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Roma

ROMA, SOTTOPASSO DUE PONTI: ANCORA ALLAGAMENTI

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Tempo di lettura 2 minuti Due giorni di passione per gli automobilisti che percorrono via Flaminia in direzione centro

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di Silvio Rossi

Roma – Era profetico Corrado Guzzanti quando, nella trasmissione “L’ottavo nano”, interpretando una parodia di Antonello Venditti, cantava la canzone “Grande Raccordo Anulare”. Uno dei versi della canzone recitava: “pe via due ponti c'è 'n pezzo contromano, mejo 'na murta dell'ingorgo, c'è 'npo de ghiaia ce poi morì de vekkiaiaaaa”.

Gli automobilisti che in questi giorni hanno provato a percorrere la Flaminia in direzione centro, dal raccordo verso Tor di Quinto, si saranno certamente posti la domanda se non avessero corso il rischio di morire di vecchiaia in coda.
Due giorni di pioggia, due giorni di chiusura del sottopasso di via Flamina all’altezza della stazione Due Ponti. Una trappola per migliaia di automobilisti, che puntualmente scatta quando Giove Pluvio riserva le sue attenzioni sulla capitale.
Meno di un mese fa un episodio simile aveva colpito la nostra attenzione, documentata nel nostro precedente articolo. Non immaginavamo neanche noi che il disagio si sarebbe ripetuto a così breve scadenza.
Appare evidente come la soluzione definitiva al problema non può essere rappresentato dai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati dal municipio. Il sottopasso è stato progettato male, costruito peggio, e finché non s’interviene a fondo sulla struttura, sui canali di scolo, sul sistema di pompaggio, tutte le azioni effettuate dopo l’ennesimo allagamento hanno l’efficacia del pannicello caldo.

Il sottopasso della Flaminia fa parte di quelle opere nate in fretta e furia in occasione dei mondiali di calcio del 1990. Fa parte, quindi, di quel gruppo di lavori che hanno rappresentato il fallimento di un certo modo di concepire le opere pubbliche. Basti ricordare che le altre infrastrutture costruite nella stessa occasione sono la stazione ferroviaria Vigna Clara, utilizzata per poche corse in occasione delle partite giocate all’Olimpico e chiusa il giorno dopo la finale mondiale. Anche lo stesso stadio suscitò polemiche e l’attenzione della Finanza, perché costruito senza rispettare gli standard di sicurezza (in particolare per l’altezza per l’accesso dei mezzi di soccorso).
Riprogettare il tratto stradale ha lo scopo non solo di risolvere il problema contingente, ma anche a gettarsi alle spalle definitivamente una stagione di opere effettuate non guardando all’efficacia, ma alla possibilità di farle “fruttare”. Stagione che, dalle ultime notizie di cronaca, sembra dura a morire.

 

Castelli Romani

Nemi, cemento sulle sponde del lago. Cortuso: “Aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile”

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Dopo la manifestazione dello scorso sabato e l’interrogazione regionale arriva il commento del candidato sindaco per la “Lista Civica Nemi”

NEMI (RM) – “Cemento. È questo quello che è accaduto nel Centro Canoa in riva al Lago di Nemi: una enorme colata di cemento.” Questo un primo commento del candidato sindaco di Nemi Carlo Cortuso riguardo la piattaforma in cemento armato realizzata sulle sponde del lago di Nemi su un’area, vincolata e protetta, situata in pieno Parco Regionale dei Castelli. “Betoniere – prosegue Cortuso – che si sono alternate, per giorni e giorni, per riempire le casseformi dei terrazzamenti e delle strutture previste da un progetto che nessuno conosce. È possibile che oggi possa ancora accadere questo? È possibile che un’opportunità come la rinascita del Centro Canoa, che doveva essere un esempio di buone pratiche e sostenibilità ambientale a partire dalla sua realizzazione, si trasformi in un incubo di aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile come quello del Lago di Nemi? Quanta ignoranza, quanta incompetenza sono necessarie per realizzare questo scempio. Noi sognavamo il Centro Canoa come una risorsa per la collettività, un centro di promozione degli sport acquatici, di educazione ambientale e di monitoraggio dell’ecosistema lacustre e del suo delicato equilibrio. Sognavamo un centro di aggregazione all’interno di una struttura rispettosa dell’ambiente, conforme alle più moderne pratiche di ingegneria ambientale. E invece ci ritroviamo di fronte all’ennesimo disastro da parte di chi sta cercando disperatamente bandierine da appuntare nella prossima campagna elettorale. Non è questa la Nemi che vogliamo.”

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Roma

Roma, accoltella il padre e aggredisce la madre perchè non gli consegnano i soldi: arrestato 38enne

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Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio”

ROMA – Maltrattamenti contro i suoi familiari, lesioni personali aggravate e estorsione. Queste le accuse per un 38enne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma.

Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma

I militari sono intervenuti in via Colle di Mezzo, nel quartiere della Cecchignola, in seguito alla richiesta di soccorso pervenuta al 112, presso l’abitazione dove l’uomo vive con gli anziani genitori. E proprio i genitori, entrambi 76enni, hanno riferito ai Carabinieri di aver subito un’aggressione da parte del figlio per non avergli consegnato i soldi che pretendeva. Al loro diniego, infatti, il 38enne li avrebbe prima minacciati con un coltello da cucina e poi, nel corso di una colluttazione avrebbe colpito il padre con un fendente all’addome che, tuttavia, non è riuscito a penetrare.

Le immediate ricerche hanno consentito ai militari di rintracciare il 38enne presso uno sportello bancomat poco distante dall’abitazione, dove aveva appena prelevato dei contanti utilizzando la carta bancomat portata via ai propri genitori, appena dopo l’aggressione; nel corso della perquisizione personale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma lo hanno trovato in possesso di un coltello da cucina, immediatamente sequestrato.

Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate – l’uomo in codice rosso ma non in pericolo di vita e la donna in codice giallo – presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio” dove sono state ricoverate per essere medicate e per eseguire ulteriori accertamenti.

L’indagato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato portato presso il Reparto Psichiatria del carcere di “Regina Coeli”. L’arresto è stato convalidato e, in attesa del processo, nei confronti del 38enne è stato disposto l’obbligo di presentazione alla P.G.

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Castelli Romani

Nemi, una piattaforma in cemento sul lago: si scatenano i residenti. C’è anche una interrogazione in Regione

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“L’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico”

NEMI (RM) – Una piattaforma in cemento realizzata nel centro canoe, lungo le sponde del lago di Nemi, scatena manifestazioni e una interrogazione a firma del Consigliere regionale di Europa Verde Marco Cacciatore.

La vicenda ha scosso non solo i verdi ma anche diversi residenti di Nemi e Genzano che sabato scorso hanno dato vita a una manifestazione abbastanza animata.

Difficile immaginare che tale costruzione non goda delle dovute autorizzazioni. Ma è proprio questo il punto di domanda collettivo: ci sono le autorizzazioni? E quale ente avrebbe rilasciato un nulla osta per realizzare una struttura in cemento sul lago di Nemi?

Adesso i residenti dell’area vogliono vederci chiaro, soprattutto perché l’intervento insiste su un’area, vincolata e protetta, in pieno Parco Regionale dei Castelli.

Cacciatore nell’interrogazione ha chiesto: “Se i lavori di realizzazione del centro canoe potevano essere autorizzati, tenuto conto del fatto che l’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico e se sia stata rilasciata l’autorizzazione paesaggistica come previsto dall’art. 146 del D.lgs. 42/2004; se l’Ente di Gestione del Parco dei Castelli Romani abbia rilasciato il nulla osta all’esecuzione dei lavori, ai sensi dell’articolo 28 della LR 29/1997 alla luce del fatto che, all’interno dell’area protetta, in vigenza delle misure di salvaguardia, come indicato dall’articolo 44 comma 11 della LR 29/1997, sono vietati interventi di nuova costruzione nelle aree individuate dal PTPR come Paesaggio Naturale di Continuità; se in caso di difformità nei permessi rilasciati, o tra permessi ed effettiva realizzazione del progetto, sia il caso di procedere alla verifica e alla quantificazione dell’eventuale danno ambientale, avviando le procedure per il ripristino dello stato dei luoghi.”

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