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Cronaca

Sanità Lazio, FIALS: “Regione miope acceleri su rete territoriale e medicina di base”

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“Dove sono le osannate Case della Salute nella lotta al Covid 19? Dove sono i medici di famiglia che vanno a visitare prontamente i pazienti positivi a casa propria e non solo a fare i tamponi lasciandoli nel limbo dell’attesa per settimane e settimane? E dove sono gli operatori delle centrali di analisi e dei drive-in per dare la risposta tempestiva del tampone ai cittadini? Queste sono solo alcune delle domande che, chi vive e lavora nel territorio della Regione Lazio, si sta facendo da giorni”.

E’ quanto riporta la nota della Segreteria provinciale Fials di Roma che tiene a precisare:

“Da quando il numero di positivi al Covid 19 è incominciato a crescere l’assistenza sanitaria ha cominciato a manifestare le proprie falle. Sempre più grandi e frutto di scelte ragionieristiche sbagliate, di strategie palesemente fallimentari perpetrate ormai da anni a tutti i livelli istituzionali ai danni del sistema sociale in primis sanità e scuola”. 

“Oramai la conferma che Fials ha denunciato da tempo è manifesta certezza ovvero che la sanità territoriale non ha supporto nella realtà assistenziale e va riprogettata daccapo – specifica la nota -. Così anche i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica, che stanno mostrando limiti e insufficienze organizzative e gestionali, nonostante lo slancio e la disponibilità del personale. Sappiamo bene che mancano anestesisti, biologi, infermieri, tecnici sanitari: unica strada è assumerli prontamente. Altro che correre ai ripari reclutando medici specializzandi, professionisti in pensione, e volontari per trasformare i reparti di degenza ordinaria e le sale operatorie in terapie intensive e ospedali Covid. Avremmo davanti solo  meri lazzaretti”.

“Serve molto più impegno. Dalla riorganizzazione degli ospedali, alla necessaria formazione specifica, all’incremento dei Dpi. Abbiamo davanti agli occhi operatori sanitari stremati da turni di lavoro massacranti e dall’altro capo i cittadini quasi abbandonati perché non possono essere assistiti sul territorio perché il territorio non esiste. A partire da quelli più fragili – rimarca la nota Fials -. Nei quattro mesi appena trascorsi l’amministrazione del Lazio assieme ai manager sanitari avrebbe dovuto ripensare a una sanità strutturata a diversi livelli che avesse tutelato i cronici, anche con l’aiuto di realtà del terzo settore, e separatamente gli infettivi. Questo non è successo”. 

“Ora siamo alla resa dei conti: non esiste un percorso sistematico per monitorare il livello dei contagi del personale sanitario, non si rinnovano i contratti, non sono previste maggiorazioni delle indennità, se non facendolo a deperimento dei fondi esistenti – conclude la nota -. E siamo solo ai primi di novembre. L’inverno sta arrivando e sarà lungo”.

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Cronaca

Omicidio Cristian Sebastiano, fermati due minorenni: rischiano l’accusa di omicidio premeditato

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Un 14enne e un 15enne sono stati fermati dai carabinieri perché sospettati di aver aggredito e ucciso a coltellate il 42enne Cristian Sebastiano, ieri a Monza. Lo ha confermato il Procuratore della Repubblica per i minorenni di Milano Ciro Cascone.

Uno dei due avrebbe detto agli inquirenti di averlo fatto “per punirlo di avermi trascinato nella tossicodipendenza”, ma il movente è al momento ancora al vaglio. 

Rischiano un’accusa per omicidio premeditato. Le coltellate sarebbero state sferrate con un coltello da cucina, secondo i primi accertamenti medico legali. 

È quanto emerso dal lungo interrogatorio dei due ragazzini, entrambi residenti a Monza, terminato all’alba di stamane.

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Cronaca

Diego Armando Maradona: indagato per omicidio colposo il medico personale del “Pibe de oro”

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La Giustizia argentina ha avviato un’indagine su Leopoldo Luque, medico personale di Diego Armando Maradona, ordinando la perquisizione dell’abitazione e dell’ambulatorio del dottore.

Lo scrive La Nacion, citando fonti informate, sottolineando che l’ipotesi è quella di omicidio colposo, con il sospetto che al campione non siano state fornite cure adeguate, e che Luque è il primo indagato.

Secondo le fonti del quotidiano “in virtù delle prove che si stanno accumulando è stata decisa la perquisizione.

Se verranno confermate le irregolarità nel ricovero domestico di Maradona, si potrebbe configurare il reato di omicidio colposo”.

Le perquisizioni sono state ordinate dal procuratore di Benavidez Laura Capra e dai giudici e dai procuratori aggiunti di San Isidro, Patricio Ferrari e Cosme Irribaren.

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Cronaca

Il Piemonte passa dalla zona rossa a quella arancione: al via gli assembramenti

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Il Piemonte passa dalla zona rossa a quella arancione e le strade di Torino si affollano, con veri e propri assembramenti. È bastato che i negozi rialzassero le serrande per vedere le vie del centro cittadino piene di gente e lunghe code sui marciapiedi, senza rispetto del distanziamento.

In via Lagrange molti clienti anche davanti ai bar per le consumazioni da asporto come non avveniva nelle scorse settimane.  “Per noi è puro ossigeno” dicono i gestori di un negozio di abbigliamento in una traversa della centralissima via Roma. Tanti commercianti hanno riaperto con sconti e promozioni prolungando così il ‘Black Friday’ e attirando i clienti. “Approfitto degli sconti anche per gli acquisti di Natale, non si sa mai che richiudano tutto” spiega una signora in fila per entrare da ‘Kasanova’. “Questa mattina c’era gente già fuori ancora prima dell’apertura e nella prima mezz’ora abbiamo battuto molti scontrini e riempito buste”, confermano da ‘Zara’ in via Roma. 

Milano e la Lombardia da oggi sono in zona arancione 

Sono tanti i milanesi che nel primo giorno di riapertura dei negozi hanno affollato le vie dello shopping per approfittare delle ultime offerte del Black Friday e per iniziare a fare qualche regalo di Natale. Non succedeva da settimane di vedere corso Vittorio Emanuele, l’arteria pedonale che costeggia il Duomo e dove si trova anche la Rinascente, piena di gente che passeggia con sacchetti e borse.

Anche la Calabria lascia la zona rossa di massime restrizioni anti-Covid

Dall’arancione al giallo passano invece Liguria e Sicilia, sempre per effetto dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, visti i dati del monitoraggio settimanale analizzati dalla Cabina di regia.

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