Connect with us

Cronaca

Sant’Agata Militello, lezione di teatro al Baglio Saraceno: all’ITIS Torricelli si sperimentano nuove metodologie didattiche

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

La lezione è stata seguita anche da alcuni genitori e ha incuriosito il pubblico di passaggio, che si è fermato ad ammirare lo spettacolo-lezione

SANT’AGATA MILITELLO (ME) – A Sant’Agata Militello in provincia di Messina la professoressa Mariangela Gallo continua le sue lezioni itineranti per i luoghi più suggestivi della cittadina, all’insegna della parola d’ordine I-CARE, azione concordata e condivisa dalla Dirigente scolastica, prof. Antonietta Amoroso.

L’arte come strumento e allo stesso tempo contenuto per l’istruzione e l’educazione dei ragazzi. Un’azione performante teatrale, un’installazione, canto, foto e video sono gli elementi esteriori e apparenti di un lavoro sull’inconscio, per far radicare meglio concetti e nozioni, giocando sulla sorpresa, il coinvolgimento e la partecipazione gioiosa.

Tutto questo è avvenuto il 3 novembre 2021, presso il Baglio Saraceno di Sant’Agata di Militello. Un nutrito gruppo di studentesse e studenti dell’ITIS “E. Torricelli” ha invaso quel luogo suggestivo, nei pressi del Castello Gallego, che si è trasformato in un naturale palcoscenico nel quale sperimentare nuove metodologie didattiche.

Non banchi, non cattedre, non docenti, ma una comunità che accoglie e valorizza tutte le diversità

Si è tenuta una lezione sul teatro svolta dalle ragazze di III B Informatica, Francesca Lupica e Sofia Tascone, e rivolta, in particolar modo, ai compagni che frequentano la seconda classe. Studenti in cattedra, un metodo cooperativo attuato negli anni ’60, del secolo scorso, da don Lorenzo Milani presso la scuola di Barbiana.

Nessuno può negare che si impara veramente quando si è soggetti attivi, quando la classe diventa una comunità ed accoglie e valorizza tutti e tutte senza discriminazioni.

La lezione ha avuto un proseguo con la lettura drammatizzata dello stralcio conclusivo della tragedia sofoclea: Antigone.

La scelta del testo non è stata casuale, visto che si è in prossimità della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre. Antigone, ancora oggi, rappresenta l’eroina per antonomasia. Ella vive il dramma morale che è di tutti i tempi, quello del conflitto tra l’obbedienza a una legge umana, rappresentata dal potere maschile, e la fedeltà a un superiore imperativo etico che, nel suo caso, riguarda la sfera degli affetti verso i defunti. Antigone dirà: “Non sono nata per odiare, ma solamente per amare”.

Verrà condannata a morte anche per il suo appartenere al genere femminile. Creonte, infatti, sentenzierà : “Finché vivrò , qui non comanda Donna!”.

Grande partecipazione emotiva sia da parte degli attori: Antonino Ventura (Creonte) e Cecilia Ballì (Antigone) sia da parte degli studenti partecipanti. La prof.ra Mariangela Gallo, che ha guidato l’esperimento, afferma: “Fare scuola con lezioni itineranti all’aperto è più faticoso per il docente, che deve organizzare, preparare e prevedere qualsiasi tipo di criticità, ma certamente una scuola del genere è più interessante e coinvolgente per i nostri giovani che, come noi alla loro età, aspirano a cambiare le brutture del mondo”.

L’evento si è concluso rendendo omaggio a tutte quelle donne disprezzate, violate e assassinate. Si è realizzata, infatti, una scultura umana, rappresentando con i corpi dei ragazzi seduti a terra, il simbolo femminile ed all’unisono hanno voluto affermare: “STOP alla violenza sulle donne!”.

La lezione è stata seguita anche da alcuni genitori e ha incuriosito il pubblico di passaggio, che si è fermato ad ammirare lo spettacolo-lezione.

L’impatto su studenti e studentesse è stato profondo. Ecco cosa ha esternato Giuseppe Emanuele sui social: “Ho provato molte emozioni, dopo tanto tempo sembrava di essere tornati alla normalità, nonostante le regole anti-covid. È stata una bellissima e coinvolgente lezione contro la violenza sulle donne, che sicuramente servirà a tutti noi giovani come esperienza di vita. È stato bello poter partecipare e sentirsi utili”.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Roma, La Storta: nascondeva in casa 126 chili di marijuana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuti
image_pdfimage_print

ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno arrestato un romano di 31 anni, già sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare, con la concessione dii permessi in determinate ore della giornata, gravemente indiziato del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Recandosi a casa della persona sottoposta a misura cautelare per un controllo, i Carabinieri, attirati dalla presenza di un forte odore, proveniente proprio dall’interno, hanno deciso di approfondire l’ispezione. Una volta dentro l’appartamento, insospettiti dalla presenza di una porta chiusa a chiave, e dalla risposta evasiva sul motivo e su cosa ci fosse all’interno, l’hanno fatta aprire ed al suo interno hanno rinvenuto bidoni e sacchi di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, per un peso complessivo di circa 126 chili. Ai militari l’uomo ha poi riferito che si trattava di marijuana legale, ma dall’analisi effettuata presso il laboratorio è emerso che vi era una parte di marijuana che aveva un THC superiore al limite consentito. Dalla droga rinvenuta si sarebbero potute ricavare oltre 17.000 dosi di sostanza stupefacente.Alla luce di ciò, il soggetto è stato arrestato e la droga e stata sequestrata. L’arresto è stato poi convalidato dal Tribunale di Roma.Si precisa che il soggetto non aveva inoltre alcuna autorizzazione o documentazione utile a poter vendere e commercializzare la “marijuana legale”.

Continua a leggere

Cronaca

Frana a Casamicciola, si cercano ancora i dispersi. Oltre 200 gli sfollati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuti
image_pdfimage_print

Spalare il fango, non smettere di lavorare con mezzi escavatori e a mano, a seconda delle situazioni: in queste ore la priorità a Casamicciola è fare presto.Presto per mantenere accesa la speranza di poter salvare i 5 dispersi che ancora mancano all’appello dopo il ritrovamento di 7 vittime dell’alluvione. Seconda notte di dolore sull’isola ma anche di lavoro di soccorritori e volontari impegnati nelle ricerche ma per cercare di liberare case, alberghi, negozi, dalla muraglia di fango.

Tempi brevi li chiedono anche i 230 sfollati, temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni.Il lavoro dei soccorritori si concentra, tra l’altro, su di un solaio. Le verifiche mirano ad accertare se vi possano essere persone dentro. Per accedervi bisogna completare la pulizia della strada d’accesso dal fango, uno degli ostacoli più difficili da rimuovere nelle varie zone colpite dalla frana.

Continua a leggere

Cronaca

Scomparsa Roberto Maroni, venerdì i funerali a Varese e a Lozza

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

La sua famiglia lo ha definito “un inguaribile ottimista” e in effetti il barbaro sognante non ha mai smesso di guardare al futuro.

Anche quando ha capito di dover fare un passo indietro e rinunciare a diventare sindaco di Varese per colpa di una malattia che alla fine non è riuscito a sconfiggere: Roberto Maroni, 67 anni, è morto questa mattina dopo una vita passata nella Lega che fino all’ultimo ha cercato di riportare dov’era nata.

E cioè tra il suo popolo del Nord, arrivato a Roma appunto per realizzare il sogno dei “barbari” di governare e non per essere cambiato, come invece è successo a suo dire alla Lega di Matteo Salvini.

L’incontro con Umberto Bossi nel 1979 cambiò la sua vita e da simpatizzante di Democrazia Proletaria divenne “la mamma” di un nuovo movimento di cui il senatur era il padre. Deputato nel 1992 con altri 80 leghisti che per la prima volta arrivarono in Parlamento e poi tre volte ministro sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, prima di tornare nella sua Lombardia per prendere il posto di governatore della Regione, dopo il lungo regno di Roberto Formigoni. Quasi 30 anni nelle istituzioni, quasi 40 nella Lega che ha fondato e poi anche guidato al termine del periodo più difficile con Umberto Bossi, circondato da un ‘cerchio magico’ che portò la Lega a rispondere in tribunale di tutte le accuse che la stessa Lega aveva rivolto agli altri partiti. A capo della rivolta dei militanti ci fu proprio Maroni, colpito dal divieto di rappresentare la Lega in qualsiasi manifestazione ufficiale, fino a quando lo stesso Bossi comprese che era davvero arrivato il momento di fare pulizia partecipando lui stesso alla celebre serata delle scope di Bergamo nel 2012, che segnò il passaggio di consegne tra i due.

Non facili i rapporti anche con Matteo Salvini che oggi lo ha definito “grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre”, perchè Maroni sapeva anche con i suoi toni pacati far sentire forte la sua voce. E così ha fatto dopo il risultato sotto il 10% alle ultime elezioni, spiegando che “un Zaia segretario farebbe un gran bene alla Lega” per riportare il partito tra la gente del Nord che invece non viene più ascoltata. E il presidente del Veneto lo ha definito oggi “una figura iconica della Lega, un amico e un compagno di viaggio”,

“Politico per passione” si definiva nei suoi profili social, ma di passioni ne aveva anche molte altre, dal Milan, alla vela, alla musica, soprattutto il blues suonato con l’organo Hammond nella sua band, i Distretto 51, e il rock del suo idolo Bruce Springsteen. “Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”, ha scritto la famiglia a cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio.

Con le lacrime agli occhi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato il rinnovo nella manovra finanziaria del bonus che prevede una maggiorazione del 10% per chi resta al lavoro pur con i requisiti per la pensione: “E’ suo, non mio”, ha detto perchè Maroni lo introdusse da ministro del Welfare. Nella stessa conferenza stampa, lo ha ricordato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto parte con lui dello stesso governo Berlusconi, definendolo “una delle persone più capaci che ho incontrato nella mia vita e un amico”. “Mancheranno la sua lucidità e la sua visione politica, il suo incommensurabile attaccamento alla Lombardia ed alle regioni del Nord produttivo”, ha detto Silvio Berlusconi. Ma anche dal centrosinistra sono arrivati tanti messaggi di cordoglio, come quello di Enrico Letta: “Tanti ricordi e tanti confronti. Sempre pieni di rispetto e di sostanza. Che tristezza. Ci mancherai”. I funerali saranno celebrati venerdì mattina alla Basilica di San Vittore a Varese e al pomeriggio, in forma privata, a Lozza, il piccolo paese dove risiedeva da sempre.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti