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ROMA RIFIUTI, IL GIALLO DI MONTI ORTACCIO E L'OMBRA DI UNA EMERGENZA DA RISOLVERE

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Tempo di lettura 2 minuti Cerroni comunica che a giugno Malagrotta chiuderà. Intanto domenica appare un cartello, scoperto dai residenti di Valle Galeria

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Chiara Rai

Roma – La paura di non riuscire a bloccare i danni derivanti dall’emergenza rifiuti di Roma e provincia incombe sui cittadini costretti a sopportare il peso di una mala gestione.

Il giallo di Monti Ortaccio? Sì, può chiamarsi così. Questa è la nuova del giorno. Domenica, improvvisamente appare un cartello, scoperto dai residenti di Valle Galeria, dov'è scritto chiaramente che i lavori inizieranno l’11 marzo. Un colpo di scena dato che proprio il presidente del consorzio laziale rifiuti Manlio Cerroni ha deciso di sospendere il cantiere «in attesa della pronuncia degli organi giurisdizionali aditi dal Comune di Roma». Questo perché il Campidoglio ha presentato un ricorso al Tar chiedendo la sospensiva dell’Autorizzazione integrale ambientale (Aia) concessa da Sottile il 27 dicembre 2012 ai fini di una discarica provvisoria a Monti Ortaccio. Ma lo stesso Sottile nega: «è una sciocchezza» dice il commissario per l'emergenza rifiuti, «Non so nulla del cartello». Il 20 marzo ci sarà il verdetto di Palazzo Spada. I lavori per la discarica a Monti Ortaccio per ora non partono. Dopo l'intervento del ministro Clini, il quale ha imposto l’”alt” sull’inizio dei lavori, minacciando anche l'invio dei carabinieri, è arrivato l'annuncio di Cerroni: «i lavori sono sospesi fino al 31 marzo».

Il cartello appare, quindi, una provocazione? Clini ha parlato chiaro: «Non è prevista una discarica a Monti dell'Ortaccio nè altrove. È esclusa l'operatività dell'autorizzazione». Per Clini, prima di ricorrere alla soluzione estrema di ricorrere alle discariche ha in mente l’obiettivo di centrare due priorità: aumentare la raccolta differenziata e fare funzionare a pieno regime tutti gli impianti nel Lazio,Tmb e inceneritori, fino a oggi sottoutilizzati così come evidenziato dalle ispezioni e rapporti dei carabinieri del Noe.

A proposito interviene il consigliere di opposizione di Bracciano Elena Carone Fabiani: “Sembra, dalle dichiarazioni del presidente CO.LA.RI, avv. Cerroni – dice Carone –  che i lavori siano stati sospesi fino al 30 marzo. Lo stesso ci comunica che a giugno Malagrotta chiuderà, con tutto ciò che ne consegue. Appare una minaccia, in realtà è la conseguenza della totale inerzia e mancanza di interesse ed impegno delle amministrazioni e delle istituzioni a voler attivare, negli anni, una seria politica sulla gestione dei rifiuti, attivando la raccolta differenziata porta a porta e tutto ciò che la filosofia delle 4R recita. Se dovessero ripartire i lavori per la realizzazione del nuovo invaso, avremmo la conferma di una modalità che non prevede assolutamente la condivisione con cittadini e comitati che da anni si oppongono a tale progetto. La questione ci preoccupa non poco. – Continmua Carone –  Anche qui, a Bracciano, siamo rimasti con una comunicazione inviata all'allora Presidente della regione Lazio, Renata Polverini, dalla nostra municipalizzata Bracciano Ambiente, che dava disponibilità ad accogliere 1.200.000 tonnellate di rifiuti e a realizzare un impianto di Trattamento Meccanico Biologico da 135.000 tonnellate. Lo stesso sindaco, lo ha confermato, esponendo le linee programmatiche della sua coalizione; crediamo, quindi, che occorra mantenere alta l'attenzione e spingere ancora la nostra amministrazione a voler istituire il Comitato per la Trasparenza e la Partecipazione che, come movimento politico BBC (Bracciano Bene Comune) abbiamo chiesto e ci è stato rifiutato. Vorremmo francamente evitare di arrivare, come sempre accade, a dover gestire situazioni e relativi piani d'emergenza, tristemente noti per i loro effetti devastanti”.

 

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Roma, sos nube tossica in via Tiburtina: incendia rifiuti pericolosi per riscaldarsi

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo hanno arrestato un cittadino del Congo di 23 anni, a Roma senza fissa dimora, sorpreso ad incendiare rifiuti pericolosi in strada.I Carabinieri nel transitare in via Tiburtina, hanno notato una coltre di fumo nero ed hanno deciso di avvicinarsi. Arrivati all’altezza della Circonvallazione Nuova, i militari hanno sorpreso il ragazzo mentre dava alle fiamme un copertone di un autoveicolo e diversi rifiuti abbandonati. Bloccato il 23enne, i Carabinieri hanno dissipato il combustile per spegnere le fiamme, definitivamente estinte dal personale dei Vigili del Fuoco allertati precedentemente, evitando così disagi alle auto in transito sulla sopraelevata della Circonvallazione. Dalle successive verifiche, i Carabinieri hanno accertato che l’arrestato aveva fornito false dichiarazioni sulla sua identità.Trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo, il ragazzo dovrà rispondere dei reati di incendio di rifiuti pericolosi e false dichiarazioni sulla propria identità.

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Roma, figlio violento prende a schiaffi e pugni la mamma: arrestato 23enne

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La vittima ha denunciato ai Carabinieri di subire percosse e maltrattamenti da parte del figlio dal mese di aprile 2020

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo hanno arrestato un 23enne romano, senza occupazione e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Ieri pomeriggio, a seguito della richiesta di aiuto della madre del giovane, giunta al 112, i Carabinieri sono intervenuti nella loro abitazione, in via della Madonna del Riposo, dove poco prima il 23enne aveva aggredito la madre, 59enne, colpendola con schiaffi e pugni durante una lite per futili motivi.

I Carabinieri hanno bloccato il figlio e prestato i soccorsi alla donna che, per fortuna, non ha necessitato di cure mediche. La vittima, però, ha denunciato ai Carabinieri di subire percosse e maltrattamenti da parte del figlio dal mese di aprile 2020.

I Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo hanno portato l’arrestato in carcere, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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Roma, Torpignattara: badante deruba oltre 15 mila euro a un anziano

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ROMA – Grazie ad una lunga e accurata attività d’indagine svolta dai Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara, una donna italiana di 71 anni, è gravemente indiziata di aver “spillato” ben 15.500 euro ad un pensionato di 89 anni, invalido, che era stata chiamata ad accudire.La donna, che da tempo prestava assistenza all’anziano, approfittando della confidenza che aveva con l’ambiente domestico, sarebbe riuscita, in più occasioni, a utilizzare la carta bancomat della vittima con cui è emerso che, tra i mesi di Luglio e Ottobre scorsi, avrebbe effettuato 11 prelievi per una somma complessiva di 15.500 euro.A dare il via all’indagine è stata la denuncia sporta dall’anziano che si era reso conto di anomali ammanchi di denaro dal suo conto corrente, il resto lo hanno fatto i Carabinieri della Stazione Roma Torpignattara che, analizzando i filmati di videosorveglianza di alcune banche della zona del Prenestino-Labicano, hanno documentato come fosse la donna ad effettuare i continui ed indebiti prelievi dagli sportelli bancomat.Nel pomeriggio di ieri, alla badante “infedele” i militari hanno notificato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dell’obbligo di presentazione alla P.G. emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma.I reati contestati alla donna vanno dal furto in abitazione all’indebito utilizzo di carta di pagamento.

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