Connect with us

Esteri

RUSSIA, AEREO CADUTO IN SINAI: GLI 007 DI MOSCA SOSPETTANO CHE SIANO STATI I LUPI GRIGI

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura < 1 minuto I servizi segreti sovietici ritengono che l'abbattimento sia opera di un gruppo terrorista turco di estrema destra

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Red. esteri

Russia – I servizi segreti di Mosca (Fsb) sospettano che dietro l'attentato terroristico che ha portato, a ottobre, allo schianto dell'A321 russo in Sinai ci possano essere i Lupi Grigi, gruppo terrorista di estrema destra nazionalista turco. Lo scrive il quotidiano Kommersant, citando una fonte vicina all'inchiesta sulla strage, che ha fatto 224 vittime. Il giornale ricorda che i Lupi Grigi sono legati all'Isis e agiscono in diversi paesi arabi, compreso l'Egitto. Secondo l'Fsb, continua Kommersant, il gruppo terrorista turco ha partecipato anche a combattimenti in Cecenia, organizzando il trasferimento di armi in questa repubblica russa del Caucaso. A novembre, dopo l'abbattimento da parte di Ankara del jet russo al confine con la Siria, i media accusarono proprio i Lupi Grigi di essere responsabili dell'uccisione di uno dei due piloti, gettatosi con il paracadute fuori dal velivolo, e contro il quale furono sparati colpi "da terra", secondo la ricostruzione del ministero della Difesa russa e un video circolato in Rete. L'episodio creo' un'escalation di tensione tra Russia e Turchia, la quale questo fine settimana e' tornata ad accusare Mosca – impegnata da settembre in raid aeri a fianco del regime di Damasco – di sconfinamenti nel suo spazio aereo. Il Cremlino, da parte sua, a piu' riprese ha apertamente accusato il presidente Tayyip Recep Erdogan e la sua famiglia di essere coinvolti nel traffico di greggio proveniente dalla Siria e gestiti dallo Stato islamico.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Esteri

Russia, Putin ordina pene più severe per i disertori

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un pacchetto di emendamenti al codice penale relativo al servizio militare. La diserzione o la mancata comparizione alla leva è punita con la reclusione da cinque a dieci anni.

Coloro che si arrendono volontariamente al nemico dovranno affrontare una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, 15 anni di detenzione sono previsti per la diserzione durante la mobilitazione o la legge marziale, riporta la Tass. 

Putin ha anche firmato una legge che facilita l’accesso alla nazionalità russa per i cittadini stranieri che servono nell’esercito russo. La legge prevede che stranieri arruolati nell’esercito russo possano richiedere la cittadinanza russa senza presentare un permesso di residenza, riferisce la Tass. Una procedura cui possono avere accesso stranieri che hanno sottoscritto un contratto con l’esercito russo da almeno un anno, si precisa. 

Continua a leggere

Esteri

La Russia non arretra. Medvedev: “Anche il nucleare per proteggere i territori annessi”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

“L’ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente”

“Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe. La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione”.

Guteress critica i referendum di annessione. Oltre 1.300 arresti in durante le proteste. Si terranno referendum e le repubbliche del Donbass e altri territori saranno annessi alla Russia. La protezione di tutti i territori che hanno aderito sarà significativamente rafforzata dalle Forze Armate russe.

La Russia ha annunciato che non solo le capacità di mobilitazione, ma anche qualsiasi arma russa, comprese le armi nucleari strategiche e le armi basate su nuovi principi, potranno essere utilizzate per tale protezione”. Tecnologie intuitive che rispondono alle tue esigenze.

Il vicepresidente del consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev, avvertendo che “l’ipersonico è in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente”. E sul tema è intervenuto all’Onu il segretario generale, Antonio Guterres. “Sono profondamente preoccupato per le notizie sui piani per organizzare referendum in aree dell’Ucraina che attualmente non sono sotto il controllo del governo. Qualsiasi annessione del territorio di uno Stato da parte di un altro Stato risultante dalla minaccia o dall’uso della forza costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”.

LE SANZIONI – Revocare le sanzioni imposte dall’Ue contro la Russia entro la fine di quest’anno. È l’appello lanciato dal premier ungherese Viktor Orban al suo partito Fidesz, secondo quanto riportato dai media locali. Secondo il premier, Bruxelles avrebbe “imposto” le sanzioni all’Europa, trasformando un conflitto locale in una “guerra economica mondiale”. Orban ha quindi invitato i membri del suo partito a “fare tutto il possibile affinché l’Ue ritiri le sanzioni (contro la Russia) entro la fine dell’anno”.

L’Alto Rappresentante degli Affari Esteri Josep Borrell ha annunciato nuove sanzioni. “Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner”. Borrell ha quindi precisato: “Continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all’Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell’economia russa e una nuova lista di individui”.

I DISORDINI IN RUSSIA – Sono più di 1.300 le persone fermate dalla polizia russa nelle proteste contro la “mobilitazione parziale” ordinata ieri dal presidente russo Vladimir Putin per la guerra in Ucraina: lo riporta l’ong Ovd-Info precisando che al momento ha notizia di 1.307 persone fermate in 39 città della Russia. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi.

LA FUGA DEI RISERVISTI – “Stiamo lavorando con i Paesi membri per stabilire un approccio comune”, ma “ogni richiesta dovrà essere esaminata caso per caso”. Così la portavoce della Commissione Ue Anitta Hipper rispondendo a una domanda sulle richieste di asilo dei cittadini russi in fuga per sottrarsi alla mobilitazione annunciata da Putin. Le autorità della Repubblica russa del Tatarstan hanno vietato “temporaneamente” a tutti i suoi residenti riservisti di lasciare la regione. La norma che prevede il divieto è stata pubblicata ieri, secondo il Moscow Times, dopo il decreto del presidente Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale.La Lettonia e l’Estonia hanno annunciato che non accetteranno tali domande d’asilo per motivi di sicurezza interna. “Le regole di Schengen permettono di negare l’accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico. Siamo in una situazione senza precedenti, con rischi da considerare”, ha spiegato la portavoce. La Germania invece si è detta pronta ad accogliere i disertori russi. Lo annunciano alcuni ministri del governo tedesco dopo la decisione presa ieri dal presidente russo Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale per il conflitto in UcrainaE’ aumentato, intanto, il traffico dei cittadini russi che arrivavano in Finlandia varcando i valichi di frontiera nell’area sudorientale: lo afferma la guardia di frontiera finlandese su Twitter, citata dal quotidiano finlandese AAmulehti. Matti Pitkäniitty, capo dell’unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, ha affermato che un totale di 4.824 cittadini russi sono arrivati ieri in Finlandia attraverso il confine. Rispetto al mercoledì della settimana precedente, il numero di arrivi è stato superiore al normale. Quando 3.133 russi hanno attraversato il confine. “La situazione è però sotto controllo”,scrive Pitkäniitty.

LO SCAMBIO DEI PRIGIONIERI -I leader del battaglione Azov che per settimane hanno difeso l’acciaieria Azovstal di Mariupol – il comandante Denis Prokopenko “Redis” e il suo vice Svyatoslav Palamar “Kalina”, sono tra i prigionieri rilasciati dalla Russia. Lo ha reso noto il comandante delle forze speciali ucraine Sergey Velichko che ha pubblicato su Telegram una foto con Redis e Kalina

Continua a leggere

Esteri

Putin annuncia il richiamo di 300mila riservisti: “l’Occidente ha superato ogni limite”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

“L’operazione militare speciale in Ucraina è stata inevitabile.” Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla tv.

Putin ha dichiarato una mobilitazione parziale in Russia, con il richiamo dei militari della riserva. 

I territori dell’Ucraina che hanno annunciato il referendum per l’adesione alla Russia “hanno il sostegno” di Mosca, ha aggiunto Putin.

“Nella sua aggressiva politica anti-russa, l’Occidente ha superato ogni limite”. Lo ha detto Vladimir Putin nel suo discorso in tv. Il presidente russo ha detto che userà “tutti i mezzi a nostra disposizione” e che coloro che stanno cercando di usare il ricatto nucleare contro la Russia scopriranno che le carte in tavola possono essere rivoltate contro di loro. “Non sto bluffando”, ha aggiunto. 

L’obiettivo dell’Occidente è “indebolire, dividere e distruggere la Russia”, ha sottolineato Putin nel corso del suo discorso.

La mobilitazione parziale in Russia prevede il richiamo di 300.000 riservisti. Si tratterà di uomini che hanno già servito nell’esercito, con esperienza di combattimento e specializzazioni militari. Sono esclusi i militari di leva. Lo ha detto il ministro della Difesa Serghei Shoigu, citato dalla Tass, aggiungendo che scopo della mobilitazione è “controllare i territori liberati” in Ucraina.

“E’ nostra tradizione storica e destino del nostro popolo fermare coloro che cercano il dominio mondiale, che minacciato di smembrare e rendere schiava la madrepatria. E’ quello che stiamo facendo ora, e credo nel vostro sostegno”. Così il presidente russo ha concluso il suo discorso televisivo alla nazione.

L’annuncio di una parziale mobilitazione appena fatto da Vladimir Putin segna “una nuova escalation” nell’aggressione all’Ucraina. Si tratta di “un passo pessimo, sbagliato”. Lo ha detto il vicecancelliere tedesco verde Robert Habeck. “Ci consulteremo per vedere come reagire sul piano politico”, ha spiegato. È chiaro che l’Ucraina dovrà continuare ad avere “pieno sostegno”

Continua a leggere

I più letti