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Cronaca

SAN TEODORO: IN TRIBUNALE CONTRO I CAMION IN MARE

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La Signora è difesa dall’Avvocato Giacomo Frazzitta

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di Angelo Barraco
 
Marsala – Si è svolta presso il Tribunale di Marsala la terza udienza per abusivismo edilizio che vede da un lato la Signora Ombretta Nizza, titolare del lido tre Torri di San Teodoro. La Signora è difesa dall’Avvocato Giacomo Frazzitta. La parte Civile nel processo è la ditta Sosalt Spa. Quest’estate abbiamo avuto modo di intervistare la Signora Nizza e il Signor De Vita. Il nostro approfondimento in merito alla questione di San Teodoro-Isola Lunga è nata in modo casuale in seguito ad un’intervista che facemmo ai proprietari che, accompagnati dall’avvocato Giacomo Frazzitta, ci hanno spiegato la situazione del lido e i problemi che hanno avuto negli anni, facendoci vedere anche le foto dei camion che passavano in acqua, lasciavano solchi enormi, carburante, c’erano camion che prendevano fuoco in acqua. Noi siamo stati alla terza udienza, ecco cosa è successo.
 
Il processo si è svolto in una piccola aula del Tribunale di Marsala, spoglia nell’estetica ma con un pubblico attento e colorito, che ha ascoltato con molta attenzione tutta l’udienza. Erano tre i testi del pubblico ministero che dovevano essere ascoltati: D’Alì, Arena e Mancuso. L’unico presente in aula che ha risposto alle domande del Pubblico Ministero e dell’Avvocato Giacomo Frazzitta è stato il Sergente Mancuso che, dopo aver letto la formula, ha a rispondere al PM. La prima domanda riguardava il tipo di accertamento svolto presso il lido di San Teodoro. Il Sergente ha spiegato che a gennaio 2011 si sono recati presso il lido San Teodoro per accertarsi che in un periodo al di fuori della stagione balneare fossero state rimosse le strutture presenti in acqua poiché la consessione –precisa il Sergente- la concessione era dal 1 maggio al 30 settembre. Le domande si alternano con incursioni del Giudice con il fine di puntualizzare alcuni elementi già descritti, la parola passa nuovamente al pubblico Ministero che chiede maggiori dettagli sulla concessione e sull’accertamento svolto (24 gennaio 2011). Si va poi sullo specifico e il PM chiede quanto era esteso il lembo occupato dalla Signora Nizza, si continua con domande mirate sull’azione delle forze dell’ordine e viene chiesto al Sergente se fu fatta un’ingiunzione di sgombero dell’area, e viene confermata tale circostanza. Si parla in dettaglio dello sgombero e della verifica di esso. 
 
Dopo 15 minuti esatti dall’inizio del processo tocca all’avvocato Frazzitta, l’aula è piena, tutti sono attenti, sia gli avvocati presenti in aula in attesa delle udienze successive e sia gli spettatori curiosi. L’avvocato Frazzitta inizia con una serie di domande ma la prima è il fulcro di tutto. “Nel 2011 procede a fare questo accertamento, sollecitato sulla base di quali elementi. Perché vi recate presso la ditta della Signora Nizza”. L’avvocato puntualizza chiedendo se c’era un esposto a tal proposito. Risponde Mancuso che è a conoscenza di questo esposto fatto dalla ditta Sosalt, l’avvocato Frazzitta chiede “a firma di chi questo esposto”, il Sergente risponde Studio Legale Scimemi. Le domande si fanno più fitte e nel dettaglio, si inizia a parlare di argomenti che avevamo affrontato nell’intervista fatta con i gestori del lido e l’avvocato Frazzitta, proprio l’avvocato chiede cosa analizzava lo studio a loro. Inoltre si scava ancor di più nei dettagli per capire meglio come mai veniva permesso a dei camion di passare in un tratto di mare, in una riserva naturale. Viene chiesto al Sergente da Frazzitta che ruolo riveste attualmente, che mansione svolge. L’uomo attualmente è un militare ma all’epoca dei fatti si occupava di demanio. L’attenzione è tanta e il silenzio in aula è glaciale, qualche sussurro ma la concentrazione di tutti e sulle parole di Frazzitta e del militare. L’avvocato chiede di spiegare come doveva avvenire il trasporto del sale. Il militare spiega che il trasporto del sale era autorizzato dall’ex provincia –Frazzitta chiede “con quale autorizzazione”- chiede inoltre al militare se abbia mai visto l’autorizzazione dell’ente provincia regionale, la tensione in aula è tanta e la risposta del militare è “probabile”. L’avvocato chiede da dove a dove era questa autorizzazione –che lui non ricorda- per il trasporto del sale, il militare spiega che era dall’Isola Lunga fino a San Teodoro. Inoltre l’avvocato chiede se c’era un ponte che consentiva tale passaggio ma il militare spiega che il passaggio avveniva nel guado, ovvero nel tratto di mare che separa l’isola lunga da San Teodoro. Il militare conferma che la zona in cui avvenivano i passaggi dei camion è una Riserva naturale. L’avvocato chiede se la riserva naturale è una zona marina protetta, e Mancuso conferma ciò. Inoltre Frazzitta chiede se i motoscafi possono permanere, la risposta in merito alla domanda è se autorizzati alla navigazione si. Ma l’avvocato incalza con le domande, ponendone una che fa riflettere e fa guardare negli occhi tutti i presenti: “il codice della navigazione cosa prevede in caso di collisione in mare tra camion e motoscafo?”, la risposta che arriva “non credo sia contemplato”, ma l’avvocato incalza e chiede ancora chi in questo caso non deve stare in quel luogo tra il motoscafo e il camion, si crea una certa difficoltà tra le parti e il militare non da subito la risposta ma l’avvocato ripete la domanda e il militare risponde “Secondo me il camion”. L’avvocato chiede al militare se intervenivano per impedire ai camion il passaggio in una zona marina protetta, la risposta che da il militare è che l’autorizzazione dovrebbe essere della provincia. 
 
Quando abbiamo intervistato i gestori del lido e l’avvocato ci hanno fatto vedere chiaramente come i camion passavano in acqua e come c’era una dispersione di olio e come addirittura i camion si incendiavano anche in acqua. La domanda che pone l’avvocato è se c’erano controlli in merito ad eventuali perdite di olio, di carburante o se i camion avessero una struttura anfibia per poter attraversare una riserva naturale. Ma agli atti non risulta nessuna ordinanza. L’avvocato chiede se le ordinanze, rispetto alle autorizzazioni, erano propedeutiche al passaggio. L’ultima ordinanza risulta del 07/2009, e Frazzitta chiede a tal proposito cosa disciplinava questa ordinanza sotto il profilo del passaggio dei mezzi. Disciplinava il transito dei mezzi in una zona marina protetta. “Avete mai verificato le condizioni di questi automezzi? Se si infiammavano in pieno mare? ”, chiede l’avvocato, il militare risponde “probabilmente i colleghi…” dicendo inoltre che lui direttamente non li ha svolti. Frazzitta torna al 2011 e chiede se havevano ricevuto novizia da parte della Capitaneria di Porto di Trapani di un grave illecito che era stato commesso fino ad allora, quindi tutto questo-puntualizza Frazzitta- nasce perché il militare dice che ci sono delle strutture che impediscono il passaggio dei camion. L’avvocato chiede se hanno ricevuto una nota da parte della Capitaneria di Porto di Trapani in cui si invitava ad intervenire definitivamente sugli automezzi della ditta Renda che lavoravano per conto della Sosalt per il trasporto del sale, visto che c’era la presenza sull’Isola lunga di una costruzione che determinava l’ennesimo illecito in tutta la vicenda chiede inoltre di spiegare se era a conoscenza dell’indagine,  dell’abuso edilizio all’Isola lunga, della gettata di cemento e dell’agevolazione che dava agli automezzi. Il militare parla di uno scivolo di cemento che serviva per agevolare la discesa dei camion. Viene inoltre puntualizzato che lo scivolo viene sequestrato, Frazzitta chiede se malgrado il sequestro gli automezzi abbiano proseguito la loro attività e il militare risponde di non sapere. Il sequestro preventivo è datato il 29 dicembre 2012, però i fatti risultano accertati nel febbraio 2011, e l’avvocato a tal proposito chiede solleva il punto fondamentale che nel momento in cui impedivano ai camion di passare già erano a conoscenza che non potevano passare. Si passa poi nuovamente al lido di San Teodoro e si parla delle strutture e dell’intervento fatto per la rimozione delle strutture in acqua che, come detto dal militare, erano strutture ludiche, amache. L’avvocato poi chiede: “Quindi quando voi siete andati erano queste che creavano problemi ai camion dell’avvocato Scimemi?” il militare conferma.  Frazzitta chiede se l’avvocato Scimemi nella nota dichiarò la presenza di uno scivolo abusivo, ma il militare non ricordava. 
 
L’altro punto del dibattimento è servito per fare chiarezza sul tempo dato alla signora per lo spostamento dei giocattoli collocati in acqua, al militare viene chiesto ciò, ovvero quanto tempo viene dato alla signora e il militare riferisce che “no no la regione”. Nell’aula intanto gli umori sono tanti, la concentrazione, l’attenzione, tutti che osservano e ascoltano il processo in corso. Frazzitta torna alle domande: C’è stato da parte dell’assessorato l’ingiunzione di sgombero, a questa ingiunzione di sgombero voi fate- chiede l’avvocato- un sopralluogo? Il militare risponde di si. In seguito viene chiesto e puntualizzato il fatto che dopo l’ingiunzione di sgombero non c’erano più ostacoli per il passaggio dei camion. il militare legge gli atti che provano ciò e l’avvocato ribadisce chiedendo che quindi dopo l’ingiunzione di sgombero non c’erano più passaggi per il passaggio di camion, l’uomo risponde “a decorrere dal giorno dell’accertamento”. Chiede nuovamente se il tempo sia stato correttamente adempiuto e risponde no perché la regione dava alla signora 2 giorni per togliere tutto. L’avvocato chiede al militare: “La signora Nizza, aveva chiesto nel settembre 2010 il prolungamento della concessione da stagionale ad annuale?” il militare risponde che aveva chiesto il mantenimento della concessione. L’avvocato chiede allora di spiegare la differenza tra mantenimento e prolungamento della concessione demaniale. Dopo la spiegazione si verifica quanti metri quadrati di concessione aveva la signore per il mantenimento e il militare legge le carte che includono la passerella in legno e i giochi per i bambini. Frazzitta chiede se oltre al mantenimento annuale la signora avesse chiesto nel settembre 2010 la concessione annuale delle strutture, il militare non sa rispondere a questa domanda. L’avvocato ha chiesto se il 9 settembre 2010, all’ufficio circondariale marittimo venne depositata una richiesta per lo svolgimento di  attività velistiche a San Teodoro, il militare a tale domanda riferisce “non posso rispondere…”. Frazzitta chiede infine di quant’era la concessione demaniale marittima che consentiva l’abilità balneare, di circa 702. L’udienza è alle battute finali, l’avvocato chiede del mantenimento della concessione annuale e chiede se qualora non viene data risposta in merito a questa questione c’è il silenzio assenzio, il militare risponde no. La prossima udienza è a dicembre, come si evolverà la situazione? Noi ci saremo. 

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Cronaca

Roma, non accetta la fine della storia d’amore e colpisce con una testata la ex

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma San Paolo hanno denunciato a piede libero un 36enne romano con le accuse di percosse e maltrattamenti contro familiari o conviventi.

I militari, in transito in vicolo di Grotta Perfetta, hanno visto una discussione particolarmente animata tra un uomo e una donna e sono subito intervenuti per sedare gli animi.

I Carabinieri hanno appurato che pochi istanti prima, la donna – una 40enne originaria di Milano – mentre era in compagnia della figlia di 11 anni avuta da una precedente relazione, aveva avuto una violenta discussione in casa con il suo ex compagno, durante la quale era stata colpita al volto da una testata.

La vittima, prima dell’arrivo dei Carabinieri, stava tentando di raggiungere la sua auto, insieme alla figlia, per scappare dalla furia del 36enne.

Gli accertamenti dei Carabinieri hanno permesso di appurare che il 36enne non ha mai accettato la decisione della donna di interrompere la loro relazione sentimentale, iniziata nel mese di gennaio del 2020.

Visitata dal personale del 118, la donna ha rifiutato le cure mediche e non ha voluto sporgere querela per le percosse ricevute.

Ai militari non risultano pregressi episodi dello stesso genere.

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Costume e Società

1000Miglia, Polizia Stradale al fianco dei partecipanti fino alla tappa finale

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61 poliziotti con 32 moto, 10 auto, un furgone per il trasporto di materiale, un carro soccorso per eventuali esigenze assicurerà il servizio di scorta e sicurezza della gara d’epoca

Partita ieri la più celebre corsa d’auto d’epoca del mondo, la “1000Miglia” e come sempre la Polizia Stradale sarà al fianco dei partecipanti fino alla tappa finale del 19 giugno.

La prima tappa parte da Brescia e raggiungerà Viareggio, il giorno dopo la carovana riprenderà la corsa per raggiungere Roma e ripartire poi alla volta di Bologna; l’arrivo sarà a Brescia il 19 giugno.

I 61 poliziotti con 32 moto, 10 auto, un furgone per il trasporto di materiale, un carro soccorso per eventuali esigenze assicurerà il servizio di scorta e sicurezza della gara d’epoca che quest’anno, pur rispettando il tradizionale percorso da Brescia a Roma e ritorno, per la prima volta invertirà il senso di marcia.

Insieme alle 400 auto d’epoca partecipanti, ci saranno anche le nostre Alfa Romeo Giulia, la Lancia Flaminia e l’Alfa Romeo Giulietta; la nostra Lamborghini Huracan prenderà invece parte alla “1000 Miglia” Experience con le spettacolari Supercar e hypercar moderne.

La Lancia Flaminia Berlina del 1961 ha un motore V6 a benzina, 80 cavalli, 4 marce e 2.5 cc di cilindrata e può raggiungere i 160 chilometri orari; l’Alfa Romeo Giulietta 1300TI del 1961 ha un motore a 4 cilindri a benzina, un cambio a 4 marce, 65 cavalli e può raggiungere i 155 chilometri orari mentre l’Alfa Romeo Giulia Super 1600TI del 1974 ha una cilindrata di 1570 cc ha un’alimentazione a benzina e 5 marce.

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Cronaca

Borgorose, arriva il metano: 40 chilometri di nuove condotte

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BORGOROSE (RI) – Il metano è finalmente una realtà anche per i cittadini e per la zona industriale di Borgorose. Il 17 giugno il Comune e Italgas inaugurano, infatti, la rete di distribuzione cittadina del gas
naturale con la tradizionale cerimonia di accensione della fiaccola.

L’impianto ha richiesto la posa da parte di Italgas di 40 chilometri di nuove condotte che serviranno a collegare alla rete – proveniente dalla zona industriale – il nucleo abitato e le famiglie di Borgorose che saranno così stabilmente approvvigionate del gas naturale, fonte energetica sicura, economica e sostenibile.

Borgorose va così ad aggiungersi a tutte le località che, negli ultimi mesi, hanno potuto contare sui benefici del metano e sulle possibilità di sviluppo ad esso connesso.

Le famiglie e le aziende interessate ad allacciarsi alla rete, sono invitate a sottoscrivere l’apposita richiesta quanto prima. In seguito alla richiesta di allaccio alla rete gas e alla regolare stipula del contratto di fornitura con una società di vendita, Italgas provvederà all’installazione di misuratori intelligenti di ultima generazione (smart meters) in grado di consentire, tra le altre funzioni, la lettura in tempo reale dei consumi. Un vantaggio per il cliente finale, che vedrà la sua bolletta sempre più aderente ai consumi reali, e un importante beneficio anche per l’ambiente in virtù dei minori spostamenti necessari per svolgere la tradizionale attività di rilevazione manuale.

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