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Cultura e Spettacoli

Roma, il Prefetto Francesco Tagliente relatore alla presentazione del libro sul Papa emerito

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ROMA – Presentata a Roma la pubblicazione “Benedetto XVI, L’Arte è una porta verso l’infinito. Teologia estetica per un nuovo rinascimento” scritta dal Monsignor Jean Marie Gervais. L’opera si presenta come un manuale d’arte con l’intervento dell’artista Bruno Ceccobelli che per l’occasione ha realizzato dieci tavole inedite che nascono da altrettanti interventi del Pontefice emerito sull’arte e sulla via pulchritudinis.

La prefazione è stata curata dal cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità per lo stato Città del Vaticano, Arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro.

E’ arricchita da dieci Tavole inedite dell’artista Bruno Ceccobelli, che illustrano il volume, e dal saggio critico del professor Mariano Apa, che ha commentato ciascuna tavola e il lavoro dell’artista nel panorama dell’arte contemporanea.

La pubblicazione di Monsignor Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, esponente della Penitenzieria Apostolica, nasce come omaggio al Papa emerito, dall’Associazione culturale Tota Pulchra. Associazione fondata nel 2016, dallo stesso Monsignor Gervais, proprio per onorare la bellezza dell’arte, in quanto manifestazione della Luce Divina nelle potenzialità dell’uomo, e per questo, mettere gli artisti in condizione di esprimere la propria arte, fornendo mezzi e luoghi appropriati. Gli artisti, infatti, attraverso le opere del loro ingegno, possono aiutare tutti a scoprire la bellezza del creato” legami proprio naturali tra fede e arte, in quanto finestra spalancata sull’immaginazione, e quindi sull’Infinito.

Con il coordinamento di Valerio Monda e Luca Alberto di Laudo, rispettivamente primo e secondo assistente dell’Associazione “Tota Pulchra si è sviluppato un interessante dibattito, con l’autore Monsignor Gervais e con la criminologa Imma Giuliani e il prefetto Francesco Tagliente.

“L’invito alla presentazione di una pubblicazione che esalta le meraviglie artistiche che ornano da secoli il Vaticano e i rapporti che hanno legato i Papi della storia agli artisti – ha scritto il Prefetto Francesco Tagliente sulla pagina FB – ha risvegliato la mia curiosità verso l’estetica e l’arte sacra e fatto riflettere sul mio legame con l’arte e gli artisti.

L’Osservatore d’Italia ha intervistato il prefetto Tagliente, noto per aver promosso varie iniziative per valorizzare opere monumentali

In tanti gli riconoscono l’impegno per il decoro degli ambienti architettonici del Palazzo Bonifacio sede della Questura di Firenze e del Palazzo San Vitale sede della Questura di Roma e per ultimo del Palazzo Medici sede della Prefettura di Pisa. Peraltro nella città della Torre il suo impegno per il recupero del patrimonio architettonico e monumentale, è stato documentato con quattro pubblicazioni.

Prefetto come nasce il suo interesse per l’arte?

Una delle ragioni del mio continuo interesse per l’arte è certamente da ricercare, a margine del mio percorso professionale, nella curiosità di cercare di capire la varietà dei linguaggi e la sua dialettica, nel percorso di ricerca e di confronto. Quella curiosità che spinge l’uomo alla conoscenza, a prendersi cure, a non disinteressarsi del mondo circostante, a meravigliarsi di tutte le possibili manifestazioni.

Una curiosità che si è trasformata in una passione. Come si è stata alimentata?

Una particolare passione per le opere pittoriche è stata alimentata da un’innata esigenza di arricchire il mio patrimonio culturale, cogliendo ogni possibile occasione per frequentare ambienti diversi dal mio mondo professionale, per scoprire l’altra parte dell’uomo, quella più luminosa, dove, come dice William Blake, “l’immaginazione non è uno stato mentale: è l’essenza umana stessa. Per anni, con frequenza quasi giornaliera, al mattino presto mi fermavo lungo il percorso casa-ufficio con gli artigiani del laboratorio del corniciaio e gallerista Onorato Mancini, in piazza Nicosia a Roma. Lì incontravo tanti artisti con i quali mi soffermavo a parlare, per capirne la sensibilità.

Ma c’è stato qualcosa in particolare che ha fatto scattare questa molla? Da che cosa è stato colpito?

Spesso ho riflettuto di fronte a un’opera sul mistero dell’arte. Mi ha colpito in passato, guardando “Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?” di Paul Gauguin, la grande sofferenza fisica e psicologica che il dipinto mi trasmetteva. La morte della figlia, le incomprensioni che la sua pittura aveva incontrato, spinsero Gauguin a scrivere il proprio testamento spirituale, lasciando, attraverso il simbolismo del colore, il suo forte messaggio sullo svolgimento della vita dell’uomo.

Che ruolo ha esercitato l’arte nel suo percorso professionale?

L’arte può rappresentare la via della liberazione emotiva dell’individuo, il mezzo per superare, oggettivandolo anche il dolore. Io penso anzi sono convinto che l’arte nasce dalla parte più profonda dell’artista. Essa rappresenta come afferma Schopenhauer, la “conoscenza libera e disinteressata”, “sottrae l’individuo alla catena infinita dei bisogni e dei desideri quotidiani, offrendogli un appagamento immobile….

Ha frequentato degli artisti?

Si, li ho frequentati e mi sono arricchito della conoscenza di Remo Branca, Giorgio De Pasquale, Renzo Vespignani, Alberto Sughi, Sigfrido Oliva, Salvatore Provino e altri artisti come Sergio Lombardo: mi hanno consentito di avvicinandomi all’arte della grafica, all’incisione, alla serigrafia, alla litografia e alla xilografia riuscendo a capirne e a riconoscerne la differenza, fino a seguire la lavorazione delle lastre per incisione al torchio a casa del Maestro Renzo Vespignani. Frequentando la casa del Maestro, animata dalla compagna Rossana Mataloni, ho trascorso ore piacevolissime ascoltando racconti e discutendo di arte.

Parla come se fosse stato molto coinvolto dalle opere del Maestro Renzo Vespignani?

Si e ripensando alle sue opere, mi soffermo spesso a pensare come attraverso la bellezza dell’arte, l’uomo dia un senso alla realtà e alla propria esistenza, a come con l’arte trasmetta messaggi, quando non riesca a comunicare agli altri gli aspetti più profondi del proprio io.

Grazie

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A San Cesareo va in scena il “Canto di Natale”

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L’associazione “Marionette senza fili” non si ferma nemmeno per le festività natalizie e propone al Teatro Comunale “Giulanco” di S. Cesareo “Il canto di Natale” di Charles Dickens con la regia di Claudio Tagliacozzo, in scena dal 14 al 23 dicembre 2018 e dal 4 al 13 gennaio 2019 (venerdì ore 21, sabato ore 18 e ore 21 e domenica ore 18).

A Christmas Carol (Canto di Natale) è un classico della letteratura natalizia, forse una delle opere universalmente più conosciute ed amate. Scritta da Charles Dickens nel 1843 è stata molte volte oggetto di ispirazione per opere teatrali e cinematografiche. ‘Marionette senza Fili’ ha voluto produrre questa versione di Musical, rigorosamente tutto cantato dal vivo, scritto e musicato da Silvio Coppola e diretto ed interpretato da Claudio Tagliacozzo, destinandola, in particolare, al pubblico più giovane. Questa storia fantastica, che si svolge tra la notte della vigilia ed il pranzo di Natale, ha per protagonista Ebenezer Scrooge, ricco e avaro finanziere legato esclusivamente al guadagno ed al denaro: irritato dalle festività odia il Natale! Rifiuta in malo modo di fare offerte ai poveri, fa lavorare fino a tardi il giorno della vigilia la sua contabile Caroline, caccia il figlio di sua sorella, Fred, colpevole soltanto di averlo invitato, come ogni anno, per il pranzo di Natale. Scrooge odia questa festa poiché a sua avviso porta solo ozio ed inutile dispendio di soldi. Destino vorrà che proprio la notte di Natale cambierà la sua vita: incontrerà, così, lo spettro del suo defunto socio d’affari Marley, lo spirito del Natale Passato, del Natale Presente e Futuro che gli faranno ripercorrere, da spettatore, il suo arido passato, il suo pessimo presente e un futuro nero che gli si prospetta, se non cambierà! Atmosfere natalizie, musiche coinvolgenti e ben ritmate, ed una recitazione favolistica, porteranno lo spettatore in un mondo fantastico ove si potrà riflettere sui mali del mondo e su come il Natale spesso può oscurare ed in parte lenire tali mali: l’egoismo, l’avarizia e la cattiveria personificati da Scrooge possono essere così corretti con azioni positive nel corso della vita, senza dover attendere “una festa”. I mali sociali possono essere superati con la rinascita morale dell’individuo.

Vi aspettiamo a teatro per festeggiare con noi il Natale a teatro!

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Napoli, a palazzo Zevallos Stigliano “Rubens, Van Dick”: una mostra da non perdere

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NAPOLI – Da non perdere a Napoli la bellissima mostra a Palazzo Zevallos Stigliano Sede museale di Intesa Sanpaolo dal titolo “Rubens, Van Dick, Ribera. La collezione di un principe” visitabile fino al 7 aprile 2019. 

L’appuntamento nell’arte del XVII secolo ricompone in parte, una prestigiosa collezione nella sua sede originaria.

“La collezione di un principe” è il risultato di collaborazioni, di una sinergia composta da diversi enti, infatti la quadreria barocca è organizzata con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e dal Comune di Napoli, organizzata in partenership con il Museo e Real Bosco di Capodimonte ed in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. 

La mostra è curata da Ernesto Denunzio, con la presenza di Gabriele Finaldi come consultant curator e con la collaborazione di Giuseppe Porzio e Renato Ruotolo.

L’intera mostra-esposizione “Rubens, Van Dyck, Ribera

La collezione di un principe” originariamente apparteneva ad una famiglia fiamminga molto importante di mercanti dal nome Vandeneynden, provenienti dalla citta portuale di Anversa, negli ultimi decenni del Seicento abitò a Napoli nello storico e sontuoso Palazzo Zevallos a Via Toledo, successivamente l’intera quadreria appartenne ai principi Colonna di Stigliano e poi dispersa.

L’esposizione rappresenta un momento culminante di un periodo florido per quanto riguarda la stagione dell’arte e del collezionismo a Napoli in età barocca e del Palazzo Zevallos, l’intero percorso espositivo riporta, in maniera immersiva, indietro nel tempo i fruitori nella storia dell’arte e nella storia della città di Napoli, da diversi decenni che gli studi di storia del collezionismo e del gusto, hanno dedicato un’ampia attenzione alle raccolte della famiglia Vandeneynden e di Gaspar di Roomer famiglie mercanti d’arte e finanzieri. La quadreria è composta da 36 opere di altissimo valore artistico provenienti da musei nazionali e internazionali, le opere con questa esposizione ritornano nella loro collocazione originarie, difatti la mostra è allestita nel piano nobile del Palazzo Zevallos Castiglia, negli ambienti dove erano anticamente conservati.

La collezione è allestita insieme ad altre opere che fanno parte della collezione permanente di Galleria D’Italia Palazzo Zevallos Stigliano, prima fra tutte IL “ Martirio di sant’Orsola” di Caravaggio eseguito nel 1610 pochi mesi prima della sua morte, “Sansone e Dalila” di Artemisia Gentileschi e tante altre opere di artisti di notevole importanza culturale. L’esposizione è stata resa possibile grazie prestiti eccezionali, i capolavori della collezione dei Vandeneynden in esposizione al Palazzo Zevallos Stigliano da ammirare sono il “Martirio di San Bartolomeo di Mattia Preti, Maestranze come uno Stipo del Museo di Capodimonte secondo quarto del XVII secolo, oppure l’opera del Guercino “Cristo e la Samaritana al pozzo”, Aniello Falcone “Riposo nella fuga in Egitto” 1642 e tante altre.

La mostra si colloca fra gli appuntamenti da non perdere per chi è in visita nella dimora di Partenope e per i napoletani, la città di Napoli vive una “primavera” dal punto di vista turistico di notevole importanza visibile e senza bisogno di dati alla mano, grazie anche a iniziative artistiche, promosse sia da parte di Enti pubblici e da gallerie private, questi eventi danno la possibilità di poter “viaggiare” tra linguaggi artistici in maniera esaustiva e partecipativa per i fruitori in visita. Le mostre in corso danno spazio sia a linguaggi che appartengono all’arte figurativa e sia all’arte contemporanea sperimentale, questo tipo di exhibition collocano in maniera fortemente improntata la città di Napoli nel circuito internazionale nell’ambito artistico.

Michele Coppola, Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni storici, Intesa Sanpaolo, ha affermato durante la conferenza stampa il 5 dicembre a Palazzo Zevallos:” Promuovere arte e conoscenza è l’impegno profondo di Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo e lo concretizziamo con iniziative originali che permettono di riscoprire il valore e la bellezza di opere, maestri e stagioni della straordinaria storia artistica italiana”- prosegue sempre Coppola – “La collezione di un principe ne è piena testimonianza, risultato di un lavoro di ricerca e di prestiti in collaborazione con importanti musei italiani e istituzioni internazionali”- continua sempre il Direttore di Intesa Sanpaolo –“I capolavori in mostra celebrano il respiro europeo dell’arte e del collezionismo di fine Seicento a Napoli, confermando il forte legame della nostra Banca con il territorio e il ruolo delle Gallerie d’Italia quale luogo di riferimento culturale, sempre più significativo, per la città”.

Giuseppina Ercole

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Location straordinarie per il Pozzuoli Jazz Festival: ecco tutti gli appuntamenti

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POZZUOLI (NA) – Al via la 10°edizione della rassegna musicale itinerante ‘Pozzuoli Jazz Festival dei Campi Flegrei’ organizzata dall’Associazione Jazz and Conversation, la manifestazione come di consueto ha anche quest’anno il Patrocinio morale del Comune di Pozzuoli, del Comune di Monte di Procida, Bacoli e il Comune di Assisi.

Gli appuntamenti con la manifestazione annuale con la musica jazz sono ben 13, e si svolgeranno dal 7 al 28 dicembre e come le scorse edizioni in location davvero straordinarie.

Un ”viaggio” eccezionale per i visitatori-spettatori

Le serate offrono la possibilità di ripercorrere, in parte, sulle orme dei viaggiatori del passato, nel periodo del Grand Tour. I visitatori del Jazz Festival vivranno la stessa emozione negli stessi luoghi che ispirarono Johann Wolfang Von Goethe nel suo libro intitolato “Viaggio in Italia”. I viaggiatori vivranno le stesse emozioni nei luoghi che ispirarono tantissimo i giovani artisti provenienti da qualsiasi parte dell’Europa del settecento e ottocento, emozioni che hanno lasciato a noi contemporanei Gouaches che sono tra le immagini e tra i capolavori tra i più identicativi e struggenti che caratterizzano e descrivono meglio Napoli e dintorni di com’era nel passato.

Pozzuoli Jazz Festival è oramai un Brand ben consolidato

Conosciuto a livello nazionale ed offre agli appassionati di arte e di musica Jazz momenti indimenticabili, è un dialogo tra le varie espressioni artistiche che i partecipanti vivranno, in luoghi magici accompagnati con le note musicali grazie alla bravura di jazzisti eccezionali, infatti negli anni passati la manifestazione ha ospitato grandi artisti del panorama musicale.
L’appuntamento con il Pozzuoli Jazz Festival coinvolge non solo siti archeologici come il Castello Aragonese presso Baia, oppure il Museo Archeologico di Nola, ma bensì anche noti locali della movida dell’area flegrea. Pozzuoli Faber Jazz Festival quest’anno ha anche delle novità, infatti la manifestazione con il Jazz prosegue anche fuori dall’area flegrea e regionale, infatti un appuntamento si svolgerà a Nola nel Museo Storico Archeologico, ed un altro appuntamento bensì nella Regione Umbria, nel Centro Storico di Assisi, nell’incantevole Chiesa Vitale Confraternita San Francesco.

La storia del festival

L’intento della manifestazione che da ben 10° anni riscuote un notevole successo nacque da un’idea di Antimo Civero e Nicodemo Macrì allo storico Bar “Al Blamangieri” di Arco Felice frazione di Pozzuoli, l’idea nacque perché entrambi gli organizzatori furono spinti dalla passione per la musica e per il grande Patrimonio Culturale di tutta l’area flegrea. “La musica è un mezzo, è un’occasione per conoscere ancora di più il nostro territorio e il grande patrimonio di notevole importanza storica e culturale di tutta l’area flegrea”, afferma Civero – “il Festival fin dall’inizio è stato volutamente organizzato nei siti archeologici”- precisa Antimo Civero che porta avanti questo progetto-sfida insieme agli altri collaboratori, prosegue sempre Civero – ”senza soldi pubblici insieme all’Associazione e tantissimi volontari, imprese e sponsor”- Prosegue sempre Civero – ”il mio obbiettivo futuro è di coinvolgere i giovani, perché il Festival è una opportunità di lavoro”.

Gli appuntamenti con Pozzuoli Jazz Festival

7 Dicembre al “Groove” Pozzuoli, Gennaro Porcelli/ Gigi di Rienzo ore 21.30
8 Dicembre Piazza Repubblica Cafè Serapide Pozzuoli, “Non solo Natale concert” con il “Coro dammi il la project” Ore 18.00
13 Dicembre Biblioteca polo culturale di Torre Toledo Pozzuoli, Simona Severini ore 18.00
13 Dicembre Akademia Cucina & More, Lago Lucrino Pozzuoli, Giulio Angrisani – Ergio valente Duo ore 22.00
14 Dicembre Groove Pozzuoli, Enzo Amazio Group ore 21.00
14 Dicembre Terrazza Ventidue, Pozzuoli, Ondanueve ore 21.00
15 Dicembre Castello Aragonese di Baia Bacoli, Carmine Joanna quartetto ore 20.30
16 Dicembre Museo Archeologico di Nola, in collaborazione con jazz lab Nola “Attilio Sepe jazz Quartet” ore 21.00
18 Dicembre Complesso Turistico Averno Damiani Pozzuoli, Jazz and Conversation con Roberta Gambarini e Ivan Dalia, conversazione in musica tra Napoli e New York…lo stesso parallelo ore 20.30
21 Dicembre Tenuta il “IV Miglio” Quarto, Beatrice valente Trio, “Christmas in jazz” ore 21.30
21 Dicembre Groove Pozzuoli, Lello Petrarca Trio ore 21.00
28 Dicembre Assisi Chiesa San Vitale Confraternita San Francesco (Centro Storico), Compagnia di Canto libero “In luce” Suoni e parole nei giorni di festa, Narrazioni Angela Cicala ore 18.00
28 Dicembre Groove Pozzuoli, Pino Aprile Quartet ore 21.30

Giuseppina Ercole



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