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Rome International Documentary Festival: Nella Capitale il meglio della produzione italiana e internazionale

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Dal 24 settembre all’1 Ottobre 2022 alla Casa del Cinema di Roma

Nasce a Roma il RIDF, acronimo di Rome International Documentary Festival. La manifestazione che nasce con l’obiettivo di diventare un punto di rifermento significativo per il documentario è diretta da Emma Rossi Landi e Christian Carmosino Mereu, già artefici – dal 2011 al 2014 – del Mese del Documentario alla Casa del Cinema di Roma.

Il RIDF vuole portare nella Capitale il meglio della produzione italiana e internazionale più recente e avrà luogo dal 24 settembre all’1 Ottobre 2022.

Nell’ambito dell’iniziativa verranno proiettati 5 film italiani e 5 internazionali (con repliche) scelti tra le migliori produzioni dell’ultimo anno. In palio tre premi in denaro: due premi della giuria ed un premio del pubblico, oltre ad ulteriori riconoscimenti degli sponsor.Le giornate del festival saranno inoltre arricchite da incontri con gli autori, masterclass, e occasioni di scambio tra professionisti.

Il comitato artistico del RIDF è formato da: Mariangela Barbanente, Marco Bertozzi, Leonardo Di Costanzo, Federica Di Giacomo, Agostino Ferrente, Gustav Hofer, Alina Marazzi, Michela Occhipinti, Enrico Parenti, Costanza Quatriglio, Luca Ragazzi, Gianfranco Rosi, Andrea Segre.

Il festival è realizzato da Docfest srls, in collaborazione con Zalab e con il patrocinio di Doc.it

Sono aperte le iscrizioni sulla piattaforma Film Freeway; per partecipare, si avrà tempo fino al 15 giugno 2022 inviando le proposte a https://filmfreeway.com/RomeInternationalDocumentaryFestival

Maggiori informazioni sul sito ufficiale: www.ridf.it

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Vasco Electronics celebra la Giornata Internazionale del Turismo promuovendo viaggi senza barriere linguistiche

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a Giornata Internazionale del Turismo, celebrata ogni anno il 27 settembre, è stata un’occasione speciale per riflettere sull’importanza del turismo e dei cambiamenti che ha subito nel corso degli anni, divenendo un fenomeno importante a livello economico e sociale, grazie al suo importante ruolo nel favorire scambi e dialoghi tra culture diverse. Viaggiare per immergersi nelle culture locali è un desiderio sempre più diffuso, un numero crescente di persone sceglie di visitare mete fuori dai circuiti turistici convenzionali, con l’obiettivo principale di immergersi completamente nella cultura locale e stabilire un legame profondo con il territorio visitato.
 
A questo proposito, tra i compagni di viaggio ideali di ogni turista, dal principiante a quello “esperto”, si può citare il traduttore vocale Vasco Translator V4 di Vasco Electronics
 
Tascabile, moderno e di facile uso, permette di tradurre facilmente conversazioni,testi e persino foto supportando fino a 108 lingue per comprendere ed essere compresi da oltre il 90% della popolazione mondiale. Questo dispositivo
può quindi costituire  quindi un alleato indispensabile per superare le barriere linguistiche e cogliere appieno le sfumature culturali di queste destinazioni inedite, dove sapere l’inglese non basta.   Inoltre, se la preoccupazione principale all’estero è la connessione a Internet, i traduttori universali Vasco Translator dispongono di una SIM integrata per il collegamento Internet illimitato in quasi 200 paesi per usufruire di traduzioni efficaci senza dover cercare hotspot Wi-Fi o sottostare a piani tariffari locali. Il traduttore Vasco V4 è pensato per diverse tipologie di viaggiatori, da quelli che partono all’avventura “zaino in spalla”, a quelli appassionati di vacanze tutto compreso, dai giovani alle prese con le prime esperienze di viaggio, a quelli più esperti, tutti accomunati dalla passione per l’esplorazione e la curiosità di conoscere nuove culture.
Superando le barriere linguistiche, questo strumento apre le porte a un’esperienza di viaggio autentica, consentendo di stabilire connessioni profonde con le persone e le tradizioni e incentivando così un nuovo modo di viaggiare e vivere il turismo.
Per conoscere le ultime novità di Vasco Electronics e scoprire da vicino i suoi rivoluzionari traduttori vocali è possibile visitare www.vasco-electronics.it
 
Vasco Electronics
 
Nelson Mandela diceva “Se parli a una persona in una lingua che capisce, arriverai alla sua mente. Se le parli nella sua lingua, arriverai al suo cuore”.
Vasco è un’azienda internazionale specializzata nella progettazione di traduttori elettronici realizzati con tecnologia di ultima generazione, che consentono di comunicare in oltre 70 lingue. Convinta che la comunicazione sia la chiave per rendere migliore il nostro pianeta, l’azienda si è posta l’obiettivo di far dialogare e comprendere reciprocamente le persone. Con questo pensiero a mente,progetta i traduttori elettronici avendo a cuore il benessere della società. Con sede negli Stati Uniti e in Polonia, Vasco ha uffici commerciali in tutto il mondo: Germania, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Giappone e Indonesia.
Privo di virus.www.avast.com



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Tex Willer, 75° anniversario della prima uscita in edicola: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedica un francobollo

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Un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano”, è stato dedicato a Tex Willer, nel 75° anniversario della prima uscita in edicola, relativo al valore della tariffa B pari a 1,25 euro. Emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy  il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Il bozzetto a cura di Sergio Bonelli Editore con disegni di Aurelio Galleppini e ottomizzato dal Centro Filatelico della Produzione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
 
La vignetta raffigura il popolare eroe dei fumetti western Tex Willer in sella al suo cavallo rampante sullo sfondo di un tipico paesaggio del Far West, creato da Sergio Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini. In alto a sinistra è presente il logo Tex.
 
Completano il francobollo la legenda “75 ANNI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.
 
L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Castelfidardo (AN).
 
Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito filatelia.poste.it.
 
Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata, una busta primo giorno di emissione e il bollettino illustrativo, al prezzo di 25 euro.
Privo di virus.www.avast.com



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Lotta contro chi bestemmia: la crociata di un bar del Trevigiano

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Multa a chi bestemmia nel locale: accade nel Bar Sport di Castello di Godego (Treviso) per iniziativa dei gestori.

Un vaso in vetro che serviva per le caramelle, come riporta il Gazzettino, ora viene utilizzato dai gestori Daniele, Michela e la figlia Camilla Muledda per inserire una multa simbolica che va da 1 a 5 euro.

Il contenitore è stato strategicamente posizionato sopra il bancone del bar con il cartello delle sanzioni. L’iniziativa è partita circa un mese fa e il vaso si sta lentamente riempiendo.
I titolari sottolineano che nulla è fatto per i soldi ma per ricordare che la bestemmia è effettivamente perseguibile come illecito. “Il denaro è solo un pretesto – chiariscono – quasi un gioco per invitare i nostri clienti a stare attenti con le parole e ancor di più con le bestemmie”.
Il mese trascorso con il vaso in bella vista, dicono ancora, è stata una sorta di sperimentazione che ha dato risultati positivi. “La cosa che ci ha colpito favorevolmente – ammettono – è che parecchi avventori hanno messo un euro solo per solidarietà con la nostra iniziativa”. 

Fino al 1999, la bestemmia in Italia era prevista dal codice penale come reato, inserita fra le contravvenzioni «concernenti la polizia dei costumi». La formulazione originaria (del 1930) dell’articolo 724 del codice penale puniva solo l’offesa alla religione cattolica, ma nel tempo maturò la convinzione che tale limitazione fosse lesiva del principio di uguaglianza: si sostenne che per effetto del Concordato del 1984 era caduto lo status di «religione dello Stato» e con esso la differenziazione fra i diversi credi religiosi. Si iniziò perciò a discutere se prevedere anche l’offesa ad altri credi.

Con la sentenza 18 ottobre 1995, n. 440 della Corte costituzionale si estese la condotta sanzionabile all’offesa alla divinità venerata in ogni credo religioso, non più solo a quella venerata nella religione cattolica. La corte sostenne: «si impone ormai la pari protezione della coscienza di ciascuna persona che si riconosce in una fede, quale che sia la confessione religiosa di appartenenza» e dichiarò così l’illegittimità costituzionale dell’art. 724, primo comma, del codice penale, cioè quello che definiva il Cattolicesimo religione di Stato («o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato»).

Dal 1999 la bestemmia non ricade più tra i reati: è considerata un illecito amministrativo, essendo stata depenalizzata con la legge 25 giugno 1999, n. 205. La versione attuale (vigente al 2021) dell’articolo 724 c.p. (“Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti”) è la seguente:

«Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato], è punito con la sanzione amministrativa da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti. (parte dichiarata costituzionalmente illegittima)»

L’oltraggio rivolto alla Madonna o ai santi è stato ritenuto non sanzionabile in quanto questi non sono divinità: con questa motivazione infatti il 6 novembre 1996 la pretura di Avezzano ha prosciolto un imputato al quale era stato contestato il fatto di aver bestemmiato in pubblico il nome di Dio e della Madonna: limitatamente alla bestemmia nei confronti di Dio il reato è stato considerato estinto per prescrizione (essendo avvenuto il 12 agosto 1993), mentre per la bestemmia nei confronti della Madonna l’imputato ha ottenuto l’assoluzione in quanto «il fatto non è previsto dalla legge come reato».

Ancora, il 29 luglio 2007, il procuratore di Bologna ha presentato richiesta di archiviazione in ordine a una denuncia per vilipendio a carico di un’associazione gay che aveva allestito, nella stessa città, uno spettacolo considerato offensivo verso la Madonna. Il 13 novembre la richiesta di archiviazione è stata accolta dal GIP del tribunale di Bologna, tuttavia dal mondo cattolico (ma anche da alcuni ambienti liberali sono arrivate critiche sia all’attuale quadro legislativo, che viene considerato inadeguato, sia al procuratore stesso, che sarebbe stato troppo fiscale nell’applicare la legge. Sostanzialmente la contestata inadeguatezza starebbe nel fatto che il legislatore vorrebbe tutelare la sensibilità religiosa dei credenti, tuttavia le leggi vigenti non permettono di sanzionare la bestemmia rivolta alla Madonna, che è una figura fondamentale del culto cattolico e alla quale il sentimento religioso di molti fedeli è fortemente legato. Infatti, come spiegato anche dal GIP di Bologna, l’articolo 404 del codice penale sanziona l’oltraggio alla religione mediante vilipendio di cose legate al culto, ma non delle figure (Madonna, santi, profeti ecc.) oggetto del culto stesso. Quindi è sanzionabile un’ingiuria pubblicamente rivolta a una statua della Madonna, ovvero rivolta a un simulacro, e non si sanziona invece l’oltraggio alla Madonna in sé che, non essendo divinità, non ricade nell’ambito del succitato articolo 724 che regolerebbe altrimenti questo genere di reato.

Un altro fronte di critica all’attuale quadro legislativo sulla bestemmia, completamente diverso dal precedente, deriva dal pensiero laico e umanista. Secondo alcuni (ad esempio la UAAR), il reato di bestemmia è giudicato anacronistico e legato a una volontà del legislatore di garantire una posizione di privilegio alle organizzazioni religiose, compromettendo inoltre la libertà di pensiero e di critica garantita dalla Costituzione italiana:

«I recenti interventi della Corte costituzionale, del Parlamento e del Governo non hanno risolto l’assurdità di una tutela legale della bestemmia. Oltre a essere diventata, in alcuni casi, quasi un intercalare, va riaffermato con forza che la bestemmia, al giorno d’oggi, non rappresenta altro che la tutela giuridica di “persone” la cui esistenza è indimostrabile. Nel 2014, persino dall’Onu sono emerse richieste di abrogare ogni legislazione anti-blasfemia.»

A questo proposito, in una sentenza della Corte di cassazione del 27 marzo 1992, sull’articolo 724 si stabilisce che

«… assurdo e fuori di luogo è il voler ricondurre la bestemmia alla manifestazione del pensiero e alla libertà costituzionalmente garantita di tale manifestazione (sia sotto il profilo dell’art. 21 che dell’art. 19 che, del primo, costituisce specifica enunciazione). Ciò che, invero, vien sanzionato, con la norma in questione, è il fatto di bestemmiare con invettive e parole oltraggiose: non la manifestazione di un pensiero, ma, una manifestazione pubblica di volgarità. Ed è pur superfluo il rilievo che, comunque, il diritto di libera manifestazione del pensiero trova il suo limite proprio nel divieto delle manifestazioni contrarie al buon costume (art. 21, ultimo comma, Cost.): le manifestazioni, cioè, perseguite, appunto, in concreto, dalle norme sulla polizia dei costumi.»

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