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Roma

SAN CESAREO: BLOCCATI I LAVORI DEL COMPLESSO PARROCCHIALE SAN GIUSEPPE

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Viene tra l'altro imposta una fascia di rispetto di 100 metri intorno ai ritrovamenti.

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Redazione

San Cesareo (RM)
– Dopo proteste, presidi, memorie, lettere ed esposti, convegni, incontri e una costante informazione verso i cittadini, il Comitato di Difesa del Territorio raggiunge oggi un obiettivo importante per il quale ha lottato tanto, da lungo tempo e con molta energia. La difesa di quello che dovrebbe essere un patrimonio nazionale, cercando di allontanare progetti di edilizia di “pubblico interesse” e privata che avrebbero gravato sull'area della villa imperiale di epoca Romana che fu di Cesare e successivamente di Massenzio a San Cesareo.

"Una vittoria che non è solo degli appartenenti al Comitato ma una vittoria di tutti – commentano a caldo dal Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani – e soprattutto della cultura italiana e di quanti credono nella tutela e la valorizzazione di quelli che sono i veri beni di questo Paese. La ricchezza vera della comunità che, se utilizzata, può essere una strada per un rilancio economico diverso. Arriva oggi finalmente il parere negativo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, in riferimento alla realizzazione del complesso Parrocchiale di San Giuseppe. L’intervento andrebbe infatti a ricadere in area tutelata per legge. – proseguono nelle dichiarazioni – Viene tra l'altro imposta una fascia di rispetto di 100 metri intorno ai ritrovamenti. Vengono inoltre imposti saggi e scavi preventivi prima di ogni eventuale ed ipotetica autorizzazione alla costruzione di nuovi manufatti".

Le motivazioni dei vincoli imposti risiedono nel fatto che l’intervento comporterebbe un rilevante impatto paesaggistico negativo rispetto al contesto interessato. A sottolineare l'inedificabilità di opere su tali reperti, arriva anche la nota della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio che, facendo proprie le motivazioni del diniego della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, esprime, anch’essa, parere negativo.

"Si nota con piacere anche la risposta della Soprintendenza alla lettera che il Comitato, in data 22/12/2014, ha indirizzato al Ministro Franceschini e collaboratori. – Dichiarano ancora dal Comitato di Difesa del Territorio Colli Prenestini Castelli Romani – Nella missiva a firma della Dott.ssa Calandra, soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, in cui si ribadisce il diniego ufficiale all’autorizzazione per la realizzazione del complesso Parrocchiale, si legge anche un impegno formale relativo alla richiesta di un finanziamento per la salvaguardia dei resti. Raggiungere questo risultato non è stato facile e la battaglia non è ancora finita. Giunge oggi un'apertura al dialogo da parte del Comune di San Cesareo verso le proposte del Comitato. Meglio tardi che mai, direbbe qualcuno, anche se in realtà un dialogo lo si cerca dal lontano 2013. Lo scopo era quello di creare un percorso più partecipato, così da giungere a delle soluzioni e ad una progettualità capace di guardare a lungo raggio, al futuro, e non solamente ad un miope interesse immediato. Intanto però, il Comitato non può fare a meno di notare che ancora non arrivano da parte delle istituzioni interessate e dal Comune stesso, risposte a delle formali richieste formulate nei termini di legge. Il percorso quindi non è ancora concluso. Resta da colmare il vuoto di un vincolo indiretto, imposto per legge, ma non ancora apposto; resta da verificare il definitivo ritiro del progetto riguardante la lottizzazione privata; resta la salvaguardia e la messa in sicurezza di ciò che rimane degli incredibili mosaici rinvenuti, valutarne il reale stato di conservazione o di abbandono e di conseguenza capire i costi per una loro riqualificazione. Vanno inoltre identificate le responsabilità che hanno portato alla perdita di un capitale storico come i mosaici stessi, nel caso risultino deteriorati. Va immaginata inoltre la creazione e la realizzazione di un progetto condiviso e compartecipato con i cittadini, che veda finalmente il complesso imperiale come polo di interesse  culturale, storico ed artistico, in grado di restituire lavoro, dignità e valore al territorio". Concludono.

 

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Roma

Roma, la banda dei dipendenti infedeli ACEA: 9 persone indagate per corruzione e frode

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ROMA – Nell’ambito di una lunga e articolata attività di indagine condotta dagli investigatori del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – CNAIPIC del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, è stata data esecuzione, con l’ausilio di personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, alle perquisizioni locali e personali eseguite nei confronti di 9 persone, che, in concorso tra loro, avevano messo i piedi una complessa ed articolata attività criminale.

Al vertice del sistema 2 dipendenti infedeli di ACEA, oltre ad alcuni tecnici della municipalizzata ed elettricisti specializzati

Contestati agli indagati, a vario titolo, i reati di corruzione e frode

Nel corso delle attività, svolte grazie alla collaborazione di ACEA e l’importante apporto della Protezione Aziendale e dei tecnici verificatori dell’azienda capitolina, è stato dato seguito inoltre a 10 provvedimenti di sequestro, con i quali sono stati assicurati altrettanti contatori manomessi dal sodalizio criminale, nell’ambito dei servizi offerti ai “clienti”, nella quasi totalità dei casi esercizi commerciali (bar, ristoranti, supermercati) i cui titolari sono stati denunciati per corruzione e frode.

I provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha coordinato la complessa attività investigativa, sono stati eseguiti all’interno delle abitazioni ove gli autori del reato risiedono, nei luoghi ove questi prestano le loro opere professionali e nei siti ove sono stati manomessi i contatori.

Come riscontrato dagli investigatori diversi indagati fruivano a loro volta dei sistemi alterati, lucrando, in danno della municipalizzata capitolina, fino al 75 % dell’effettivo consumo ovvero, addirittura, fruendo di allacci totalmente abusivi alla rete di distribuzione elettrica.

Oltre ai contatori oggetto di provvedimento di sequestro, sono stai repertati decine di rilevatori in uso agli indagati già manomessi o pronti per la manomissione. Sequestrati ai tecnici del sodalizio punzonatrici provento di furto o con matricole abrase, utilizzate al momento dell’ alterazione dei contatori.

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In evidenza

Pomezia, successo per Eneadi festival. Morcellini: “Puntiamo a eventi di qualità”

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Prosegue con successo la prima edizione di “Eneadi Festival – idee a confronto”, rassegna di cultura e attualità partita il 5 luglio, in scena a Pomezia fino ai primi di agosto.

Le serate sono incentrate su diverse tematiche, spaziando dall’arte al sociale, con interviste a giornalisti, politici, artisti, uomini di cultura, importanti imprenditori e sportivi.
Nella serata di giovedì il giornalista Bruno Vespa ha intervistato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, riempiendo le fila dell’arena estiva allestita nel giardino che avvolge il Museo Lavinium, tra cultura, natura e importanti reperti archeologici; tra gli altri, la splendida statua di Minerva del V sec. a.C. mirabilmente conservata.
Tracciando un bilancio delle prime serate, il vice Sindaco Simona Morcellini ha definito il Festival “il giusto mix di cultura e attualità, che mira ad esaltare le bellezze di Pomezia: dal museo Lavinium, punta di diamante del nostro patrimonio storico-archeologico e culturale, nonché raffinata location scelta per l’iniziativa, a piazza Indipendenza, cuore pulsante dell’attività cittadina che farà da cornice alla kermesse nelle serate di maggiore affluenza”.
Eneadi Festival vuole impreziosire il già ricco calendario dell’estate pometina “attraverso un format che coniuga buona musica, presentazione di libri e approfondimenti su temi di stretta attualità, illuminando così le serate di cittadini e turisti con un intrattenimento di qualità, proprio come l’eroe mitologico Enea che lascia la propria terra e intraprende un viaggio superando i propri punti limite alla ricerca della luce, della bellezza della conoscenza. Con questa iniziativa puntiamo infatti ad inserire Pomezia in un più ampio panorama intellettuale offrendo un programma di livello”, ha spiegato il vice Sindaco, sulla scia del successo degli eventi culturali precedenti, dal Natale alla stagione teatrale, fino al Memorial Sergio Leone.
Eneadi Festival, alla sua prima edizione, è una rassegna organizzata grazie alla preziosa sinergia messa in piedi dalle realtà imprenditoriali del territorio con il patrocinio del Comune di Pomezia, il tutto a costo zero per i cittadini, “in quanto il Festival è interamente finanziato dal Cipi – Club degli industriali pontini per l’innovazione, che raggruppa prestigiose aziende industriali del territorio (IRBM, Redbox, aCapo, Caffè Trombetta, APA), in collaborazione con il Comune di Pomezia e la Regione Lazio. Il coinvolgimento attivo del nostro tessuto locale è un segnale importante della partecipazione attiva dei nostri imprenditori alla cosa pubblica, in quell’ottica di cooperazione al servizio della collettività che come Amministrazione puntiamo a rafforzare”.
Ricordiamo che il programma dell’iniziativa prevede la presenza di ministri di peso come Alfonso Bonafede, uno stimato ex premier come Paolo Gentiloni. Intellettuali famosi come Bruno Vespa, noti giornalisti come Peter Gomez. E ancora: Monsignor Vincenzo Paglia, lo scrittore Alain Elkann e tanti ulteriori big della politica e della cultura. Per la conduzione delle serate sono impegnati noti giornalisti televisivi e della carta stampata, come Andrea Pancani (La7), Concita Borrelli (RaiUno) e Andrea Di Consoli (Rai Cultura).

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Metropoli

Bracciano, affidamento impianti sportivi: gara andata deserta. Ora si passa alla procedura negoziata

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BRACCIANO (RM) – Nuovi sviluppi sulla situazione degli impianti sportivi di via Cupetta delle Cartiere a Bracciano: “Siamo già in contatto con operatori economici – fa sapere il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli – per esperire una procedura negoziata post gara deserta che pur essendo autonoma rispetto alla gara espletata, vincola comunque i concorrenti al necessario rispetto delle prescrizioni della Lex specialis della gara pubblica che, con la procedura negoziata, viene necessariamente reiterata. L’obiettivo dell’amministrazione è di riqualificare e rilanciare l’impianto sportivo di Bracciano e a breve daremo una risposta positiva ai cittadini”.

La situazione dell’affidamento degli impianti sportivi ha visto una procedura di gara per la concessione in uso andata deserta nonostante alcuni imprenditori si fossero dimostrati interessati ad intervenire in modo decisivo sull’impianto.

“Adesso – conclude il Sindaco – con la procedura negoziata che mantiene integri i criteri della gara pubblica si procederà celermente ad affidare la gestione a un operatore economico composto da professionisti nel settore, superando definitivamente vecchie logiche restrittive che non permettono un avvio di gestione dell’impianto proiettata ad obiettivi futuri di crescita”.

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