio tecnico comunale, Massimo Salvatori, che ha ordinato la cessazione dell’attività di pubblico esercizio dopo il sopralluogo al locale effettuato dai Carabinieri che hanno riscontrato diverse irregolarità, in particolare:

  • L’apertura di un muro portante interno tra la sala di somministrazione e il laboratorio a freddo dietro il bancone;
  • Ampliamento della superficie di vendita rispetto quanto autorizzato nel corso degli anni;

La vedova dell’ex titolare del “Bar delle Fragole” e madre dell’attuale legale rappresentante, Stefania Fienili, ha precisato che nonostante l’ordinanza di cessazione di pubblico esercizio il Bar delle fragole non è stato chiuso.

La Fienili ha detto che il provvedimento dell’ufficio tecnico riguarderebbe presunti problemi relativi a lavori di ristrutturazione del locale effettuati fra il 1991 e 1992 dal marito venuto a mancare nel 2000.

Inoltre la Fienili ha fatto sapere che lo scorso venerdì 12 agosto, dopo un incontro con l’ufficio tecnico è stata inviata la documentazione comprovante la regolarizzazione dei lavori fatti all’epoca e che ad oggi si è in attesa di riscontro e per questo motivo il “Bar delle Fragole” è rimasto aperto.

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