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1 mese faon
Il conflitto è esploso pubblicamente qualche settimana fa, ma le radici affondano in un territorio che, da tempo, denuncia il proprio stato di abbandono. All’origine c’è un insulto, poi una querela, ma al centro restano le vie, le piazze e i cittadini del Municipio VIII — zone come la Garbatella, l’Ostiense e Tor Marancia — che chiedono risposte concrete.
Simone Carabella, noto attivista per la sicurezza urbana, afferma: “Il presidente dell’ VIII Municipio mi dà dell’imbecille in diretta nazionale, – Trasmissione LA7 – L’Aria che Tira – non ricordo neanche il nome di quel ragazzo… Lui non mi interessa quindi non lo memorizzo. Non è qui a confrontarsi con me.” Frase che suona come un colpo al protocollo istituzionale: un rappresentante del popolo che chiama “imbecille” un cittadino e poi fugge dal confronto. Il pubblico resta a guardare.
La storia va ricostruita. Il Municipio VIII conta circa 131mila abitanti (dato 2016) e oltre 47 km² di territorio. Il contesto demografico e urbano lo colloca tra i più complessi della città di Roma, con mix di zone storiche e periferiche, elevato tasso di marginalità e spazi pubblici fatiscenti. Uno studio del giornale Diarioromano denuncia situazioni di edifici abbandonati, piazze degradate e servizi sociali assenti nel Municipio VIII.
È in questo contesto che Carabella si muove da anni, segnalando occupazioni abusive, bivacchi notturni, feci e urina sui marciapiedi, sesso e droga sui portoni. In un’intervista ha spiegato: “Una comunità che sa sul proprio territorio è una comunità che può in qualche modo garantirsi sicurezza, molto più delle telecamere … serve una comunità attenta e serve un territorio vivo.”
Quando la televisione lo ha ospitato, l’intervento del Presidente del Municipio VIII ha dato origine al conflitto: in una puntata de L’Aria che Tira il presidente ha rivolto un insulto, dicendo che quel che fa “questo imbecille…” era in realtà “per ricordarci a tutti noi di seguirlo sui social”.
Da qui la querela: Carabella annuncia di aver sporto denuncia contro Ciaccheri, chiedendo che venga dato un segnale chiaro. “Io l’ho denunciato naturalmente… Accetto le critiche… ma non l’offesa alla persona… alla televisione lo ha proprio fatto.” Carabella precisa: non una reazione isterica, ma l’esito di un sentimento diffuso tra i residenti: «quando uno usciva la mattina ed era costretto a evitare buche, ratti, spacciatori e bisogni umani sui marciapiedi, la pazienza finisce».
Alla base di tutto, secondo Carabella, c’è la latitanza del presidente del Municipio. L’invito a confronto è stato più volte recapito, anche da parte della trasmissione Officina Stampa, ma Ciaccheri — secondo la redazione — avrebbe fatto sapere di avere “troppi impegni”. “Questo amministratore… con i poteri da amministratore che lui ha… può fare tanto invece di limitarsi a dare dell’imbecille a Simone Carabella.”
Dove sta il problema reale? Il degrado urbano, innanzitutto. In quartieri come Garbatella si denuncia: pavimentazioni sconnesse, aree gioco mai sistemate, palazzi abbandonati, edifici senza piano dei colori o rifacimenti di facciata non autorizzati. Nel Municipio VIII sono stati segnalati numerosi immobili abbandonati, zone rese vulnerabili dallo “spazio vuoto” che attrae attività illecite.
In questo scenario operano quelli che Carabella definisce “delinquenti che imperversano nelle vie cittadine di ogni città d’Italia, importunando la gente e zozzando i marciapiedi e le strade con urine feci e quant’altro”. Un attacco diretto: “…quando per una persona diventa normale accettare che un uomo, una donna facciano i bisogni per terra strafatti di crack dalla mattina alla sera… è inutile cercare di dire la tua.”
Contro questi fenomeni Carabella non resta fermo. Il suo lavoro è quasi quotidiano: segnala, filma, contatta le forze dell’ordine, organizza piccole ronde e campagne locali. “Andate a vedervelo… vado a parlare con queste persone… le ascolto.” E aggiunge: “Il senso civico ce l’hai oppure no.”
Mentre Carabella agisce su campo, il presidente del Municipio, secondo l’accusa, non risponde. La mancata partecipazione al confronto pubblico richiesto da Officina Stampa – e dalla trasmissione – è diventata un simbolo: “Hai dato dell’imbecille ad un cittadino che non poteva risponderti… È un gesto di poco coraggio, una figuraccia.”
Non è solo un battibecco televisivo: è un caso politico che riflette le difficoltà del governo locale. La responsabilità del presidente del Municipio VIII include manutenzione urbana, sicurezza, decoro, gestione delle emergenze sociali. Ma se il responsabile latita, i cittadini percepiscono uno slittamento verso l’anomia.
Dati alla mano, il Municipio VIII ha un indice di disagio sociale ed edilizio elevato rispetto ad altri municipi della capitale. Le petizioni lanciate nel quartiere — come quella per il Parco Scott — mostrano che le famiglie non si sentono più ascoltate.
In conclusione: la querela di Carabella verso Ciaccheri è il sintomo visibile di un malessere più profondo. Un malessere fatto di marciapiedi sporchi, zone che diventano bivacchi, donne vulnerabili abbandonate sul marciapiede, amministratori che preferiscono il microfono all’azione. La domanda che resta in sospeso è se il presidente del Municipio si presenterà al confronto pubblico richiesto, o se continuerà a invocare impegni per evitare la verità: il Municipio VIII attende risposte.
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