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Samsung, arriva lo smartphone con display pieghevole: sul mercato nel 2019

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Samsung sarebbe in procinto di lanciare sul mercato della telefonia mobile uno smartphone con schermo pieghevole. Tutto questo dovrebbe avvenire agli inizi del 2019, almeno secondo quanto dichiara il Wall Street Journal citando fonti informate sull’argomento. Il dispositivo pieghevole di Samsung andrebbe a rappresentare il terzo top di gamma dell’azienda coreana, accanto alle linee Galaxy S e Galaxy Note. All’inizio sarebbe commercializzato in mercati specifici, come quello dei videogiocatori, per poi avere un debutto più ampio nella seconda metà dell’anno prossimo. Il prototipo del telefono Samsung, dal nome in codice “Winner”, monta un display da 7 pollici, e ha quindi le dimensioni di un piccolo tablet. Sempre secondo le indiscrezioni, lo schermo si piega in due come un portafoglio, e quando è chiuso presenta una piccola barra di display nella parte frontale e fotocamere nella parte posteriore. Ma come funziona? Secondo quanto diffuso in rete il display dello smartphone di Samsung si estende in tutta la sua ampiezza, è come se si usasse un normale device con la tastiera che si sviluppa in basso e la disposizione dei contenuti in verticale. Icone, software, foto, video, tutto resta come se si stesse utilizzando un normale Galaxy. Attraverso un sensore posto sul retro del corpo del cellulare si potrà decidere se far accendere e rendere funzionale una prima parte del dispositivo e una pressione più decisa consentirà di usufruire di tutto il display. Tutto varia anche in base all’angolazione dello schermo che, sapendo di essere inclinato e non lineare, si configurerà in modo tale da offrire l’esperienza consona. Il nuovo smartphone pieghevole – osserva il quotidiano – dovrebbe innovare il settore degli smartphone, che ha chiuso il 2017 con vendite globali in calo dello 0,3%, e potrebbe contribuire a rilanciare nel lungo periodo il business della compagnia coreana. Per saperne di più non resta altro che attendere notizie ufficiali e scoprire se effettivamente il futuro della telefonia mobile saranno i telefonini pieghevoli.

F. P. L.

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Costume e Società

Guidonia commemora il generale Guidoni

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Uno scienziato, un ufficiale un pioniere unico

Il generale Alessandro Guidoni eponimo della Città di Guidonia Montecelio sarà commemorato sabato 27 aprile alle ore 11.00 in via Roma al Monumento che ne ricorda il punto in cui il 27 aprile 1928 perì mentre provava il paracadute sperimentale Freri. Uno scienziato, un ufficiale un pioniere a dir poco unico. Quel salto con il paracadute, da nessuno
ordinato, fu la dimostrazione di quanto fosse vicino agli aviatori che lo avrebbero utilizzato.
Guidoni fu un eclettico prezioso: fu ingegnere navale, aeronautico e ferroviario. Ideò strumenti bellici ma anche la littorina e l’aliscafo, hangar aeronavali e elicotteri. Della commemorazione se ne è fatta carico l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Alessandro Guidoni” che da nove anni cura la manifestazione con il patrocinio del Comune con il
Presidente Sirio Veroli e l’intero Direttivo unitamente al consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo. Saranno presenti il vice Presidente della Camera On. Fabio Rampelli, il Capogruppo alla Regione di FdI nonché candidato all’Europarlamento Fabrizio Ghera, l’On. Chiara Colosimo, il Signor Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet
unitamente agli Assessori e Consiglieri. Presente l’Associazione Arma Aeronautica, l’Associazione Paracadutisti d’Italia, AVIS Tivoli e le Guardie Ambientali d’Italia Sez. Roma Est. Sarà deposta una corona d’alloro e lette alcune pagine del libro sul generale elaborato dal Consigliere Ammaturo nel 2002 per avere cognizione della storia di un uomo che ha contribuito all’aeronautica nel mondo per far sentire ancora di più orgogliosi i cittadini di Guidonia Montecelio

IL CONSIGLIERE di FRATELLI D’ITALIA

Giovanna Ammaturo

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La disabilità e le barriere: una riflessione oltre i limiti del convenzionale

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La disabilità è un concetto eterogeneo che investe diverse realtà dell’individuo. Tecnicamente si riferisce a quella condizione parziale o permanente, di ridotta capacità di interazione con l’ambiente, che inevitabilmente crea difficoltà e svantaggi per chi ne è portatore. Ma se è vero che chi presenta una disabilità intrinsecamente esprime un limite oggettivo, è altrettanto vero che l’ambiente nel quale si vive deve agevolare il più possibile il superamento di quel limite. Da qui nasce il bisogno di sensibilizzare la società tutta sull’importanza di un tema così delicato che non interessa solo alcuni, ma che coinvolge chiunque.

Obiettivamente ciascuno di noi, almeno una volta nella propria vita si è trovato costretto ad affrontare una disabilità anche se per un breve periodo. Non è difficile immaginare quello che si possa provare: un senso di impotenza, la sensazione di non riuscire a superare il limite, la rabbia per non sentirsi padrone del proprio corpo.

Perché questo è esattamente il vissuto delle persone che presentono delle gravi disabilità: il sentirsi prigionieri di un corpo la cui mente vorrebbe dirigere in un altro modo! E quindi si può solo immaginare di correre con le proprie gambe, perché a quello stimolo non corrisponde una attivazione a livello fisico.

La convenzione ONU per i diritti delle persone diversamente abili, ha ben descritto e tutelato il vissuto profondo descrivendo perfettamente come Disabilità non significhi inabilità ma piuttosto semplicemente ADATTABILITA’! Un concetto complesso quanto bi-direzionale se non altro perché non è solo la persona che presenta disabilità a dover trovare il modo di adattarsi all’ambiente, ma è anche l’ambiente che deve trasformarsi affinchè si venga a creare il giusto incastro e il rispetto delle necessità di chiunque.

Quello che una persona come me che svolge una professione di aiuto può fare, è proprio rendere possibile ed agevolare tutto questo. Perché il primo grande cambiamento non può avvenire all’esterno di noi, ma deve necessariamente avvenire nel nostro interno.

Deve cambiare il modo in cui si pensa alla disabilità, deve cambiare non solo nei normodotati ma anche in chi presenta delle difficoltà. Da qui nasce il grande lavoro dello psicoterapeuta che ha l’importante funzione di sintonizzarsi emotivamente con l’altro, movimentando le energie emotive, individuando strategie di problem solving che permettano di SUPERARE le difficoltà quotidiane legate alla disabilità; aiutare la persona con disabilità a non farsi condizionare dal pensiero dell’altro, dagli sguardi indiscreti, mostrandosi in tutta la sua autenticità, fatta anche di pregi e difetti. Ciascuno essere su questa faccia della terra mostra difficoltà e presenta risorse.

Aiutare ad elaborare il vissuto di dolore e di rabbia per quanto la vita gli ha tolto, e contattare desideri e bisogni. Nelle situazioni ove sono presenti disturbi cognitivi e dell’apprendimento aiutare ad elaborare strategie per compensare le difficoltà determinate dai limiti intellettivi al fine di potenziare al massimo le risorse di autonomia per favorire l’integrazione sociale e il benessere. È dunque evidente come la disabilità inglobi l’abbattimento di barriere che non sono fatte solo di cemento e polvere, ma anche di concetti come discriminazione, inclusione, accettazione.

Rosj Guido, psicologa e psicoterapeuta

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Roma, tragedia in zona Marconi: accoltella la moglie davanti ai tre figli piccoli

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ROMA – Per motivi di gelosia ha colpito con una coltellata al collo la moglie e si è chiuso in casa con i tre figli piccoli. L’uomo, un 59enne del Senegal disoccupato, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia Eur. E’ accaduto ieri in via Orso Mario Corbino, zona Marconi. I carabinieri, intervenuti in seguito a una segnalazione arrivata al 112, hanno rintracciato in strada una 39enne romana con una profonda ferita al collo. La donna, riuscita ad allontanarsi per chiedere aiuto e raggiunta dai carabinieri che l’hanno soccorsa tamponando la ferita, è stata poi trasportata d’urgenza in ospedale dove è stata sottoposta a intervento chirurgico per “ferita laterocervicale profonda, seguita da abbondantissima emorragia” e sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri sono poi intervenuti nell’abitazione della coppia dove hanno bloccato il 59enne, assicurandosi subito del buono stato di salute dei tre figli che erano nella camera da letto.

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