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Esteri

Sicurezza in Europa, il presidente della Finlandia rassicura il paese

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La Finlandia risponderà alle azioni della Russia come parte dell’Unione Europea

Questa mattina il Presidente della Repubblica finlandese ed il Comitato ministeriale per la politica estera e di sicurezza hanno discusso le azioni intraprese dalla Russia e la situazione della sicurezza in Europa.

La Finlandia sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e condanna gli atti unilaterali della Russia che violano l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina. Il riconoscimento delle regioni separatiste nell’Ucraina orientale costituisce una grave violazione degli accordi di Minsk. La Finlandia risponderà alle azioni della Russia come parte dell’Unione Europea.

La Finlandia chiede alla Russia di astenersi da azioni militari. Il presidente durante la conferenza stampa di questa mattina ha sottolineato che, nonostante la situazione in Ucraina, non vi è alcuna minaccia per la Finlandia, né militare né d’altro tipo e che l’intera regione del Mar Baltico è molto pacifica.

Il presidente ha rassicurato i finlandesi che la Finlandia è ben preparata e stabile ed ha anche osservato che in Ucraina non è stata ancora vista alcuna azione militare reale, ma il fatto che un paese invii truppe nel territorio di un altro paese è almeno vicino allo stato di guerra. Secondo lui, ora sarà monitorato da vicino se nella regione verranno intraprese azioni militari, come sparare o attaccare in altro modo i confini delle repubbliche.

Il presidente finlandese Niinistö aveva in precedenza discusso della situazione in Ucraina con i leader dei partiti parlamentari, come ha riferito l’ufficio del Presidente. Niinistö ha informato i responsabili di partito sulle sue opinioni sull’attuale conflitto politico globale, sulle richieste avanzate sia dall’Ucraina che dalla Russia, nonché sulle varie opzioni per risolvere la situazione. L’ufficio informa che Niinistö ha anche espresso ai leader dei partiti le sue opinioni sul dibattito sulla politica di sicurezza in Finlandia, nonché sul suo atteggiamento nei confronti della Nato, aggiungendo esservi stata una discussione aperta e costruttiva sul tema.

Alla ricerca di informazioni sulla mentalità del presidente russo Vladimir Putin e sulla situazione in Ucraina, varie testate giornalistiche internazionali si sono rivolte sempre più spesso a Niinistö, un politico veterano che ha un decennio di esperienza nelle relazioni diplomatiche con Putin.

Il presidente finlandese è apparso domenica scorsa nel programma State of the Nation della CNN e gli è stato chiesto se pensasse che la Russia avesse intenzione di invadere l’Ucraina. Per Niinistö, le alternative possono essere tre: la prima, la possibilità di risolvere diplomaticamente tutte le divergenze sull’Ucraina orientale (il che si è rivelato, per ora, non fattibile, dato il riconoscimento di Putin dei secessionisti); seconda alternativa, una guerra su vasta scala; terza opzione, molto probabilmente, sarebbe vedere le tensioni tra i due paesi continuare ad aumentare.

Alla domanda se pensasse che Putin fosse un leader irrazionale con un grande esercito o un leader fondamentalmente razionale con una strategia. il presidente aveva replicato ritenendola “una domanda molto difficile anche per me. Anche se l’ho incontrato diverse volte in questi 10 anni e ho avuto diverse telefonate con lui. Come tutti sappiamo, è molto difficile dire e definire cosa effettivamente un’altra persona è, in fondo. Finora, direi che si è comportato in un modo che è molto difficile da prevedere. Ma potrebbe anche essere intenzionale, vale a dire comportarsi in quel modo, perché ciò crea confusione nell’ambiente circostante. Come ho detto, siamo un po’ confusi in questo momento”. A Niinistö è stato anche chiesto se l’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina abbia sollecitato sue preoccupazioni sulla possibilità che la Finlandia diventi un ​​prossimo obiettivo del suo vicino orientale. “Prima di tutto, dobbiamo ricordare che la Finlandia è una democrazia stabile — di lunga durata, più di 100 anni —. Siamo membri dell’Unione Europea e sicuramente parte dell’Occidente. Il confine [tra Finlandia e Russia ] è lungo e non puoi farci niente. Quindi, non abbiamo paura. Per niente. In realtà, la situazione al confine con la Finlandia, e nell’intera area del Mar Baltico, è abbastanza pacifica. Non temiamo che  carri armati russi attraversino improvvisamente il confine con la Finlandia”, ha detto.

Riferendosi ad sua una precedente dichiarazione secondo cui l’era del dopo Guerra Fredda era definitivamente finita, Niinistö ha affermato che “in realtà siamo quasi in una situazione più fredda di quella in cui eravamo durante la tradizionale Guerra Fredda. Perché allora avevamo almeno alcuni accordi tra Stati Uniti e Unione Sovietica che limitavano le armi e così via. Ora in realtà non abbiamo nulla — niente più accordi. Quindi, secondo me, questo rende la situazione molto più vulnerabile”.

La Finlandia e la Nato

Alla domanda se la tensione tra Russia e Ucraina induca la Finlandia a riconsiderare l’adesione alla Nato, il Presidente finlandese ha replicato essere in corso molte discussioni in merito e a seconda di cosa succede davvero in Ucraina, la discussione potrebbe anche diventare più vivace. Ma al momento, almeno non ritiene vi siano motivi tali per eventuali cambiamenti drammatici e improvvisi. E tutto deve essere attentamente soppesato.

Alla domanda su un’eventuale adesione della Finlandia alla Niinistö ha detto che alcuni nel suo Paese stanno già cambiando idea al riguardo e che “molto dipende anche da ciò che accade effettivamente in Ucraina e da come si comporterà la Russia dopo. Se la Russia vede che si tratta di una grande storia di successo per loro, ciò li renderebbe più pericolosi”.

Ancora in minoranza i finlandesi favorevoli all’ingresso in NATO

Un recente sondaggio commissionato dal maggior quotidiano finnico,  Helsingin Sanomat , indica) mostra che il 43 per cento degli elettori finlandesi sostiene l’adesione alla Nato, se il Presidente e il primo ministro dovessero ritenere che l’adesione all’alleanza sia nel migliore interesse della Finlandia. Delle 1.066 persone che hanno risposto al sondaggio, il 27% ha affermato che si sarebbe opposto all’adesione anche in questo caso, mentre il 30% era indeciso. Agli intervistati è stato anche chiesto quali fossero le ragioni per sostenere o opporsi all’adesione alla Nato. Gli argomenti più citati a favore dell’adesione sono stati la fornitura di truppe della NATO in caso di attacco alla Finlandia e l’adesione come deterrente in situazioni di crisi. L’argomento principale contro l’adesione era la preoccupazione del deterioramento delle relazioni tra Finlandia e Russia.

A gennaio Helsingin Sanomat aveva pubblicato un sondaggio in cui la questione dell’appartenenza alla Nato era stata posta senza precondizioni, cioè senza considerare la posizione del presidente e del primo ministro. In quel sondaggio, il 28% degli intervistati era favorevole all’adesione alla NATO.

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Esteri

Finlandia, governo: tempi duri per le televendite

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Anche in Finlandia, come in Italia e tanti paesi del libero mercato, i consumatori sono quotidianamente assillati da venditori mediante telefonate per telepromozioni e televendite

Katri Väänänen

Una proposta di riforma legislativa, che si applica tra l’altro al telemarketing e alla vendita a domicilio, è arrivata all’esame del Parlamento (Eduskunta) dopo che il governo ha redatto una sua proposta in materia il 17 febbraio 2022. Modificando la proposta avanzata da un gruppo di lavoro che si è occupato della questione, quella governativa prevede l’introduzione della conferma scritta per le vendite effettuate tramite telemarketing. L’Autorità finlandese per la concorrenza e i consumatori (FCCA) la considera iniziativa molto importante dal punto di vista del consumatore.

La ricerca ha dimostrato che il telemarketing causa molti problemi ai consumatori e la FCCA aveva chiesto da tempo una regolamentazione più severa. La proposta di normativa sul telemarketing, in discussione contestualmente alla cd. Direttiva Omnibus, entrerà in vigore il 1° dicembre 2022 mentre alcune disposizioni della entrano in vigore già dal 28 maggio 2022. La normativa in questione apporterebbe molti miglioramenti alla tutela dei consumatori, il più importante dei quali è appunto la conferma scritta delle vendite tramite telemarketing.  La conferma scritta andrebbe a vantaggio soprattutto dei consumatori vulnerabili, offrendo loro sicurezza e tempo per considerare i loro acquisti; la conferma scritta delle vendite di telemarketing significherebbe che, dopo una chiamata di marketing, il venditore sarebbe tenuto a inviare al consumatore un’offerta scritta. Se il consumatore non conferma l’offerta per iscritto, l’accordo non sarebbe vincolante per il consumatore. La conferma scritta darebbe al consumatore il tempo di acquisire maggiore familiarità con il contenuto dell’accordo e ciò ridurrebbe il rischio di disguidi, incomprensioni e pressioni da parte del venditore e le decisioni di acquisto sarebbero meglio considerate. La conferma scritta migliora soprattutto la posizione dei consumatori la cui capacità di comprendere il contenuto di un accordo stipulato per telefono è ridotta da fattori quali età, malattia o competenze linguistiche limitate. Un ampio sondaggio (in finlandese) condotto dalla FCCA nel 2020 indica sia una chiara necessità di una regolamentazione più rigorosa del telemarketing, sia che tale iniziativa ha un forte sostegno tra i consumatori. Nel sondaggio, oltre l’80% dei consumatori non  considerava il telemarketing un modo piacevole o utile di acquistare. “Situazioni di telemarketing sorgono inaspettatamente e spesso è difficile capire il contenuto dell’accordo. Una conferma scritta eviterebbe molti problemi, e la proposta del Governo dimostra che le voci dei consumatori sono state ascoltate”, afferma il Difensore Civico dei Consumatori,(Ombudsman), Katri Väänänen. Oltre a sostenere la conferma scritta delle vendite di telemarketing, l’Ombudsman si è espresso a favore di misure tra cui il cosiddetto modello opt-in che tutelerebbe ancora meglio i consumatori. In tali casi, il telemarketing sarebbe consentito solo ai consumatori che hanno dato il consenso preventivo ad essere contattati. Poiché però il governo propone che la conferma scritta non sia necessaria per la vendita di contratti di servizi di comunicazione, come ad esempio abbonamenti telefonici, il difensore civico dei consumatori ritiene che questa esclusione non abbia alcuna giustificazione, poiché, sebbene i servizi di comunicazione siano coperti da una loro legislazione speciale, non offre ai consumatori la stessa protezione di una conferma scritta.

Modifiche significative per la vendita a domicilio

La proposta del Governo mira anche a trovare soluzioni ai problemi legati alla vendita a domicilio estendendo il diritto di annullare una vendita ai prodotti su misura qualora il venditore si sia avvicinato al domicilio del consumatore non invitato. Inoltre, se non esiste il diritto di annullare un contratto di vendita a domicilio e il venditore non ne fa menzione, il contratto non sarà vincolante per il consumatore. Il consumatore che voglia invocare la natura non vincolante di un accordo deve informarne il commerciante entro 12 mesi dalla firma del contratto. Il numero di problemi nelle vendite a domicilio è salito alle stelle dopo il 2014, quando sono state imposte restrizioni al diritto di recesso. Un diritto di recesso ampliato offre ai consumatori maggiore sicurezza e consente una considerazione più approfondita a seguito di una situazione di vendita imprevista, ed una maggiore chiarezza nelle regole di cancellazione faciliterebbe anche la situazione dei venditori. Tutte problematiche non dissimili da quelle che deve affrontare il consumatore italiano.

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Cultura e Spettacoli

Tutto esaurito per i concerti finlandesi del concerto “Omaggio a Paganini”

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A esibirsi un quartetto d’eccezione italo finlandese composto da musicisti di fama internazionale

Tutto esaurito per i due appuntamenti finlandesi con il concerto “Omaggio a Paganini” che presenta un quartetto italo-finlandese composto da musicisti di fama internazionale: Luigi Attademo (chitarra), Simone Gramaglia (viola), Massimo Quarta (viola) e Martti Rousi.

Gli appuntamenti con la musica del grande violinista e compositore genovese sono fissati presso la sala Kuninkaansali del Castello di Turku (Linnakatu 80, Turku) lunedì 30 maggio alle ore 19. E il giorno 31 maggio, ad Helsinki, presso la sala Organo di Musiikkitalo (Mannerheimintie 13a, Helsinki) martedì 31 maggio alle ore 19

Principalmente influenzato da modelli di provenienza francese tardo-settecentesca (Viotti, Cambini, Rode ecc.), progressivamente Paganini si dimostra sensibile anche alle influenze della musica da camera viennese, e se la sua musica resta lontana da quel tipo di costruzione, elementi formali come la maggiore dialettica fra i temi e un carattere più romantico si rendono progressivamente più evidenti. Il Quartetto n. 1 (op. 4), databile nel 1813, rappresenta il primo esempio significativo dedicato a questo organico in quattro movimenti. Se pur il violino ha una parte decisamente importante nella scrittura paganiniana, non arriva al virtuosismo dei pezzi solistici. Al contrario il compositore genovese mostra attenzione nella distribuzione del materiale tematico anche agli altri archi, mentre la chitarra svolge soprattutto una funzione di supporto armonico. Il Terzetto concertante per chitarra, viola e violoncello rappresenta un’opera certamente più matura, e sebbene di datazione incerta sembra sicuramente collocabile nella sua versione definitiva nel periodo londinese (se ne ha notizia certa nel 1833). Al di là della datazione, quello che appare con chiarezza è uno stile più maturo dal punto di vista cameristico, dove i tre strumenti – come indicato anche dal titolo “concertante” – si trovano in dialettica tra loro, con un’equilibrata distribuzione del materiale tematico e un simile ruolo negli sviluppi, con un’importante presenza della chitarra a cui sono affidati significativi “soli”. La Serenata op. 8 di Ludvig van Beethoven, scritta per nella sua versione originale per trio d’archi, fu composta tra il 1796 e il 1797 per essere pubblicata a Vienna alla fine dello stesso anno. La notorietà di Beethoven a Vienna spinse il chitarrista compositore Wenzeslaus Matiegka, operante a Vienna ma nato in Boemia nel 1773, a elaborane una versione con chitarra. L’influenza di questa opera sul compositore boemo fu forte perché nello stesso periodo egli scrisse un’altra opera, il Grand Trio, che ricalca strettamente lo stile della Serenata. L’opera di Beethoven, in sette movimenti, inizia e finisce con una marcia. Attraverso l’alternanza di varie forme, (Adagio, Minuetto, Polacca, tema e variazioni…) Beethoven tocca caratteri lirici, cantabili ma anche mette in campo l’invenzione e la sperimentazione che tanto caratterizzerà il suo stile ricco di contrasti. La versione di Matiegka si limita e arrangiare la parte del violoncello sulla scrittura chitarrista lasciando intatta la scrittura beethoveniana.

 Luigi Attademo

Inizia la sua carriera artistica laurendosi terzo al “Concours International d’Exécution Musicale” di Ginevra del 1995. Dopo aver iniziato lo studio della chitarra con il M° Pino Racioppi a Laino Borgo (CS), si forma nella scuola del chitarrista-compositore Angelo Gilardino, e conta successivamente tra i suoi maestri Giovanni Guanti, Julius Kalmar, Alessandro Solbiati, Emilia Fadini. Ha registrato 15 CD, tra cui monografie dedicate alle Sonate di Domenico Scarlatti, a J. S. Bach, alle opere inedite dell’Archivio Segovia e ai Quintetti di Luigi Boccherini. Laureato in Filosofia con una tesi sull’interpretazione musicale, ha pubblicato diversi articoli di stampo musicologico ed estetico, collaborando con diverse riviste specializzate. Come musicologo, nell’ottobre del 2002 ha curato la catalogazione dei manoscritti segoviani, (pubblicato sulla rivista La Roseta della Sociedad Española de la Guitarra) rinvenendo opere sconosciute di autori come Tansman, Pahissa, Cassadò. Dedica la gran parte della sua attività alla musica da camera e a progetti monografici, tra cui la registrazione integrale delle Suites per liuto di Bach (Brilliant Classics, 2011) e l’integrale delle opere di Niccolò Paganini per chitarra sola per la prima volta suonate integralmente su una chitarra storica (Brilliant, 2013). Del 2016 è il lavoro discografico “19th century music” realizzato con strumenti originali dell’Ottocento. Gli ultimi suoi progetti discografici entrambi pubblicati dalla Da Vinci Publishing sono rispettivamente dedicati a una rilettura delle Sonate di Domenico Scarlatti e al centenario di Astor Piazzolla. È attualmente titolare della cattedra di chitarra al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena.

Simone Gramaglia

Strumentista versatile ed intellettualmente curioso, Simone Gramaglia coniuga la propria passione per la musica con quella per la filosofia e la letteratura, attraverso un’intensa attività di musicista (sia da camera che solista), di docente (Accademia Walter Stauffer) e di direttore artistico (Le Dimore del Quartetto, MusicwithMasters, Concorso Sergio Dragoni) che gli ha consentito di promuovere in maniera costante la cultura musicale, prodigandosi in particolar modo a sostengo dei giovani. Membro fondatore del Quartetto di Cremona, nel corso della sua carriera si è esibito nelle più prestigiose sale da concerto del mondo e ha collaborato con influenti figure del panorama musicale internazionale. Suona una viola Torazzi del 1680 (Kulturfonds Peter Eckes) ed è stato il primo violista italiano a suonare per un periodo prolungato la viola “Paganini” di Stradivari (Nippon Music Foundation). Scrive la rubrica “L’Angolo del Quartetto” su Archi Magazine.

Massimo Quarta

Massimo Quarta è considerato uno dei più importanti violinisti italiani della sua generazione. La sua carriera internazionale è decollata dopo la vincita del concorso Paganini nel 1991 a Genova e con le registrazioni di tutti e sei i concerti per violino di Paganini con il violino stesso di Paganini. ‘Il Cannone’ è senza pari in termini di maestria e profondità musicale fino ad oggi. Il maestro Quarta collabora con le maggiori orchestre e con partner eminenti nei principali teatri. Quarta ha inoltre una carriera di direttore d’orchestra e insegnante. È professore allo Swiss Conservatoire a Lugano e dirigente artistico dell’Orchestra dell’Università Nazionale del Messico.

Martti Rousi

Dopo la vittoria nella Turku Cello Competition nel 1982 e il secondo posto nell’International Tchaikovsky Competition a Mosca nel 1986, Martti Rousi si esibisce come solista con numerose orchestre finlandesi ed estere e registra con le case discografiche Ondine e Finlandia. Oltre alla carriera solista, Rousi si esibisce in formazioni da camera. Dal 1989 al 1992 Rousi è direttore artistico del Lemi Music Festival. Dal 1992 al 2009 ricopre l’incarico di direttore artistico del Turku Music Festival. Nell’edizione del 2010 è direttore artistico del Sibafest a Helsinki e dal 2012 al 2014 del Sysmän Suvisoitto Music Festival. Insieme alla cellista francese Laura Martin ha creato a Helsinki il festival Cellofest, che finora ha visto due edizioni. Dal 1995 Rousi occupa la cattedra di professore di violoncello presso l’Accademia Sibelius a Helsinki. I suoi corsi di violoncello attraggono talenti da tutto il mondo. Rousi viene invitato a tenere delle master class nelle maggiori accademie in tutti i continenti e insegna regolarmente presso la House of Music a San Pietroburgo. Al momento ricopre inoltre il ruolo di professore ospite al Conservatorio di Shanghai.

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Esteri

Ucraina, Zelensky dice no all’ipotesi di pace in cambio di cessioni territoriali alla Russia

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Nessun cambiamento sui confini in cambio del cessate il fuoco. Lo ha ribadito il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio postato su Telegram, respingendo qualsiasi ipotesi di cessioni territoriali in cambio della pace con la Russia.

Ipotesi emerse, sostiene il presidente ucraino, in alcuni media occidentali. La Russia si aspetta che l’Ucraina accetti le sue richieste e sviluppi la consapevolezza della situazione attuale. Lo ha dichiarato ai media il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riporta la Tass. “Mosca sta aspettando che Kiev accetti le richieste di Mosca e sviluppi la consapevolezza della situazione di fatto, la situazione reale che esiste”, ha detto Peskov. “Noi siamo un puzzle importante” per le mire colonialistiche della Russia. “Mosca non accetta che vogliamo far parte dell’Europa, vuole occupare l’Ucraina e credo che il suo obiettivo non si fermerà al confine”. Lo ha detto il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, nel suo intervento al forum economico mondiale di Davos. “Non stiamo difendendo solo l’Ucraina, ma tutti voi perché abbiamo gli stessi valori”, ha ribadito Klitschko. “Questa è la più grande guerra in Europa dal secondo conflitto mondiale e dobbiamo fermarla”, ha aggiunto.

LA SITUAZIONE SUL CAMPO
L’offensiva dell’esercito russo con massicci bombardamenti è ripresa sulla città orientale di Slavyansk, riferisce lo Stato maggiore ucraino su Facebook, riportato da Ukrinform. “Nella direzione di Donetsk, gli attacchi delle truppe russe sono concentrati sulla presa del pieno controllo di Lyman e sul miglioramento della strategia vicino a Severodonetsk e Avdiivka. Il nemico… ha usato artiglieria e aerei da combattimento nelle posizioni delle nostre unità e nelle infrastrutture civili della regione “, si legge nel rapporto del mattino. Lo Stato maggiore spiega che le truppe della Federazione continuano l’offensiva senza sosta nella zona orientale e continuano a lanciare missili e attacchi aerei sulle infrastrutture. A nord, Mosca sta adottando misure per coprire il confine ucraino-russo nelle regioni di Bryansk e Kursk e per impedire il trasferimento delle forze armate ucraine in altre aree.La Russia ha attaccato 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, cinque le vittime civili e 12 i feriti: “I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti”, scrive su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze armate dell’Ucraina, citato dalla Bbc. I russi hanno sferrato un attacco di artiglieria a Lysychansk, nel Lugansk, uccidendo tre persone. Lo ha annunciato il capo dell’amministrazione statale regionale di Lugansk Sergiy Gaidai su Telegram, come riporta Unian. “Il nemico ha cercato di assaltare le nostre difese vicino a Ustynivka e allo stesso tempo ha distrutto questo villaggio e la vicina città di Lysychansk con l’artiglieria. Di conseguenza, due persone sono morte a Ustynivka e una nella stessa Lysychansk”.

Sono circa 8.000 i prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk: lo ha dichiarato oggi l’ambasciatore del Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, al programma Soloviev Live, citato dalla Tass. “Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio del Donetsk, ma anche noi ne abbiamo a sufficienza, e ora il numero totale si aggira intorno agli 8.000. Sono tantissimi, e letteralmente non si può dire che non ci siano più prigionieri. È molto, e ogni giorno se ne aggiungono letteralmente centinaia”, ha affermato Miroshnik. “Il Mar d’Azov è perduto per sempre per l’Ucraina. I porti delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson non saranno mai più ucraini. Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il Mar d’Azov tornerà ad essere, come prima, esclusivamente un mare interno della Federazione Russa”, ha dichiarato il vice primo ministro del governo della Crimea Georgy Muradov, riportato da Ria Novosti. L’agenzia russa cita anche Vladimir Rogov, un funzionario nominato da Mosca nella regione occupata di Zaporizhzhia, il quale ha affermato che “le regioni di Zaporizhzhia e Kherson non torneranno mai sotto il controllo di Kiev”.

ARMI E SANZIONI
I Paesi membri della Nato avrebbero concordato in modo informale di non fornire alcuni tipi di armi all’Ucraina, come i carri armanti e i caccia, nel timore che Mosca possa vedere questi aiuti militari come una dichiarazione di guerra e adottare misure di rappresaglia: lo riporta l’agenzia di stampa tedesca dpa citando fonti dell’Alleanza, secondo quanto riferisce il quotidiano Die Zeit. Mossa – intanto ieri – della Commissione europea per la confisca dei beni degli oligarchi che cercano di sottrarsi alle sanzioni. Aggiungere la violazione delle misure restrittive dell’Ue all’elenco dei reati dell’Unione, oltre che norme rafforzate sul recupero e la confisca dei beni da usare per ricostruire l’Ucraina’ gli obiettivi. Mosca disponibile a un corridoio per l’uscita delle navi che trasportano grano dal porto di Mariupol, ma a patto di eliminare le sanzioni. Intanto i soldati delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, insieme all’esercito russo, “hanno sfondato la difesa delle forze armate ucraine sullo Svetlodar Bulg, nella regione di Lugansk”. Il Cremlino accetta lo cambio di prigionieri di Azovstal solo dopo il processo. 

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