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Roma

SCONTRINOGATE, IGNAZIO MARINO IN PROCURA

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Tempo di lettura 2 minuti Intanto Renzi pensa ad un commissario ai Trasporti

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Redazione

Roma – Un Commissario ai trasporti di Roma con il compito di gestire il nodo del trasporto pubblico capitolino durante il Giubileo, da affiancare al commissario che prenderà il posto di Ignazio Marino in Campidoglio. E' l'ipotesi che starebbe valutando in queste ore il premier Matteo Renzi. Il Commissario, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, dipenderebbe direttamente da palazzo Chigi. Il nome su cui si sarebbe incentrata l'attenzione del governo è quello di Marco Rettinghieri, ex dirigente di Rfi e attuale direttore di Expo.

Il sindaco dimissionario di Roma Ignazio Marino è stato oggi in Procura a colloquio con il pm Roberto Felici, titolare del fascicolo aperto sulle spese sostenute dal primo cittadino. Il fascicolo era stato aperto nei giorni scorsi dopo gli esposti di Fratelli d'Italia e del Movimento 5 Stelle. 

Marino e le cene Non quadra la cena al Girarrosto toscano, che Marino dice di aver offerto a Santo Stefano alla stampa per motivi istituzionali. Riporta il Corsera che secondo il titolare del ristorante il sindaco era lì con la famiglia, ed erano in sei persone (conto di 260 persone). C'è poi la cena da Archimede Sant'Eustachio, conto da 104 euro che il sindaco avrebbe pagato a un dirigente del San Filippo Neri per eventuali collaborazioni nel campo della medicina solidale. Riporta sempre il Corsera che Lorenzo Sommella, all'epoca commissario dell'azienda ospedaliera, ha smentito dicendo che lui a quella cena non c'era, né nessun altro dirigente incaricato e di non aver mai saputo di collaborazioni tra il San Filippo Neri e Roma Capitale.

Sempre da Archimede Sant'Eustachio, secondo Marino avrebbe cenato una sera per la presentazione del libro di Don Damiano Modena. Racconta il Corriere che don Damiano smentisce: "Io e lui a cena? Mi pare proprio di no. Non ricordo nemmeno se quella sera rimasi a Roma o ripartii subito" (scontrino da 93 euro). La presentazione del libro di don Damiano "Carlo Maria Martini: il silenzio della parola" è al centro anche di un'altra cena al Tre Galli di Torino. Dice don Damiano di non essere rimasto a Torino dopo la presentazione del libro ma di essere subito rientrato ad Alessandria. Conto da 125 euro.

Ci sono poi le cene al Sapore di Mare (113 euro) e alla Taverna degli Amici (120 euro). Nel primo caso si tratterebbe di una cena con i rappresentanti della Comunità di Sant'Egidio. Dallo scontrino risultano 5 spaghetti all'aragosta e una bottiglia di vino da 80 euro. La Comunità ha smentito categoricamente: "Nessun nostro rappresentante è mai andato a cena con il sindaco". Nel secondo caso, il sindaco avrebbe offerto la cena a un rappresentate della World Health Organization. Il ristoratore ha smentito a Repubblica, dicendo che il sindaco era a cena con la moglie: ricorda anche il tavolo al quale erano seduti e il vino bevuto (lo stesso della cena al Sapore di Mare): un Vintage tunina.

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Cronaca

Colleferro, ubriaco aggredisce due ragazzi alla stazione

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Ieri sera, presso la stazione Ferroviaria di Colleferro, un cittadino straniero di 27 anni, senza fissa dimora e in evidente stato di alterazione fisica, per futili motivi ha aggredito all’interno dello scalo due giovani italiani di 21 e 22 anni, che sono stati poi medicati all’Ospedale di Colleferro. Al primo i medici hanno riscontrato un trauma contusivo all’occhio sinistro con ematoma e dimesso con 5 giorni di prognosi, al secondo invece, un trauma cranico non commotivo e contusioni al ginocchio e caviglia sinistro, dimesso con 10 giorni di prognosi. L’uomo si è poi recato nel parcheggio esterno della Stazione dove, dopo aver sradicato da terra un paletto in ferro, della lunghezza di oltre un metro, ha danneggiato diverse autovetture, infrangendo i lunotti posteriori, i parabrezza e le carrozzerie. Nella circostanza un uomo presente all’interno della propria auto è stato ferito alle mani dalle schegge provocate dal parabrezza infranto.  Successivamente, sul posto sono intervenuti in forze i Carabinieri della Compagnia di Colleferro che hanno dovuto affrontare l’esagitato che ha lanciato contro di loro il paletto in ferro danneggiando la carrozzeria dell’auto di servizio, senza ferire nessun militare. Solo grazie all’utilizzo dello spray urticante i Carabinieri sono riusciti ad avere la meglio, arrestandolo.

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Cronaca

Fonte Nuova, tragedia sulla Nomentana: si ribalta una 500. Muoiono 4 ragazzi

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 Monterotondo (RM) – La scorsa notte i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo sono intervenuti a Fonte Nuova (RM), via nomentana altezza civ 609, ove un’autovettura Fiat 500 si era ribaltata sbalzando fuori gli occupanti, mentre percorreva la citata arteria, con direzione di marcia Fonte Nuova – Roma. I soccorsi sono stati attivati tramite il NUE 112 da alcuni testimoni oculari dello schianto.Il personale del 118 giunto sul posto non ha potuto fare altro che constatare il decesso sul colpo di quattro ragazzi, tutti del posto, per le gravi lesioni riportate:DI PAOLO VALERIO classe ‘01GUERRIERI ALESSIO classe ‘01RAMAZZOTTI SIMONE classe 01TROISI FLAVIA classe ’06;mentre SCLAVO GIULIA, classe ‘05 è deceduta dopo l’arrivo in ambulanza al Policlinico “Umberto I” di Roma e CHIAPPARELLI LEONARDO, sempre classe ‘01 di Guidonia Montecelio, è tuttora in prognosi riservata presso l’Ospedale “Sant’Andrea” di Roma. Dai rilievi effettuati dai Carabinieri della Stazione di Mentana, di  Nerola e dalla Sezione Radiomobile della Compagnia di Monterotondo si è potuta ricostruire la verosimile dinamica dell’incidente: la Fiat 500, di proprietà della mamma del DI PAOLO (dunque si presume sia stato lui il conducente) si è ribaltata impattando prima su un palo della luce e poi contro un albero, ma l’esatta ricostruzione della dinamica è ancora al vaglio dei Carabinieri.E’ altrettanto verosimile, per quanto sta emergendo dalle prime testimonianze, che i giovani erano stati fino a notte inoltrata in uno dei locali di Fonte Nuova prossimi al teatro della tragedia ed abbiano percorso quella strada a velocità elevata prima di perdere il controllo dell’auto.Oltre alle testimonianze, i carabinieri stanno acquisendo anche le numerose telecamere presenti nell’area ed al momento si esclude il coinvolgimento di altre autovetture. I Carabinieri hanno informato il PM di Turno della Procura della Repubblica di Tivoli il quale ha disposto che le salme delle giovanissime vittime siano traslate presso l’obitorio di medicina legale Roma “La Sapienza” per i successivi esami autoptici.

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Metropoli

Ladispoli, gli studenti dell’alberghiero in visita alle cantine Banfi di Montalcino

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Una sintesi perfetta fra natura, cultura e spirito imprenditoriale: sono questi gli ingredienti alla base della filosofia e del successo della tenuta vitivinicola toscana di Castello Banfi nota in tutto il mondo per il famoso Brunello di Montalcino, adagiata tra i fiumi Orcia e Ombrone e nata nel 1978 per iniziativa dei fratelli italo-americani John e Harry Mariani. E martedì 24 gennaio gli allievi delle classi 3^T, 5^T, 5^P, 5^SA dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli hanno visitato le Cantine Banfi accompagnati dai docenti Giovanna Albanese, Claudio Carbonari, Michele Comito, Renato D’Aloia, Donatella Di Matteo, Teresa Fusillo, Filippo Gennaretti, Angelo Morello e Carmen Piccolo.
Una storia e un nome, quelli dell’Azienda Banfi, legati alla prima donna laica giunta da Milano a Roma per varcare le porte del Vaticano, come governante del Cardinale Arcivescovo Achille Ratti, destinato a diventare, nel 1922, Papa Pio XI. Grande esperta di cucina e profonda conoscitrice di vini, sarà lei ad avvicinare il nipote Giovanni F. Mariani Sr. al mondo enogastronomico di più alto livello. Fu poi la volta di John e Harry e quindi di James e Cristina. E’ quest’ultima a coordinare in prima persona le attività di Banfi fra Italia e Usa, curando in modo particolare la ricerca dell’eccellenza e riuscendo ad ottenere per il marchio (prima cantina al mondo) le certificazioni di Qualità, Gestione Ambientale e Responsabilità Sociale (ISO 9001, ISO 14001 e SA 8000). Una realtà, quella delle Cantine Banfi, sempre dinamica e in crescita, attenta all’impiego responsabile delle risorse, alla biodiversità, ma anche al mondo della scuola e della formazione perché insegnare la storia e le tappe della vinificazione, spiegano, significa gettare le basi per un consumo consapevole.
Non solo vino, però: a Castello Banfi si producono anche raffinati oli extravergine, confetture e salse. C’è poi il Museo della Bottiglia e del Vetro e, sullo sfondo, lo straordinario borgo di Montalcino, autentico gioiello di arte, storia e natura, immerso nella Val d’Orcia, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità e reso ancora più suggestivo, ieri, da un inatteso e fiabesco manto di neve. “L’Istituto Alberghiero è da sempre attento ad arricchire la propria offerta formativa con la conoscenza delle realtà produttive più importanti del panorama nazionale e internazionale – hanno sottolineato i docenti accompagnatori – e l’entusiasmo manifestato oggi dai nostri allievi dimostra quanto la formula vincente della didattica debba ispirarsi sempre ad un’indispensabile alternanza fra teoria e apprendimento sul campo. Un’esperienza da ripetere”.



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