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Roma

ROMA, MUNICIPIO XV: L'INTERVISTA A DANIELE TORQUATI SUL PIANO SICUREZZA

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Il Presidente Torquati illustra le iniziative messe in piedi per aumentare il livello di sicurezza nel xv municipio

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di Silvio Rossi

Roma – Può definirsi “storico” il documento firmato all’unanimità dal Consiglio del XV municipio romano, per affrontare il problema relativo alla sicurezza, che ha allarmato i cittadini residenti nel quadrante nord-ovest di Roma, che si sono organizzati anche con iniziative di sorveglianza realizzata direttamente dai cittadini.

Abbiamo incontrato nel suo ufficio il Presidente del XV municipio, Daniele Torquati, a cui abbiamo chiesto cosa cambierà col nuovo piano, e quali sono i problemi principali della sicurezza.

I furti nelle case, in tutta Italia, sono aumentati in questi anni. Come si combatte questo andamento?
Dobbiamo dare un’idea di sicurezza in generale delle case, che passa secondo noi attraverso l’aumento delle forze dell’ordine anche nei quartieri periferici.
Probabilmente anche un maggiore raccordo tra le diverse forze.
Esatto. Ciò che è successo al centro di Roma, a Piazza di Spagna, in questo senso, è un segnale negativo, perché noi, nonostante le forze dell’ordine che erano in campo, non sono riuscite, per una mancanza d’organizzazione, a tutelare il patrimonio pubblico. Quello che diciamo noi è: dobbiamo sì avere l’allarme sul terrorismo nel centro di Roma, o per le partite, ma la gran parte delle cinquecento persone in più che dovrebbero essere messe a disposizione dal Ministero nel territorio del Comune di Roma, dovrebbero essere impegnate nei quartieri periferici, cosa che è stata accolta con favore anche dal Sindaco.
Parliamo degli insediamenti abusivi, dove spesso si nascondono situazioni di illegalità. Vi rimproverano di fare pochi sgomberi.
È vero che noi abbiamo fatto meno sgomberi rispetto agli anni precedenti, per un motivo semplice, perché negli anni precedenti si interveniva reiteratamente negli stessi posti. Quindi si interveniva, ma dopo poco tempo si tornava alla situazione di prima. Il nostro cambio è stato su questo, noi interveniamo su un posto, che non è di proprietà del Comune di Roma, facciamo in modo che il proprietario, che sia ANAS, ASTRAL, o altri, intervenga affinché interdica la zona per sempre.
Quindi cercate collaborazione con gli altri enti che sono interessati.
Sì, noi siamo partiti con queste bonifiche, in questi giorni stiamo lavorando sul viadotto Giubileo 2000, l’abbiamo sgomberato, e abbiamo chiesto ad ANAS di interdire, perché altrimenti i cittadini romani sono costretti a pagare più volte gli stessi interventi. Perché quando il Comune di Roma interviene per uno sgombero, i costi sono messi sulle tasse dei cittadini romani.
Per scoraggiare questi insediamenti, è possibile assegnare le aree liberate alle associazioni locali, che così possono sorvegliare i luoghi?
In alcuni casi è possibile, per esempio c’è un accampamento a Villa di Livia, che sta lì da circa dieci anni. È ovvio che quella bonifica debba essere fatta, nello stesso tempo dobbiamo dare ai cittadini la possibilità di vivere più il parco di Villa di Livia. Certo, per un parco questa cosa può andare bene, sotto un viadotto è più difficile.
Anche se in alcune realtà, sotto il viadotto di Corso Francia al Villaggio Olimpico hanno realizzato un circolo di bocce.
Anche a Saxa Rubra c’è, sotto il viadotto, ai vecchi lavori del Raccordo, c’è un parco giochi vissuto in maniera positiva per il quartiere.
Altra questione invece è in relazione alla sicurezza in generale delle case, che passa secondo noi attraverso l’aumento delle forze dell’ordine anche nei quartieri periferici.
Probabilmente anche un maggiore raccordo tra le diverse forze.
Esatto. Ciò che è successo al centro di Roma, a Piazza di Spagna, in questo senso, è un segnale negativo, perché noi, nonostante le forze dell’ordine che erano in campo, non sono riuscite, per una mancanza d’organizzazione, a tutelare il patrimonio pubblico. Quello che diciamo noi è: dobbiamo sì avere l’allarme sul terrorismo nel centro di Roma, o per le partite, ma la gran parte delle cinquecento persone in più che dovrebbero essere messe a disposizione dal Ministero nel territorio del Comune di Roma, dovrebbero essere impegnate nei quartieri periferici, cosa che è stata accolta con favore anche dal Sindaco.
C’è un luogo comune, per cui la sinistra è più attenta alle tematiche della solidarietà, mentre la destra è più attenta sulla sicurezza. C’è un modo per interpretare la sicurezza diverso tra destra e sinistra?
In parte è ciò che ho detto prima. Non è una questione di destra o sinistra in realtà, una questione di come interpreti l’amministrazione. Io la interpreto in modo che se arrivo alla soluzione di un problema, questo non deve più tornare. Sulla questione delle bonifiche degli insediamenti abusivi non c’è una politica di destra o di sinistra. C’è chi risolve il problema nel tempo, e c’è una politica, che è quella che ci ha portato a oggi, che non risolve il problema, perché se quel viadotto, ad esempio, non viene interdetto, poi c’è la possibilità che venga rioccupato.
Un municipio come questo, con un territorio molto esteso, e una lunga penetrazione urbana del parco, dove ai margini possono esserci le condizioni di vita borderline, è più difficile da amministrare?
È vero, il municipio è molto grande, in confronto alla popolazione che lo abita. Con parecchie zone verdi non di proprietà del comune, quindi noi ci dobbiamo far carico non solo delle aree di proprietà del comune, non solo delle aree abbandonate delle altre società, ma anche dei privati, e lì il meccanismo di diffida, e di bonifica, è molto più complicato rispetto agli altri casi.
Si riesce con un bilancio che è sempre tirato per il collo a garantire la sicurezza adeguatamente?
Beh, no. Non si riesce, ogni municipio per garantire tutto dovrebbe avere venti milioni di euro, mentre a malapena ne abbiamo dieci, per cui più che sui soldi, bisogna puntare sulla qualità della spesa pubblica. Perché se noi avessimo speso bene i soldi prima, non avremmo oggi tutte queste problematiche da affrontare. Se ad esempio si fosse affrontato seriamente il problema degli insediamenti a suo tempo, oggi avremmo avuto dei sottovia, dei sottopassi, che non permettevano gli insediamenti.

 

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Castelli Romani

Ariccia, diffamazione e procurato allarme: l’amministrazione querela il Caffè dei Castelli

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ARICCIA (RM) – L’amministrazione comunale di Ariccia presenta querela nei confronti del direttore responsabile del settimanale “Il Caffè dei Castelli Romani” per “Diffamazione col mezzo della stampa” e per “Procurato allarme presso l’Autorità”.

Lo scorso 28 novembre il settimanale ha pubblicato un articolo a firma Francesco Buda dal titolo: “Ariccia, allarme in Comune: rischio radon”, nel quale viene affermato che i locali dell’edificio comunale sarebbero caratterizzati da una concentrazione di gas radon “ben sopra la soglia di guardia”. Lo stesso giorno dall’amministrazione comunale è stata inviata una pec alla direzione del settimanale con la richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 della legge sulla stampa. Richiesta di rettifica dove dall’amministrazione comunale si sottolineavano alcune inesattezze riportate nell’articolo.

In pratica secondo quanto riportato dagli amministratori comunali l’articolo non ha tenuto conto “dell’ultima indagine tecnica, che ha rilevato concentrazioni di rado inferiori ai limiti di legge, e del continuo monitoraggio effettuato dall’Ente a tutela della salute dei dipendenti e degli utenti. E il 2 dicembre la Uilfpl ha presentato al Comune di Ariccia un’istanza di accesso agli atti per ricevere copia di tutta la documentazione in possesso dell’Ente riguardante il gas radon e motivando tale richiesta con le perplessità per la salute dei dipendenti comunali sorte a seguito della lettura dell’articolo.

A questo punto gli amministratori comunali hanno deciso di querelare il settimanale avendo ritenuto che: “Il contenuto dell’articolo è da ritenersi lesivo dell’immagine e della onorabilità dell’Amministrazione comunale in quanto incide sulle considerazioni di cui l’Ente gode nella collettività ed è, altresì, idoneo a generare pubblico allarme; – l’Amministrazione comunale ritiene imprescindibile e doveroso attivarsi al fine di tutelare l’Ente da tutte le condotte che potrebbero screditarne l’immagine e l’affidabilità.”

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Roma

Roma, metro Barberini. Mussolini: dopo 9 mesi di promesse è ancora agonia

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“Un paese civile non merita questa agonia, 9 mesi di gestazione non sono bastati a far ripartire una delle fermate del centro di Roma.” – Così commenta Rachele Mussolini, Consigliere Capitolino per la lista civica “Con Giorgia”, la mancata riapertura nei tempi promessi della fermata metro “A” Barberini.

Una stazione fondamentale per chi si dirige nel cuore della Città Eterna che ancora oggi alle soglie del Natale resta ancora chiusa creando non pochi disagi all’utenza diretta a piazza Barberini e zone limitrofe come la via della “Dolce Vita”. “Ormai il Natale è alle porte – prosegue Rachele Mussolini – ed a subire questo disagio sono gli operatori commerciali, i cittadini, e i turisti sbigottiti. Gli annunci ripetuti, e mai mantenuti, di riaperture hanno ulteriormente complicato il quadro di incertezza. Più volte ci siamo occupati di questa situazione senza avere risposte. Nei prossimi giorni farò una mia personale testimonianza di vicinanza agli operatori del luogo e visiterò gli uffici preposti per avere notizie certe sui tempi di riapertura”.

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Castelli Romani

Lega, Durigon nomina Tony Bruognolo responsabile per i Castelli Romani. Prossima tappa le amministrative di Genzano

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Continua il radicamento territoriale della Lega con le nomine dei responsabili delle Aree della Provincia di Roma.

Il Coordinatore di Roma e Provincia della Lega On. Claudio Durigon ha nominato oggi i Responsabili di Area del Partito.

Nel nostro territorio, denominato Area Castelli Romani, è stato individuato Tony Bruognolo politico esperto e profondo conoscitore del territorio Castellano. E’ stata certamente premiata la sua militanza e gli importanti risultati conseguiti in termini di consenso per la Lega nei comuni in questione. Tony Bruognolo, pertanto, è da oggi Responsabile della Lega per l’Area Castelli che ricomprende i comuni di Albano Laziale, Ariccia, Artena, Castelgandolfo, Ciampino, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lariano, Marino Montecompatri, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri.
Il nome scelto per coadiuvarlo quale suo responsabile degli enti locali è quello di Giorgio Leopardi consigliere comunale di Ariccia.

Tony Bruognolo è già al lavoro da mesi per selezionare una classe dirigente leghista che possa candidarsi a ben governare i comuni suddetti e sarà certamente aiutato in tale compito dal giovane consigliere Leopardi che sta facendo certamente molto bene al governo della sua città.

In particolare il Consigliere Leopardi vede riconosciute queste sue capacità proprio con questa nomina prestigiosa che rappresenta il coronamento del suo percorso politico/amministrativo.
Il Responsabile politico dell’Area, Tony Bruognolo, è molto soddisfatto: “Ringrazio l’On Durigon e l’On. Zicchieri – dice Bruognolo – per la fiducia che mi hanno voluto accordare, ringrazio inoltre il nostro Leader Matteo Salvini che ha ricreato un grande entusiasmo nel popolo del centro-destra. Spero che con l’aiuto dei coordinatori comunali e dei tanti amici che si stanno prodigando da tempo nei territori a me affidati si riesca a portare il buon governo leghista anche nei Castelli Romani. Ho fiducia – aggiunge – che il mio amico Giorgio Leopardi riuscirà ad aiutarmi a cogliere il risultato, in particolare nei comuni che andranno presto al voto, a tal proposito ho voluto affidargli la selezione della classe dirigente che dovremo schierare a Genzano nella prossima primavera”.

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