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Cronaca

Roma, perseguitavano i turisti a Fontana di Trevi: 6 borseggiatori in manette

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ROMA – Nel corso dei quotidiani servizi mirati alla prevenzione e repressione dei reati ai danni dei tanti turisti che affollano il centro storico della Capitale, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato 6 borseggiatori in poche ore.

A Fontana di Trevi, i Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno bloccato tre cittadini cileni, un uomo di 31 anni e due donne di 33 e 64 anni, che avevano derubato una turista 75enne tedesca, seduta nei pressi del monumento. Distratta dalle donne, la vittima non si è accorta dell’uomo alle spalle che le sfilava il portafogli dalla borsa. I Carabinieri però hanno notato tutta la scena e sono intervenuti. Nelle tasche della 33enne è stata trovata anche una carta di credito intestata ad una terza persona, del cui possesso non ha saputo dare spiegazioni. Oltre all’accusa di furto aggravato, con la quale è stata arrestata con i suoi complici, dovrà rispondere anche di possesso ingiustificato di carte di credito, reato per cui è stata denunciata a piede libero.

Per furto aggravato, sono finiti in manette anche un 38enne algerino, arrestato dai Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia, sorpreso a derubare dello smartphone un turista giapponese di 26 anni, che passeggiava in via Panisperna, e un 51enne tunisino, arrestati dai Carabinieri della Stazione Roma Quirinale, bloccato appena dopo aver asportato lo zaino di un 20enne in via dei Fori Imperiali.

Sempre in via dei Fori Imperiali, ma a bordo del bus Atac linea 85, i Carabinieri della Stazione Roma Via Vittorio Veneto hanno arrestato un 64enne tunisino “pizzicato” a derubare una turista 38enne, cittadina del Marocco. Il ladro aveva appena sfilato lo smartphone dalla borsa della donna ma è stato bloccato dai militari in servizio in abiti civili. 

Gli arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza dei vari Comandi, in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

Frosinone, orrore: una madre strangola il figlio di 2 anni

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Si delinea come orrore quanto accaduto ieri nella provincia di Frosinone. Alle 4.20 si è concluso l’interrogatorio di Donatella Di Bona, 29 anni, madre di Gabriel Feroletoil bambino morto ieri pomeriggio in locali Volla a Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. La notizia è sconvolgente: l’avrebbe ucciso la madre.
I carabinieri del colonnello Fabio Cagnazzo sin da subito hanno avuto dubbi sulla dinamica della morte del piccolo Gabriel. La madre, infatti, aveva parlato di un’auto pirata che aveva investito il piccolo, ma le indagini hanno portato in luce un’altra versione: lo avrebbe strangolato, durante una passeggiata in una stradina di fronte l’abitazione di famiglia. Il bambino voleva tornare dalla nonna, ma lei presa da un raptus di follia lo ha afferrato al collo fino a soffocarlo. Il piccolo avrebbe provato a difendersi.

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Cronaca

Serena Mollicone, concluse indagini: cinque indagati

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Tre sono della famiglia Mottola e dovranno rispondere per concorso in omicidio aggravato e occultamento di cadavere

La procura di Cassino (Frosinone) ha concluso le indagini sull’omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce uccisa all’inizio di giugno 2001, con il relativo “avviso” ai cinque indagati. Ci sono l’ex comandante dei carabinieri di Arce Franco Mottola, la moglie e il figlio Marco e due carabinieri all’epoca dei fatti in servizio nel comune in provincia di Frosinone. I tre membri della famiglia Mottola sono indagati per concorso in omicidio aggravato e occultamento di cadavere. L’ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce Franco Mottola, la moglie Annamaria e del figlio Marco, che dovranno rispondere di omicidio volontario sono indagati per concorso in omicidio aggravato e occultamento di cadavere. IL sottufficiale dell’Arma Vincenzo Quatrale è indagato per concorso in omicidio volontario mentre un altro militare, Francesco Suprano, è indagato per favoreggiamento.

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Cronaca

Pescara, assaltano gioielleria e preparano un altro colpo: i due aggredirono il giornalista RAI Daniele Piervincenzi

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PESCARA – La Polizia di Stato di Pescara ha arrestato due giovani sospettati di un assalto ad una gioielleria del centro lo scorso dicembre e che stavano preparando un altro colpo.

I due si erano peraltro resi protagonisti, nel febbraio scorso, dell’aggressione al giornalista Rai Daniele Piervincenzi, avvenuta mentre il predetto, con la troupe del programma “Popolo Sovrano”, si trovava a filmare nel quartiere “Rancitelli” di Pescara

La rapina è stata consumata la mattina del 27 dicembre, in piene festività natalizie, quando un commando armato assaltava una nota gioielleria nel centro di Pescara.

Uno degli autori, probabilmente un soggetto di sesso maschile abbigliato da donna, dopo essersi fatto aprire  la porta dell’esercizio, grazie al travisamento che lo rendevano apparentemente una potenziale cliente come tante altre, armato di fucile minacciava il titolare del negozio, la commessa ed una cliente, agevolando l’ingresso di altri due complici, entrambi travisati da caschi da motociclista (uno dei quali a sua volta in possesso di arma lunga), mentre una quarta persona rimaneva all’esterno.

I malviventi si impossessavano di diversi orologi (per un valore complessivo di circa centomila euro), prelevati dopo aver infranto una vetrina interna.

Subito dopo i quattro si allontanavano a bordo delle due Ducati Monster che venivano rinvenute incendiate in un parcheggio distante circa un chilometro, ubicato tra via Manzoni e via Foscolo.

Le indagini immediatamente avviate dalla Polizia di Stato di Pescara, hanno consentito di individuare due soggetti noti alle forze dell’ordine, sospettati di far parte del “commando”.

I due risultano indagati dalla Procura di Pescara per aver preso parte alla rapina del 27 dicembre scorso, per aver illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico due fucili ed il relativo munizionamento e per aver avuto la disponibilità delle moto rubate, utilizzate e poi bruciate dopo la rapina.

Nel corso delle indagini, grazie all’ausilio delle numerose intercettazioni attivate, i poliziotti della Squadra Mobile hanno capito che la coppia era in procinto di compiere un’ulteriore rapina ai danni di un rappresentante orafo della zona.

Sulla base degli elementi prospettati dagli investigatori, la Procura della Repubblica ha chiesto l’emissione di provvedimenti cautelari nei confronti dei due indagati.

Nell’ambito delle indagini è stata inoltre fatta luce su un’aggressione perpetrata ai danni di un tossicodipendente della zona, malmenato con una mazza da baseball dai due indagati nel dicembre scorso.

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