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ROMA, OSPEDALE PERTINI AL COLLASSO

Redazione
Roma
– “Quella che viene spacciata come un’emergenza, è il risultato dell’applicazione delle ricette che determinano il modello di sanità voluto da Governo e della Regione Lazio. L’Ospedale Sandro Pertini,la ASL RM/B e tutte le strutture della sanità pubblica della Regione Lazio da anni subiscono le scelte di tutti i governi nazionali e regionali che si sono alternati in piena continuità,” dichiara Stefano Zecchetti della USB della ASL RM/B.

“Se vengono tagliati posti letto e bloccate le assunzioni, si può parlare di emergenza ? Se le risorse vengono consegnate ai vampiri delle strutture pubbliche, si può parlare di deficit? Una assistenza sanitaria gestita e giustificata dalla falsa emergenza, che nega diritti a pazienti e lavoratori, che determina nell'Ospedale Sandro Pertini le lunghe attese nel Pronto soccorso con pazienti su barelle sedie e posti letto chiamati bis in Medicina (senza campanello, ossigeno ecc.), mentre si tengono chiusi : 26 posti letto di Medicina, 6 posti letto di Osservazione Breve al Pronto Soccorso , 4 posti letto di rianimazione dopo i soldi spesi per la loro realizzazione, ecc ecc.. questo accade all’Ospedale Pertini.” Dichiara ancora Zecchetti.

“Impossibili e vergognose le condizioni di lavoro del personale che dovrebbe garantire l’assistenza: sotto organico con doppi turni e turnazioni illegali, disorganizzazione e confusione imperante, impediscono di svolgere le attività come  necessario, mettendo a rischio i pazienti e la salute psico-fisica degli operatori. In questo contesto è ipocrita continuare a parlare di malasanità”, continua Stefano Zecchetti, “quando siamo di fronte ad un palese disegno politico di smantellamento del diritto alla salute per la maggioranza della popolazione che non può permettersi di pagare le prestazioni sanitarie.”

“La USB si attiverà nei prossimi giorni,insieme a tutti coloro che vogliono contrastare il taglio dei diritti e della dignità di lavoratori e cittadini, per immediate assunzioni  e apertura di posti letto e per sottrarre le risorse destinate ai privati riconsegnandole al pubblico,  invitando alla partecipazione attiva delle iniziative, per essere protagonisti e non vittime sacrificali di queste politiche “criminali”.” Conclude Zecchetti.