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Roma, Parco Appio: tutto pronto per il “Tutto fritto festival”

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Il fritto d’autore va in scena al Parco Appio dal 31 maggio al 2 giugno

Al “Tutto Fritto Festival” street food romano e musica dal vivo con The BeaTers, la cover band ufficiale dei Beatles

Una celebrazione del fritto in tutte le sue declinazioni, quella in programma da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno a Parco Appio, nel comprensorio regionale dell’Appia Antica. Il “Tutto Fritto Festival” sarà un grande villaggio della frittura d’autore, organizzato da Federico Feliziani e Parco Appio in collaborazione con Roma Food Porn, durante il quale alle creazioni dei maestri dell’olio caldo si accompagneranno birre artigianali di alta qualità e musica dal vivo con The BeaTers, la cover band ufficiale dei Beatles che sabato 1 giugno, a partire dalle 22.30, farà rivivere le atmosfere dei concerti della storica band inglese.

Cinque gli espositori presenti che, dagli stand del villaggio gastronomico immerso nel verde, proporranno preparazioni fragranti e dorate, tutte fritte sul momento.

Protagonista assoluto della manifestazione sarà il must dello street food capitolino: il supplì, rielaborato dalla fantasia degli chef in inediti mix di sapori. Ai classici supplì “al telefono” si alterneranno rivisitazioni capaci di portare i piatti tipici della tradizione romana dentro la panatura dorata: cacio e pepe, amatriciana, gricia, carbonara, con fiori di zucca e alici, in versione “ajo e ojo” o puttanesca, con fave e pecorino o con rigaglie di pollo. Spazio anche alle pizze fritte, alla mozzarella in carrozza, al baccalà e alle particolari preparazioni di Mirko Rizzo, di “180gr Pizzeria Romana”, come i tonnarelli cacio e pepe, le fettuccine al ragù e i cannelloni con salsa di lasagna, tutto rigorosamente fritto. «In questo tipo di preparazioni – spiega Rizzo – è importante che la pasta sia lasciata al dente per poi finire la cottura durante la frittura».

Nel corso della manifestazione sarà possibile degustare le creazioni di Stefano Callegari, inventore del celebre Trapizzino, e vedere all’opera Arcangelo Dandini, chef del ristorante “l’Arcangelo” e di “Supplizio”. Proprio da loro arrivano le regole d’oro per la frittura perfetta: «Per fare in modo che la mozzarella all’interno dei supplì sia ‘filante’, l’olio non va mai portato a una temperatura troppo alta, ma tenuto tra i 165 e i 170 gradi», spiega Callegari. Determinante per la buona riuscita di un fritto è anche la panatura, che secondo Dandini «va preparata grattugiando rigorosamente a mano il pane, proprio come si faceva una volta, e facendolo scottare in forno per almeno cinque minuti; questo serve per proteggerlo dall’olio caldo durante la frittura. È importante inoltre che le materie prime siano sempre di altissima qualità, comprese le uova e il sale».

Ogni fritto sarà proposto in abbinamento a una birra artigianale scelta per integrare, smorzare, completare o esaltare la componente aromatica di ciascuna ricetta.

Per i più golosi non mancherà anche il fritto in versione dessert: ciambelle, bombe e cannoli.

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Cronaca

Morta Rossana Rossanda: giornalista, intellettuale, comunista, scrittrice e fondatrice del Manifesto

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E’ stata tra le intellettuali più autorevoli del Paese, memoria storica dell’Italia del Dopoguerra, ‘la ragazza del secolo scorso’, Rossana Rossanda aveva 96 anni e si è spenta nella notte nella sua casa di Roma. Giornalista, intellettuale, comunista, scrittrice, fondatrice del Manifesto. La notizia è stata data dal sito del Manifesto che ha annunciato un’edizione speciale del giornale per martedì per ricordare la giornalista.

Amica di Jean Paul Sartre, aveva vissuto a lungo a Parigi, da dove era tornata due anni fa, stabilendosi a Roma, in una casa nel quartiere Parioli. Una delle sue ultime uscite pubbliche fu l’anno scorso, a maggio, per sostenere alla Casa delle donne alcune candidate della sinistra alle elezioni Europee.

Nata a Pola nel 1924, allieva di Antonio Banfi, antifascista, ha partecipato alla Resistenza. E’ stata dirigente del Partito Comunista Italiano negli anni Cinquanta e Sessanta, fino ad essere nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del Pci. L’esigenza di elaborare la crisi del socialismo reale, sull’onda dei movimenti studentesco e operaio, la conduce a fondare nel 1969 il gruppo politico e la rivista ‘il Manifesto, quotidiano dal ’71, insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato, Lucio Magri e Luciana Castellina.

Le posizioni assunte dal giornale in contrasto con la linea maggioritaria del Partito, in particolare sull’invasione sovietica della Cecoslovacchia, nel 1969 determinano la radiazione della Rossanda e di altri del gruppo dal Pci. L’unica ad aver convinto il capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, a parlare in un’intervista del caso Moro. De “il manifesto”, un giornale, un collettivo, dal quale si è separata con grande amarezza nel 2012: “Prendo atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione. Smetto di collaborare”. Divergenze di linea politica e di approccio editoriale, incomprensione forse sanabile, il gap anagrafico: “Mi hanno sempre visto come una madre castratrice anche se io non mi sono mai sentita tale. Ma forse è una legge generazionale. I figli per crescere hanno bisogno di uccidere i padri e le madri. Ora è toccato a me”.

Lucida, laica, politicamente razionale. Del Pci degli Anni 50 e Sessanta ricorda, nella sua autobiografia, pubblicata nel 2005 per Einaudi La ragazza del secolo scorso, tra storia e memoria lo straordinario contributo “al processo di democratizzazione della società italiana”. (Una curiosità il libro arrivò nella cinquina dello Strega e fu in testa con Veronesi che quell’anno vince il la prima volta con Caos Calmo).

Il fallimento politico di Magri era anche quello di Rossanda, che lei avvertiva. Dopo essere stata direttrice del ‘Manifesto’, continua la riflessione e il dialogo sui movimenti operai e femministi, e si dedica soprattutto alla letteratura e al giornalismo attraverso varie pubblicazioni tra cui, nel 1979, Le altre. Conversazioni sulle parole della politica (Feltrinelli); nel 1981 Un viaggio inutile (Einaudi); nel 1987 Anche per me. Donna, persona, memoria, dal 1973 al 1986 (Feltrinelli); nel 1996 La vita breve. Morte, resurrezione, immortalita’. Nel 2005 esce per Einaudi La ragazza del secolo scorso, autobiografia tra storia e memoria.

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Cultura e Spettacoli

Martina Franca, arte e fotografia si incontrano in cortile

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MARTINA FRANCA (TA) -Da venerdì 18 fino al 30 settembre, nella splendida cornice del cortile di uno palazzi settecenteschi più suggestivi di Martina Franca, sito lungo corso Vittorio Emanuele al n. 38, è in corso tutti i giorni la mostra dal titolo INCONTRI IN CORTILE con i dipinti realizzati da Vito Marzo e le fotografie di Marcello Nitti, ad ingresso libero nel pieno rispetto nelle norme anti-covid.

Uno spazio espositivo originale e che, in un certo modo, rompe con la tradizione dello spazio chiuso di una galleria per offrire un accesso aperto e libero, inserito in un contesto di una cittadina nota per la vivacità dei suoi fermenti culturali.

Gli acquerelli di Vito Marzo in mostra sono stati realizzati in gran parte nel periodo della chiusura, e hanno come tema alcune immagini femminili e sensazioni di attesa, solitudine, riflessione; a sua volta, Marcello Nitti ha già realizzato rinomate mostre delle  sue fotografie all’estero, in Svezia, e quelle esposte in cortile sono un estratto delle sue tematiche illustrative, qui sintetizzate in giochi di trasparenze monocromatiche.

L’allestimento è ideato e realizzato secondo criteri minimalisti, che rispettano il contenuto delle opere allo stesso tempo valorizzando il contenitore che le accoglie.

La mostra si offre quasi come un contrappunto tra due forme espressive che spesso si assimilano a seconda dei contenuti trattati e delle quali spesso è difficile distinguere la caratteristica artistica o documentaria.

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Referendum sul taglio dei parlamentari, c’è molta confusione. Scivola la Mannoia che parla di stipendi ma c’è chi le ha risposto

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C’è molta confusione su questo Referendum che chiamerà gli italiani a scegliere su una netta riduzione dei parlamentari. Non si parla di taglio di stipendi ma riduzione dei rappresentati del popolo italiano senza che vi sia intorno una riforma costituzionale adeguata.

Fiorella Mannoia parla di stipendi dei parlamentari e fa confusione perché si potrebbero semplicemente ridurre gli stipendi senza intaccare il numero dei parlamentari…questa confusione non dovrebbe arrivare da un personaggio pubblico che può influenzare facilmente chi lo segue. Sarebbe opportuno fermarsi e documentarsi prima di cinguettare come ha fatto la grande Mannoia

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