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SARDEGNA, CAPO FRASCA DISASTRO AMBIENTALE: INTERVISTA A MAURO PILI UNIDOS, AUTORE DEL VIDEO SHOCK SUI FONDALI PATTUMIERA DI ORDIGNI BELLICI

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L'On Mauro Pili annuncia denuncia. I fondali sono un tappeto di ordigni esplosi e non esplosi e lo Stato è obbligato a fare la bonifica

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IN ALLEGATO IL VIDEO DENUNCIA

di Cinzia Marchegiani


Capo Brasca (Sardegna)
– Sardegna l’isola caraibica gioiello e patrimonio della nostra Italia che assieme alla Sicilia rappresentano un cammeo ambientale che il mondo ci invidia. Ma come ogni meraviglia, questi luoghi sono spesso oggetto di sfruttamento dell’uomo e spesso in maniera irreversibile viene danneggiato un patrimonio costruito dalla natura in milioni di anni. In Sardegna i territori coinvolti da servitù nella base militare di Capo Frasca si estendono da Arbus a Terralba, da Santa Giusta a Oristano, da Cabras a Riola Sardo. Il sito della Regione autonoma Sardegna descrive nel dettaglio le attività militari in questa immensa aerea:” Il Poligono di tiro sulla costa occidentale dell'Isola, utilizzato dalle aeronautiche e dalle marine italiane, tedesche e Nato per esercitazioni di tiro a fuoco aria-terra e mare-terra. Vi sono situati impianti radar, eliporto e basi di sussistenza. Occupa una superficie a terra di 14 Kmq e impegna un’ area di sicurezza a mare interdetta alla navigazione. Le ricadute sul territorio comprendono il divieto di esercitare la pesca e la presenza di ordigni inesplosi in mare e in terra. Al poligono è collegato l’aeroporto militare Nato di Decimomannu, situato a sud dell’isola, che rappresenta la base aerea più attiva in Europa. Grava principalmente sulle aree del Comune di Villasor con una superficie di 18,16 kmq, di cui 5,72 kmq di demanio e 12,44 k! mq di servitù. L’aeroporto viene utilizzato da italiani, tedeschi, inglesi e americani, soprattutto per l’addestramento di piloti di aerei supersonici al tiro nel Poligono di Capo Frasca.”

Il deputato di UNIDOS Sardegna Mauro Pili, queste terre le conosce a menadito, è stato presidente della Regione Sardegna e ha ricoperto per due legislature l'incarico di sindaco di Iglesias, oltre  ad aver scritto per La Nuova Sardegna come giornalista. Il temerario Pili ha denunciato pubblicamente il disastro ambientale che ha subito il tratto di mare proprio a Capo Frasca e con un video esclusivo, ad dir poco inquietante, ha mostrato il risultato dell'indagine sottomarina realizzata da UNIDOS sabato scorso che ha permesso di testimoniare, con immagini che lasciano poco alla fantasia, come il fondale marino sia diventato una pattumiera di residui bellici.

Un vero e proprio tappeto di bombe, missili di ogni genere, esplosi e non esplosi, un disastro ambientale senza precedenti, grida Mauro Pili, che intervistato dall'Osservatore d'Italia spiega lo scenario appena denunciato.
 

Onorevole Pili, com'è nata questa indagine sottomarina?

Dall’esigenza sempre più forte di infrangere un muro di silenzio e di omertà sulla devastazione ambientale e naturalistica delle Basi militari in Sardegna. Luoghi straordinari utilizzati non per fare esercitazioni ma per consumare armi al servizio dell’industria bellica nazionale e non solo. Si consumano armi. La persistente azione di “distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto” e “distruzione o deturpamento di bellezze naturali” compiuta dalle continue esercitazioni militari che si svolgono all’interno dei siti protetti continua a causare danni gravissimi sia sul piano ambientale, paesaggistico e naturalistico. Dalla documentazione video di Capo Frasca si evince una devastazione ambientale e naturalistica senza precedenti che colpisce e ha colpito in modo permanente e spregiudicato il patrimonio ambientale e naturalistico della Sardegna e nella fattispecie un sito protetto da convenzioni internazionali, norme nazionali e regionali. Un vero e proprio tappeto di bombe, missili di ogni genere, esplosi e non esplosi, un vero e proprio disastro ambientale senza precedenti. La Base militare di Capo Frasca deve essere chiusa e bonificata senza perdere un giorno di tempo. Ogni ora che passa ci sono in pericolo vite umane e non solo. In quel tratto di mare la Nato e non solo hanno scaricato ogni tipo di esplosivo mettendo a repentaglio un tratto di costa vastissimo e riconosciuto come sito di importanza comunitaria. Si tratta di una violazione gravissima del codice penale e tutto questo non può essere tenuto in silenzio.

Insomma ordigni esplosivi scaricati o forse nascosti in questi fondali rappresentano una minaccia reale per la sicurezza pubblica e soprattutto ambientale, cosa ha fatto fin'ora la Regione Sardegna e il governo?

La regione tergiversa. Nicchia e diventa complice. Il governo è complice del sistema. Il Governo, dal Presidente del Consiglio al Ministro dell’Ambiente, passando per quelli della Difesa e dei Beni Culturali hanno proposto risposte evasive e non puntuali soprattutto per quanto riguarda l’accertamento di violazioni di legge in capo ai rispettivi ministeri e più in generale allo Stato. Ci sono leggi dello Stato che impediscono in modo chiaro e ineludibile quello che sta avvenendo a Teulada. Non si può continuare con una gravissima omissione dello Stato sulla violazione di norme di natura internazionale recepite dal parlamento e divenute legge.

Onorevole Pili, ha annunciato una denuncia per il disastro ambientale e naturalistico, ci spiega i dettagli di questa decisione?

Ho deciso di presentare formale denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo di valutare l’immediato sequestro dell’area per evitare che le prove e le condizioni del sito vengano ulteriormente manipolate o modificate. Voglio sperare in un intervento deciso e urgente proprio per evitare che si possano consumare non solo altri palesi reati ai danni dell’ambiente ma anche per la sicurezza dell’intera zona. Occorre una bonifica obbligatoria senza ulteriori indugi da parte dello Stato. Il video documento girato ieri di cui mi assumo la responsabilità della divulgazione è la rappresentazione più evidente di quanto sta accadendo e quanto è accaduto in quell’area. Siamo dinanzi ad un disastro ambientale e naturalistico senza precedenti, non più omissibile, e che rientra a pieno titolo nella nuova norma istituita nel 2011 con la modifica del diritto penale ambientale che persegue i reati di “distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”, “distruzione e il deturpamento di bellezze naturali” e “danneggiamento al patrimonio archeologico e storico”. Vi è l’obbligo di fermare questo scempio, di individuare i responsabili e provvedere al risarcimento e al ripristino dei luoghi. Non c’è più tempo da perdere. Ogni giorno di più si configura sempre di più il reiterarsi dei reati richiamati.

Dopo aver pubblicato il video esclusivo ed aver annunciato questa denuncia, con cui chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, a Roberta Pinotti Ministro della Difesa, Dario Franceschini in qualità di Ministro dei Beni Culturali e Gianluca Galletti, Ministro dell’ambiente e del mare e i loro predecessori di valutare se gli stessi, e/o i loro predecessori, abbiano compiuto atti riconducibili per colpa o dolo alle ipotesi di reato qui avanzate, e per quanto riguarda il Ministro dei Beni culturali e il Ministro dell’ambiente e del mare di reati di omissione d’atti d’ufficio o di omesso controllo e tutela dei patrimoni di pertinenza e competenza dei loro rispettivi Ministeri in quanto informati dei fatti, ha ricevuto delucidazioni, insomma si è mosso qualcosa?

I ministri come è dimostrato in questi giorni pensano alla Sardegna solo per farsi le vacanze. Ci vengono solo per le vacanze e qualche comparsata ferragostana davvero grave e priva di quel minimo di buon gusto che avrebbe suggerito minor spudoratezza. Non si è mosso niente. Il governo copre e nasconde queste violazioni di legge. La decisione di innalzare le soglie di inquinamento nelle basi di militari per evitare le bonifiche è la dimostrazione di quanto questo governo sia complice di questo misfatto di Stato. E’ un dovere morale ancor prima che civile denunciare questo misfatto di Stato. Non si può più assistere in silenzio a violazioni palesi di leggi e ad una devastazione che in qualsiasi parte del mondo sarebbe impedita e perseguita penalmente con il ristoro di tutti i danni provocati sia sul piano morale, economico e ambientale nell’area. Noi lavoreremo sul fronte giudiziario e su quello della coscienza civile. Le uniche due leve percorribili per costringere lo Stato a svolgere il suo dovere.

Crede possibile una bonifica in questi fondali, qui vengono a addestrarsi non solo la marina italiana, ma quella tedesca e la Nato, possibile che questi mari di bellissimo e straordinario valore ambientale sia stati usati come una pattumiera? Altre associazioni ambientalistiche sono state attive al riguardo?

La bonifica non è un’opinione. E’ un dovere. Chi inquina paga. Lo Stato ha devastato questi territori. Lo Stato deve ripristinarli così come li ha trovati. E’ la prima volta che si chiede il rispetto di una norma di legge e si denuncia il disastro ambientale come indicato in maniera puntuale nell’art.733 bis del codice penale. Si tratta di una svolta. Il reato è conclamato. Senza mezzi termini. Senza possibilità di discussione. Unidos ha fatto questa scelta operando con un gruppo di legali che hanno supportato la nostra azione politica e giudiziaria. Ora bisogna fare un salto di condivisione. Chi non tergiversa, chi ha posizioni chiare e non ideologiche deve unirsi. A me non interessa quali eserciti bombardino la Sardegna, non faccio tifo per nessuno di essi. Noi siamo contro qualsiasi tipo di violenza alla nostra terra e in questo caso, dal 2011, questo attentato alla nostra isola è un chiaro reato penale visto che il codice è stato modificato introducendo il reato di “distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”, “distruzione e il deturpamento di bellezze naturali” . Questa sarà la nostra azione per liberare la Sardegna da questo peso ormai insopportabile.

L’onorevole Pili spiega a chi lo segue da tempo le sue battaglie:”non chiedetemi se faccio il giornalista o il parlamentare: ogni sardo, che sia giornalista o parlamentare, deve essere sentinella della propria terra e artefice del proprio futuro. Informare è libertà. Conoscere è un dovere. Reagire è un diritto.”

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Empire of Sin, lotta fra gang per il controllo di Chicago

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Empire of Sin è un tycoon game ambientato nella Chicago degli anni ’20 in cui viene richiesto di far espandere il proprio impero del crimine.

Il titolo è in parole povere un gestionale al cui centro sono poste le richieste della clientela e l’incontro fra la sporca domanda con l’ancor più sporca offerta, è uno strategico che ha per protagonisti i volti veri e alcuni nomi inventati della mafia a stelle e strisce di inizio scorso secolo. In certe occasioni però il gioco si trasforma in un videogame tattico a turni che ricorda un po’ alla lontana X-COM. Detto ciò però possiamo anche dire che Empire of Sin è soprattutto un raccoglitore di storie fumose nate attorno al racket dell’alcol e del gioco d’azzardo durante l’epoca del proibizionismo.

Far parlare tutte queste anime non è affatto un’impresa semplice ma, per fortuna, il titolo offre meccaniche di gioco connesse in modo sapiente, meccaniche che hanno ciascuna delle evidenti ricadute sulle altre, fino a formare una intricata ragnatela di cause ed effetti. Ma andiamo a scoprire come. Il tutto ha inizio dalla selezione del gangster che si vuole interpretare.

Purtroppo non c’è modo di crearne uno ex novo, ma la scelta fra i quattordici protagonisti è più che ampia e spazia dalla circense della malavita Maggie Dyer al pragmatico uomo d’affari Daniel Mackee Jackson, senza dimenticare poi i nomi più noti, come quello del celebre Al Capone e dello scaltro Frank Ragen. Ogni personaggio ovviamente è caratterizzato da bonus unici sia dal punto di vista strategico-gestionale, sia sul campo da battaglia, con il già citato Al Capone ad esempio capace di scaricare una vera e propria pioggia di piombo su più nemici o Frankie Donovan che si trasforma in una furia nel combattimento ravvicinato a mani nude. A quanto vi abbiamo detto si aggiungono poi classici elementi da gioco di ruolo, come classi differenti e degli alberi delle abilità utili a personalizzare sia il proprio avatar sia il resto della gang, specializzando così alcuni uomini nell’uso della lupara, oppure nell’assassinio stealth.

Ovviamente negli scontri non è poi raro che i vari affiliati facciano una brutta fine, una morte permanente che dà ancora maggior peso alle scelte e che crea un legame quasi affettivo con i membri della propria gang. Oltre a queste abilità, ciò che realmente definisce i protagonisti di Empire of Sin sono i loro background e i loro tratti, momento in cui si nota con forza la mano di Paradox Interactive. I personaggi di Empire of Sin sviluppano in modo dinamico attraverso le proprie azioni delle caratteristiche peculiari, che li rendono dei freddi cecchini quando c’è da premere il grilletto o, al contrario, dei codardi appena il fuoco nemico inizia a farsi sentire. Ciascuna azione, quindi, ha delle conseguenze e i gangster difficilmente dimenticano gli sgarri fatti.

La strada per diventare l’unico boss di Chicago però è lunga e irta di difficoltà, quindi per giungere in cima alla piramide del potere occorre sporcarsi le mani, iniziando dal basso e inondando le strade della metropoli statunitense di alcool di contrabbando. La città riprodotta in Empire of Sin è divisa nei suoi numerosi quartieri, ciascuno dei quali ospita al suo interno svariati edifici utili ai propri scopi illeciti. Partendo con una semplice base, un bar clandestino e una distilleria nascosta, bisogna a poco a poco allargare il proprio business, magari scacciando dalle loro tane i ladruncoli da quattro soldi e occupare le loro palazzine con un ulteriore casinò o un bordello. Più facile a dirsi che a farsi, perché l’ascesa nell’Olimpo del crimine è costantemente ostacolata dagli interessi degli altri boss, che non si faranno molti scrupoli ad assaltare la concorrenza, e anche dalla polizia in persona, un ingombro che può essere messo a tacere a suon di mazzette.

Per evitare che gli affari saltino letteralmente per aria, occorre dunque migliorare le proprie strutture, ingaggiare ulteriori guardie, migliorare la qualità degli alcolici e degli ambienti e aggiungere ulteriori roulette alle sale giochi. Tutto ciò ha però un costo, così come i gangster che richiedono un costante stipendio e quei fucili scintillanti sul mercato nero di certo non si compreranno con un paio di bottiglie di whiskey vendute a China Town. Empire of Sin però è un gestionale con un certo livello di sfida e far quadrare i conti è alle volte più complesso che aver la meglio negli scontri armati. Disposte in numerose interfacce ci sono le svariate informazioni riguardanti le casse, quali business stanno facendo guadagnare di più, quali sono finiti sotto l’occhio delle forze dell’ordine e dove invece la clientela si sta lamentando per la pessima scelta alcolica.

Si sa, durante il proibizionismo i distillati erano spesso di pessima fattura, ma i frequentatori più abbienti non si accontentano di una birra fatta in una vasca da bagno e magari per soddisfare le loro esigenze conviene convertire tutte le distillerie in qualcosa di più pregiato, piazzando anche un lussuoso hotel accanto ad uno scalcinato bar. Per fortuna un lungo tutorial introduce in modo adeguato ogni componente del gioco, anche se permane qualche dubbio sull’UI, macchinosa da navigare e con shortcut evidenziate male. Come in ogni gestionale che si rispetti i parametri da tenere sotto controllo sono numerosi e, almeno inizialmente, ci si sente soverchiati dalla quantità di informazioni che arrivano sull’interfaccia. Con un’improvvisa inversione di marcia, Empire of Sin mostra però il fianco a lungo andare. Per quanto si espanda la propria rete clandestina e si sviluppino affari in tutti i quartieri, le faccende da sbrigare restano sempre le stesse e gli affari girano comunque attorno alla distribuzione degli alcolici nelle tre attività: bar, gioco d’azzardo e locali a luci rosse. La progressione avviene dunque in maniera piuttosto lineare, svolgendo sempre le medesime azioni – volendo si possono mettere a capo dei quartieri dei vice-boss per evitare la microgestione – ma manca un avanzamento che faccia sentire viva la sfida. Qualche ulteriore meccanica aggiuntiva non avrebbe guastato, soprattutto per evitare che le fasi finali siano fin troppo semplici e senza spunti.

Nonostante quanto abbiamo appena messo in luce, Empire of Sin è in ogni caso un titolo decisamente interessante e i momenti migliori sono rappresentati dalle storie che, costruite ad hoc attorno alcuni boss, sorte in modo spontaneo per via di qualche evento casuale o nate dallo sviluppo di una missione data un NPC incontrato per strada, coinvolgono i vari protagonisti. Il lato diplomatico non si esaurisce in un paio di schermate fredde e anonime, ma le tregue e le taglie messe sulla testa dei nemici vanno stipulate faccia a faccia, attimi che aggiungono un taglio quasi cinematografico al titolo. Fra frasi fatte, minacce e pericolose dichiarazioni di guerra, con il passare delle ore si viene a formare un intreccio letale che tiene unite le varie fazioni che popolano la Chicago del 1920 e districarsi fra i vari interessi è un delicato gioco di equilibri: una protezione rifiutata, un locale rubato ad un socio del più potente boss del quartiere e presto Empire of Sin si trasforma in una lotta senza quartiere. Quando la diplomazia fallisce, l’unico modo per sistemare le questioni è una bella imboscata con tutte le armi tipiche di quel periodo e così Empire of Sin diventa senza soluzione di continuità un tattico a turni.

Le regole di ingaggio sono abbastanza tradizionali e il titolo di certo non rivoluziona il genere. Che sia la strada o l’interno di un locale, l’ambiente in cui si svolge lo scontro viene diviso nelle classiche caselle, una scacchiera su cui muovere le proprie pedine turno dopo turno visualizzando le varie mosse a partire da una visuale isometrica. Ciascun gangster ha a propria disposizione due punti azione, da spendere per posizionarsi dietro una copertura completa e per far fuoco da una migliore angolazione, aumentando così la percentuale del colpo sparato. C’è il fuoco di copertura, si possono lanciare bombe, ci sono oggetti curativi e ogni arma si comporta in modo unico, eppure tutti i vari ingredienti fanno parte della solita ricetta già vista in altri titoli del passato. Sotto il profilo estetico e tecnico Empire of Sin riesce a spaccare in due il nostro parere. Da una parte troviamo un’ambientazione eccellente, ottimamente caratterizzata e sicuramente iconica e affascinante, d’altra parte la Chicago degli anni 20 non è propriamente un’ambientazione abusata e banale.

Gli sviluppatori sono stati molto bravi a creare la giusta atmosfera e a far sentire il giocatore un vero protagonista delle lotte tra clan e famiglie per la conquista della città. Ottime le ambientazioni e la riproduzione di stili e clichè di quel periodo. Sotto il profilo tecnico invece la cosa si fa più drammatica: Empire of Sin è piagato dai bug, nei dialoghi si notano spesso i labiali fuori sincrono e alcune risposte completamente fuori contesto. Movimenti e compenetrazioni poligonali poi rovinano il senso di immersione generale. Per quanto riguarda la colonna sonora che ripropone temi musicali degli anni 20, tutto è realizzato bene. Il doppiaggio invece non è sempre perfetto e si sente che i personaggi italiani non sono doppiati da madrelingua, ma è comunque piacevole il tentativo fatto dal team di sviluppo e l’idea originale. Tirando le somme, Empire of Sin sia che lo si giochi su Pc, sia che lo si giochi su Xbox, PlayStation o Switch, è e resta un gioco piacevole e interessante. Un prodotto che cerca di coniugare vari generi e che comunque è in grado di tenere alto l’interesse per molte ore.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Audio: 7

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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Scienza e Tecnologia

DBGA Kids, il corso per creare videogames per i giovanissimi

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Digital Bros Game Academy, l’accademia per diventare sviluppatori di videogiochi del Gruppo Digital Bros, apre le iscrizioni alla nuova edizione di DBGA KIDS: il corso per imparare a creare un videogioco dedicato ai giovanissimi.

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di 30 ragazzi che hanno realizzato il loro primo videogioco, l’Academy annuncia la partenza della seconda edizione di DBGA KIDS, che inizierà il 7 febbraio 2021. DBGA KIDS è un percorso di apprendimento che, attraverso la realizzazione di un videogioco, avvicina i ragazzi e le ragazze alle materie digitali, favorendo l’acquisizione di competenze di programmazione unite allo sviluppo delle abilità creative. Skill estremamente importanti che contribuiscono a sviluppare nei ragazzi una forma mentis che li aiuti a immaginare nuovi futuri possibili. Il corso DBGA KIDS è interamente online, con i docenti in live streaming tramite Zoom. Ha una durata di 14 ore totali, suddivise in 7 lezioni di 2 ore ciascuna a cadenza settimanale. Le lezioni si svolgono la domenica mattina dal 7 febbraio al 21 marzo 2021.

L’iscrizione al corso si effettua solo online, compilando il form cliccando qui. Il corso è riservato per massimo 30 partecipanti e ha un costo di € 250,00 +IVA. Digital Bros Game Academy ha previsto una promozione rivolta ai primi iscritti. Infatti, per chi effettuerà l’iscrizione entro il 5 gennaio la quota di partecipazione sarà di € 200,00 + IVA. Le iscrizioni al corso chiuderanno il 1° febbraio 2021. II partecipanti a DBGA KIDS impareranno tutte le fasi della creazione di un videogioco, dalla fase di ideazione e progettazione alla programmazione utilizzando Construct 3 come strumento principale. Saranno coinvolti in un processo logico-creativo in cui apprenderanno ad organizzare le loro idee, a risolvere problemi fino a raggiungere l’obiettivo finale: portare a termine un vero e proprio videogioco. Il tutto guidato in remoto dai docenti, in maniera stimolante e divertente.

I docenti Martina Raico, Game Designer e Dario Fantini, Game Developer e insegnante, entrambi ex-studenti di Digital Bros Game Academy e rispettivamente QA Tester e Game Programmer in RaceWard Studio, guideranno i ragazzi, tramite un approccio molto pratico, in tutte le fasi del percorso di apprendimento. I giovani partecipanti potranno interagire con loro in tempo reale. Apprenderanno le basi del Game Design e della programmazione e impareranno ad utilizzare Construct 3, un software di programmazione per lo sviluppo di giochi PC e mobile. L’interfaccia intuitiva e la sua immediatezza, rendono Construct 3 uno strumento adatto a chi muove i primi passi nel mondo dello sviluppo. Il calendario, il programma e tutte le altre informazioni relative al corso, sono consultabili sul sito ufficiale della DBGA consultabile cliccando qui.

F.P.L.

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Costume e Società

Puyo Puyo Tetris 2, il puzzle game classico guarda al futuro

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Puyo Puyo Tetris è riuscito ad ammaliare tutti gli appassionati, sia per via del suo spirito di conservazione e fascino, sia per via del suo continuo osare e rimescolare le carte in tavola di un genere che, a quanto pare, ha ancora molto da dire.

Con Puyo Puyo Tetris 2 ci troviamo sostanzialmente davanti ad un titolo che, da un lato ripropone tutte le idee migliori del capitolo precedente, e dall’altro ne amplifica l’esperienza con tutta una serie di elementi che inevitabilmente incuriosiscono.

Si tratta di un crossover che però mantiene anche fede alle radici da cui è tratto, mettendo a disposizione del giocatore, fin dalla primissima schermata, la possibilità di potersi immergere nei titoli che costruiscono questa miscela, in maniera separata. Puro Puyo Tetris 2, nel suo menù principale, si divide in: Avventura, Singolo, Multigiocatore, Opzioni e dati, Online e Lezioni. Quest’ultima possibilità si rivela estremamente fondamentale per tutti coloro che non hanno mai messo mano ad uno dei due titoli mescolati e proposti.

Si tratta di una sezione del gioco interamente dedicata all’insegnamento delle basi, ma anche delle fasi avanzate, non soltanto di Puyo Puyo e Tetris, ma anche delle varie modalità qui proposte, offrendo dunque un approccio pseudo-enciclopedico dettagliato e attento a spiegare ogni cosa per bene, avvalendosi di una semplicità diretta e ben snocciolata. Come dicevamo, la prima voce che risalta all’occhio è la modalità Avventura: dotata di un’innovata interfaccia che ricorda quella di un gioco da tavolo, il Sugoroku, e di una corposa quantità di personaggi, la storia non verrà certo ricordata per la componente narrativa. La vicenda, che coinvolge eroi vecchi e nuovi, tende infatti a stancare in fretta: i protagonisti alquanto stereotipati e il susseguirsi di lunghi dialoghi a schermata fissa non aiutano, d’altronde, a favorire il coinvolgimento dell’utente.

L’Avventura, tuttavia, funge da palestra perfetta per avvicinarsi ad entrambi gli stili di gioco presenti nell’opera e alle varie modalità vecchie e nuove contenute nel pacchetto. Nei circa 80 livelli, alcuni dei quali del tutto opzionali, è possibile mettersi alla prova in sfide di livello crescente, che aiutano ad impratichirsi e a sbloccare elementi extra di contorno, come scenari e musiche, ma anche personaggi e oggetti di fondamentale importanza. Sempre a proposito di apprendimento delle regole di base, è sicuramente interessante la presenza della “Difficoltà automatica”, un’opzione legata alla modalità Avventura che plasma l’abilità della CPU in base alla bravura di chi gioca.

In questo nuovo episodio è presente poi una sezione “Lezioni”, perfetta per chi vuole imparare, nonché arricchita con tutte le nozioni sulle modalità inedite e alcune voci extra che fungono da insegnamenti interattivi. La principale novità di Puyo Puyo Tetris 2 risiede però nell’introduzione di una particolare modalità chiamata Battaglia Tecnica che, in parole povere, consiste in una rivisitazione in chiave ruolistica dei due puzzle game. I partecipanti non devono limitarsi a giocare al puzzle game di riferimento selezionato, ma hanno l’obbligo di tenere costantemente sott’occhio un paio di parametri: i punti vita, il cui azzeramento decreta il game over, e i punti magia, grazie ai quali si possono attivare con la semplice pressione di un tasto tre diverse abilità. A stabilire quali sono le skill disponibili e l’ammontare degli attributi è la composizione del team: in un’apposita schermata si possono infatti passare diversi minuti a studiare la combinazione perfetta di personaggi e carte (l’equivalente degli accessori) per avere il giusto equilibrio tra attacco e difesa.

A garantire poi un incremento in termini di longevità è la progressione dei singoli personaggi, che al termine di ogni scontro guadagnano punti esperienza grazie ai quali salgono di livello e diventano sempre più forti. Questa modalità, indirizzata principalmente ad un target che non apprezza la staticità dei puzzle game come il primo Puyo Puyo Tetris, è sicuramente un’aggiunta gradita che, soprattutto ai livelli più alti, riesce a garantire ore di divertimento, aggiungendo un piacevole senso di progressione applicato sia alla componente offline che a quella online.

 Se da una parte la Battaglia Tecnica rappresenta un’assoluta novità di questo secondo capitolo, dall’altra i veterani di Puyo Puyo Tetris, i quali non aspettano altro che confrontarsi con altri giocatori per stabilire a suon di Tetramini o Slime chi sia il più abile, troveranno pane per i loro denti. Il comparto multigiocatore non coinvolge infatti la sola modalità Battaglia Tecnica ma anche tutte le altre già viste nel primo episodio, le quali possono essere affrontate non solo in partite amichevoli ma anche nel competitivo, ovvero la Lega Puzzle. Anche in Puyo Puyo Tetris 2 esiste infatti la possibilità di sfidare altri giocatori in quattro diverse categorie, ognuna con la propria graduatoria: Lega Puzzle (Tetris + Puyo Puyo), Lega Puyo Puyo, Lega Tetris e Lega Battaglia Tecnica, con quest’ultima che incarna l’unica novità per quello che riguarda il comparto competitivo del gioco.

Questa frammentazione delle modalità online non è solo positiva per chi ama la competizione, ma anche per chi è solo in cerca di un po’ di divertimento e vuole rilassarsi con un match amichevole. Oltre alla Lega Puzzle, che ha una maggiore attenzione per chi ama il PvP, il Sonic Team si è concentrato ancora una volta anche sugli amanti del PvE, che potranno godersi pienamente l’esperienza grazie alle modalità Sfida. Nell’apposito menu è presente Fever infinito, Puyo infinito, Puyo mini, Sprint, Maratona e Ultra. Si tratta in tutti e sei i casi di modalità che prevedono la partecipazione di un solo giocatore con l’obiettivo di raggiungere il punteggio massimo entro un tempo limite, oppure di proseguire all’infinito in uno dei due puzzle game. Completando una qualsiasi partita delle modalità Sfida con una connessione internet attiva, il punteggio verrà automaticamente caricato nelle classifiche online, così che anche i giocatori solitari possano provare a ottenere nuovi record con cui scalare le classifiche mondiali. Per quanto riguarda gli elementi di contorno, come la possibilità di modificare l’aspetto delle unità utilizzate in entrambi i puzzle game, il gioco propone una serie decisamente ridotta di “skin”. Alcuni aspetti alternativi sono disponibili sin da subito e altri sono invece acquistabili con i crediti nell’apposito negozio. Purtroppo, però, il negozio è identico a quello del primo Puyo Puyo Tetris e non c’è nulla di nuovo rispetto a quanto visto nella precedente incarnazione della serie. Gli oggetti disponibili non sono solo scarsi in termini numerici, ma sono anche estremamente semplici da ottenere. Basterà infatti qualche ora di gioco e una manciata di vittorie per entrare in possesso di qualsiasi aspetto alternativo di Puyo e Tetramini. Esistono poi dei voice pack e delle icone sempre disponibili all’acquisto ma che, per quanto numerosi, suscitano sicuramente meno interesse verso chi non è intenzionato a sbloccare ogni singolo oggetto.

Tirando le somme, possiamo dire che con Puyo Puyo Tetris 2 il Sonic Team ha deciso di non andare troppo oltre quello che ha decretato il successo del primo capitolo, ma di limitarsi a proporre un prodotto forse troppo simile al predecessore sia dal punto di vista dei contenuti che da quello puramente estetico. Le poche novità possono allettare prevalentemente quella fetta di pubblico competitiva, che grazie alla modalità Sfida e alla Lega Puzzle può finalmente battagliare in maniera impegnativa anche al di fuori del solo PvP. Chiunque sia intenzionato a giocare al titolo per puro diletto e abbia già spolpato a dovere il predecessore si ritroverà sì di fronte ad un ottimo gioco con tanti contenuti, sebbene tutti risultino fin troppo simili a quanto già visto in passato. Insomma, l’acquisto di questo titolo è consigliato prevalentemente sia per chiunque non abbia mai giocato al primo Puyo Puyo Tetris, sia per tutti coloro che vedono nella presenza delle classifiche online del PvE, nella nuova Avventura e nelle Battaglie Tecniche dei contenuti appetibili e stimolanti. Il titolo, lo ricordiamo è disponibile su Pc, su Switch e sulle console della famiglia Xbox e PlayStation di attuale e vecchia generazione.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay: 9

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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