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Servizio di ascolto e sostegno della persona nel “Giorno della Memoria”, L’intervista allo psichiatra Pietro Pietrini

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C’è stato un grandissimo interesse per l’incontro-dibattito organizzato nella Sala Consiliare del Comune di Castel Gandolfo sul tema “La persona umana come valore fondante del nostro ordinamento Costituzionale”.
Lo psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini ora direttore della Scuola IMT alti studi di Lucca, socio fondatore della Società Italiana di Neuroetica ha affrontato il tema all’ordine del giorno riflettendo sul valore “Servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari e abusi dalla burocrazia”, sperimentato con successo a Pisa.

Come valuta il Servizio di ascolto e sostegno messo in piedi dal Prefetto Tagliente con il vostro fondamentale contributo?

“Il Servizio di ascolto e sostegno ideato e attuato in tempi assai rapidi dal Prefetto Francesco Tagliente nel 2013, ha senza dubbio precorso i tempi, non solo cronologicamente, anticipando la risposta ad un problema sociale che lo stesso Presidente della Repubblica avrebbe portato all’attenzione delle Prefetture, ma soprattutto per il modello innovativo di approccio completo al fenomeno, quello che nella ricerca scientifica verrebbe definito un approccio multidisciplinare integrato.

Chi avete aiutato e qual’è stato il suo ruolo?

Il Servizio di ascolto e sostegno, in effetti, ha affrontato la questione degli imprenditori – industriali, commercianti, artigiani – in crisi economica in maniera scientifica, mettendo insieme i professionisti e i rappresentanti istituzionali in grado di coprire ogni aspetto possibile della situazione di chi si rivolgeva al Servizio.
Nel mio ruolo allora di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psicologia Clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e di specialista in Psichiatria, ho avuto il privilegio di essere stato chiamato
dal Prefetto Tagliente ad occuparmi della valutazione del bisogno di sostegno specialistico da parte di chi si rivolgeva al Servizio o dei famigliari degli stessi.

Che ruolo riveste lo studio dell’aspetto psicologico della persona nell’ambito del servizio di sostegno?

L’aspetto psicologico in questi casi, come direi in tutte le circostanze della vita, riveste un ruolo di primaria importanza. “Non è tanto importante cosa ti succede nella vita, ma come tu rispondi ad esso”, ci insegnano gli antichi pensatori. Questo è indubitabilmente vero. Di fronte alla medesima avversità, gli esseri umani possono rispondere in modi assai diversi. Questo dipende da una varietà di fattori, alcuni costituzionali, come aveva ben capito Freud oltre un secolo fa, vale a dire fattori legati ai nostri stessi geni, alla nostra neuro-biologia, alla vulnerabilità al disagio psichico, altri ambientali, vale a dire a come siamo stati allevati, educati, alle risorse morali e materiali che abbiamo avuto e sulle quali possiamo contare.

Come possibile capire la dinamica che scatta nella testa del suicida?

Sappiamo oggi che natura e ambiente, lungi dall’essere due ambiti separati, si influenzano l’uno con l’altro in una complessa ed intima relazione biunivoca. Comprendere un fenomeno così complesso e drammatico, come quello del suicidio, è impossibile se non si abbandona l’ambito della fisiologia e si entra in quello della patologia, di quelle condizioni di sofferenza dell’animo così marcate, anche se spesso altrettanto invisibili allo sguardo altrui, da rendere tutto profondamente nero, senza speranza alcuna. In quale altro modo potrebbe infatti trovare giustificazione un
atto tanto radicale qual è la soppressione del proprio esistere su questo pianeta? Esiste una condizione materiale che possa giustificare un tale atto, che possa rappresentare quello che in termini tecnici viene
definito il suicidio razionale? Definizione che, a sommesso parere di chi parla, è un ossimoro.

Quanto incide sul gesto del suicida la condizione di crisi economica, di perdita di lavoro, di difficoltà di andare avanti?

La crisi economica, il fallimento della propria impresa, della propria attività commerciale non sono né potrebbero essere la ragione per cui qualcuno si suicida, ma sono il casus belli che fa crollare un equilibrio già provato, già incrinato da un disturbo sottostante, forse latente, forse ignorato, forse negato, ma presente. Drammaticamente presente.
Quando la depressione prende il sopravvento e si impadronisce dell’animo, la ragione a poco a poco si dissolve, lasciando spazio allo sconforto più profondo, dove tutto appare a tinte cupe, più buie della notte senza luna, dove non esiste speranza, ma solo un insopportabile senso di disperazione e di disgrazia immanente e incombente.

I baluardi della critica, dell’analisi oggettiva, cadono uno dopo l’altro,
inesorabilmente. “Ma le cose poi non è che andassero così male, avevamo sì un po’ di debiti, ma ci si poteva fare, nel nostro mestiere ci sono alti e bassi…”. Quante volte ci siamo sentiti ripetere frasi del genere dalla moglie, dai figli dell’imprenditore suicida, increduli e disperati per non aver saputo cogliere la sofferenza profonda che dilaniava l’animo del proprio caro? È in questo nucleo patologico, racchiuso nell’intimo della persona, che trova origine il dramma, quel dramma che porta l’individuo a porre fine al proprio universo. Il lavoro sinergico, letteralmente gomito a gomito intorno al tavolo della Prefettura, ha permesso di affrontare in maniera congiunta le questioni materiali – legali, finanziarie, burocratiche e così via – e al contempo di mettere in atto il sostegno psicologico e l’intervento psichiatrico in quei casi nei quali le rate scadute dei mutui erano il dito che punta la Luna”.

Grazie Professore

A Lei. A presto

L’incontro dibattito era stato aperto dai saluti del Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi e della giornalista Chiara Rai organizzatrice del “Premio Castel Gandolfo 2019” insieme a Maria Grazia Piccirillo.
Prima del prof Pietrini erano intervenuti l’avvocato Giuseppe Mazzotta Presidente Unione Giuristi Cattolici di Pisa; Paolo Giusti responsabile sportello di ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura; Antonio Cerrai, presidente del Comitato provinciale CRI di Pisa; Romano Pucci, presidente Confartigianato Impresa Pisa, tutti già componenti del Servizio di ascolto e sostegno per prevenire tragedie familiari.

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Costume e Società

Vacanze pasquali, italiani in vacanza… tempo permettendo

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Il conto alla rovescia è già iniziato. Mancano pochi giorni e gli italiani potranno godersi il meritato relax con il primo vero ponte di primavera. Qualcuno ne approfitterà per volare verso mete esotiche Maldive e Caraibi tra le destinazioni più ambite anche se meno economiche. La maggior parte resterà in Italia alla scoperta delle bellezze del nostro stivale.

Il video servizio sulle prossime vacanze pasquali trasmesso a Officina Stampa del 18/4/2019

A guastare la festa, però, la dinamicità atmosferica tipica primaverile con frequenti acquazzoni, temporali e qualche sprazzo soleggiato, su poche zone.

Continua infatti su questa linea la previsione delle feste pasquali e di tutte le prossime vacanze. La causa sarà ancora una volta l’insistenza di un flusso atlantico proveniente da Ovest che permetterà alle perturbazioni (come sta accadendo oramai da settimane) di raggiungere a più riprese l’Italia e tutto il bacino del Mediterraneo.

Si prospettano quindi feste bagnate con il rischio che molti italiani cambieranno, all’ultimo minuto, i piani per festeggiare sia la Pasqua che la Pasquetta.

Le previsioni ci dicono che il giorno Pasqua inizierà con il bel tempo quasi ovunque eccetto qualche nube bassa o annuvolamento innocuo su gran parte del Paese, ma in modo particolare sul versante Tirrenico. Tra l’ora di pranzo e il primo pomeriggio avverrà un netto cambiamento: si svilupperanno temporali sulle zone interne di tutta l’Italia con piogge improvvise ed occasionalmente anche delle grandinate laddove i fenomeni risulteranno intensi. Precipitazioni previste anche su Toscana, Lazio, Campania, Sardegna, Sicilia e Appennino Centro-Meridionale (abruzzese, molisano e lucano). E a Pasquetta la situazione non dovrebbe cambiare di molto. Si assisterà ancora ad una instabilità diffusa con temporali e acquazzoni concentrati nelle ore pomeridiane.

Le grosse sorprese saranno acquazzoni improvvisi, ma ovviamente tra un rovescio di pioggia e un temporale faranno capolino ampi spazi di sereno, sebbene ahinoi non ovunque.

Al momento le zone che potrebbero beneficiare del sole potrebbero essere Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia. Le temperature, tra Pasqua e Pasquetta, rimarranno stazionarie con valori tipicamente primaverili.

Intanto, secondo l’indagine di Codacon e Trivago, gli italiani sceglieranno come mete preferite la Sicilia, la Toscana, la Liguria e la Puglia. Quest’ultima la regione più gettonata dai vacanzieri. Merito sicuramente il patrimonio ambientale e storico culturale del tacco d’Italia ma anche di un ricco palinsesto di eventi presentati al salone internazionale del turismo di Berlino e sicuramente delle previsioni metereologiche favorevoli.

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Come fare prevenzione dentale con la fito odontoiatria

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Utilizzate da tempo immemorabile nella medicina tradizionale, piante ed erbe hanno mostrato di essere una sorgente abbondante di principi biologicamente attivi, molti dei quali hanno costituito la base per lo sviluppo di prodotti di sintesi da parte delle aziende farmaceutiche che nel corso degli ultimi decenni si sono interessate allo studio delle piante come fonti per nuovi agenti fitoterapici di comprovata efficacia, sicurezza e qualità.

Il video servizio sulla fito odontoiatria trasmesso a Officina Stampa del 18/4/2019

In odontoiatria, la fitomedicina è stata utilizzata con effetto antinfiammatorio, antibiotico, analgesico, e sedativo

E Molte sono le piante che svolgono un’azione benefica sui tessuti del cavo orale. L’India è tra i maggiori produttori mondiali di piante medicinali e il loro utilizzo in odontoiatria è iniziato con il miswak o siwak, uno strumento per l’igiene dentale a metà tra lo stuzzicadenti e lo spazzolino.

Ricavato da un alberello, Araak, piuttosto comune nel Medio oriente (Salvadora persica) il miswak è popolare non solo in India ma anche in parte del mondo arabo e le sue fibre sono state promosse dall’Organizzazione mondiale della sanità per l’uso nell’igiene orale.

La tradizione attribuisce al miswak numerose proprietà benefiche: aiuta a sbiancare i denti e a rimuovere le tipiche macchie di tè, vino o caffè; contribuisce a igienizzare la bocca, rinfresca l’alito, stimola la circolazione gengivale, rafforza le gengive; pulisce i denti senza risultare abrasivo; rimuove e previene la formazione di carie, placca e tartaro.

Gli agenti antimicrobici contro i microrganismi orali, in particolare quelli che contribuiscono alla modificazione del biofilm sotto e sopra gengivale, svolgono un ruolo importante nella prevenzione della carie dentale e delle malattie parodontali. Esiste una vasta gamma di piante medicinali aggiunte a dentifrici e collutori con azione antimicrobica. Come pure piante che favoriscono la guarigione dei tessuti e contribuiscono al miglioramento dell’alitosi.

Sono ormai molte le sperimentazioni volte a verificare l’attività delle piante medicinali contro i microbi orali

Per esempio, l’utilizzo per il trattamento della carie con le foglie della Drosera peltata, una pianta carnivora, è stato riconosciuto da uno studio che ne ha dimostrato l’efficacia nel contrastare numerosi batteri presenti nella cavità orale, in particolare lo Streptococcus mutans e lo Streptococcus sobrinus.

L’olio essenziale di Melaleuca, distillato dall’albero del tè, è ormai popolare anche in occidente e viene proposto in tutte le erboristerie per le sue proprietà antisettiche, antimicotiche, antibatteriche e antivirali.

Altre piante sono comuni anche in Europa in Italia, come la liquirizia che contiene componenti attivi contro lo Streptococcus mutans, o il mirtillo che, secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, sarebbe ricco di sostanze in grado di inibire gli enzimi associati alla formazione della placca e di diminuire l’aderenza dei batteri alle superfici. Ovviamente è il tipo di utilizzo che ne fa la differenza, perché il succo di mirtillo potrebbe, con la sua acidità, produrre erosione dello smalto.

Insomma lo scopo della “Fitoterapia in igiene orale e odontoiatria” è quello di dare un senso a livello farmacologico, informativo e in chiave scientifica alla fitoterapia. Per meglio dire, come determinati rimedi, cioè piante, droghe, o più generalmente prodotti galenici, possano agire e/o interagire con il nostro organismo avendo essi una azione farmacologica paragonabile e, in alcuni casi, maggiore e migliore dei farmaci usati nella medicina “allopatica”. Ma soprattutto questo lavoro vuole fornire all’igienista e all’odontoiatra un facile approccio a questa antichissima scienza.

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Castelli Romani

Albano Laziale, “Officine del Futuro”: tra dancing majorettes e ras locali andato in scena il solito bagno di retorica

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ALBANO LAZIALE (RM) – Si è tenuta ieri, presso il teatro Alba Radians di Albano Laziale, la conferenza di “Officine del Futuro” che raccoglieva tutti i delusi dell’area berlusconiana e appartenenti al partito di Fratelli d’Italia.

Tra gli ospiti più conosciuti Francesco Aracri che a maggio del 2017 ha abbandonato il gruppo di Forza Italia al Senato – pur rimanendo nel partito – aderendo al gruppo parlamentare di centro-destra Federazione della Libertà, il governatore forzista della Liguria Giovanni Toti, il consigliere regionale del Lazio di Forza Italia Adriano Palozzi, l’onorevole Marco Silvetroni deputato di Fratelli d’Italia e il candidato di Fratelli d’Italia per le prossime elezioni europee Alfredo Antoniozzi.

Le dancing majorettes in classico stile forzista

La convention ha visto, in classico stile forzista, l’esibizione delle dancing majorettes per ingraziare un pubblico folto che come ammette lo stesso Palozzi è composto “da amici e da quadri” provenienti dai vari comuni dell’area romana accompagnati ad Albano Laziale tramite dei pullman.

Un incessante bagno di retorica

Idee per il futuro davvero poche come anche i contenuti, quello a cui si è assistito è stato un incessante bagno di retorica che ha colpito dapprima la maggioranza gialloverde di governo per poi passare alla struttura verticistica di Forza Italia. Secondo Antoniozzi, questo governo non rappresenta la maggioranza degli italiani e per questo si doveva andare subito al voto dopo il 4 marzo: forse ignora che nel caso si fosse votato il giorno seguente poco sarebbe cambiato.

Ras locali preoccupati per il futuro del centrodestra

In ogni caso questa assemblea ha visto raccolti vari ras locali preoccupati per il futuro di un centrodestra che si colora sempre più di verde e per il “contenitore (Forza Italia Ndr) che si svuota di consensi”.

Allora l’obiettivo è quello di “presentare gli amici al presidente Toti” come chiosa Palozzi, riassumendo in poche parole la reale finalità dell’incontro. I discorsi più interessanti sono stati proprio quelli articolati dal governatore Toti e da Palozzi, i quali hanno sferrato un duro attacco contro il mai citato Silvio Berlusconi colpevole di non aver compreso il popolo, di aver vissuto solo di politica e non di idee, di aver perso il rapporto con le imprese. La colpa del tracollo di Forza Italia, secondo Toti, è da ricondurre anche alla legge elettorale Rosatellum che, purtroppo per Toti, ha visto il bene placito anche dei suoi colleghi di partito.

Tifo da stadio per Adriano Palozzi

Adriano Palozzi

Quando prende la parola Adriano Palozzi, la sala assume le fattezze di uno stadio in grado di accogliere veri e propri cori di tifoseria per lodare e rendere riverenza al buon Adriano.

Strano che nessuno degli ospiti, e soprattutto delle figure istituzionali di Fratelli d’Italia, abbiano chiesto al consigliere regionale qualche notizia sulla richiesta di rinvio a giudizio che gli pende sulle spalle per quanto riguarda l’inchiesta che la magistratura porta avanti sul nuovo stadio della Roma e sulla rete di interessi costruita da Parnasi. La sensazione è che Fratelli d’Italia, in vista delle elezioni europee e del crepuscolo del fu Berlusconi, stia raccogliendo qualsiasi tipo di uomo politico in grado di racimolare qualche voto. E Palozzi ha una buona riserva di consensi nel Lazio da portare al partito della Meloni.

Dotati di buona pazienza si continua ad ascoltare Toti che, tra uno sprazzo di retorica salviniana e tono clericale, si è incessantemente soffermato, come anche “l’amico Palozzi”, sul tema della meritocrazia: ”basta candidati calati dall’alto”. Certo è strano che a dirlo sia proprio il governatore ligure prototipo di giornalista strappato dalla bottega e fatto tutto ad un tratto politico di creazione berlusconiana: già vicecapo ufficio stampa di Mediaset, condirettore di Mediaset, condirettore di Studio Aperto, direttore di Studio Aperto, direttore del Tg4 al posto di Emilio Fede, poi nominato da Berlusconi consigliere politico di Forza Italia in vista delle elezioni europee nel 2014. Ora che Forza Italia sta in odor di soglia di sbarramento, molti si cominciano a ricordare la meritocrazia e l’esperienza, addirittura l’onestà.

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