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Roma

Roma, Trastevere: entra in farmacia armato di pistola

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ROMA – Ieri sera, nel corso di un intervento, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno arrestato un 47enne, originario della provincia di Salerno, senza occupazione e con precedenti, che poco prima era entrato in una farmacia di piazza Santa Maria in Trastevere, armato di pistola.

I militari sono intervenuti presso l’esercizio commerciale, a seguito della segnalazione giunta al 112, da parte del titolare della farmacia, che aveva notato l’uomo con la pistola in mano e temeva che stesse per compiere una rapina. I Carabinieri in pochissimi minuti hanno raggiunto l’indirizzo e bloccato l’uomo nella piazza, dove si era allontanato.

Nel corso del controllo il 47enne ha tentato invano di divincolarsi, sferrando anche calci e pugni all’indirizzo dei Carabinieri, al fine di evitare la perquisizione. Dopo essere stato immobilizzato è stato perquisito e trovato in possesso di una pistola giocattolo.

Dopo l’arresto è stato portato in caserma e trattenuto nelle camere di sicurezza in caserma, in attesa del rito direttissimo, dove dovrà difendersi dalle accuse di resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

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Castelli Romani

Rocca di Papa, consigliera comunale Pd accusata di falso in atto pubblico

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ROCCA DI PAPA (RM) – Elisa Pucci, consigliera Pd a Rocca di Papa, dovrà rispondere dell’accusa di falso in atto pubblico davanti al GUP di Velletri.  

La Pucci avrebbe firmato al posto di cinque consiglieri una proposta di deliberazione di Consiglio comunale straordinario in cui la minoranza chiedeva la dismissione delle antenne sul territorio di Rocca di Papa.

Le firme false sarebbero state apposte al fine di rientrare nei tempi legali per depositare la richiesta di delibera

La consigliera Pucci infatti, soltanto il giorno successivo al deposito dell’atto ha consegnato la stessa richiesta con le firme autentiche dei cinque consiglieri, apponendo sul nuovo atto la data della precedente richiesta anziché il nuovo numero consegnato dal protocollo.

I fatti risalgono a giugno del 2017

Il Comune di Rocca di Papa è parte offesa: “Mi dispiace molto – ha detto il sindaco Emanuele Crestini (lista civica) – di fatto la situazione è molto spiacevole soprattutto perché colpisce un consigliere Comunale. Non mi esprimo nel merito ma attendo che la magistratura faccia il proprio lavoro”.

Il Giudice per le Udienze preliminari Ilaria Tarantino ha fissato per dicembre prossimo l’udienza preliminare.

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Roma

Roma, associazione Codici: “Romani ostaggio di sindacati e Raggi”

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ROMA – Segnalazione alla Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e denuncia per interruzione di pubblico servizio. È quanto annuncia l’Associazione Codici in merito all’assemblea dei lavoratori di Roma Multiservizi indetta per
il 24 aprile.

“Non è possibile – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – che i romani siano ostaggio dei Sindacati, che con il loro modo di agire mettono in difficoltà altri lavoratori, e della Sindaca Virginia Raggi, che non riesce a far rispettare le regole dello sciopero. Non entriamo nel merito della protesta, legata all’affidamento dei servizi ed agli stipendi in ritardo, ma non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questa ennesima ingiustizia nei confronti dei cittadini. I bambini torneranno a scuola dalle vacanze proprio il 24 aprile, ma evidentemente di loro e delle loro famiglie non interessa a nessuno, perché per quel giorno viene indetta
un’assemblea che, inevitabilmente, provocherà disagi. La vertenza della Multiservizi Roma si trascina da anni? Bene, Sindacati e Comune la risolvano, ma senza coinvolgere i romani. Non è possibile che siano sempre i cittadini a dover pagare le colpe degli altri – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – i romani meritano rispetto, considerando che già devono fare i conti con una città falcidiata dai disservizi e sempre più sporca”.

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Metropoli

Anguillara Sabazia, emergenza acqua potabile: accuse gravissime degli amministratori comunali a Asl e Arpa Lazio

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – L’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia contesta i rilievi sull’acqua effettuati dall’Arpa Lazio lo scorso 4 aprile dove è stata certificata una presenza di arsenico 5 volte superiore al valore massimo consentito dalla legge.

Lo scorso 18 Aprile, infatti, la sindaca Anselmo ha emanato un’ordinanza di non potabilità riguardo l’acqua erogata dal pozzo “Biadaro”, ultimo pozzo della città sabatina rimasto immune fino a due giorni fa da ordinanze di non potabilità, a seguito della comunicazione della Asl che informava la prima cittadina che l’Arpa Lazio, a seguito di rilievi effettuati lo scorso 4 aprile, aveva registrato il valore di arsenico pari a 51 Ug/l.

Un’ordinanza, dunque, che è scattata dopo 14 giorni dai rilievi, periodo quest’ultimo durante il quale la popolazione è rimasta ignara del fatto che l’acqua non poteva essere utilizzata per uso alimentare.   

Gli amministratori comunali hanno inoltrato una lettera alla Asl e all’Arpa Lazio contestando quanto appurato dall’unico organo deputato ai rilievi – Arpa Lazio – asserendo che:

“L’acqua prelevata dai pozzi dell’acquedotto del Biadaro prima che venga trattata dall’impianto di osmosi, presenta da sempre valori di arsenico compresi fra i circa 19 microg/litro provenienti dal Pozzo n. 3 fino ai 23 microg/litro del Pozzo n. 8 con una media di circa 21 microg/litro, per cui anche ad impianto di osmosi spento questo sarebbe il livello massimo di arsenico presente” e che nella giornata del 18 Aprile sono state effettuate delle campionature di acqua da 2 laboratori accreditati che hanno certificato una concentrazione di arsenico pari a circa 6 microg/litro, quasi 10 volte in meno rispetto al risultato di Arpa Lazio.

Gli amministratori comunali hanno definito come “impossibili” i rilievi effettuati da Arpa Lazio.

Accuse gravissime, quelle rivolte dagli amministratori comunali nei confronti di Asl e di Arpa Lazio che se dovessero rivelarsi veritiere esporrebbero l’Agenzia regionale a gravi responsabilità anche in materia di allarmismo.

In attesa che chi di competenza voglia fare chiarezza, per ora tra la cittadinanza regna il caos in quanto per tutti i pozzi vige il divieto di utilizzo dell’acqua erogata.   


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