Connect with us

Costume e Società

Serie TV: l’eredità del “Trono di spade” e le questioni ancora aperte a un anno dalla fine

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 4 minuti
image_pdfimage_print

Il “Trono di spade” è stato uno dei telefilm più seguiti al mondo, ha infranto tantissimi record e sarà ricordato per sempre come una delle serie dall’impatto più forte nel settore. La serie TV è ispirata al prodotto letterario “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, saga fantasy ideata da George Martin e non ancora giunta a conclusione: nel frattempo, però, basta la popolarità della serie TV a trainare interi spin-off e prodotti collegati al mondo di “Game of thrones”.

L’ultima stagione di “Game of thrones”: il finale della serie tra effetti speciali e grandi delusioni

Che il “Trono di spade” abbia lasciato il segno è un fatto innegabile: oltre agli innumerevoli premi vinti (ben 59 Emmy award, il riconoscimento internazionale più importante a livello televisivo), agli ascolti stratosferici (anche tra il pubblico italiano, solitamente più indirizzato verso serie nostrane), agli stipendi altissimi e alle location da sogno, è stato anche un esempio di narrazione televisiva nuova, innovativa e in forte distacco rispetto alla tradizione del genere fantasy. Ma il “Trono di spade” è stato anche capace di notevoli delusioni: l’ultima stagione, infatti, ha lasciato l’amaro in bocca alla maggioranza dei fan. Non solo a causa del numero minore di episodi, solamente sei a confronto con i dieci delle prime sei stagioni e ai sette della settima stagione, ma soprattutto per la maniera sbrigativa con la quale sono stati trattati trama e personaggi, lasciando molte “storyline” in sospeso. Un’altra critica mossa all’ottava e ultima stagione è anche quella di aver lasciato buchi non indifferenti nella narrazione, errori che non sono stati perdonati dai fan che hanno decretato il gradimento degli ultimi episodi ai minimi storici, rispetto invece ai pareri entusiasti relativi a tutte le stagioni precedenti.

Cosa rimane del “Trono di spade” oggi: gli omaggi tra spin-off, giochi e merchandising

Il rilievo che questa serie ha avuto per il mondo televisivo può essere assimilato a quello che ha ottenuto e mantiene ancora oggi nel mondo dell’intrattenimento: sono numerosi i prodotti che sono stati ispirati da questa serie e che continuano ad attrarre fan e grande pubblico. Basti pensare alla richiesta di serie TV spin-off con i personaggi dei libri “di contorno” appartenenti alla saga, come “Il mondo del ghiaccio e del fuoco”, scritto da George Martin e Linda Antonsson e disponibile nella libreria online Feltrinelli: il libro narra la storia precedente a quella raccontata nel “Trono di spade” ed ha attirato l’attenzione di numerose reti televisive, tra cui ovviamente l’HBO, già produttrice della famosa serie. Un altro esempio riguarda il mondo dell’intrattenimento: la slot machine “Game of thrones”, realizzata da Microgaming e offerta dalla piattaforma online Betway Casinò, fortemente ispirata dal “Trono di spade”, grazie alla quale i giocatori possono scegliere una delle quattro casate protagoniste della vicenda e ripercorrerne le avventure, accompagnati dall’emblematica colonna sonora della serie. Infine, nonostante la serie sia terminata da oltre un anno, non crolla nemmeno il mercato del merchandising relativo: il negozio online Pop in a box mette a disposizione dei fan un nutrito catalogo di statuette da collezione, raffiguranti i protagonisti più amati.

La “vera” conclusione deve ancora arrivare: l’attesa per i libri rimanenti della saga “Cronache del ghiaccio e del fuoco”

Nonostante la serie TV sia terminata a maggio 2019 e il pubblico attenda ormai nuove serie come quella dedicata al “Signore degli Anelli”, la vera e propria fine del “Trono di spade” è però ancora in sospeso: la serie di romanzi fantasy che ha spinto alla creazione della serie, “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, presenta solamente cinque capitoli al momento e l’ultimo capitolo non è ancora stato pubblicato. Il primo libro della saga, “Il gioco del trono” è stato pubblicato nel 1996, mentre “Winds of winter” (“I venti dell’inverno”), il sesto libro atteso dai fan di tutto il mondo, è in corso d’opera dal 2010 e, nonostante i continui progressi annunciati da Martin negli ultimi anni, non è ancora finito. La vicenda è molto controversa, in quanto alcuni capitoli e personaggi del libro si discostano dalla narrazione portata avanti dalla serie TV, con eventi anche importanti dagli esiti completamente diversi: la speranza che i fan più accaniti nutrono oggi è che almeno questo volume e il preannunciato ultimo libro della saga (“A dream of spring”, “Il sogno di primavera”) restituiscano una conclusione degna all’intera saga. Ma quello della delusione non è un parere unanime: non mancano infatti i commenti positivi all’ultima stagione della serie, soprattutto riguardo l’interpretazione eccellente degli amati attori del cast, tra cui spiccano Peter Dinklage (nei panni di Tyrion Lannister), Lena Headey (la regina Cersei Lannister) e Maisie Williams (uno dei personaggi preferiti dal pubblico, Arya Stark).

Quando un “colosso” come il “Trono di spade” giunge al termine, si assiste sempre a una divisione tra i giudizi al riguardo: anche in questo caso non mancano critiche e delusioni, ma il successo della serie e di tutti i prodotti collegati confermano l’immenso impatto che ha avuto su pubblico e fan.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Costume e Società

Conquistare una donna, ecco i passi da compiere

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Quando si conquista una donna, ci si immette in un processo che ha delle sfaccettature uniche. Praticare la seduzione significa avere carisma, ma anche rispetto nei confronti della propria interlocutrice. A prescindere dall’età, infatti, è importantissimo sedurre una donna o una ragazza con consapevolezza e spontaneità. Le chiavi del successo del vostro approccio alla conquista devono essere proprio queste, in modo da poter catturare l’attenzione dell’altra parte al meglio delle proprie possibilità, senza rischiare di essere eccessivi ed evitando curiosi strafalcioni.

Va detto, comunque, che sedurre una donna non sia parte di una scienza esatta ed è per questo motivo che anche i Casanova dal maggior successo, non riescono sempre a conquistare la ragazza dei loro sogni. Le persone più sicure in sé stesse, però, hanno modo di affrontare diversamente l’intero processo, non perdendosi d’animo e, quando ne vale la pena, trovando un modo per dar piacere all’interlocutrice o, altrimenti, andando avanti senza rimorso.

Insomma, sedurre una donna è una vera e propria sfida con sé stessi, tanto da diventare molto stimolante. Questo, però, non vuol dire essere grotteschi, trattando le conversazioni con superficialità per mero divertimento. In questi casi, infatti, si possono correre rischi anche grossi ai fini dell’approccio. In questa guida, comunque, vogliamo darvi alcune dritte utili per poter conquistare una ragazza step by step.

Parlare con degli esperti

La primissima cosa che vi consigliamo per conquistare una donna non riguarda l’approccio in senso stretto, ma l’aiuto che una persona con esperienza può offrire. Possiamo, sicuramente, affermare che oggi il Web sia colmo di consigli utili e articoli del genere in cui viene proposto il metodo completo per conquistare una donna. Starà a voi, poi, dare fiducia ad uno specialista a discapito di un altro, consapevoli, però, del fatto che neanche le guide più dettagliate possono fare miracoli e che la resa finale dell’incontro sarà di vostra completa disponibilità.

Essere spontanei e gentili per conquistare una donna

I primissimi approcci, le conversazioni nate per caso o i primi appuntamenti sono un momento importantissimo per rompere il ghiaccio e, nel caso degli interessi già appurati dai gesti, poter venire al sodo. In generale, però, vale la regola che bisogni essere gentili quando si parla con una donna, presentandovi predisposti al dialogo, allo scopo di sviluppare la conoscenza, liberi dalla flemma di bruciare le tappe. Si deve essere tranquilli, gentili ed accomodanti, in modo da fare una bella impressione, senza però essere eccessivamente calorosi.

La simpatia è un’arma vincente, ma dev’essere usata con moderazione, così come la componente misteriosa. Al di là di questo, però, il vero segreto per conquistare una donna è essendo sé stessi, evitando comportamenti edulcorati o complimenti eccessivi. Questo significa essere naturali, ma anche spontanei, chiarendo le proprie intenzioni non appena si avrà l’occasione di mettere le carte in tavola. Diciamo, però, che nel momento in cui le uscite non vengono già eseguite a sfondo amicale, chiarire la propria posizione può rivelarsi abbastanza inutile, visto l’epilogo quasi certo della serata.

Saper cogliere l’attimo

Essere precipitosi può essere altamente controproducente, ma allo stesso modo, dobbiamo segnalarvi di non adagiarvi sugli allori. Ad un certo punto, la conversazione e i suoi toni vi permetteranno di passare all’azione, cogliere quell’attimo fuggente in cui poter spostare l’intero motivo dell’incontro sul piano pratico. Anche qui, però, bisogna fare attenzione ai segnali, rimanere corretti e non eccedere, pur rimanendo coerenti con la vostra idea di non voler restare semplici amici con la propria interlocutrice. Diciamo, comunque, che nel caso in cui l’occasione dovesse palesarsi, allora saprete quando muovervi, ma fate attenzione a non lasciarvela scappare!

Continua a leggere

Costume e Società

“A cavallo della sostenibilità”: Fieracavalli promuove un turismo etico e green

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 3 minuti

image_pdfimage_print

Da Monaco a Verona, dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta e dalla Toscana all’Austria: sono infinite le testimonianze di un nuovo modo di fare turismo, dall’alto di una sella, riscoprendo il piacere del viaggio in lentezza presentate nella nuova Area Forum AGSM AIM – A Cavallo della Sostenibilità | Dialoghi sul futuro sostenibile del mondo equestre. Ad apprezzare l’equiturismo, questa mattina, è l’attrice Matilde Gioli che ha percorso la prima ippovia urbana permanente in Italia patrocinata dal Comune di Verona



VERONA Con un ampio potenziale di sviluppo ancora da esplorare e valorizzare, l’equiturismo è protagonista della 124ª edizione di Fieracavalli che, anno dopo anno, si fa collettrice di testimonianze di associazioni, guide e trekker esperti chiamati a raccontare le proprie esperienze lungo le ippovie, più o meno battute, non solo sul territorio italiano.

Con l’intento di diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di trekking a cavallo e promuovere i valori che il turismo equestre incarna, Fieracavalli propone – all’interno dell’Area Forum AGSM AIM – Il Viaggio che cambia | Cavallo, turismo e sostenibilità – interviste, incontri e tavole rotonde per mettere in luce la bellezza dell’Italia, ma non solo, da scoprire dall’alto di una sella.

Simbolo di un turismo etico e green, il viaggio a cavallo permette una scoperta consapevole del territorio, lungo itinerari lenti, a contatto con la natura, come le ippovie urbane e rurali presentate oggi da Linda Fabrello (ASD Horse Valley), Fabrizio Forsoni (UISP Nazionale) e l’atleta Carmine Calvanese nel talk a cura di Reverse. Tra queste anche la prima ippovia urbana permanente in Italia, patrocinata dal Comune di Verona, inaugurata l’anno scorso e percorsa, proprio questa mattina, da Matilde Gioli. L’attrice, amante del mondo equestre, non si è fatta sfuggire l’occasione di visitare la “città del cavallo” da una prospettiva diversa e soprattutto con un altro ritmo. Un itinerario di 15 km della durata di 4 ore, che rimarrà fruibile a tutti gli amanti del trekking a cavallo, con partenza dal Lungadige Attiraglio (Corte Molon), arrivo in Piazza Bra e ritorno al Parco dell’Adige Nord, alla scoperta di Verona e del fiume Adige che la attraversa.

Nello stesso talk è stato presentato anche il raid equestre Monaco – Verona, emblema del turismo slow, tornato dopo 17 anni dalla sua ultima edizione. Accompagnati da Horse Adventure, 4 cavalieri di Natura a Cavallo e 4 amazzoni del Circolo Ippico Valpolicella, hanno affrontato un itinerario di oltre 600 km, suddiviso in 25 tappe, che collega la capitale bavarese al comune scaligero. Il progetto – promosso da Fieracavalli, Veronafiere e l’Associazione di Promozione Sociale “Territorio, Sostenibilità e Inclusione” di Verona – mette al centro il cavallo come richiamo naturale tra uomo e pianeta e come mezzo per sensibilizzare su diversità e forme di disabilità. Grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Allevatori Cavalli di Razza Bardigiana e di ANAREAI, il Raid promuove anche l’allevamento e il patrimonio zootecnico italiano. Le amazzoni, infatti, hanno affrontato il viaggio in sella a quattro soggetti di cavalli Bardigiani che oggi verranno donati a centri dedicati ad Interventi Assistiti con gli animali per aiutare categorie fragili.

Tra gli ospiti più attesi dell’Area Forum c’è stata anche Paola Giacomini – l’esploratrice a cavallo arrivata a Veronafiere dalla Mongolia nel 2019 dopo aver percorso in sella 9 mila km – che, quest’anno, in occasione del centenario del Parco Nazionale dell’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, ha affrontato una nuova esperienza di viaggio partendo il 16 giugno dalla regione dell’Italia centrale per arrivare in Valle d’Aosta. Con i suoi due cavalli, Custode e Cigherè, ha percorso 1.000 km attraversando 8 parchi nazionali. Tema centrale del viaggio il cambiamento climatico: in ogni luogo Paola ha incontrato botanici, geologi e biologi con l’intento di riflettere su come il paesaggio sta cambiando.

Tra i racconti di viaggio anche quello di Angelika Schneider, “Ritorno in Austria a cavallo, sulle antiche vie romane, da Peccioli a Lech”. Arrivata in Italia nel 1983 dall’Austria, il sogno di Angelika – istruttrice di equitazione – è sempre stato quello di voler far ritorno a casa in sella ai suoi cavalli percorrendo 930 km tra la Toscana e l’Austria. Quest’anno, insieme alla sua allieva Giulia, è finalmente riuscita a realizzarlo con il progetto “Il viaggio è la meta”. Il 15 settembre, in sella di Gamma e Ares, sono partite da Peccioli per raggiungere Lech.

In 37 giorni di cammino hanno costeggiato 8 fiumi e percorso vie dei tempi romani e medievali: dalla Via Francigena fino alla Via Claudia Augusta, risalente a 2000 anni fa.

Continua a leggere

Costume e Società

Saint-Vincent, a festeggiare i 75 anni del Casino anche Ornella Muti: madrina d’eccezione

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

Nel 1979 salì sul palco del Grand Hotel Billia per ricevere per la primi volta l’ambito riconoscimento cinematografico della Grolla d’Oro come migliore attrice, lo scorso venerdì 14 ottobre Ornella Muti è tornata nel fascinoso albergo di Saint-Vincent, stavolta come madrina per la cerimonia dei 75 anni del Casino de la Vallée, una delle quattro case da gioco italiane nonché l’unica in Valle d’Aosta. Oggi come allora, ad attendere la diva romana, premiata anche con la Grolla d’Oro alla carriera nel 1998 (clicca qui per conoscere la filmografia completa dell’attrice), c’erano TV, giornalisti e fotografi, a cui non ha negato i soliti splendenti sorrisi e qualche dichiarazione spontanea. Insieme a lei, l’amministratore unico Rodolfo Buat, che ha aperto spiragli di rilancio per il casinò annunciando che i 4 milioni di euro dovuti ai creditori entro giugno 2023 saranno anticipati addirittura di 8 mesi.

La sera del 29 marzo 1947 la prima pallina lanciata nella roulette

Ottime notizie dunque per la ripresa della struttura inaugurata ufficialmente la sera del 29 marzo 1947 su decreto del presidente della Valle d’Aosta Federico Chabod e, soprattutto, grazie alla spinta dell’allora sindaco di Saint-Vincent, Elie Page, il quale aveva visto nell’apertura di un casinò lo strumento ideale per ottimizzare le potenzialità di sviluppo turistico dell’intera regione. Passato alla storia anche il primo lancio della pallina dell’impiegato Antonio Rolleri, uno dei croupier della casa che, in secondo Dopoguerra, basava la sua offerta sui giochi da tavolo come la roulette. Oggi il Casino de la Vallée offre un’ampia scelta anche per quel che riguarda le slot e i giochi elettronici, attualmente molto in voga anche tra gli utenti della rete (clicca qui per conoscere i migliori casinò online) che possono divertirsi dalla comodità di casa propria, approfittando anche di bonus di benvenuto. I giochi da casinò, sia fisici sia online sono molti, e non mancano come sempre le varianti della roulette (europea, francese, americana e fair) a cui si sommano i tavoli di blackjack, craps, chemin de fer, punto banco e poker (Caribbean e Texas hold’em).

Gli anni ’80 e il fascino degli eventi. Sulle note di Un disco per l’estate

Prima ancora dell’invenzione di internet e dell’irrompere delle piattaforme di giochi online, il picco nella storia del casinò valdostano è stato raggiunto notoriamente negli anni ’80, quando furono addirittura raddoppiate le capacità produttive non solo delle sale da gioco, ma anche dello stesso Grand Hotel Billia. In aggiunta all’intrattenimento dei tavoli e delle slot, a riempire di fascino le serate del casinò ci sono stati in quegli anni anche eventi prestigiosi e vari riconoscimenti attesi da più settori: oltre alle già citate Grolle d’Oro per il cinema italiano, anche il Premio Saint-Vincent per il giornalismo e le finali del festival canoro Un disco per l’estate (clicca qui per conoscere le canzoni più amate).

Ricavi oltre 30 milioni, il 2022 supera le previsioni di inizio anno

Ad oggi la ripartenza del Casinò dopo alcuni anni bui, come testimoniano non soltanto le parole dell’amministratore unico Buat, ma anche i risultati nei ricavi dei primi sei mesi del 2022. Sia a maggio che a giugno scorsi, ad esempio, il Casino de la Vallée ha fatto registrare infatti utili mensili da 5 milioni di euro lordi, con delle performance superiori alle aspettative in un periodo considerato non di ‘alta stagione’. Tra gennaio e giugno scorsi, al netto dell’hotel, i guadagni complessivi ammontano così a 30 milioni e 339mila euro, con un surplus di 5,5 milioni rispetto alle previsioni di inizio anno. Numeri che confermano come la strada intrapresa sia quella giusta e che lo storico casinò valdostano, finalmente, possa navigare in acque più tranquille.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

SEGUI SU Twitter

I più letti