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Cultura e Spettacoli

San Cesareo, al teatro Giulanco va in scena “Se il tempo fosse un gambero”: Un grande musical per tutta la famiglia

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Dal 4 marzo al 10 aprile (venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 18)

SAN CESAREO (RM) – Al teatro Giulanco di San Cesareo l’associazione ‘Marionette senza fili’, guidata dal direttore artistico Claudio Tagliacozzo, torna in scena con il musical per tutta la famiglia “Se il tempo fosse un gambero”, dal 4 marzo al 10 aprile (venerdì e sabato ore 21 e domenica ore 18).

Tornare indietro nel tempo…Ipotesi affascinante, sogno antico quanto l’uomo stesso, motivo ispiratore di generazioni di scrittori. Questo sogno è accompagnato in Se il tempo fosse un gambero da una colonna sonora memorabile -del compianto Trovaioli- e dalla leggerezza e dal divertimento del testo originale proposto in un moderno adattamento. Tutto prende il via dall’ottantenne Adelina (Manuela Serpetti), nubile da sempre, che mentre assiste alle prove di una sgangherata compagnia teatrale, piena di nostalgia per la giovinezza perduta, resta affascinata da una canzone che i giovani cantano e ballano, ed allora esprime un desiderio segreto e mai sopito, per il quale venderebbe anche l’anima al diavolo: tornare a quando aveva 20 anni e poter così sposare quel Principe Poniatowskij (Angelo Giovannetti) che aveva chiesto la sua mano e che lei aveva rifiutato. Tanto basta per risvegliare l’interesse del Re delle Tenebre (Alessandro Ernesti), grande collezionista di anime buone, il quale invia sulla Terra un suo emissario allo scopo di far commettere alla candida Adele quel peccato che non commise in giorventù. Il compito è modesto e non sembra presentare eccessive difficoltà. Ma, l’incaricato di carpire l’anima della vecchietta è una specie di impiegato di serie “C” (Claudio Tagliacozzo), fanalino di coda delle “Legioni infernali”. Ma, tornare indietro nel tempo non basta a cambiare il carattere di Adelina. Il nostro diavolo ce la mette tutta per corrompere e tentare la sua preda: nonostante i suoi sforzi, la sua abilità di trasformista e l’appoggio di Sora Lalla (Claudia Murru) madre di Adele (lusingatissima all’idea che sua figlia possa diventare principessa) la ragazza non è di facile “cattura”. Ogni tentativo di approccio tra il Principe e Adelina si conclude però con uno schiaffo, proprio come 60 anni prima. Ma se il Male non ha presa sull’anima schietta di Adelina, ecco che invece, il Bene da lei rappresentato, comincia ad esercitare un curioso fascino sul nostro Max che, proprio ad un passo dalla vittoria, compie un gesto imperdonabile per un essere infernale. Riuscirà Max a riconquistare il suo diabolico prestigio? E, Adelina, riuscirà a salvarsi l’anima? Non è detto, perché il Grande Tentatore odia le sconfitte e non demorde così facilmente. Le scommesse sono aperte. Tuttavia tanto per darvi un amichevole suggerimento sappiamo che noi crediamo nell’Amore, abbiamo fiducia nel Bene e siamo irresistibilmente attratti dal Lieto Fine. Una grande produzione per le Marionette senza Fili, che arrivano al loro sesto musical.

Claudio Tagliacozzo ci tiene a ribadire “Un ringraziamento speciale va a tutto il cast che annovera ben 24 elementi tra attori, ballerini e tecnici, che in questo momento pandemico ha trovato la forza di affrontare, tra tamponi e mascherine, tre intensi mesi di prove, al fine di poter far rivivere l’Arte Pura che contraddistingue Marionette senza Fili da ben 24 anni. Grazie alla MD ITALIA S.p.A. capitanata da D’Amico Stefano per il contributo offerto a sostegno delle scenografie. Ma soprattutto grazie a mia moglie Manuela, perché riesce sempre a trovare la giusta sintonia tra i suoi sogni ed i miei desideri.”

Cosa altro aggiungere se non: Venite a teatro, venite a divertirvi con noi! Aiutateci a portare avanti la bandiera della cultura e del teatro in un momento storico non facile in cui abbiamo bisogno di stare insieme in modo spensierato!

Vi aspettiamo numerosi!

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Cultura e Spettacoli

Tutto esaurito per i concerti finlandesi del concerto “Omaggio a Paganini”

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A esibirsi un quartetto d’eccezione italo finlandese composto da musicisti di fama internazionale

Tutto esaurito per i due appuntamenti finlandesi con il concerto “Omaggio a Paganini” che presenta un quartetto italo-finlandese composto da musicisti di fama internazionale: Luigi Attademo (chitarra), Simone Gramaglia (viola), Massimo Quarta (viola) e Martti Rousi.

Gli appuntamenti con la musica del grande violinista e compositore genovese sono fissati presso la sala Kuninkaansali del Castello di Turku (Linnakatu 80, Turku) lunedì 30 maggio alle ore 19. E il giorno 31 maggio, ad Helsinki, presso la sala Organo di Musiikkitalo (Mannerheimintie 13a, Helsinki) martedì 31 maggio alle ore 19

Principalmente influenzato da modelli di provenienza francese tardo-settecentesca (Viotti, Cambini, Rode ecc.), progressivamente Paganini si dimostra sensibile anche alle influenze della musica da camera viennese, e se la sua musica resta lontana da quel tipo di costruzione, elementi formali come la maggiore dialettica fra i temi e un carattere più romantico si rendono progressivamente più evidenti. Il Quartetto n. 1 (op. 4), databile nel 1813, rappresenta il primo esempio significativo dedicato a questo organico in quattro movimenti. Se pur il violino ha una parte decisamente importante nella scrittura paganiniana, non arriva al virtuosismo dei pezzi solistici. Al contrario il compositore genovese mostra attenzione nella distribuzione del materiale tematico anche agli altri archi, mentre la chitarra svolge soprattutto una funzione di supporto armonico. Il Terzetto concertante per chitarra, viola e violoncello rappresenta un’opera certamente più matura, e sebbene di datazione incerta sembra sicuramente collocabile nella sua versione definitiva nel periodo londinese (se ne ha notizia certa nel 1833). Al di là della datazione, quello che appare con chiarezza è uno stile più maturo dal punto di vista cameristico, dove i tre strumenti – come indicato anche dal titolo “concertante” – si trovano in dialettica tra loro, con un’equilibrata distribuzione del materiale tematico e un simile ruolo negli sviluppi, con un’importante presenza della chitarra a cui sono affidati significativi “soli”. La Serenata op. 8 di Ludvig van Beethoven, scritta per nella sua versione originale per trio d’archi, fu composta tra il 1796 e il 1797 per essere pubblicata a Vienna alla fine dello stesso anno. La notorietà di Beethoven a Vienna spinse il chitarrista compositore Wenzeslaus Matiegka, operante a Vienna ma nato in Boemia nel 1773, a elaborane una versione con chitarra. L’influenza di questa opera sul compositore boemo fu forte perché nello stesso periodo egli scrisse un’altra opera, il Grand Trio, che ricalca strettamente lo stile della Serenata. L’opera di Beethoven, in sette movimenti, inizia e finisce con una marcia. Attraverso l’alternanza di varie forme, (Adagio, Minuetto, Polacca, tema e variazioni…) Beethoven tocca caratteri lirici, cantabili ma anche mette in campo l’invenzione e la sperimentazione che tanto caratterizzerà il suo stile ricco di contrasti. La versione di Matiegka si limita e arrangiare la parte del violoncello sulla scrittura chitarrista lasciando intatta la scrittura beethoveniana.

 Luigi Attademo

Inizia la sua carriera artistica laurendosi terzo al “Concours International d’Exécution Musicale” di Ginevra del 1995. Dopo aver iniziato lo studio della chitarra con il M° Pino Racioppi a Laino Borgo (CS), si forma nella scuola del chitarrista-compositore Angelo Gilardino, e conta successivamente tra i suoi maestri Giovanni Guanti, Julius Kalmar, Alessandro Solbiati, Emilia Fadini. Ha registrato 15 CD, tra cui monografie dedicate alle Sonate di Domenico Scarlatti, a J. S. Bach, alle opere inedite dell’Archivio Segovia e ai Quintetti di Luigi Boccherini. Laureato in Filosofia con una tesi sull’interpretazione musicale, ha pubblicato diversi articoli di stampo musicologico ed estetico, collaborando con diverse riviste specializzate. Come musicologo, nell’ottobre del 2002 ha curato la catalogazione dei manoscritti segoviani, (pubblicato sulla rivista La Roseta della Sociedad Española de la Guitarra) rinvenendo opere sconosciute di autori come Tansman, Pahissa, Cassadò. Dedica la gran parte della sua attività alla musica da camera e a progetti monografici, tra cui la registrazione integrale delle Suites per liuto di Bach (Brilliant Classics, 2011) e l’integrale delle opere di Niccolò Paganini per chitarra sola per la prima volta suonate integralmente su una chitarra storica (Brilliant, 2013). Del 2016 è il lavoro discografico “19th century music” realizzato con strumenti originali dell’Ottocento. Gli ultimi suoi progetti discografici entrambi pubblicati dalla Da Vinci Publishing sono rispettivamente dedicati a una rilettura delle Sonate di Domenico Scarlatti e al centenario di Astor Piazzolla. È attualmente titolare della cattedra di chitarra al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena.

Simone Gramaglia

Strumentista versatile ed intellettualmente curioso, Simone Gramaglia coniuga la propria passione per la musica con quella per la filosofia e la letteratura, attraverso un’intensa attività di musicista (sia da camera che solista), di docente (Accademia Walter Stauffer) e di direttore artistico (Le Dimore del Quartetto, MusicwithMasters, Concorso Sergio Dragoni) che gli ha consentito di promuovere in maniera costante la cultura musicale, prodigandosi in particolar modo a sostengo dei giovani. Membro fondatore del Quartetto di Cremona, nel corso della sua carriera si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto del mondo e ha collaborato con influenti figure del panorama musicale internazionale. Suona una viola Torazzi del 1680 (Kulturfonds Peter Eckes) ed è stato il primo violista italiano a suonare per un periodo prolungato la viola “Paganini” di Stradivari (Nippon Music Foundation). Scrive la rubrica “L’Angolo del Quartetto” su Archi Magazine.

Massimo Quarta

Massimo Quarta è considerato uno dei più importanti violinisti italiani della sua generazione. La sua carriera internazionale è decollata dopo la vincita del concorso Paganini nel 1991 a Genova e con le registrazioni di tutti e sei i concerti per violino di Paganini con il violino stesso di Paganini. ‘Il Cannone’ è senza pari in termini di maestria e profondità musicale fino ad oggi. Il maestro Quarta collabora con le maggiori orchestre e con partner eminenti nei principali teatri. Quarta ha inoltre una carriera di direttore d’orchestra e insegnante. È professore allo Swiss Conservatoire a Lugano e dirigente artistico dell’Orchestra dell’Università Nazionale del Messico.

Martti Rousi

Dopo la vittoria nella Turku Cello Competition nel 1982 e il secondo posto nell’International Tchaikovsky Competition a Mosca nel 1986, Martti Rousi si esibisce come solista con numerose orchestre finlandesi ed estere e registra con le case discografiche Ondine e Finlandia. Oltre alla carriera solista, Rousi si esibisce in formazioni da camera. Dal 1989 al 1992 Rousi è direttore artistico del Lemi Music Festival. Dal 1992 al 2009 ricopre l’incarico di direttore artistico del Turku Music Festival. Nell’edizione del 2010 è direttore artistico del Sibafest a Helsinki e dal 2012 al 2014 del Sysmän Suvisoitto Music Festival. Insieme alla cellista francese Laura Martin ha creato a Helsinki il festival Cellofest, che finora ha visto due edizioni. Dal 1995 Rousi occupa la cattedra di professore di violoncello presso l’Accademia Sibelius a Helsinki. I suoi corsi di violoncello attraggono talenti da tutto il mondo. Rousi viene invitato a tenere delle master class nelle maggiori accademie in tutti i continenti e insegna regolarmente presso la House of Music a San Pietroburgo. Al momento ricopre inoltre il ruolo di professore ospite al Conservatorio di Shanghai.

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Cronaca

Anguillara Sabazia, tra teatro, musica, danza e animazione riflettori accesi sul centro storico con “Sogno nel Borgo”

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Il 27 e 28 maggio spettacoli e performance in vicoli e piazzette: emozioni per vivere e rivivere il centro storico

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Sogno nel Borgo torna con il suo evento annuale ad Anguillara Sabazia. Dopo il clamoroso esordio del 17 ottobre 2021 che ha fatto registrare una
rinascita di vicoli e piazzette del borgo affacciato sul lago di Bracciano, gli organizzatori intendono replicare con due serate di grande effetto tra teatro, musica, danza e animazione.

Un working in progress di arti e non solo con il quale si vuole omaggiare la bellezza dei luoghi riportando un fermento di vita. Sono già numerosi gli artisti che hanno assicurato la loro presenza e molti altri possono proporsi per aderire al progetto.

“Sogno nel borgo – spiega Federico Buonarroti che con Massimo Bianchini, Massimo Straccini, Luciano Arfé e Annarosa Sprocati è tra i promotori della manifestazione – e un contenitore aperto al quale tutti possono partecipare. Lo spirito è quello di omaggiare la bellezza attraverso l’arte”.

Lo spettacolo scende in strada ad animare uno dei centro storici più belli del Lazio con performance di vario genere tutte di altissimo livello.

“Produzioni dal basso – dice ancora Buonarroti – che si mettono insieme unite dallo scopo di animare il borgo e di stimolare le istituzioni ad un maggiore sostegno a tutto il mondo della cultura, delle arti e dello spettacolo. Un modello replicabile anche in altri borghi”.

Tra un monologo e una suonata, una ballata e un brano jazz, l’effetto moltiplicatore è assicurato. Spazio anche al palato. Ai Giardini del Torrione vino e cibo di qualità per una offerta enogastronomica che si aggiunge a quella dei tanti ristoranti e locali. Un modo diverso di vivere e scoprire il territorio. Un appuntamento da non mancare.

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Cultura e Spettacoli

Da Roma a Helsinki per esporre le sue prestigiose opere al Museo d’Arte Didrichsen

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L’artista finlandese Hannu Palosuo si è stabilito nella Capitale d’Italia dal 1989

L’artista Hannu Palosuo nasce nel 1966 a Helsinki in Finlandia, ha vissuto a Stoccolma e Berlino e dal 1989 è a Roma, prima per effettuare suoi studi d’arte e poi per trasferirvisi stabilmente, dove attualmente vive e lavora.

Numerose sono le sue esperienze di lavoro artistico in Europa e le si possono percorrere leggendo il suo corposo curriculum professionale.

Come artista e pittore dalla sua base romana, Palosuo è tornato nella sua città natale per esporre le sue opere nel prestigioso Museo d’Arte Didrichsen, la cui mostra estiva è dedicata a Palosuo fin quasi a tutto il mese d’agosto. Intitolata ‘You live with me’ (Vivi con me) l’esposizione di questo artista contemporaneo si basa su temi con cui l’artista ha lavorato in precedenza: memoria e stratificazioni di ricordi.

La memoria spesso si fonde con il sogno e crea immagini incomplete che ciascun osservatore potrebbe completare, atmosfere surreali ma, allo stesso tempo, reali.

L’artista dialoga anche con le opere che ha selezionato dalla collezione Didrichsen. Ad esempio, Meal di Pekka Halonen, Grey, White, Purple di Mark Rothko e Like the Night’s Guard di Marika Mäkelä sono presentati come una parte intrecciata della mostra. Oltre ai dipinti, la mostra comprende sculture, gioielli, ceramiche e arte del vetro.

I dipinti sono per lo più nuovi, realizzati appositamente per l’occasione. Il gruppo di lavoro della mostra è formato da Hannu Palosuo, dalla scrittrice e critica d’arte Mika Hannula e dal Didrichsen Art Museum, perla della scena culturale finlandese gestita dalla famiglia Didrichsen.

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