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SICILIA, EMERGENZA RIFIUTI A PALERMO: SINDACI FURIOSI CON LA REGIONE

Redazione

Palermo – Sindaci del palermitano sul piede di guerra contro la Regione siciliana dopo la chiusura della discarica di Siculiana (Agrigento), nonostante la nuova proroga firmata da Palazzo d'Orleans. Se c'è che si dice «indignato», come il sindaco di Villabate Vincenzo Oliveri, ex giudice oggi in pensione, che accusa l'assessore regionale ai Rifiuti, Vania Contrafatto di «essere latitante», un altro primo cittadino, quello di Ventimiglia di Sicilia, Antonio Rini, sostiene che «la misura è colma». Rini si sfoga su Facebook e si chiede: «Dove andranno a scaricare i Comuni? Diciamo ai cittadini di mangiarsi l'immondizia? Venga l'assessore regionale a gestire i rifiuti nelle condizioni in cui ci mette la Regione». Mentre Vincenzo Oliveri, spiega: «La discarica di Siculiana, nella quale la presidenza della Regione aveva autorizzato il conferimento dei rifiuti, inopinatamente e senza preavviso alcuno, ha chiuso i battenti, adducendo di non potere sopportare il carico di altri comuni, oltre quello dei comuni della provincia di Agrigento. Come al solito l'Assessorato regionale dell'energia resta latitante, limitandosi a concedere proroghe su proroghe senza risolvere il problema». E aggiunge: «Stiamo bussando a tutte le porte per evitare il pericolo di accumulo di rifiuti nell'abitato col pericolo di epidemie e speriamo di ottenere presto i risultati sperati. Villabate non solo è penalizzata dal traffico in tilt nel nostro svincolo autostradale, nel quale si riversano anche i mezzi pesanti deviati da Ficarazzi verso il nostro territorio in virtù di una ordinanza cervellotica, relativamente alla quale sto verificando la legittimità e interessando le autorità competenti per la revoca, ma resta, oggi, pure penalizzata dalla emergenza rifiuti. Sono profondamente indignato e non rimarrò certo inerte di fronte a cotanto scempio». Un altro sindaco, Giovì Monteleone di Carini, ha avvertito la cittadinanza, attraverso Facebook che «almeno fino a oggi non sarà possibile riprendere il regolare servizio fino a quando non si sbloccherà la situazione della discarica di Siculiana». Ma come nasce la nuova emergenza rifiuti? Il governo Crocetta, nei giorni scorsi, ha varato l'ennesima proroga a una gestione affidata alle vecchie discariche, sempre meno capienti. Ma, a sorpresa, uno degli impianti più importanti, quello di Siculiana, di Giuseppe Catanzaro, vicepresidente di Confindustria Sicilia, ha fatto sapere che non può accogliere la maggiore quantità di rifiuti prevista dall'ordinanza di Palazzo d'Orleans per questioni «ambientali e sanitarie». Ecco perché da sabato i cancelli della discarica di Siculiana sono chiusi per i mezzi di trasporto dei rifiuti per 48 Comuni del Palermitano.

Anche il sottosegretario Davide Faraone, palermitano, è intervenuto, annunciando «interventi choc» in arrivo. L'assessore ai Rifiuti, Vania Contrafatto, ex pm della Procura di Palermo, ha annunciato che la posizione di «Giuseppe Catanzaro è illegittima». Intanto, nel weekend, ignoti hanno dato alle fiamme quattro autocompattatori a Palma di Montechiaro, nell'agrigentino. Gli unici mezzi che venivano usati per la raccolta dei rifiuti. çe fiamme sono state spente, dopo diverse ore, dalle squadre dei vigili del fuoco di Licata. Nessun dubbio, per carabinieri e polizia, sulla matrice dolosa. È stata durissima la condanna del sindaco di Palma di Montechiaro Pasquale Amato: «Cari farabutti, il danno vero purtroppo non si limita alla distruzione di 4 autocompattatori, che non è cosa di poco, comprati coi soldi dei contribuenti, ma all'arretramento e diffidenza che ingenererà nel mondo esterno. Contiamo nella reazione di riscatto solidale che il mondo civile, delle persone perbene e dei religiosi, saprà dare». Nel frattempo, la battaglia dei sindaci continua.