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ROMA: OMOFOBIA NELLE SCUOLE E IN STRADA

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Il 15 giugno "Gay Pride" di Roma

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Luca Pagni

Roma – A fronte degli ultimi atti di violenza omofoba, sia fisica che sotto forma di scritte sui muri di scuole e circoli omosessuali, sarebbe bene ritornare alla centralità della dignità di ogni essere umano e favorire il riconoscimento delle differenze culturali, religiose, di genere e di orientamento sessuale. La diffusione di fenomeni di violenza sessuale e di genere, l’omofobia, le diverse forme di nuova schiavitù vanno affrontate attraverso specifiche politiche come una Legge regionale sulla cittadinanza di genere, per garantire la realizzazione delle pari opportunità tra gli uomini e le donne del Lazio, una Legge contro la violenza di genere, per promuovere attività di prevenzione e garantire adeguata accoglienza, protezione, solidarietà e sostegno alle vittime di maltrattamenti, ed un Piano di azione contro l’omofobia.

Tutto questo è stato messo nero su bianco nel programma pre-elettorale del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha espresso “piena solidarietà a Rossana Praitano, vittima di un’aggressione vigliacca e assolutamente da condannare . Le scritte apparse  sui muri del Circolo Mario Mieli rappresentano infatti un grave atto di inciviltà contro tutte le donne e sono  frutto di una cultura arcaica legata a vecchi stereotipi.  Non possiamo accettare questa deriva di violenza che le Istituzioni tutte devono condannare con fermezza soprattutto in una città come Roma  che deve diventare un modello di convivenza civile contro ogni forma di discriminazione e intolleranza. La difesa dei diritti civili è un impegno preso con le cittadine e i cittadine del Lazio per il quale continueremo a batterci senza mai abbassare la guardia”.
Già due giorni fa il governatore regionale aveva espresso solidarietà agli studenti del liceo Socrate, dove erano comparse delle scritte contro i gay. 

“Care ragazze e cari ragazzi, ancora una volta dei vigliacchi provano a colpire le vostre vite, le storie di molte e molti vostri compagni di classe. Siamo al vostro fianco, nessuno potrà fermare il vostro impegno e il vostro entusiasmo. Ricordo la bellissima esperienza che abbiamo fatto quando ero presidente della Provincia di Roma, quando al liceo Socrate abbiamo costruito insieme un laboratorio contro l’omofobia e la transfobia, contro quella discriminazione odiosa che impedisce di essere se stessi, di essere felici. In questi anni abbiamo visto nascere e crescere le vostre bellissime iniziative per ribadire che nessuno può e deve vivere nel timore di ciò che è. Avete portato avanti il vostro impegno per i diritti delle persone lesbiche, gay e trans con conferenze e dibattiti e con il progetto europeo Niso che abbiamo voluto alla Provincia, grazie al quale centinaia di studenti hanno realizzato dei video che oggi sono proiettati e discussi in molte altre scuole di Roma, del Lazio e italiane. Grazie a questo metodo innovativo – ricorda Zingaretti – il Socrate è diventato un’avanguardia, un modello da tutelare e diffondere. Il 17 maggio, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia, abbiamo presentato il Piano della Regione per i diritti e contro le discriminazioni delle persone lesbiche, gay e trans. Un’ampia strategia che parte dalle scuole e dalla formazione delle ragazze e dei ragazzi perché molti non sanno cosa significa essere presi in giro per il proprio orientamento sessuale, non conoscono quella sensazione di esclusione che può portare anche a lasciarsi andare, come è successo qualche mese fa in un altro liceo di Roma, il Cavour, a un ragazzo additato per aver indossato ‘pantaloni rosa’. Nell’esprimervi la solidarietà mia e della Regione, vi chiedo di andare avanti, anche a nome di tanti genitori e di tanti vostri coetanei che guardano al lavoro che state portando avanti con fiducia e con speranza. Non siete soli, siamo con voi. Forza !”.

Il vicepresidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio ha dichiarato che “Il nuovo episodio omofobo al liceo Socrate, dopo le scritte apparse lo scorso febbraio, va condannato con forza, a maggior ragione a pochi giorni dalla grande mobilitazione avvenuta in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia. Il Socrate è un istituto evidentemente preso di mira da forze politiche ben individuabili perché è all’avanguardia nella lotta proprio all’omofobia a alla transfobia, con progetti che continueremo a sostenere convintamente, perché siamo certi che proprio dai banchi di scuola nascano gli anticorpi per combattere ogni forma di razzismo e discriminazione.”

Per l’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Lazio, Concettina Ciminiello “Le differenze non possono essere un problema. Vogliamo cambiare le cose, per dare ai giovani, ai nostri figli e alle nostre figlie la possibilità di vivere un futuro felice. E’ il nostro obiettivo. Tra gli strumenti che abbiamo messo in campo c’e’ l’adesione a RE.A.DY, la Rete delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, per condividere strumenti e buone prassi a livello nazionale e non solo. Il Lazio vuole essere avanguardia in Italia”.

In occasione del 17 maggio, ‘Giornata Mondiale contro l’Omofobia e la Transfobia’, la Regione Lazio ha lanciato un piano per i diritti e contro le discriminazioni delle persone lesbiche, gay e trans. Vogliamo una strategia nuova, non lasceremo mai solo chi viene discriminato. Nessuno deve vivere nel timore di essere ciò che è. Vogliamo partire dall’educazione nelle scuole per coinvolgere gli studenti e le loro famiglie in percorsi di conoscenza. Porteremo avanti la sensibilizzazione contro ogni forma di intolleranza anche attraverso campagne di comunicazione rivolte ai cittadini e iniziative di formazione per il personale della Regione e delle sue aziende. Con un’attenzione particolare al mondo del lavoro e dell’economia. Troppo spesso, infatti, la crisi colpisce chi è meno tutelato. Noi vogliamo – ha aggiunto – assicurare uguali servizi e sostegno a tutte e a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Tra gli obiettivi del Piano anche la promozione del il diversity management per le imprese, ossia la promozione di accordi e protocolli di intesa con associazioni datoriali e sindacati per la creazione di un ambiente lavorativo inclusivo per omosessuali e transessuali, il rilancio dei servizi sociali e degli eventi culturali a tematica gay rivolti a tutti i cittadini, il monitoraggio dell’informazione e dei mass media attraverso gli enti regionali, parità d’accesso ai servizi pubblici per tutte le coppie nel rispetto delle norme nazionali e anche per quanto riguarda la sanità, con la possibilità per i cittadini di indicare una persona a cui le strutture sanitarie possono riferirsi per tutte le comunicazioni relative al suo stato di salute.

 

Anche Adriano Bartolucci Proietti, Presidente di Gaycs

"Esprimo solidarietà e vicinanza all'amica Rossana Praitano, già presidente del Mieli per le ingiurie scritte sui muri del circolo all'Ostiense. Ormai è quotidiana la lettura di notizie come questa che sottolineano la gravità di una mancanza nella legislazione che ponga un freno alla dilagante omotransfobia. Rossana è una militante storica del movimento e merita rispetto e protezione da tutti noi. Le istituzioni debbono intervenire energicamente per spezzare questa spirale di odio e violenza che oggi più di ieri caratterizza la nostra società. Gaycs è vicina a Rossana e se necessario è pronta a scendere in piazza per protestare. Il 15 giugno 2013 saremo al fianco delle altre associazioni per il Gay Pride di Roma per rivendicare insieme equiparazione dei diritti per tutti". Il GAYCS è il dipartimento nazionale di AICS che coordina le attività sul territorio nazionale per il settore LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender).  Già lo scorso anno a fronte della stage di Brindisi il coordinatore nazionale Gaycs dichiarò che "Serve uno scatto collettivo contro l'inutile violenza che non ci piegherà.  Dobbiamo rimanere tutti uniti, sensibilizzare le coscienze e impegnarci in ogni momento e con qualunque mezzo affinché notizie di questo genere diventino storie passate, legate ad un'altra epoca e ad un'altra civiltà". Tutta la nostra solidarietà va alle famiglie delle vittime coinvolte. Ci assale una lunga lista di domande ma una sola è quella che ci lascia maggiormente perplessi: perche? Gaycs ha dunque ribadito la ferma condanna contro tutte le forme di abuso della vita umana. In merito ai diritti della comunità LGBT, Gaycs chiede pari diritti per le coppie etero e le coppie gay, ritenendo necessario promuovere azioni concrete che riescano in modo dirompente ad abbattere il muro del pregiudizio e del tradizionalismo che ancora si staglia nel nostro Paese. Gaycs si batte ogni giorno affinché l'Italia possa divenire, in un futuro prossimo, all'altezza del livello di apertura e modernità instaurato già da tempo nella Comunità Europea.

Curiosamente nella Chiesa cattolica spira aria di rivoluzione in materia di famiglia e diritti dei gay. Se ne è fatto portavoce, a sorpresa, l'arcivescovo Vincenzo Paglia, neo presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, che ha dichiarato: "No alle nozze gay, ma sì al riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto e omosessuali secondo il Codice civile e all'ammissione dei divorziati risposati alla Comunione". Anche se il presule – storico prelato della Comunità di Sant'Egidio – puntualizza che il "vero" matrimonio è solo quello celebrato tra un uomo e una donna, la sua è una apertura inaspettata.

Parlando di Chiesa non si può non parlare di LOBBY GAY che secondo FRANCO GRILLINI esiste veramente in Vaticano ed << è capace addirittura di favorire carriere e posti di potere nonché di mettere veti sui documenti e sulle decisioni al più alto livello? A me pare che il gran parlare che se ne fa in questi giorni sui giornali da parte dei "vaticanisti" sia più simile ad una spy story che ad una analisi basata su elementi certi. Il documento che vi fa riferimento sarebbe la "Relationem" redatta da tre cardinali incaricati dal Papa in persona per indagare sugli scandali di Vatileaks, lo spagnolo Joseph Herranz, l’italiano Salvatore De Giorgi e lo slovacco Josef Tomko. In questo documento si parla di «Impropriam Influentiam », cioè di ricatto vero e proprio basato sulle frequentazioni "mondane" di molti altri prelati d'oltretevere persino in alcuni locali palesemente gay della capitale. Non sappiamo quanto ci sia di vero in tutto ciò ed è curioso che molti giornali, anche di sinistra o progressisti, pubblichino queste notizie senza citare le fonti e senza commentarle come se fossero oro colato. Che in Vaticano ci sia qualcuno che si da molto da fare anche dal punto di vista gayo è cosa risaputa e confermata pure da alcuni scandali come la famosa trasmissione di Exit su la 7 che ha impallinato il capo della congregazione dei preti Stenico mentre parlava di una prestazione sadomaso con un finto prostituto. O dell'oscuro episodio dell'omicidio del capo delle guardie svizzere Eloise Esterman per finire con le "marchette" che il gentiluomo papale Balducci, capo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed esponente della famosa "cricca", ordinava via telefono al responsabile del coro vaticano.
Basta questo per parlare di una lobby organizzata? Ne dubito. La mia opinione è che in Vaticano ci siamo tanti gay quanti etero e che non essendo sopprimibile la sessualità in una persona adulta e in buona salute il 6° comandamento sia tranquillamente e ipocritamente violato nelle segrete stanze da chiunque indipendentemente dalla propria sessualità. Il chiacchiericcio sulla presunta lobby gay serve per nascondere il clamoroso fallimento di un Papa fragile e incapace di reggere il timone di un Vaticano gestito dai pescecani della curia che intrallazzano con la politica e con la finanza e che gestiscono la fede, per usare una recentissima espressione dello stesso Ratzinger, a scopi di potere e interessi personali. Più che l'oppio dei popoli la religione romana si rivela come l'oro di pochi intrallazzoni siano essi gay o eterosessuali".

Secondo IMMA BATTAGLIA “in Vaticano esistono tante correnti e tanti poteri pesanti ben lontani dalla spiritualità e dalla legge di DIO. Ci sono tantissimi gay e lesbiche ma non credo che siano un lobby di potere tale da destituire il Papa e influenzare il Conclave….”

Nel libro dialogo tra Jorge Bergoglio (ora Papa Francesco) e Abraham Skorka "il cielo e la terra", c’è un bel capitolo “sul matrimonio fra persone dello stesso sesso”
“Se nella creazione Dio ha corso il rischio di renderci liberi, chi sono io per intromettermi ?”
“A volte il ministro religioso richiama l’attenzione su certi punti della vita privata o pubblica perché è la guida dei fedeli.
 Non ha il diritto di intromettersi nella vita privata di nessuno.”
“Dio ci ha lasciato addirittura la libertà di peccare.
Occorre parlare con chiarezza dei valori, dei limiti, dei comandamenti, certo, ma l’ingerenza spirituale, pastorale, non è consentita.”
“L’omosessualità è sempre esistita. L’isola di Lesbo per esempio era nota per ospitare donne omosessuali.
Ma non era mai successo nella storia che si cercasse di darle lo stesso status del matrimonio.
Veniva tollerata ”oppure non tollerata, era apprezzata o non apprezzata, ma mai equiparata.”

“Nella nostra epoca è la prima colta che si pone il problema giuridico di assimilarla al matrimonio,
 cosa che giudico un disvalore e u regresso antropologico. Uso queste parole perché il tema trascende la questione religiosa,
è prettamente antropologico. Di fronte ad un’unione privata, non c’è un terzo o una società danneggiati.
Se invece le si attribuisce la categoria di matrimonio e le si dà accesso all’adozione, ciò implica di danneggiare i bambini.
Ogni individuo ha bisogno di un padre maschio e una madre femmina che lo aiutino a plasmare la propria identità.”
“Non ho mai usato termini dispregiativi nei loro confronti… Non ho mai usato parole irriguardose nei confronti degli omosessuali,
 mi sono limitato a porre l’accento su una questione legale.”
“In genere si sostiene che per un bambino sarebbe meglio essere cresciuto da una coppia di persone dello stesso sesso,
piuttosto che vivere in un orfanotrofio o in un istituto per minori. Va da sé che nessuna delle due istituzioni è ottimale.
Il problema è che lo Stato non fa ciò che dovrebbe.
 Occorre guardare i casi dei bambini che vivono in certi istituti dove si fa di tutto salvo recuperarli.”
“Più che una legge che consenta l’adozione alle persone dello stesso sesso,
 è necessario migliorare le norme sull’adozione, eccessivamente burocratiche e la cui attuale applicazione favorisce la corruzione.”
“Un sacerdote di mia conoscenza diceva che Dio ci ha fatti uomo e donna perché amassimo e ci amassimo.
Di solito, nell’omelia per il matrimonio dico allo sposo che deve rendere lei più donna,
 e alla sposa che deve rendere lui più uomo.”

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Metropoli

Fiano Romano, minacce di morte al Sindaco. Ferilli: “Presenterò denuncia in Procura”

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FIANO ROMANO (RM) – “Non vi preoccupate arriverà anche la sua ora e magari… proprio in quella chiesa”. Una chiara minaccia di morte postata su Facebook e indirizzata al Sindaco di Fiano Romano Ottorino Ferilli dopo la diffusione della notizia relativa il rilascio del permesso di costruire per il nuovo complesso parrocchiale “Cristo Nostra Pasqua”.

Tanti i messaggi di solidarietà nei confronti del primo cittadino e una ferma condanna per il clima di odio che alcuni personaggi stanno inoculando attraverso falsi profili e non solo.

Dai tanti messaggi rivolti a Sindaco Ferilli emerge un forte abbraccio della comunità di Fiano Romano che negli anni continua ad apprezzare lo spessore umano e correttezza nell’agire del loro primo cittadino.

Tra i primissimi attestati di solidarietà quello del Vicesindaco Davide Santonastaso che tra l’altro scrive: “Da troppo tempo ormai è in atto una campagna di odio senza precedenti, fatta di attacchi personali, minacce, illazioni e falsità che non possono essere più sopportate. Perché questo è il clima che porta addirittura qualcuno, ovviamente attraverso un profilo finto, ad augurare addirittura la morte del Sindaco. Condanno fermamente questo modo di far campagna elettorale dove l’avversario politico diventa un nemico da annientare”.

Nel tardo pomeriggio di oggi il Sindaco Ottorino Ferilli ha inteso commentare l’accaduto facendo presente che non mancherà di rivolgersi alla Procura della Repubblica

“Le minacce indirizzate alla mia persona non appena è uscita la notizia della nascita di un centro aggregativo parrocchiale a Fiano non mi spaventano assolutamente per la mia incolumità , quanto per la possibile deriva che potrebbe dilagare nella città che amo e che amministro. Ad essere a rischio sono i nostri figli e il loro futuro che va tutelato da certe angherie, da un linguaggio violento e da persone che si nascondono dietro false identità. Non ci sto a far passare silentemente una condotta costruita sulla prepotenza dove si arriva addirittura a minacciare di morte pur di attivare una gogna mediatica che si caratterizza sul nascere. La nostra Comunità non ha bisogno di parole così violente ma di speranza e condivisione. Come mia consuetudine, alle parole farò seguire le azioni sempre volte a garantire uno stato di legalità: presenterò denuncia alla Procura della Repubblica proseguendo quel cammino di trasparenza finalizzato a non piegare la testa di fronte ad azioni che minano la nostra libertà personale d’azione e di espressione”.

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Roma

Roma, feste private tra il centro storico e Trastevere in barba alle norme anti Covid-19: intervengono i Carabinieri

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Sanzionate 35 persone e denunciata una donna per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale

ROMA – Nella notte, i Carabinieri del Gruppo di Roma, impegnati nei controlli del territorio ed in particolare per le violazioni delle norme anti-Covid 19, hanno scoperto 2 feste clandestine, una all’interno di una casa-vacanze nel centro storico e l’altra in una abitazione privata nel quartiere di Trastevere.

La prima segnalazione per musica ad alto volume con diverse persone intente a festeggiare, è giunta poco dopo la mezzanotte. In un’abitazione adibita a casa vacanze di via dell’Orso, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno sorpreso 15 giovani, che in un primo momento si erano rifiutati di aprire la porta per farsi identificare. Successivamente, verso le 2 di notte, sul posto è giunta la proprietaria dell’immobile e solo dopo aver avuto contezza che i Carabinieri erano in possesso delle chiavi, una delle persone presenti, una romana di 34 anni, ha aperto la porta posizionandosi davanti ed impedendo ai militari di entrare, spingendoli e insultandoli ripetutamente.

Per questo motivo la donna è stata poi condotta in caserma e denunciata a piede libero per resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale e sanzionata assieme alle altre 14 persone per la violazione delle norme anti-Covid19.

Sempre dopo la mezzanotte, i Carabinieri della Compagnia Roma Trastevere sono intervenuti con diverse pattuglie in un’abitazione privata in via Garibaldi dove anche in questo caso era stata segnalata la presenza di un party privato con musica ad alto volume.

I militari hanno sorpreso 20 persone intente a festeggiare, in violazione delle norme anti-Covid19. La festa è stata immediatamente interrotta e le persone presenti sono state sanzionate amministrativamente.

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Castelli Romani

Nemi, “Biblioteca Diffusa”: c’è una nuova convenzione con il Consorzio. Cosa cambia?

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NEMI (RM) – Il Consorzio SBCR (Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani) ha rinnovato la convenzione con il Comune di Nemi per la biblioteca diffusa. Un atto deliberato dal Consiglio comunale di Nemi lo scorso 4 febbraio che a differenza di quello precedente, approvato nel 2014 e rinnovato nel 2017, non coinvolge più direttamente la Locanda Specchio di Diana ma è stipulato lasciando di fatto al Comune la scelta di individuare il soggetto terzo.

In pratica la nuova convenzione è firmata solo dal Consorzio SBCR e dal Comune di Nemi che a sua volta sarà libero di accordarsi con altro soggetto. E infatti nella bozza di convenzione è il Comune a specificare che intende stipulare di nuovo un accordo con la Locanda Specchio Di Diana.

Ad oggi, però, nonostante le intenzioni, non si trova traccia sull’Albo Pretorio di accordi sottoscritti dal Comune e dalla “Locanda Specchio di Diana” che regolarizzino il punto Biblio.

Ci sono stati attimi di tensione durante il Consiglio comunale del 4 febbraio. Perché?

Si stava per far votare una convenzione a tre (Consorzio Bibliotecario, Comune di Nemi e Locanda Specchio di Diana) ma i Consiglieri di opposizione Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri, i quali avevano preventivamente richiesto al Consorzio SBCR il nuovo atto stipulato, hanno chiesto al Sindaco come mai volesse far votare una convenzione a tre soggetti quando di fatto la nuova convenzione preveda un accordo esclusivamente tra il Consorzio e il Comune. E dopo qualche istante di silenzio imbarazzante è arrivato il dietrofront: il Sindaco ha dovuto per forza dell’evidenza, rimettere a posto la situazione approvando la convenzione “giusta”, ovvero quella agli atti del Consorzio SBCR stipulata dallo stesso con il Comune e senza la Locanda Specchio di Diana.

Un altro episodio “imbarazzante e increscioso” come quello della Stele all’ingresso del paese dove esistono 2 progetti (uno depositato e autorizzato dal Parco Regionale dei Castelli Romani e dal Consiglio Metropolitano e un altro diverso da quelli autorizzati agli atti del Comune per cui i conti e le misure non tornano).

C’è un permesso di costruire subordinato alla convenzione rilasciato alla Locanda Specchio di Diana. Il ristorante ha potuto chiudere una veranda al primo piano solo in virtù della pubblica utilità rappresentata dalla presenza della “Biblioteca Diffusa”

Un’altra questione è strettamente legata al fatto che a gennaio del 2019 l’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi ha rilasciato, al legale rappresentante della Locanda, un permesso di costruire in deroga finalizzato al montaggio di vetrate scorrevoli a chiusura della veranda posta al primo piano del locale per svolgere l’attività di “Biblioteca Diffusa”.

Va anche precisato che il permesso a costruire è stato rilasciato quando la Locanda Specchio di Diana era una struttura più ampia e quindi la terrazza costituiva una pertinenza di una attività che oggi viene esercitata in un immobile fortemente ridimensionato.

Nel permesso comunale è specificato che la destinazione d’uso dei locali prevede l’insediamento di un’attività di servizio pubblico del tipo sala lettura della “Biblioteca Diffusa”, istituita con accordo tra la Locanda Specchio di Diana srl, il Comune di Nemi ed il Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani (SBCR), e pertanto come servizio di pubblica utilità e che al cessare dell’attività di “Biblioteca Diffusa”, cesseranno di avere efficacia tutte le condizioni di pubblica utilità che stanno alla base del permesso di costruire e che si dovrà procedere al ripristino dello status quo dell’immobile oggetto di intervento.

Ad oggi, come già scritto, nonostante le intenzioni, non si trova traccia di una nuova convenzione tra Comune e Locanda Specchio di Diana (come specificato nella bozza di convenzione allegata alla delibera comunale del 4 febbraio) e la precedente convenzione a tre (Consorzio bibliotecario, Comune e Specchio di Diana) risulta scaduta ormai da circa tre mesi.

Un servizio di “Biblioteca Diffusa” sospeso negli ultimi tempi come confermato dallo stesso direttore del Consorzio SBCR il Dott. Giacomo Tortorici il quale lo scorso 13 gennaio interpellato da questo quotidiano ha detto che il servizio sarebbe ripartito quanto prima, Covid permettendo e soprattutto dopo aver concluso la formazione del personale idoneo ad accogliere gli utenti in sala lettura.

Anche questo aspetto è stato evidenziato dai Consiglieri di “Ricomincio da Nemi” che lo scorso 24 febbraio hanno scritto al Segretario comunale di Nemi, appellandosi al suo ruolo di garante della legalità, ribadendo quanto già comunicato durante la riunione consiliare del 4 febbraio che “la scelta del luogo dove ospitare la biblioteca diffusa – con annessa sala lettura – deve avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenza”. E che “nella fattispecie, l’impresa menzionata nel documento in oggetto, – Locanda Specchio di Diana Ndr. – dall’offrire gratuitamente quella sala, riceve un “vantaggio” svolgendo un servizio all’Amministrazione: è il caso tipico di una concessione a cui si applica pienamente il Codice degli Appalti”.

Gli interrogativi

Ad oggi sono diversi gli interrogativi che ruotano intorno a quello che deve rappresentare un pubblico servizio di utilità come la “Biblioteca diffusa”:

  • Perché, se la convenzione a tre è scaduta da circa tre mesi e con servizio sospeso negli ultimi tempi, come confermato a questo quotidiano dallo stesso direttore del Consorzio SBCR lo scorso 13 gennaio, nonchè ad oggi non si trova traccia di una nuova convenzione stipulata tra Comune di Nemi e Locanda Specchio di Diana non sono state smontate le vetrate scorrevoli a chiusura della veranda posta al primo piano del locale come previsto dal permesso rilasciato dall’Ufficio Tecnico comunale a gennaio del 2019?
  • Perché l’attuale Ufficio Tecnico non ha emesso ordinanza di rimessa in pristino?
  • Sono avvenuti i regolari controlli da parte dell’Ente e degli organi preposti?
  • A che punto è la formazione del personale idoneo ad accogliere gli utenti in sala lettura al fine della ripresa del servizio come riferito a questo quotidiano lo scorso 13 gennaio dal direttore del Consorzio SBCR?

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