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Roma

Roma, stadio Olimpico: ecco le nuove regole per i parcheggi

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Tolleranza zero e aree previste per moto e auto

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Redazione

ROMA – Incentivare l’uso dei mezzi pubblici e limitare quello delle auto per raggiungere l’impianto, “rispetto totale dei divieti”, stop alle soste ‘dove capita’, e nuove aree per le moto e per le auto, anche decentrate. Sono i principali punti previsti dalle nuove normative sui parcheggi attorno allo Stadio Olimpico, rese note dalla Polizia locale di Roma Capitale e che già da sabato 20 agosto interesseranno tutti gli eventi sportivi. “Da oggi le auto andranno lasciate fuori dall’area dello stadio oppure presso gli appositi parcheggi assistiti: qualsiasi veicolo in divieto, sul marciapiede o in doppia fila intorno allo stadio sarà quindi rimosso e sanzionato – si legge nella nota – Il Comando della Polizia Locale ha dato disposizione a tutto il personale di far rispettare le nuove regole: tutte le aree che in passato erano tollerate saranno ora maggiormente presidiate e controllate, anche per meglio contrastare il problema dei parcheggiatori abusivi. Le nuove regole dovrebbero decongestionare la circolazione dell’area, limitare i disagi ai residenti, garantire la sicurezza dei tifosi e l’ordine pubblico, permettendo agli operatori della sicurezza un miglior controllo dell’afflusso e del deflusso degli spettatori”.
Con le nuove regole i tifosi potranno raggiungere lo stadio “utilizzando i mezzi pubblici, potenziati in occasione degli eventi; avvicinandosi con le moto/bici, lasciandole poi nelle aree previste vicine allo stadio; lasciando l’auto nei parcheggi regolari o nelle nuove aree decentrate assistite da ‘steward’. I titolari di permessi per disabili potranno parcheggiare come di consueto in Viale delle Olimpiadi/Viale dei Gladiatori, o presso lo Stadio dei Marmi (via Nigra)”.
“A meno di non possedere un abbonamento o essere titolare di permesso disabili, nessuna auto potrà più parcheggiare dove capita, ma potrà farlo solo nei posti regolari, oppure nelle nuove aree decentrate previste – aggiunge – Non saranno quindi più tollerate file di auto o moto nella mezzeria e al centro delle strade, sul Lungotevere a ridosso dello stadio, ma anche dal lato opposto di Ponte Duca D’Aosta (Lungotevere Flaminio, Lungotevere Thaon di Ravel, Lungotevere Salvo D’Acquisto fino a Ponte Milvio). Non saranno tollerati parcheggi in seconda fila o pericolose riduzioni di carreggiata”. Per quanto riguarda le nuove aree per le moto e per le auto, le prime “andranno parcheggiate solo nelle aree previste in via sperimentale, ossia: via Contarini, via Toscano, viale M.llo Giardino e via Morra di Lavriano”, mentre “per le automobili sono state individuate 3 nuove aree di parcheggio, delocalizzate rispetto allo stadio, considerate anche una estensione dell’area riservata dello Stadio Olimpico: piazzale Clodio; viale XXVII Olimpiade (zona Flaminia/Auditorium); Viale Tor di Quinto (dopo Ponte Flaminio/Corso Francia), attivata solo in caso di eventi particolarmente importanti. Saranno presidiate da personale steward, e da qui i tifosi potranno raggiungere lo stadio a piedi o tramite i mezzi pubblici”.

Cronaca

Strage di Ardea: celebrati i funerali dei due fratellini di 10 e 5 anni

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È una piazza silenziosa e commossa quella che si è raccolta nel piazzale antistante la chiesa Santa Maria Regina Pacis di Ostia per dare l’ultimo saluto a Daniel e David Fusinato, i due fratellini di 10 e 5 anni uccisi nella strage di Ardea. In occasione della cerimonia, a cui hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi, sono state realizzate delle composizioni di palloncini bianchi e celesti, i colori della Lazio tanto amata dai fratellini.

All’uscita del feretro dalla chiesa i presenti hanno acceso dei fumogeni biancocelesti e liberato nel cielo i palloncini, seguiti poi da due colombe che sono volate via assieme.

“L’Ostiamare si è chiusa in lutto” ha raccontato commosso Luigi Lardone, presidente dell’Ostiamare Calcio, in cui Daniel faceva il portiere per la categoria Pulcini. “Abbiamo chiuso l’impianto e partecipiamo al dolore dei familiari. Parlare di calcio o di altro in questo momento non ha alcun senso, è una tragedia incredibile. Purtroppo per una serie sfortunatissime di coincidenze è capitata a noi”.

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Castelli Romani

Rifiuti di Roma ad Albano Laziale? Il territorio dice no!

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Assenti fisicamente causa impegni improrogabili, ma presenti con lo spirito i sindaci di Rocca di Papa e Pomezia, che si sono scusati ma hanno dichiarato la loro vicinanza. Non pervenuto il Sindaco di Nemi

ALBANO LAZIALE (RM) – Sei sindaci tra Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano e Lanuvio, il Presidente della Commissione Rifiuti Lazio (Marco Cacciatore), 18 tra comitati e associazioni territoriali e tanti cittadini si sono riuniti davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Roncigliano per dire no, in modo chiaro e netto, al riavvio dell’impianto e sì alla revoca delle autorizzazioni che garantiscono il riavvio del sito. Le autorizzazioni rilasciate nel 2019 dall’Ufficio Rifiuti Lazio (allora guidato da Flaminia Tosini, arrestata il 16 marzo scorso per presunta corruzione ed ora sotto processo), alla società Pontina Ambiente (Gruppo Cerroni), tra l’altro per la riattivazione del solo TMB (il frullatore per rifiuti indifferenziati). Autorizzazioni rilasciate in barba ad una interdittiva antimafia della Prefettura di Roma del 2014 confermata in via definitiva dal Consiglio di Stato nel 2017 e per cui è in corso, da aprile scorso, una procedura di revoca in autotutela presso la Commissione Rifiuti Lazio.

“L’unica alternativa a discariche, inceneritori e Tmb si chiama Porta a porta, Riduzione e Riciclo dei rifiuti”. – Questa la risposta dell’intera comunità dei Castelli Romani, più Ardea e Pomezia, che ha respinto con forza al mittente, ossia al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, la proposta di riattivare l’immondezzaio di Albano Laziale – di proprietà del re dei rifiuti, Manlio Cerroni – paventata a più riprese nei giorni scorsi su vari quotidiani nazionali per ‘salvare Roma’ dall’ennesima crisi dei rifiuti.

Assenti fisicamente causa impegni improrogabili, ma presenti con lo spirito i sindaci di Rocca di Papa e Pomezia, che si sono scusati ma hanno dichiarato la loro vicinanza. Non pervenuto il Sindaco di Nemi.

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Roma

Roma, travestito da vigilante rapina tre banche: identificato e arrestato 47enne di Fiumicino

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur e quelli della Stazione Roma Villa Bonelli hanno dato un volto al rapinatore che, travestito da vigilante, in meno di un mese, aveva messo a segno tre colpi in banca tra i quartieri Magliana, Marconi e Testaccio.

I Carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione, quotidiana, in caserma presso la Stazione Carabinieri Roma Ostia Lido, emesso dal Tribunale di Roma – Ufficio Gip. Si tratta di un 47enne romano residente a Fiumicino.

Le indagini dei Carabinieri, dirette dal Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma coordinato dal Procuratore Aggiunto, Dr.ssa Lucia Lotti, sono scattate dopo tre rapine a mano armata consumate, con lo stesso modus operandi, in data 30 Aprile in una banca in via Oderisi da Gubbio, in data 6 Maggio in una banca in via della Magliana e in data 18 Maggio in una di via Mastro Giorgio.

Il rapinatore, entrato negli istituti con equipaggiamento da vigilante – tuta operativa, giubbotto multitasche, tesserino e placca “fake” – pistola in pugno, si era fatto consegnare il denaro contante custodito presso gli sportelli in quel momento, per un totale, di circa 10.000 euro.

I Carabinieri sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del 47enne grazie ad una scrupolosa analisi delle immagini della videosorveglianza delle banche e delle vie di fuga. Individuato anche il “covo” del malvivente, una camera di albergo a Fiumicino, dove è scattato il blitz che ha portato all’arresto del 47enne e al sequestro della pistola, una scacciacani priva di tappo rosso, simulante una pistola Beretta 92, unitamente al “kit da vigilante”, utilizzati per consumare le rapine.

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