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Roma

ROMA, SAN PIETRO: SCOPERTO DEPOSITO MERCE CONTRAFFATTA UTILIZZATO ANCHE COME DORMITORIO

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Denunciato un 25 enne per favoreggiamento immigrazione clandestina. Sanzioni per oltre 35 mila euro

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Redazione

Roma – I Carabinieri della Stazione Roma San Pietro, in via Candia, nei pressi di Piazza San Pietro, hanno scoperto un appartamento di circa 50 mq, adibito a dormitorio per 15 cittadini del Bangladesh e che veniva utilizzato anche come deposito di merce con marchi contraffatti.  Durante la perquisizione, infatti, all'interno, sono stati rinvenuti  368 occhiali delle più famose griffe contraffatte e altra varia tipologia di merce, tra cui anche ombrelli, destinata alla vendita abusiva per le strade adiacenti i musei vaticani. Il deposito nei pressi nel Vaticano era stato scelto in modo strategico poiché consentiva ai venditori ambulanti di rifornirsi in poco tempo. I Carabinieri hanno denunciato a piede libero 3 dei 15 presenti con l’accusa di “introduzione e commercio di prodotti con segni falsi” e un quarto, 25enne, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina poiché, originario intestatario del contratto. Alcuni dei restanti 9 occupanti sono stati rilasciati perché in regola, per gli altri è stato richiesto il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale perché irregolari. I Controlli della Stazione Roma San Pietro sono stati effettuati anche nelle vie adiacenti a Piazza San Pietro dove sono state elevate sanzioni amministrative, per un importo di circa 35mila euro, nei confronti di altri sette cittadini del Bangladesh, scoperti a vendere, senza la prevista autorizzazione, 125 guide turistiche cartacee e 25 foulards.
 

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Castelli Romani

Lanuvio, antenne telefoniche: il rischio è una Monte Cavo bis

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Un consiglio comunale urgente per approvare una mozione da indirizzare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul tema dell’istallazione di una antenna per telefoni cellulari in località stazione. Lo ha richiesto al Presidente del Consiglio Comunale il Gruppo Consiliare Lista Civica Lanuvio per la Democrazia. In data 03 dicembre 2019, inizia la missiva indirizzata al Presidente Santoro, sono iniziati i lavori per l’installazione della stazione radio base presso Via Laviniense, nel territorio del Comune di Lanuvio. Tale inizio dei lavori è stato autorizzato dalle autorità preposte, ovvero, Regione Lazio, Città Metropolitana, previo parere favorevole espresso dall’Arpa Lazio.
L’opera però sta causando diverse preoccupazioni e perplessità circa gli effetti negativi che potrebbe avere sulla salute dei cittadini del Comune di Lanuvio, con particolare attenzione alla salute dei bambini della scuola materna “Falcone e Borsellino” e della scuola elementare “Terracini” che distano solo 400 metri dall’ubicazione della contestata antenna. L’amministrazione comunale, in ossequio alla normativa vigente in ambito procedimentale ha attivato tutti i controlli e posto in essere tutti gli atti di propria competenza a tutela dei cittadini e del loro diritto alla salute. Tuttavia, tali attribuzioni non sono sufficienti a valutare nel merito la fattibilità dell’opera, sebbene potenzialmente in contrasto con il bene comune più importante, il diritto alla salute, costituzionalmente garantito. Per questi motivi, la lista Civica Lanuvio per la Democrazia proporrà al Consiglio Comunale di impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale ad interessare il Capo dello Stato italiano, il Presidente Sergio Mattarella, che nella qualità di Garante della Costituzione, deve assicurare il buon funzionamento complessivo del sistema istituzionale e verificarne il pieno rispetto. Perché se è vero che il sindaco è la massima Autorità Sanitaria Locale, le valutazioni relative alla sicurezza degli abitanti in tema di ripetitori telefonici spettano alla Regione che ha in materia potere di dettare leggi insieme allo Stato. In base alla normativa il Comune ha le mani legate e non ha alcun potere di interferire nella scelta del luogo di installazione di ripetitori telefonici, né ha il potere di stabilire limiti di distanza, sicurezza, altezza ecc, ciò in quanto tali limitazioni – poste a salvaguardia della salute dei cittadini dai rischi dell’elettromagnetismo – sono di esclusiva competenza dello Stato.

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Castelli Romani

Fratelli d’Italia sbarca a Castel Gandolfo. Fabio Angeletti è il portavoce: “Grazie a Luciano Ciocchetti, Giovanni Libanori”

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Fabio Angeletti prende le redini del partito della Meloni e diventa portavoce del circolo Fdi a Castel Gandolfo. Ecco la sua nota: “Non sono mai stato un amante di falsi ed ipocriti sviolinamenti, di parole di circostanza povere nel sentimento ma forti perché ad effetto. Tutto ciò non mi appartiene. Tuttavia sento il dovere di esprimere i dovuti ringraziamenti a Luciano Ciocchetti, Giovanni Libanori, Massimiliano Maselli e a tutti i Patrioti che hanno voluto e sostenuto la mia candidatura a Portavoce di Fratelli d’Italia a Castel Gandolfo. Ringraziamenti che provengono dal profondo del cuore perché finalmente alla nostra Città è stata data l’opportunità di imprimere quel deciso colpo di sterzo a destra che potrebbe portare Castel Gandolfo ad occupare il posto che gli spetta nella cornice dei Castelli Romani.
Oggi la nostra Città ha finalmente la possibilità di scegliere tra l’uscire dal degrado e l’anarchia, oppure continuare a dare il triste consenso alla politica che ha contribuito a rendere Castel Gandolfo la Città che i nostri occhi sono costretti a vedere ogni giorno. C’è molto da fare, ma sono più che convinto che con l’esperienza, la professionalità e la sensibilità ai problemi del territorio dimostrata da Fratelli d’Italia e, in particolare, dai suoi Portavoce nelle Istituzioni, riusciremo a rimettere in moto quel motore che porterà finalmente Castel Gandolfo ad essere quel volano utile a rilanciare l’economia nei Castelli Romani”.

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Castelli Romani

Divino Amore e rischio cementificazione: Italia Nostra vuole ampliare i vincoli sulla Campagna Romana

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Importante incontro giovedì 23 gennaio a Marino per la illustrazione
delle osservazioni al recente vincolo denominato “La Campagna Romana tra la via Nettunense e l’Agro Romano” apposto dalla competente
Soprintendenza allo scopo di proteggere il paesaggio su una vasta area
di pregio compresa tra i comuni di Marino, Castel Gandolfo ed Albano.
Le osservazioni, anche allo scopo di chiedere l’ampliamento del vincolo,
sono state presentate dalla sezione Castelli Romani di Italia Nostra,
dal partito Comunista sezione Castelli Romani, il comitato di quartiere
Pavona1, il circolo Legambiente Appia Sud “Il riccio” ed altri comitati
di cittadini ritenendo necessario proteggere anche altre aree come S.
Palomba e Monte Savello (tra Roma ed Albano) che sono oggetto di
speculazione edilizia, analogamente all’area del “Divino Amore” a Marino
sulla quale incombe un intervento da oltre 1 milione di metri cubi di
cemento.

Il vincolo, apposto anche grazie alle sollecitazioni dell’attuale
amministrazione di Marino allo scopo di evitare ulteriore consumo del
suolo a causa della cementificazione imperante, chiaramente lede gli
interessi di quelle imprese che intendono realizzare i loro progetti di
edificazione ed è pertanto oggetto di una agguerrita opposizione ed
osservazioni contrarie.
Le osservazioni verranno esposte nel dettaglio e discusse nel corso
dell’incontro, al quale è stata invitata tutta la cittadinanza oltre
alle locali autorità amministrative, in programma alle ore 18 presso la
Biblioteca BiblioPop a Marino (S. Maria delle Mole) in via Goffredo
Mameli (incrocio con via U. Bassi).

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