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Cronaca

ROMA VIOLENTA: LA CRIMINALITA' NON DORME MAI

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A fine agosto due omicidi in poco meno di 48 ore. Ancora la periferia come teatro degli agguati.

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di Daniele Rizzo

Chi ha visto Roma Violenta sa che non parliamo di un film fantascientifico. Chi sperava che fosse un film adatto a descrivere solo la Roma di fine anni settanta dovrà ricredersi. A quarant’anni di distanza dall’uscita del titolo torniamo infatti a confrontarci con episodi di micro (o macro, deciderà la procura) criminalità che stanno investendo la Capitale, ed in particolare la sua periferia, sempre più repressa e abbandonata.
Sono due in particolare gli episodi di cronaca che hanno scosso in questi ultimi giorni di agosto il quadrante sud est romano: il primo, l’omicidio di Pietro Pace, freddato in Via Gasperina; il secondo è l’assassinio di Andrei Gabriel Kondratovici, pugnalato alla schiena a Torre Angela.

PIETRO PACE
Teatro del primo agguato è stata la ben nota Via Gasperina, probabilmente l’arteria più conosciuta che congiunge l’Anagnina con la Tuscolana. Poco dopo le ore 21 del 26 agosto Pietro Pace, a bordo di una Golf, è stato (sembrerebbe) avvicinato da due uomini armati a bordo di uno scooter, i quali hanno esploso più colpi all’altezza della testa e del torace del quarantenne. Proprio i colpi hanno allertato un residente che ha poi chiamato il 113. Sul luogo gli inquirenti hanno svolto i dovuti rilevamenti ed hanno potuto accertare che il cadavere rinvenuto, che al momento non aveva documenti, apparteneva all’incensurato Pietro Pace, venditore ambulante di biancheria da tempo separato con la moglie e padre di una bambina di otto anni. Ad interrogarsi sul perché di questa assurda morte non ci sono solo i titolari delle indagini, ma anche il padre di Pietro, Mario. Il padre della vittima ha descritto il figlio come un bravissimo ragazzo che non ha mai avuto problemi né di soldi né di droga, quelli che solitamente sono i principali moventi per questo tipo di esecuzioni. Mario ha anche promesso un premio di centomila euro a chiunque farà pervenire informazioni utili alla cattura dei killer del figlio. Certo è che lo stile “mafioso” dell’agguato, con l’affiancamento all’auto e gli spari ad altezza viso, lascia aperti numerosi punti di domanda.

ANDREI GABRIEL KONDRATOVICI
Il 28 agosto in Via dei Coribanti, in zona Torre Angela, è stato invece trovato il corpo senza vita di Andrei Gabriel Kondratovici, ventiseienne romeno residente della zona. Il giovane giaceva esanime nel retro di un furgoncino; la portiera era aperta, e questo ha permesso la segnalazione alle forze dell’ordine da parte di un residente della zona che ha visto il furgoncino dal suo palazzo. All’origine dell’omicidio ci sarebbe una lite finita male; da escludere invece l’ipotesi di una rapina, visto che il giovane al momento del ritrovamento aveva con sé sia lo smartphone che i soldi. Dal camioncino partono inoltre delle tracce di sangue che condurrebbero al luogo dove è stato assassinato Andrei: ferito con due coltellate alla schiena, il ragazzo sarebbe infatti scappato dal suo assassino (o dai suoi, l’ipotesi è ancora al vaglio degli inquirenti) fino a raggiungere il camioncino, dove è poi morto.
Un omicidio anche questo che lascia perplessi gli osservatori esterni alla vicenda, e che lancia un nuovo monito d’allarme alla giunta capitolina e al sindaco Marino: la situazione delle periferie romane è in continua evoluzione, e se presto non si interverrà in qualche modo il degrado e l’abbandono avranno la meglio sul quieto vivere.

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Cronaca

Treviso, sequestrate e stuprate a 13 anni: arrestato operaio

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TREVISO – Violenza sessuale su due ragazzine 13enni e sequestro di persona: sono le pesanti accuse che hanno portato all’arresto nel trevigiano di un operaio di 45 anni. Le due minorenni conoscevano l’uomo.

Il fatto è avvenuto nel novembre scorso, ma solo pochi gironi fa – riferisce la ‘Tribuna di Treviso’ – con l’esito delle analisi di laboratorio su indumenti e pc sequestrati in casa dell’indagato è scattata la custodia cautelare, disposta dal gip di Treviso Angelo Mascolo.
Le due adolescenti sarebbero rimaste sequestrate un’intera notte, nel garage dell’uomo, e lì sottoposte alle violenze.

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Cronaca

Milano, in manette due fratelli pregiudicati: aggrediscono un 37enne per motivi sentimentali

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MILANO – Arrestati, per lesioni personali aggravate in concorso, due fratelli italiani, rispettivamente di 32 e 29 anni, entrambi nullafacenti, tossicodipendenti e pregiudicati per reati vari anche contro la persona (il più anziano dei due era stato già arrestato lo scorso 19 febbraio per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale dai Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore, intervenuti su richiesta della madre che lui aveva colpito con uno schiaffo.

Nel pomeriggio di ieri i due fratelli armati di una chiave per lo smontaggio di pneumatici, hanno aggredito un 37enne italiano residente a Nerviano, pregiudicato, colpendolo al volto.

I motivi del gesto sono stati ricondotti a motivi sentimentali in quanto l’ex fidanzata del più anziano dei fratelli risulta attualmente frequentarsi con la vittima, che veniva trasportata dal personale sanitario presso il pronto soccorso dell’ospedale “Mater Domini” di Castellanza in provincia di Varese dove veniva medicato e dimesso con prognosi di giorni 10 s.c. per “policontusioni al volto”.

A mettere le manette ai polsi ai due uomini i Carabinieri della Stazione di Cerro Maggiore che hanno trattenuto gli arrestati nelle camere sicurezza in attesa del giudizio di convalida.

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Cronaca

Tre anni di persecuzioni per una showgirl: stalker bloccato dai carabinieri

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Divieto di dimora in Puglia, eseguito dai Carabinieri di Monopoli, nei confronti di un 54enne, originario di Catania, ritenuto responsabile di atti persecutori.

L’uomo, da circa tre anni, aveva messo in atto una serie di condotte persecutorie ai danni di una donna originaria di Fasano, operante nel mondo dello spettacolo, rendendole di fatto la vita impossibile. Il molestatore aveva maturato un’autentica ossessione per la sua vittima, passando dall’essere un comune fan, ad accanito follower dei suoi profili social, arrivando infine a commentare in modo puntuale e sgradevole ogni foto o iniziativa della giovane donna.

L’uomo non desisteva dalla sua condotta illecita nemmeno quando la vittima lo bloccava, anzi diveniva sempre più asfissiante utilizzando falsi nomi, o creando addirittura profili con le immagini della showgirl al fine di infangarla. In una circostanza aveva persino soggiornato in una casa vacanza gestita dalla sua vittima, all’insaputa di quest’ultima, al fine di farle una sorpresa.

L’ennesimo atto persecutorio si è verificato lo scorso pomeriggio quando lo stalker decideva di raggiungere la donna, effettuando una trasferta dalla Sicilia a Monopoli. Infatti, dopo essersi piazzato sotto casa di lei e aver atteso che la stessa uscisse, si avvicinava e l’afferrava per un braccio, con la scusa di donarle un regalo. Tuttavia quest’ultima riusciva a riconoscerlo (nonostante l’uomo tentasse di coprirsi il volto con il colletto del giubbotto) e, aiutata da un passante, allertava i carabinieri. I militari, dopo un rapido identikit, si ponevano alle ricerche, riuscendo, al termine di un’accurata perlustrazione svolta con l’ausilio di unità in abiti simulati, a rintracciarlo nella piazza centrale, ove si era nascosto nel tentativo di avvistare nuovamente la donna. Nei confronti del 54enne è stato disposto il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con la vittima e avvicinarsi ai luoghi da essa frequentati, nonché il divieto di dimora in Puglia.

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