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ROMA “MAFIA CAPITALE”: QUANDO IL CRIMINE DIVENTA AMMINISTRATIVO, DANNO IMMENSO PER I CITTADINI

Meloni:" Da anni chiediamo di sapere come sia possibile che lo Stato spenda 30 o 40 euro al giorno per l’accoglienza di un immigrato, quando molti italiani devono vivere con meno della metà"

di Cinzia Marchegiani

Roma – Una città in balia di balordi, questa è l’immagine che esce fuori dall’inchiesta Mondo di Mezzo. Un terremoto giudiziario che ha aperto il sistema malavitoso come una scatola di sardine, fatto di corruzione altamente specializzato, una mafia politica che sembra anche i muri conoscessero i volti e i nomi. La politica romana è ancora in assestamento poiché si sta indagando anche le eventuali infiltrazioni in Regione Lazio. Per questo Nicola Zingaretti con un tweet lancia un messaggio senza appello: “In attesa delle verifiche che ho disposto sulle gare della Regione, ho intanto chiesto la sospensione dell’assegnazione delle gare in corso.” Altro che terremoto, uno tsunami che sembra non placarsi. Sarà avviata un’indagine interna su tutti i bandi pubblici fatti dalle società e dagli enti regionali. Per questo Zingaretti in attesa delle verifiche ha chiesto la sospensione dell’assegnazione delle gare in corso:”Siamo dalla parte della trasparenza e della giustizia senza se e senza ma!”

In merito interviene dalla sua pagina Giorgia Meloni su questo intreccio inquietante tra atti amministrativi, posizione politica e interessi con infiltrazioni criminali nella pubblica amministrazione che hanno gestito soldi pubblici e cambiato il decorso delle attività politiche e commerciali e anche delle diverse associazioni:”L’indagine di Mafia Capitale ha dimostrato che le nostre accuse sulla scandalosa gestione delle risorse destinate a immigrati e rom erano vere e concrete. Da anni chiediamo di sapere come sia possibile che lo Stato spenda 30 o 40 euro al giorno per l’accoglienza di un immigrato, quando molti italiani devono vivere con meno della metà. Ora è tutto più chiaro: la miseria, la disperazione, l’emarginazione rendono “più dello spaccio di droga”, e sono un grande business per le strutture che gestiscono i centri di accoglienza. Ora chiediamo che il Governo accenda i riflettori su tutto questo settore e che sia fatta piena chiarezza su come sono spese queste risorse. Perché l’impressione è che in tutta Italia c’è chi si è arricchito con l’assistenza ai bisognosi, e spesso sono gli stessi che sostengono le politiche pro immigrazione.”

Regalie, appalti, assunzioni, giro di vite tra clandestini e migrantii un mix letale di marciume putrido che pone soprattutto i riflettori su questi altisonanti personaggi dediti alla gestione pubblica come una proprietà super privata dove il malaffare era il regno incontrastato dell’impunità e del potere supremo…alla faccia di chi con difficoltà annaspa tutti i giorni per vivere con decoro! L’organizzazione criminale per ora ha in attivo 37 arresti e 40 indagati a piede libero frutto dell’ordinanza del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e sostenuta dal Giudice per le Indagini Preliminari che ha firmato tutti i provvedimenti. Ecco una delle intercettazioni telefoniche che non hanno bisogno di traduzioni e spiegazioni, Salvatore Buzzi al telefono con la sua assistente Piera Chiaravalle: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Eh, il traffico di droga rende meno. Noi quest’anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi, gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sulla emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero.”
Chapeau!