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Editoriali

Roma "rifiuti connection"

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di Paolino Canzoneri

 

 La capitale sembra proprio non avere pace. I proclami della giunta del Campidoglio e l'ostentata sicurezza della Raggi vaccilano in una "maleodorante" promessa non mantenuta riguardo una soluzione veloce ed efficace sul problema immondizia. A rincarare la dose di inadeguatezza della giunta romana e a rendere oramai inattendibili le promesse della Sindaca, una nuova maxi inchiesta che raccoglie alcuni fascicoli che coinvolgono direttamente il ras dei rifiuti Manlio Cerroni e uomini a suo seguito nonchè alcuni funzionari della Regione e Provincia.  Siamo arrivati a livelli impensabili e intollerabili che richiedono un immediato rispolvero e riassetto di coloro richiamati a governare la Caput Mundi che non può assolutamente rischiare di…

[ESTRATTO DALL'ARTICOLO DE L'OSSERVATORE D'ITALIA VIRTUAL PAPER – PER LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCARE QUI PER APRIRE L'EDIZIONE DI OGGI DEL GIORNALE E ANDARE A PAG. 1 E PAG. 2]

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Editoriali

Governatori e amministratori indagati? Il Prefetto Francesco Tagliente: “Cosa si aspetta ad istituire un organo collegiale anticorruzione per valutare anche i sospetti e il ‘chiacchiericcio’?”

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Ancora governatori e amministratori indagati. Il prefetto Francesco Tagliente: Cosa si aspetta ad istituire un organo collegiale anticorruzione per valutare anche i sospetti e il “chiacchiericcio”

“Le inchieste che vedono indagati governatori e amministratori di varie regioni impone una riflessione seria sulle misure necessarie per ridurre il rischio di nuovi episodi di corruzione” scrive il prefetto Francesco Tagliente sulla pagina FB.

“Una delle iniziative potrebbe essere l’istituzione, presso ogni ente pubblico di governo o amministrazione locale, di un organo collegiale anticorruzione per valutare anche i sospetti e il chiacchiericcio”

“Lo avevo detto e scritto anni fa e lo ripeto oggi alla luce di quanto sta emergendo in tema di corruzione” aggiunge Tagliente.

“Il contributo delle Amministrazioni ai fini della lotta alla corruzione e alle mafie può essere decisivo, oltre che con il supporto alla magistratura e agli altri agli organismi governativi, con una azione diretta a prevenire ogni possibile forma di condizionamento degli amministratori locali, funzionari e impiegati. E può essere utile anche per prevenire collegamenti diretti o indiretti degli stessi con la criminalità, ed ancora per favorire la prevenzione e il contrasto di usura, gioco illegale, riciclaggio, traffico di stupefacenti e altre forme di illegalità”.

“Prendendo come esempio i Comuni – prosegue Tagliente – dovrebbe essere istituito un organo collegiale, che potremmo denominare “Desk anticorruzione” presieduto dal Sindaco o da un suo delegato, al fine di mettere a fattore comune tutte le conoscenze delle varie articolazioni interessate del Comune e sviluppare azioni congiunte volte alla prevenzione e al contrasto delle possibili infiltrazioni della criminalità nei vari settori commerciali e imprenditoriali ritenuti sensibili, attraverso il continuo monitoraggio dei subentri e delle volture ripetute per la medesima licenza commerciale e con il monitoraggio degli appalti”.

“Alle riunioni del Desk potrebbero partecipare gli assessorati, i Dipartimenti i Municipi, gli Enti e le Società partecipate che fanno capo al Comune, i rappresentanti delle associazioni delle categorie economiche e altri organismi di volta in volta ritenuti utili nonché, in veste di consulente, un rappresentante dell’Avvocatura del comune”.

Per quanto concerne le Società partecipate che fanno capo al Comune, Tagliente prendendo come esempio la Capitale, indica Ama, Atac, Roma Metropolitane, Acea Æqua Roma, Aeroporti di Roma, Centrale del latte di Roma, Centro agroalimentare romano, Centro ingrosso fiori, ecc.”

“Obiettivo del desk – precisa l’ex Questore di Roma Tagliente – sarebbe quello di creare una rete che impedisca la corruzione e gli appetiti della criminalità organizzata. Con la partecipazione e il coinvolgimento anche della comunità civile – chiarisce – anche il chiacchiericcio potrebbe rappresentare occasione di approfondimento.

Si potrebbero valutare collegialmente anche i sospetti per segnalarli agli organi deputati a sviluppare le indagini. La sola conoscenza del ruolo del Desk anticorruzione potrebbe scoraggiare gli appetiti criminali”.

Concludendo Tagliente aggiunge che “se si volesse fare una prevenzione seria della corruzione, si dovrebbe pensare anche alla periodica rotazione del personale, anche di vertice, e alla conseguente mobilità interna insindacabile”

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Castelli Romani

Albano Laziale, “Officine del Futuro”: tra dancing majorettes e ras locali andato in scena il solito bagno di retorica

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ALBANO LAZIALE (RM) – Si è tenuta ieri, presso il teatro Alba Radians di Albano Laziale, la conferenza di “Officine del Futuro” che raccoglieva tutti i delusi dell’area berlusconiana e appartenenti al partito di Fratelli d’Italia.

Tra gli ospiti più conosciuti Francesco Aracri che a maggio del 2017 ha abbandonato il gruppo di Forza Italia al Senato – pur rimanendo nel partito – aderendo al gruppo parlamentare di centro-destra Federazione della Libertà, il governatore forzista della Liguria Giovanni Toti, il consigliere regionale del Lazio di Forza Italia Adriano Palozzi, l’onorevole Marco Silvetroni deputato di Fratelli d’Italia e il candidato di Fratelli d’Italia per le prossime elezioni europee Alfredo Antoniozzi.

Le dancing majorettes in classico stile forzista

La convention ha visto, in classico stile forzista, l’esibizione delle dancing majorettes per ingraziare un pubblico folto che come ammette lo stesso Palozzi è composto “da amici e da quadri” provenienti dai vari comuni dell’area romana accompagnati ad Albano Laziale tramite dei pullman.

Un incessante bagno di retorica

Idee per il futuro davvero poche come anche i contenuti, quello a cui si è assistito è stato un incessante bagno di retorica che ha colpito dapprima la maggioranza gialloverde di governo per poi passare alla struttura verticistica di Forza Italia. Secondo Antoniozzi, questo governo non rappresenta la maggioranza degli italiani e per questo si doveva andare subito al voto dopo il 4 marzo: forse ignora che nel caso si fosse votato il giorno seguente poco sarebbe cambiato.

Ras locali preoccupati per il futuro del centrodestra

In ogni caso questa assemblea ha visto raccolti vari ras locali preoccupati per il futuro di un centrodestra che si colora sempre più di verde e per il “contenitore (Forza Italia Ndr) che si svuota di consensi”.

Allora l’obiettivo è quello di “presentare gli amici al presidente Toti” come chiosa Palozzi, riassumendo in poche parole la reale finalità dell’incontro. I discorsi più interessanti sono stati proprio quelli articolati dal governatore Toti e da Palozzi, i quali hanno sferrato un duro attacco contro il mai citato Silvio Berlusconi colpevole di non aver compreso il popolo, di aver vissuto solo di politica e non di idee, di aver perso il rapporto con le imprese. La colpa del tracollo di Forza Italia, secondo Toti, è da ricondurre anche alla legge elettorale Rosatellum che, purtroppo per Toti, ha visto il bene placito anche dei suoi colleghi di partito.

Tifo da stadio per Adriano Palozzi

Adriano Palozzi

Quando prende la parola Adriano Palozzi, la sala assume le fattezze di uno stadio in grado di accogliere veri e propri cori di tifoseria per lodare e rendere riverenza al buon Adriano.

Strano che nessuno degli ospiti, e soprattutto delle figure istituzionali di Fratelli d’Italia, abbiano chiesto al consigliere regionale qualche notizia sulla richiesta di rinvio a giudizio che gli pende sulle spalle per quanto riguarda l’inchiesta che la magistratura porta avanti sul nuovo stadio della Roma e sulla rete di interessi costruita da Parnasi. La sensazione è che Fratelli d’Italia, in vista delle elezioni europee e del crepuscolo del fu Berlusconi, stia raccogliendo qualsiasi tipo di uomo politico in grado di racimolare qualche voto. E Palozzi ha una buona riserva di consensi nel Lazio da portare al partito della Meloni.

Dotati di buona pazienza si continua ad ascoltare Toti che, tra uno sprazzo di retorica salviniana e tono clericale, si è incessantemente soffermato, come anche “l’amico Palozzi”, sul tema della meritocrazia: ”basta candidati calati dall’alto”. Certo è strano che a dirlo sia proprio il governatore ligure prototipo di giornalista strappato dalla bottega e fatto tutto ad un tratto politico di creazione berlusconiana: già vicecapo ufficio stampa di Mediaset, condirettore di Mediaset, condirettore di Studio Aperto, direttore di Studio Aperto, direttore del Tg4 al posto di Emilio Fede, poi nominato da Berlusconi consigliere politico di Forza Italia in vista delle elezioni europee nel 2014. Ora che Forza Italia sta in odor di soglia di sbarramento, molti si cominciano a ricordare la meritocrazia e l’esperienza, addirittura l’onestà.

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Editoriali

Belpaese, non ci resta che piangere…

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Il profeta Geremia, attivo nel Regno di Giuda tra il 626-586 a.C. circa, al 31:15 del suo Libro scrisse: “Geova ha detto questo: ‘In Rama si ode una voce, lamento e amaro pianto; Rachele piange i suoi figli. Ha rifiutato d’essere confortata per i suoi figli, perché non sono più”.

La Rachele nazionale rifiuta d’essere confortata e lamenta piangendo sul calo di tanti valori che sta subendo la società italiana,

Quello di Geremia non è altro che il ritratto profetico dei giorni nostri.

Cala la demografia, cala la produzione, calano i consumi, cala il benessere, si riduce la sicurezza, si restringe l’assistenza sanitaria, si degrada la qualità di vita, si svaluta la sacralità della fede, scarseggia la frequenza dei fedeli ai riti sacri domenicali, mentre si alza lo spread, si impenna il costo della vita, cresce il degrado, si dilaga il materiale trash negli intrattenimenti televisivi e si allunga la lista di parroci che annacquano il Vangelo, incuranti dei lamenti dei fedeli.

Europa, la prossima primavera si voterà per un guscio vuoto

Le urne si apriranno in tutti i paesi appartenenti all’UE tra il 23 e il 26 Maggio 2019 e lo scrutinio si aprirà per tutti a partire dalle ore 23:00 del 26 Maggio 2019. Sarà la nona volta che i cittadini della Comunità europea verranno chiamati ad eleggere i loro rappresentanti al Parlamento Europeo e sarà anche la nona volta, ahinoi, che si chiameranno 400 milioni di
cittadini dei paesi europei a votare per un guscio vuoto. Nei 4 paesi della Ue, Lussemburgo, Cipro, Grecia e Belgio il voto è obbligatorio, nei restanti paesi, per fortuna, il voto è libero. E’ una occasione ghiotta e non è sfuggita ai faccendieri della politica , i soliti che vegetano tra partiti e affaristi. I contrassegni per la partecipazione a questa kermesse si contano intorno a numero 47. Ci sono dei più strani come il Partito Pirata, il Movimento dei Poeti d’Azione, il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, la Liga Veneta Repubblica, La Catena, Democrazia Cristiana, l’Altra Italia e poi il Sacro Romano Impero Cattolico, il Partito Internettiano e “Fuori dalla Ue per diventare il Giappone d’Europa”.

Poi, naturalmente ci sono da aggiungere i big della “politica” come il M5S, la Lega dei popoli di Salvini, Più Europa, Zingaretti con il simbolo “Ora Unità” per il PD, Forza Italia e di tutto e di più. Si sa quanti sono, come e da chi si faranno rappresentare ma non è dato sapere cosa vogliono andare a fare al parlamento europeo, quale programma hanno in mente, cosa ci si potrà attendere dalla loro presenza , eventuale, a Bruxelles.

Con candore risponde Mirella Cece, presidente del Sacro Romano Impero Cattolico : “.. il mio programma è ambizioso ma non lo voglio anticipare perché troppo articolato”. Sarebbe troppo per il comprendonio dei cittadini capire l’articolato di Mirella Cece, bisogna votare a scatola chiusa, prendere o lasciare. Si tralascia la novità di Zingaretti, “Ora Unità” e quando mai! Viene da rispondere: domani Bella Ciao.

Con queste prospettive come fa la Rachele nazionale a non lamentarsi e
ben si capisce perché rifiuta d’essere confortata.

L’Europa non è il paese del pater familae e tanto meno una buona mamma

Tra le liste iscritte per la presentazione alle prossime europee c’è chi più di altri vende retorica dicendo: “Fuori dalla Ue per diventare il Giappone d’Europa” senza spiegare cosa affascinerebbe a questo gruppo del sistema giapponese. Poi c’è chi, con convinzione, ma non convince, insiste su “Più Europa”. Quale,domanda il cittadino, perché quella che c’è basta e avanza.
L’altro sabato, 6 aprile , nel corso della seconda giornata della Dottrina Sociale della Chiesa, evento promosso dall’Osservatorio Van Thuan e svolto nel teatro Rosetum di Milano, l’Arcivescovo di Trieste monsignor Giampaolo Crepaldi, nella sua lectio magistralis “Europa, processo di unificazione europea”, citava delle opinioni di illustri personaggi riguardo all’Europa che si riproduce qui di seguito: Remi Brague, professore emerito di Filosofia medievale e araba presso l’Università Paris, ha affermato che l’Europa non crede più in nulla; Gianni Baget-Bozzo aveva detto che l’Europa si considera una colpa ed è stretta tra nichilismo e islam;

Walter Laqueur, storico e commentatore politico, sostiene che l’Europa stia vivendo i suoi ultimi giorni; Giulio Meotti dice che l’Europa si suicida ed è alla fine; Jürgen Habermas dice che è in crisi e Benedetto XVI ha detto che l’Europa odia se stessa.

Piange Rachele meditando al crepuscolo, seduta su una polveriera con in mano la miccia a lenta combustione

Anche l’Italia, come Achille sarebbe stata immersa dai suoi costituenti in acque sicure, anche lei sarebbe stata posta su basi solide per affrontare qualsiasi emergenza e non per niente da sempre aveva conquistato l’appellativo di Belpaese. Madre natura non le aveva fatto mancare niente. Nei suoi annali vantando uomini illustri ha conosciuto momenti di gloria. Poi arrivarono i personaggi dai quali Platone avvertiva di stare lontani perché pretendevano di dare ed insegnare agli altri ciò che non possedevano e non conoscevano.

Pretendevano di amministrare il Paese creando debiti piacendo di piacere, pareggiando favori e raccomandazioni e sempre con il sorriso stampato salutavano chiunque : “ciao caro”. Grazie a loro oggi l’Italia è sommersa sotto un debito pubblico mastodontico che ostacola ogni e qualsiasi manovra. Un buon e vero amministratore, prima di gridare “più Europa” farebbe bene a convincersi per un “più Italia” ed il primo passo andrebbe fatto verso la rimozione di questo macigno.

Non più i pastori che guidano il gregge ma quest’ultimo che pasce i pastori

Per fortuna di noi credenti ancora ci sono tanti sacerdoti che dedicano la loro vita al bene degli altri. Lavorano in silenzio, affrontano pericoli e insulti e talvolta anche minacce di morte. Non indietreggiano e spesso se ne vanno senza onori come hanno sempre vissuto. Ahinoi non tutti sono cosi. Tanti altri stanno sposando il vento che tira. Sono i cosiddetti preti di frontiera, quelli d’assalto che trascinati dal gregge seguono il politically correct, accantonano il Vangelo nel cassetto ed elevano i gommoni degli immigranti agli onori dell’altare.
I profughi sostituiscono i pastorelli nei presepi, le stazioni della via crucis , l’omelia domenicale e il Sinodo dei giovani. Questi pastori guidati dal gregge predicano la carità verso il prossimo e va benissimo perché è un precetto evangelico però dimenticano di predicare che non si può amare il fratello che sta in Zambia o in Burkina Faso e fregarsene del fratello nella periferia della propria città. Questi stessi stanno facendo della Santa Messa uno show domenicale con canti e balli, chitarre e tamburi, tanti ye ye e tanti clap clap.

Scrisse Geremia : ‘In Rama si ode una voce, lamento e amaro pianto”.
Da oltre Tevere non si odono voci, nessuno lamento, l’amaro pianto
proviene dalle tante Racheli fedeli che sono costrette a subire questo
decadimento.

Primo pomeriggio ora delle trasmissioni trash e cascame a go go

L’abbiamo letto, sempre su questo giornale, in una edizione precedente, che la televisione non copre più quel ruolo di una volta, e cioè ruolo educativo. Lontani sono i tempi delle trasmissioni di Alberto Manzi “Non è mai troppo tardi”. Le conduttrici di oggi pescano le loro storie dalle periferie profonde e presentano storie di pochi, tristI storie di matrimoni falliti, figli abbandonati e altre storie di decadenza, degrado e declino.

Ha più di una ragione Rachele a piangere i suoi figli e rifiuta d’esser confortata, perché non è questa l’Italia che a lei piace vedere promossa. Non vede nulla di educativo e ciò che si trasmette non rappresenta la società italiana. C’è una parte maggioritaria del paese sana, che ride, che ama e rifiuta di essere coinvolta in questa cloaca magna di tanto trash e cascame del primo pomeriggio in TV

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