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SERENA MOLLICONE:FIACCOLATA CONTRO L'ARCHIVIAZIONE

di Angelo Barraco

Arce – Tanta gente di Arce, paese in provincia di Frosinone, si è stretta intorno a Guglielmo Mollicone in occasione della  fiaccolata per dire no all’archiviazione delle indagini sulla misteriosa morte di Serena Mollicone, la giovane studentessa di Arce che è morta a 18 anni nel giugno del 2001 e il suo cadavere fu rinvenuto nel bosco dell’Anitralla alcuni giorni dopo. Il procuratore di Cassino ha chiesto di archiviare il caso anche contro ignoti: chi ha ucciso Serena Mollicone? Tanti hanno chiesto questo durante la manifestazione esponendo cartelli. Ricordiamo che Serena fu rinvenuta nel boschetto con mani e piedi legati e la testa coperta da un sacchetto. Per il delitto sono state indagate sei persone per omicidio volontario e occultamento di cadavere ma gli accertamenti per verificare il loro coinvolgimento nel caso non hanno portato a nulla. La procura ha fatto eseguire inoltre 272 test del dna a diverse persone, con il fine di individuare l’assassino ma non hanno avuto riscontro positivo. Ad oggi una fitta cortina di mistero avvolge il caso. Ma ogni volta che si parla di Serena Mollicone non si può fare a meno di parlare del brigadiere Santino Tuzzi. Nella fiaccolata c’era la figlia del brigadiere che ha espresso la massima vicinanza al papà di Serena e ha dato mandato al suo team di legali di avviare la riapertura delle indagini sulla strana morte del padre e svolgere accertamenti su possibili collegamenti che riguardano la morte di Serena Mollicone. 
 
Ma come si sono svolte le indagini in questi anni?
Le indagini sul caso hanno avuto alti e bassi. Il 24 settembre 2002, la Procura di Cassino iscrisse nel registro degli indagati il carrozziere di Rocca D’Arce, Carmine Belli. Un indizio che inizialmente destò sospetti sull’uomo fu il rinvenimento del nastro adesivo. Il Belli aveva un nastro adesivo simile a quello che teneva mani e piedi di Serena legati, ma la comparazione delle impronte digitali ha portato esito negativo,  nell’ottobre del 2006 la Cassazione ribadì che il carrozziere era estraneo ai fatti. La svolta arriva però nell’aprile 2008, con la morte di Santino Tuzzi, brigadiere dei carabinieri che in precedenza era stato ascoltato come persona informata sui fatti e aveva riferito che il giorno della scomparsa di Serena, aveva visto quest’ultima in caserma dai Mottola. Santino Tuzzi successivamente però si suicida e tale morte è tutt’ora avvolta da una fitta cortina di mistero, perché Tuzzi si uccide? Il 27 giugno 2011 vengono iscritte nel registro degli indagati cinque persone e sono: l’ex Maresciallo dei Carabinieri di Arce Franco Mottola, suo figlio Marco, un altro Carabiniere, Francesco Suprano, il fidanzato di allora di Serena Michele Fioretti e la madre del giovane, Rosina Partigianoni. Poco tempo fa il Procuratore Mario Mercone e gli investigatori del Reparto Operativo Provinciale dei Carabinieri hanno interrogato un uomo, l’uomo in questione non è stato iscritto nel registro degli indagati ma è stato ascoltato come persona informata sui fatti, vi erano inoltre accertamenti sulla busta e si parlava dell’isolamento di un DNA che presto avrebbe portato al nome dell’assassino, poi cos’è successo?