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Viterbo

Ronciglione: Carabinieri ai minimi termini per la gioia dei ladri

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Il Comando di Compagnia dei Carabinieri e Stazione territoriale, ha soltanto una macchina con una pattuglia formata da due militi delegata a controllare un territorio vastissimo

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di Roberto Ragone

RONCIGLIONE (VT) – Ci risiamo. Nei giorni scorsi, o, per meglio dire, nelle notti scorse, una squadra di abili ladri d’appartamento ha compiuto diversi furti a Ronciglione, in provincia di Viterbo, in particolare a Poggio Cavaliere, una località a qualche chilometro di distanza dal paese. Di questo abbiamo notizia, ma riteniamo che non si siano limitati a questo. Purtroppo le notizie di questi furti non vengono riportate sui giornali "ufficiali", né sono oggetto di servizi televisivi, di modo che tutti possano allarmarsi e cercare di proteggersi. Il più delle volte non vengono neanche denunziati, dato che solo il 2,7 per cento dei colpevoli sono arrestati, e soltanto per essere rimessi prontamente in libertà dal giudice di turno.

Grazie a questo governo che non sembra capace di adottare una seria politica carceraria: il furto semplice è stato depenalizzato, e le imputazioni vengono direttamente archiviate. Per il furto con scasso o la rapina, se la pena massima non supera i cinque anni di reclusione, c’è la denunzia a piede libero, con la possibilità di continuare ad esercitare il proprio ‘mestiere’. In tutto questo, tagli trasversali indiscriminati hanno minato alla base la capacità delle forze dell’ordine di controllare il territorio.
 

A Ronciglione, sede del Comando di Compagnia dei Carabinieri e Stazione territoriale, soltanto una macchina con una pattuglia formata da due militi è delegata a controllare un territorio vastissimo. E’ chiaro che il pattugliamento notturno è decisamente deficitario, dato che i militari delle caserme di paesi limitrofi ne hanno già abbastanza del loro. Bisogna avvertire chi legge queste righe che questi malfattori si sono tecnologizzati. Oltre allo spray narcotizzante al cloroformio –  bombolette il cui compito precipuo sarebbe quello di aiutare a mettere in moto i motori diesel recalcitranti – sembra che dispongano di un metal detector portatile, allo scopo di individuare rapidamente il nascondiglio degli oggetti preziosi; e, aggiungiamo noi, delle casseforti. Sappiamo, da furti compiuti anche in presenza di cani da guardia molto aggressivi, che sono preparati anche ad affrontare una tale circostanza.

Che fare? L'uomo più ricco è colui che non possiede nulla, recita il saggio. Spogliarci di tutto per evitare di essere derubati? Ormai siamo a questo, dato che il governo che abbiamo NON ci protegge, e pensa solo ai propri interessi. Questa la chiamano 'piccola delinquenza', 'reati minori', mentre il presidente del Consiglio dottor – gli piace essere chiamato dottore, dopo tutto è laureato! – Matteo Renzi va a destra  e a sinistra con una scorta che fa invidia perfino a Barack Obama, con decine di grosse auto con i vetri oscurati e altrettanti uomini di scorta moltiplicati per due e armati. Certo lui non lo rapinerà nessuno! Nè alcuno della sua Casta. Soluzioni al problema non ce n'è, soprattutto in presenza di un governo che tende a disarmare i cittadini, togliendo loro la possibilità di una deterrenza nei confronti dei ladri. L'impressione di chi capiti oggi in Italia è quella di un governo che favorisce i delinquenti a scapito degli onesti; i quali, da parte loro, sono già abbondantemente tartassati da tasse, balzelli, imposte, contravvenzioni e così via. Democrazia? Forse. A questo punto viene da dubitarne. In regime democratico ognuno dovrebbe avere il diritto di potersi armare per difendere la propria casa, la propria famiglia e i propri beni, nel caso che, come succede oggi, chi è preposto all'ordine pubblico sia messo in condizioni di non poter svolgere il proprio compito. Una soluzione può essere un buon sistema d’allarme, ma già a questo punto, visto il costo e la manutenzione, ci facciamo due conti.
 
Ci auguriamo allora che i nostri Carabinieri, quelli della Stazione di Ronciglione comandati dal maresciallo Francesco Longobardi, con la loro abituale capacità di contrastare il crimine, possano presto porre rimedio alla situazione, come hanno sempre fatto negli anni passati, nonostante le loro ridotte capacità d'intervento. 

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Cronaca

Università della Tuscia stringe sull’Erasmus: finanziati dalla Comunità Europea progetti di Mobilita con 26 Paesi

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“Si tratta di un risultato straordinario che conferma la vocazione internazionale del nostro
Ateneo e le grandi capacità del  personale docente e tecnico-amministrativo nella
progettazione internazionale. Abbiamo ottenuto quasi il 12% dell’intero budget nazionale,  un
finanziamento 20 volte superiore al peso del nostro ateneo sul sistema universitario italiano.
Di questo devo ringraziare i tanti professori e ricercatori che si sono impegnati nella stesura
dei progetti e  tutto il team dell’ufficio mobilità e cooperazione internazionale”.
Così Stefano Ubertini rettore dell’UNITUS ha espresso la sua soddisfazione dopo che la
comunità europea ha reso noto i risultati del programma Erasmus+ ICM KA107 Mobilità
internazionale per crediti – International Credit Mobility (ICM) per il 2020: l’Università della
Tuscia ha ottenuto un finanziamento superiore a 2 milioni di euro per progetti di mobilità  di
durata triennale, doppiando il già eccellente risultato del 2019.
Si tratta di progetti che consentiranno mobilità in entrata e in uscita di studenti, dottorandi,
docenti e personale tecnico-amministrativo con ben 26 paesi, tra cui alcuni europei come
Albania, Russia, Bielorussia e Georgia, asiatici come Tailandia, Cina, Vietnam, africani,
come Ghana e Kenya, e americani, come Argentina e Repubblica Domincana. 
“È nostra ferma intenzione valorizzare al meglio queste risorse per realizzare progetti di
internazionalizzazione a lungo termine anche con l’istituzione di nuovi doppi titoli e titoli
congiunti- ha aggiunto il professor Simone Severini, delegato del rettore per le Relazioni
Internazionali- questo finanziamento ci dà l’opportunità di aumentare la nostra visibilità a
livello globale, di aprire sempre di più al mondo la nostra università e il nostro meraviglioso
territorio.” Il KA107 si va ad aggiungere alle risorse ministeriali per l’internazionalizzazione
ed ai 400.000 euro recentemente assegnati ad UNITUS dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ per
sostenere la mobilità all’interno dell’UE. Per favorire l’integrazione nei contesti internazionali
Unitus offre anche un sostegno linguistico e operativo.
L’Ateneo viterbese continua a credere nelle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ e
nel processo di internazionalizzazione,  utile anche a favorire nuove prospettive di carriera e
occupazione, a rafforzare lo spirito di iniziativa e imprenditorialità degli studenti e la loro
partecipazione attiva nella società. Un ruolo che tutti gli studenti vogliono e possono giocare
con successo contando sull’appoggio concreto dell’Ateneo.

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Viterbo

Civita Castellana, quell’emendamento della Lega per impianti di rifiuti nel Viterbese

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Il circolo Pd di Civita Castellana interviene sulla questione rifiuti e mette in evidenza un emendamento della Lega che vorrebbe trasformare la provincia di Viterbo nella discarica di Roma Nord: “L’emendamento presentato e firmato dai Consiglieri Regionali della Lega che apre alla realizzazione di termovalorizzatori e inceneritori nella nostra Provincia ci preoccupa e conferma quanto affermato per un anno in Consiglio Comunale: esiste un enorme problema ambientale, causa principale della caduta della giunta Caprioli, e la Provincia di Viterbo rischia seriamente di doversi sobbarcare il peso dello smaltimento dei rifiuti dell’area di Roma nord.

Per quanto riguarda la nostra città, come denunciato più volte dai Consiglieri Comunali del PD, l’Amministrazione di centrodestra ha aperto le porte a questa possibilità, gestendo la questione ambientale in maniera inaccettabile, non partecipando alle conferenze dei servizi che si sono tenute, non opponendosi in alcun modo ai progetti presentati, nemmeno con prescrizioni migliorative, scaricando la fase delicata di valutazione dei progetti a ingegneri esterni con una metodologia alquanto discutibile, rendendo complicatissimo l’accesso agli atti e la convocazione della Commissione ambiente presieduta da FDI.
Quanto scritto è ampiamente documentabile e dimostrabile, con tanto di lettere del Prefetto che intimavano l’Amministrazione Comunale a garantire un regolare accesso agli atti.

La posizione dei Consiglieri Regionali è conseguente al lavoro preparatorio della destra locale: una volta che nel nostro territorio verranno stoccati volumi di rifiuti che superano di almeno 10 volte quelli prodotti dall’intera Provincia, è quasi automatico che qualcuno (in questo caso la stessa LEGA) pensi di rilanciare con la realizzazione di termovalorizzatori e gestire nel nostro territorio l’intero ciclo dei rifiuti.
Peccato che in questa valutazione non si tenga minimamente conto dell’impatto che una proposta del genere avrebbe sulla qualità dell’ambiente in cui TUTTI noi viviamo, delle conseguenze economiche in termini turistici e di immagine del nostro territorio, dei produttori di agricoltura biologica e della salute dei cittadini, in pieno contrasto con un auspicabile quanto necessario modello di sviluppo sostenibile.

Proprio verso questa direzione, il PD di Civita Castellana sta sviluppando un programma politico in cui l’ambiente dovrà essere la stella polare dell’azione amministrativa, escludendo categoricamente la possibilità di realizzare nel nostro territorio termovalorizzatori, adottando tutti gli strumenti normativi per contrastare la trasformazione di cave in discariche, e combattendo la monocoltura e l’uso di fitofarmaci in agricoltura.

Questi sono i temi su cui continueremo a dare battaglia e per i quali chiederemo la fiducia dei cittadini, ponendoci come alternativa a chi vuole trasformare il nostro territorio nella discarica di Roma Nord”.

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Castelli Romani

Lazio, il Piano sulla gestione dei Rifiuti arriva in Consiglio Regionale. Il Presidente della Commissione Marco Cacciatore all’attacco: “Sito scelto dalla Raggi contrario al suo programma elettorale”

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Arriva al Consiglio Regionale del Lazio il “Piano sulla gestione dei Rifiuti” e Marco Cacciatore, Presidente della Commissione, fa il punto della situazione.

“Non ho potuto condurre i lavori in commissione, chiusura al confronto. La maggioranza lascia discutere per tre giorni e poi cala il maxiemendamento”. Promette battaglia in Aula, lo ha scritto di recente in un post su facebook, anche perché ha presentato un emendamento per creare l’ATO a sè stante di Roma, che consentirebbe alla Capitale, in perenne crisi, di chiudere il ciclo rifiuti e evitare la realizzazione di altri impianti «al di fuori dei confini comunali».

Nella stimolante intervista, rilasciata a L’Osservatore d’Italia, Marco Cacciatore parla a ruota libera. Entra nel merito del TMB di Guidonia, rispetto al quale è stata lanciata una petizione online sulla piattaforma change.org per scongiurarne la riattivazione, e del TMB di Rocca Cencia, consapevole com’è delle preoccupazione degli abitanti di quelle zone. “Rimanere accanto alle esigenze della cittadinanza», afferma chiaramente, «con proposte fattibili. Il TMB dell’Inviolata non può sorgere, mentre Rocca Cencia ha bisogno di misure concrete per alleviare l’impatto che rende quel quadrante invivibile”.

Infine, la rottura con il M5S, che secondo il Presidente della Commissione, “deve uscire dalle logiche politiche di palazzo. Sono stato oggetto di un provvedimento disciplinare da parte del Movimento per aver presentato un esposto contro la discarica di Monte Carnevale“. Il sito scelto dall’Amministrazione di Virginia Raggi, “contrario al suo programma elettorale”, tuona. “Questa e le altre decisioni mi hanno spinto a lasciare. Ricordo che la raccolta indifferenziata è ferma al 40%. Basta con politiche a misura di comunicato stampa”. L’intervista va ascoltata con attenzione per meglio comprendere dove si è inceppato il meccanismo amministrativo.

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