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SIRIA, KOBANE: DONNA CURDA SI FA ESPLODERE PER RESPINGERE L’ISIS

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Durante l’assedio della città al confine con la Turchia, arriva il gesto di disperazione di una combattente. Domenica, uccisi 19 curdi e 27 jihadisti solo a Kobane.

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di Maurizio Costa

KOBANE – Durante un assalto dell’Isis per conquistare l’importante città di Kobane, situata al confine tra Siria e Turchia, una donna curda si è fatta esplodere per cercare di arginare l’avanzata dei miliziani dell’autoproclamato califfato islamico.

La città di Kobane, roccaforte curda, nelle ultime settimane viene attaccata senza sosta dall’Isis: i miliziani provano a conquistarla da Est, da Ovest e anche da Sud, con attacchi terrestri e bombardamenti, che sfiniscono la popolazione curda.

L’Isis ha già conquistato la Montagna di Mishtenur, che affaccia direttamente su Kobane, e ha intenzione di prendere tutta la città per avere un buon appoggio vicino al confine con la Turchia.

Domenica, i miliziani jihadisti, a un solo chilometro dalla città, non vengono fermati dagli attacchi aerei statunitensi. L'avanzata continua e la città è sempre più vicina. Il problema è che non c’è nessuna strategia che unisca l’aviazione americana con i combattenti curdi. Un vero disastro che non fa altro che accentuare il caos in Siria.

In questa situazione di disagio arriva l’attacco kamikaze di una donna curda, preoccupata per le sorti del suo popolo. La combattente si è fatta esplodere ad Est della città di Kobane. Questo è il primo esempio di questo genere: non era mai capitato che una donna curda facesse un attentato kamikaze. Una pratica, tra l'altro, utilizzata soprattutto tra i jihadisti.

Nella sola giornata di domenica, sono morti nei combattimenti 19 curdi e 27 miliziani dell’Isis.

Intanto, dopo la scelta del Parlamento turco di partecipare alla distruzione dell’Isis, i membri del califfato hanno lanciato un colpo di mortaio in territorio turco, ferendo cinque persone. Un gesto pericoloso, che ha portato all’evacuazione della zone di confine da parte della Turchia.

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Usa, Donald Trump verso l’impeachment: Camera approva misura procedurale

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La maggioranza della Camera Usa ha approvato col sostegno dem una misura procedurale che spiana la strada al voto per l’impeachment di Donald Trump, atteso in serata (nella notte in Italia).

Donald Trump è “un pericolo evidente ed immediato, deve essere processato, condannato e destituito“: lo ha detto la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi.

“Alla luce delle informazioni di ulteriori manifestazione chiedo che non ci sia violenza e non ci siano vandalismi”. Lo afferma Donald Trump in una nota a Fox.

Il presidente chiede quindi l’aiuto di “tutti gli americani” a “stemperare le tensioni” e ribadisce di essere contrario alla violenza “di ogni tipo”.

Intanto proseguono i preparativi per la cerimonia di insediamento di Biden. I 15.000 agenti della Guardia Nazionale a Washington saranno in parte armati, e il Secret Service sta allestendo una maxi-operazione di sicurezza per blindare la città. Il timore è di nuove proteste violente: almeno 16 gruppi, di cui alcuni armati, si sono fatti avanti per manifestare.

Google sospende spot politici per insediamento Biden  – Google sospende tutti gli spot politici fra il 14 e il 21 gennaio in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden.

Accusato per assalto al Congresso si è suicidato – Chris Stanton, uno degli uomini accusati per le proteste al Campidoglio, si è suicidato. Lo riportano i media americani, sottolineando che Stanton si è tolto la vita nella sua abitazione a Alpharetta, in Georgia. La polizia ha rinvenuto nella sua casa due fucili semiautomatici.

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USA, eseguita la condanna a morte di Lisa Montgomery

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E’ stata uccisa con iniezione letale in un’esecuzione federale Lisa Montgomery, la prima donna a essere messa a morte in 70 anni. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia Usa.

La sua esecuzione era stata sospesa ieri per consentire una perizia psichiatrica sulla donna: una sospensione che aveva suscitato speranze in quanti nel mondo si oppongono alla pena di morte. 

Lisa Montgomery, l’unica donna nel braccio della morte federale, ha ricevuto l’iniezione letale nel carcere di Terre Haute, in Indiana.

La donna, 52 anni, era stata riconosciuta colpevole di un delitto efferato: l’uccisione a nel 2004 nello stato del Missouri di una donna incinta,la 23/enne Bobbie Jo Stinnett, alla quale ha estratto con un coltello il feto, portato via come se fosse suo figlio, lasciandola morire dissanguata. Oggetto di gravissimi abusi in famiglia da bambina, Montgomery era ritenuta gravemente malata di mente. E dopo la fine, imposta da Donald Trump, della moratoria sulla pena di morte federale, proprio su questo aspetto si è incentrato il ricorso dei suoi avvocati, accolto ieri da un giudice dell’Indiana, per una nuova perizia psichiatrica. Poi il via libera all’esecuzione, in ottemperanza a quanto già deciso dalla Corte Suprema.

“Dopo un’allucinante serie di decisioni, le une contro le altre, di vari tribunali, ore di incertezza e una vana richiesta finale di sospensione, Lisa Montgomery è stata messa a morte alle 7.31 ora italiana. L’11ma esecuzione federale sotto Trump, la prima di una donna da 67 anni”. Lo scrive in un tweet il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury.

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Indonesia, precipitato in mare il Boeing partito da Giakarta

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Il governo indonesiano ha confermato che il Boeing 737 della Sriwijaya Air – di cui si erano persi i contatti quattro minuti dopo il decollo da Giakarta – è precipitato in mare. Il volo trasportava 62 persone, di cui 56 passeggeri – tra i quali tre neonati e 7 bambini – e sei membri dell’equipaggio.

Il volo Sriwijaya Air SJ 182 era sulla rotta Jakarta-Pontianak. La perdita del contatto è avvenuta intorno alle 14 locali.

“Sospetti rottami” del Boeing erano stati ritrovati in mare al largo di Giakarta. E un pescatore aveva raccontato di aver visto un aereo schiantarsi in mare dopo una picchiata.

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