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Roma

Roma, ricercato da un anno: trovato a passeggiare per le vie di Centocelle

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ROMA – La scorsa mattina, i Carabinieri della Stazione di Roma Centocelle hanno arrestato un operaio romeno, di 36 anni, senza fissa dimora, già con diversi precedenti, che dal febbraio 2016 si era reso irreperibile.

L’uomo era stato condannato dal Tribunale di Tivoli a presentarsi giornalmente alla P.G., dopo aver commesso alcuni reati contro il patrimonio.

Dopo la sentenza si è reso irreperibile violando così le prescrizioni che gli erano state imposte dal Giudice, e così dopo essere stato segnalato dai Carabinieri della Stazione di Settebagni, nei suoi confronti è stato emesso un ordine di cattura.

I militari, nel corso di un normale controllo del territorio, lo hanno notato mentre stava passeggiando in via delle Robinie. Alla vista della pattuglia dell’Arma ha cercato di accelerare il passo nel tentativo di far perdere le proprie tracce.

A quel punto i militari hanno deciso di fermarlo per verificare l’identità dell’uomo e il motivo di tanta fretta improvvisa.

I successivi controlli alla banca dati delle Forze dell’Ordine hanno confermato i sospetti dei militari. Nei confronti del 36enne pendeva l’ordine di carcerazione emesso il 16 febbraio del 2016. Dopo averlo ammanettato è stato portato in caserma dove gli è stato notificato il provvedimento restrittivo e successivamente è stato condotto presso la casa circondariale di Roma Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

 

 

 

 

Castelli Romani

Marino, nasce il primo Comitato Popolare per Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica

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Nasce il primo “Comitato Popolare per Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica”A darne comunicazione è il coordinatore di Forza Italia Marino, Rinaldo Mastantuono, che ha dichiarato:«il Presidente Silvio Berlusconi rappresenta a tutt’oggi a livello nazionale e internazionale una risorsa per l’Italia!Per questo motivo auspichiamo che la classe politica italiana possa cogliere questa importante occasione e restituire, almeno in parte, l’onore al Presidente Berlusconi messo a dura prova da molti anni di una campagna denigratoria devastante che avrebbe schiantato chiunque! In tal senso, un gruppo di donne e uomini di Marino, hanno deciso di mettere nero su bianco rivolgendo un appello ai politici italiani affinché possano collocare, in modo assolutamente meritorio, sul più alto scranno della Repubblica il Presidente Silvio Berlusconi con la certezza che in tanti seguiranno questa iniziativa».

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Metropoli

Monterotondo: nonostante le proteste dei cittadini, prosegue l’abbattimento dei grandi tigli di via XX settembre

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Italia Nostra invia una segnalazione ai carabinieri forestali e si riserva azioni legali 

MONTEROTONDO (RM) – Italia Nostra, l’Associazione Centro Storico in Movimento, e numerosi cittadini, si sono  mobilitati sui social per esprimere il loro sgomento innanzi ai massicci abbattimenti di alberi rigogliosi, nel pieno della loro efficienza eco-sistemica, oltre che della loro funzione ornamentale e paesaggistica.

“Da tempo – Dichiarano da Italia Nostra – l’amministrazione comunale di Monterotondo si impegna nella distruzione delle alberature cittadine. All’inizio dell’anno gli abbattimenti sono iniziati nell’ area di Viale Bruno Buozzi e della cosiddetta Passeggiata (uno dei maggiori polmoni verdi della cittadina),  e sono proseguiti nonostante le proteste dei cittadini e delle sottoscritte associazioni, che hanno inviato appelli accompagnati da rapporti di tecnici che confutavano le generiche motivazioni  che gli alberi fossero “malati” e “pericolosi”. 

Ora – proseguono – si abbattono i grandi tigli in ottima salute di via XX Settembre. Abbandonando le pretese di “sicurezza”, l’amministrazione ha replicato alle proteste sui social sostenendo la necessità di allargare i marciapiedi per evitare che i cittadini inciampino (sic), e favorire il passaggio di disabili, oltre a quella di procurare nuovo spazio per i parcheggi.  Argomenti tra loro contraddittori, che, in considerazione della piccola area recuperata dall’eliminazione dei tronchi, non giustificano gli abbattimenti.  Ora l’amministrazione afferma che sostituirà i tigli abbattuti con una varietà di  Pyrus Calleryana, piccoli peri da fiore, di cui si dice che sono particolarmente adatti a catturare gli inquinanti chimici dell’aria. Ma è del tutto evidente, e si può quantificare con i dati misurati, che per l’assorbimento degli inquinanti più dannosi per la salute, 03, NO2, SO2 e i PM10, i piccoli peri, che comunque impiegheranno alcuni anni per crescere, sono assai meno efficienti dei grandi tigli.  

L’accanimento dell’amministrazione di Monterotondo è in totale contrasto con le indicazioni nazionali ed europee in relazione ai benefici delle grandi alberature per aspetti essenziali quali il miglioramento degli estremi climatici, con mitigazione delle isole di calore, e lo stoccaggio e sequestro di carbonio, fattore fondamentale del riscaldamento globale (un tiglio adulto può stoccare in media più di 3000 kg di CO2, otto volte di più dei peri proposti). Inoltre le grandi alberature riducono l’inquinamento acustico, migliorano della qualità dell’aria, valorizzano gli aspetti architettonici degli edifici, aumentando il valore delle proprietà, e in generale contribuiscono alla salute umana migliorando la vivibilità e la qualità della vita.  

 A completare il quadro, il comune di Monterotondo  risulta inadempiente rispetto alle prescrizioni di legge per la gestione del verde pubblico:  non ha un Censimento e Catasto del Verde, né un censimento   degli alberi di pregio e monumentali,  non applica la legge del Bilancio Arboreo,  (n. 10 del 14 gennaio 2013, art. 2), e manca del Piano Comunale del Verde, cioè dell’elaborato gestionale integrativo del PRG per il sistema verde, avente funzione di pianificazione, tutela e controllo per le reti del verde urbano ed agricolo. 

Quanto sopra – concludono da Italia Nostra – è stato segnalato ai carabinieri forestali e si intende proseguire l’azione, anche per vie legali, affinché venga affermato concretamente il principio, sancito dalla legislatura, che le alberature cittadine sono un importante bene pubblico. Un bene, che se ha degli aspetti paesaggistici, di bellezza e di decoro, non quantificabili, ma non per questo irrilevanti, ha anche aspetti quantificabili: si possono infatti stimare la quantità di CO2 immagazzinata nell’albero, la quantità di ossigeno prodotta e la quantità di inquinamento atmosferico eliminata.  

Il danneggiamento e l’eliminazione delle alberature urbane costituisce quindi distruzione di beni pubblici, che, se non adeguatamente giustificata, deve essere sanzionata.” 

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Metropoli

Valmontone, tenta una truffa in banca ma gli va male: arrestato 63enne pregiudicato

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VALMONTONE (RM) – Un pregiudicato di 63 anni, originario della provincia di Napoli, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Valmontone per una tentata truffa ai danni di una filiale di un istituto di credito. 

L’uomo è entrato in banca ed ha chiesto di poter prelevare 2.000 euro dal proprio conto corrente, presentando un documento sul quale erano riportate le generalità di un cittadino piemontese. La foto apposta sul documento, però, era diversa da quella presente nella banca dati dell’Istituto, perciò la cassiera, insospettita, ha avvertito il direttore che, a sua volta, ha segnalato tutto ai Carabinieri.

L’intervento immediato della pattuglia ha permesso di bloccare l’uomo che nel frattempo stava tentando di allontanarsi. È stato portato in caserma, identificato e arrestato con l’accusa di tentata truffa, ma dovrà rispondere anche di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie.

Grazie alla successiva attività d’indagine effettuata dai Carabinieri è emerso che la scorsa settimana il 63enne si era presentato presso una banca di Colleferro e, con la medesima tecnica, ha tentato di prelevare 2.000 euro. In quella circostanza, aveva fornito i documenti di un uomo nato nella provincia di Alessandria, attualmente residente a Genova. L’impiegata addetta allo sportello, attenta nello svolgere l’operazione, ha confrontato i documenti con i dati presenti nel sistema ed ha scoperto che c’era un alert. Mentre stava avvisando il direttore, quello strano cliente ha lasciato i documenti ed è andato via.

La sua “fuga” è durata poco, perchè i Carabinieri della Compagnia di Colleferro erano già sulle sue tracce e, ricevuta la segnalazione dalla banca di Valmontone, sono intervenuti e lo hanno bloccato, accompagnandolo in caserma.

Di fronte ai militari, il 63enne ha dovuto declinare le sue vere generalità. I documenti erano stati, ovviamente, contraffatti e cristallizzata l’intera vicenda, raccolta la denuncia di entrambi i direttori delle banche, per il 63enne sono scattate le manette ai polsi.

Il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto, rimettendolo in libertà con l’applicazione della misura cautelare personale del divieto di dimora nel Comune di Valmontone, in attesa dell’udienza fissata a metà novembre.

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