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Shoa, Ancri: successo per il convegno "L’esempio dei Giusti tra le Nazioni"

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Tempo di lettura 3 minuti L’evento è stato moderato dal prefetto Francesco Tagliente, delegato nazionale per i rapporti istituzionale dell’ANCRI, figlio di Donato Tagliente, un soldato deportato

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ROMA – Un successo di partecipazione il convegno “La storia maestra di vita. L’esempio dei Giusti tra le Nazioni”, promosso dall’Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica (ANCRI) per ricordare la Shoah che si è tenuto presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati.

 

Cariche d'emozione le testimonianze: Pietro Terracina sopravvissuto al più grande campo di concentramento messo in piedi dalla macchina di sterminio nazista, Auschwitz, dove sono state uccise almeno un milione e centomila persone ha raccontato il suo viaggio negli abissi più profondi della crudeltà dell’uomo.

Franco Perlasca ha raccontato la straordinaria vicenda del padre Giorgio che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest, riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica facendosi passare per Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né tanto meno spagnolo. Angelo De Fiore ha ricordato alcuni eventi ed azioni del nonno. Nella sua attività di Dirigente dell’Ufficio Stranieri della Questura di Roma, De Fiore dispiegò una capillare attività di sabotaggio e in favore dei perseguitati, riuscendo a salvare centinaia di ebrei, di stranieri e di italiani dalla morte e dalla deportazione. Dal 4 ottobre 1943 all’arrivo degli Alleati egli militò nel gruppo clandestino “Sprovieri” del Centro Clandestino Militare, cui comunicava le liste dei perseguitati politici. Per la sua attività gli venne rilasciato dal Generale Alexander il certificato di “Patriota”.

De Fiore agiva creando volutamente ostruzionismo nello svolgimento delle pratiche e una grande confusione negli archivi della Questura, nascondendo e distruggendo documenti e schedari. Molti ebrei stranieri ebbero il nome camuffato; mentre decine di ebrei italiani furono regolarizzati come profughi dell’Africa settentrionale e furono fabbricati documenti falsi, carte annonarie, permessi di soggiorno. Trovò rifugio ad ebrei nei conventi o presso case di amici, o gli fece passare il confine. Il coraggio e il martirio di Giovanni Palatucci, arrestato dai tedeschi e internato nel campo di concentramento di Dachau dove morì di stenti il 10 febbraio 1945, è stato ricordato da Florinda Palumbo, figlia di Alberino Palumbo, attendente e poi collaboratore di Palatucci il quale, prima addetto all’ufficio stranieri e poi reggente della questura di Fiume, contribuì a mettere in salvo circa 5.000 persone.

Sono stati molto apprezzati gli interventi di saluto in apertura del convegno portati dal vice Presidente della Camera On. Roberto Giachetti
, convinto sostenitore dell’importanza del dialogo tra religioni e culture; dal prefetto Filippo Dispensa Direttore Centrale per gli Affari Generali, intervenuto in rappresentanza del Capo della Polizia Franco Gabrielli; dal presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni e dal Questore di Roma Guido Marino. Il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove ha sottolineato che “l’essere stati insigniti della più alta Onorificenza della Repubblica, non può essere considerato un mero traguardo, sebbene molto prestigioso, bensì l’inizio di un percorso che deve vederci sempre più impegnati quali testimoni e custodi dei valori e delle virtù civiche ereditate dai nostri padri e costituire esempio per le future generazioni, affinché possano essere riscoperti quei valori primari come la fedeltà alle Istituzioni, il rispetto per le leggi, l’amore per la Patria, l’altruismo e il senso del dovere, da soli capaci di garantire un sano profilo nazionale”.

L’evento è stato moderato dal Prefetto Francesco Tagliente, delegato nazionale per i rapporti istituzionale dell’ANCRI, figlio di Donato Tagliente, un soldato deportato che, per essersi rifiutato di collaborare con i tedeschi, fu catturato e internato in un campo nazista in condizioni di vita disumane e sottoposto a privazioni di ogni sorta. Tagliente facendo riferimento alla vita nei lager nazisti ha posto l’accento sul doloroso silenzio di tantissimi deportati sopravvissuti ai campi nazisti. “Mio padre – ha ricordato- come moltissimi reduci della deportazione, non amava parlare di quegli anni: Sottoposto a privazioni di ogni sorta, non voleva farci conoscere il terribile e lungo dolore della fame, di stenti e di inenarrabili sofferenze fisiche e soprattutto morali. I suoi ricordi – raccontati peraltro in famiglia alla Masseria Belfiore di Crispiano, solo negli ultimi anni di vita – erano legati a periodi di profonda atroce sofferenza e ai compagni che non ce l’avevano fatta, tormentati dalla fame, dalla sete e dalle malattie.

E’ stata una rievocazione a più voci, ricca di testimonianze e di riflessioni fatte alla presenza delle Autorità e dei delegati territoriali dell’Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica provenienti da 13 regioni in rappresentanza della 65 sezioni territoriali, 20 delegazioni regionali e 11 delegazioni estere presenti in altrettanti Paesi: Albania, Argentina, Francia; Germania, Libano, Malta, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Stati Uniti. La nostra regione era rappresentata da Urgo Fedele, delegato regionale Puglia; Giovanni Carella, vice delegato regionale; Francesco Giuglio Cretì, presidente della sezione di Lecce e Luigi Vergaro, tesoriere nazionale di Lecce.

Ambiente

Polesine e Delta Padano: sos affondamento. L’Anbi: “Necessario anticipare le emergenze”

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“L’Italia è maestra nel dimenticare gli eventi”: a sottolinearlo è Francesco Vincenzi, Presidente
dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) in occasione dell’evento organizzato a Rovigo dai locali Consorzi di bonifica per commemorare la disastrosa alluvione del 1951 in Polesine, un territorio che continua ad esistere solo grazie ad una sapiente opera quotidiana di gestione idraulica, coadiuvata da oltre 200 impianti idrovori.
L’ “affondamento” del Polesine e del Delta Padano, dovuto agli emungimenti metaniferi tra il 1938 ed il 1964, continua ad avere ripercussioni sull’economia e la vita sociale dell’area; tant’è che rilievi effettuati dall’Università di Padova hanno evidenziato un ulteriore abbassamento di 50 centimetri nel periodo 1983- 2008 nelle zone interne del Delta del Po. La congiuntura internazionale sta ora aggravando il già pesante onere economico, dovuto alla sola energia elettrica, utilizzata dai Consorzi di bonifica per “mantenere questi territori all’asciutto” e che sta velocemente raggiungendo costi insostenibili, richiedendo urgenti interventi di sostegno da parte delle autorità politiche.
“La lezione del Polesine, conseguenza di un errato modello di sviluppo oggi improponibile, insegna che è necessario anticipare le emergenze, accentuate in tempi recenti dalla crisi climatica, che evidenzia l’inadeguatezza di una rete idraulica nazionale, il cui 70% ha oltre 30 anni di vita – prosegue il Presidente di ANBI – Eppure l’Italia riesce a spendere solo il 45% dei finanziamenti comunitari, destinati al Paese.
Occorre guardare già oltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, individuando ulteriori risorse e sfruttando la grande capacità progettuale dei Consorzi di bonifica, determinante affinchè la prossima Legge Finanziaria comprenda anche un nuovo Piano Invasi, fondamentale per dotare il Paese di maggiori disponibilità idriche, coniugandole alle esigenze di salvaguardia idrogeologica. Ma non basta – conclude Vincenzi – Bisogna finanziare nuove strutture irrigue con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, contribuendo a colmare il gap infrastrutturale fra Nord e Sud dell’Italia. In questo quadro i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono gli unici enti in grado di gestire l’intera filiera realizzativa: dalla progettazione
alla rendicontazione delle opere”.

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Super green pass, prime multe a Roma: “Mi sarei vaccinato a giorni”

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Un nuovo record di Green pass scaricati, esattamente 1.310.001 tra quelli ‘base’ e ‘rafforzati’, è stato registrato nelle ultime 24 ore.

Le misure sul certificato verde ‘rafforzato’ (ottenibile solo con vaccinazione o avvenuta guarigione) entrano in vigore da oggi fino al 15 gennaio.

A spingere i download sono soprattutto le vaccinazioni: in particolare, secondo quanto emerge dai dati del sito del governo, sono stati 968.069 i Green pass scaricati ieri per avvenuta vaccinazione, 336.563 quelli per l’effettuazione di un tampone e 5.369 per guarigione dal Covid.

Primo multato nella Capitale durante i controlli del Green pass per i passeggeri di bus e metro. A sanzionare l’uomo gli agenti della polizia locale alla fermata dei bus di piazzale Flaminio. L’uomo era appena sceso dall’autobus quando gli agenti gli hanno chiesto di esibire il certificato verde. “Non ce l’ho perché volevo vaccinarmi nei prossimi giorni” si è giustificato il 50enne romeno. Per lui è scattata una sanzione di 400 euro.

Nel giorno in cui entra in vigore l’obbligo di Green Pass per accedere sui mezzi pubblici, a Milano i controlli non sono solo su metropolitana, bus e tram, ma anche nelle stazioni dei treni. A Porta Garibaldi, questa mattina, una pattuglia di 8 agenti assistenza e sicurezza, sei di Fs e due di Trenord, controllavano che i passeggeri fossero in regola. Controlli anche sul passante ferroviario, sempre a Porta Garibaldi, con alcuni agenti a presidiare l’ingresso del sotterraneo. A Napoli verifiche nella linea 2 della Metropolitana di Napoli (gestita dalle Ferrovie dello Stato) e, nella stazione di Piazza Garibaldi, sulle linee della Circumvesuviana. Lunghe code si sono registrate ai tornelli della linea 1 della Metropolitana, gestita dalla Azienda napoletana mobilità dove al momento per l’accesso non è stato ancora richiesto agli utenti di mostrare oltre al biglietto anche il green pass. Treni affollati come sempre nelle ore di punta anche lungo la tratta della metropolitana che va dalla stazione di Piscinola a piazza Garibaldi.Anche nello Stretto di Messina da stamani non si viaggia senza Green pass, tutti i viaggiatori tra Messina e Villa San Giovanni per passare da una sponda all’altra, dovranno essere muniti della certificazione verde. Già dalla prima corsa alle 6.40 decine di persone sono in fila e, oltre ad acquistare il biglietto, devono mostrare il Green pass agli addetti della Caronte & Tourist al molo San Francesco. Molti viaggiatori hanno accolto bene la novità. Giovanni, che viaggia con moglie e due figli ed era venuto per una breve vacanza in Sicilia, commenta: “Il provvedimento lo trovo giusto, noi siamo tutti vaccinati in famiglia e visto l’aumento dei contagi c’era la necessità di più controlli”. Dello stesso avviso Claudio e Francesco, studenti pendolari: “Siamo felici di questa decisione almeno si viaggia più tranquilli, non era normale che solo qui non ci fossero controlli”. Tutti i passeggeri vengono controllati all’imbarcadero dei privati come a quello delle Ferrovie. Qualcuno non sapeva della novità e arrabbiato afferma: “Ora andrò a farmi il tampone. Ma da domani mi faccio il vaccino non è possibile farsi un tampone al giorno, ormai è come ci fosse l’obbligo vaccinale”.

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Covid, ecco come cambia il green pass

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Chi è vaccinato o è guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi resterà libero di andare al ristorante, al cinema, allo stadio.

Non sarà necessario scaricare nuovamente il Green pass rafforzato: il Qr code resterà infatti lo stesso, anche se durerà non più 12 ma 9 mesi, e verrà aggiornata la App ‘Verifica C19’ per i controlli.

Da lunedì si ridurranno, invece, gli spazi per gli oltre 6 milioni di italiani non vaccinati: scatta la nuova stretta e anche per prendere i mezzi pubblici sarà necessario avere almeno il Green pass “base”, che si ottiene con il solo tampone. Con il test negativo si potrà continuare ad andare a lavoro, in palestra, pernottare in albergo e poco altro. Non ci si potrà sedere al tavolo al bar, andare al ristorante al chiuso o a teatro. Il mancato rispetto delle regole comporta una multa da 400 a mille euro. Di seguito le principali novità.    

COME CAMBIA IL GREEN PASS – L’obbligo di Green pass fino al 15 gennaio 2022 viene esteso a ulteriori settori: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale. E dal 6 dicembre arriva il Green pass rafforzato: vale solo per coloro che sono o vaccinati o guariti e serve per accedere ad attività che altrimenti sarebbero oggetto di restrizioni in zona gialla ma deve essere utilizzato a partire dalla zona bianca per spettacoli, eventi sportivi, ristorazione al chiuso, feste e discoteche, eventi pubblici. Per matrimoni, battesimi e comunioni basta il pass base mentre per feste di compleanno e di laurea servirà quello rafforzato. In caso di passaggio in zona arancione, le restrizioni e le limitazioni non scattano, ma alle attività possono accedere i soli detentori del Green pass rafforzato. Tranne che all’aperto: per pranzare fuori al ristorante anche in zona arancione non servirà alcun pass.    

CONTROLLI RAFFORZATI – E’ previsto anche il rafforzamento del sistema dei controlli, con dispositivo messo a punto a livello locale dai prefetti, sentiti i Comitato provinciale ordine e sicurezza. Una circolare del Viminale ha tracciato la cornice. I controlli sui mezzi pubblici devono essere attuati in modo tale da garantire la fluidità del servizio e da “scongiurare” possibili “assembramenti ed eventuali ricadute di ordine pubblico” e andranno potenziati anche nelle zone della movida.    In generale, la polizia municipale e la Guardia di Finanza svolgeranno le verifiche nei ristoranti e negli esercizi pubblici mentre quelle su autobus e metropolitane sono affidate in modo prioritario a polizia e carabinieri, supportati dai vigili urbani e dal personale delle aziende di trasporto, e saranno a campione e nelle maggior parte dei casi verranno effettuate alle stazioni e alle fermate.    MASCHERINE – In zona bianca la mascherina non è obbligatoria all’aperto, anche se diversi sindaci sono intervenuti con proprie ordinanze, prevedendole in tutto il centro storico o nelle zone dello shopping. La mascherina va indossata, sempre, in tutti i luoghi chiusi diversi dalla propria abitazione, compresi i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus) e in tutte le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o siano possibili assembramenti.    E’ invece obbligatoria all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa.    TAMPONI E CERTIFICATO – Ai fini del Green pass sono confermate sia le tipologie che la durata dei test. Il Certificato resta valido in caso di un tampone molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti o rapido nelle 48 ore precedenti.    

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