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SMA TIPO 1: SENSAZIONALE SCOPERTA SULLA TERAPIA CON CELLULE STAMINALI

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Marcello Villanova, autore con John Robert Bach di uno studio che mette in rilievo evidenze inequivocabili di miglioramenti clinici in tre bambini affetti da Atrofia Muscolare

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di Cinzia Marchegiani

Il primo studio al mondo delle evidenze cliniche oggetto delle terapie con le staminali mesenchimali allogeniche su tre bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, nota come la SMA1, è in stampa su una rivista scientifica internazionale. Gli autori, il Professor John Bach dell'università di Newark (massimo esperto mondiale di SMA tipo I) e il dottor Marcello Villanova, neurologo italiano che dirige l’unità di “Riabilitazione e Recupero Malattie Neuromuscolari” presso l’ospedale privato accreditato Nigrisoli di Bologna, hanno avuto la conferma di questa notizia solo da pochissimi giorni e tramite le colonne del nostro quotidiano hanno voluto rendere pubblica questa straordinaria notizia.

L’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 è una terribile malattia genetica di tipo degenerativa, la sua diagnosi emerge nei primi di mesi di vita dei neonati, la prognosi è di solito infausta, in quanto la stragrande maggioranza dei pazienti muore nei primi due anni di vita per insufficienza respiratoria. La diagnosi della SMA1 di fatto è una drammatica condanna che viene annunciata ai genitori, la malattia risulta per la scienza medica incurabile.
Per questo motivo lo studio da poco accettato dalla rivista scientifica rappresenta uno spiraglio di luce che getta una partenza, una speranza unica che affonda le sue basi partendo dalla osservazione clinica dei pazienti in seguito alle somministrazioni di cellule staminali mesenchimali ricevute in un ospedale italiano, gli Spedali Civili di Brescia.

In esclusiva a parlarci di questo importante pubblicazione interviene un coautore, il dr Marcello Villanova
Questo nostro lavoro, mio e del Professor John Bach dell'università di Newark (massimo esperto mondiale di SMA tipo I), mette in rilievo evidenze inequivocabili di miglioramenti clinici in tre bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale tipo I (SMA I) trattati a Brescia. Riteniamo di avere competenze cliniche idonee per poter affermare questo. Il nostro compito è stato quello di valutare solo l'effetto finale di ciò che è accaduto presso gli Spedali Civili di Brescia. Come medici clinici abbiamo fatto solo il nostro dovere, quello che ci impone il nostro giuramento, abbiamo rivolto la nostra attenzione esclusivamente sui pazienti. Nell'articolo, tra l'altro, oltre ai dati ottenuti dalla nostra osservazione clinica, abbiamo allegato numerosi certificati di addetti ai lavori che attestano i miglioramenti. Insomma, a nostro avviso, la medicina aveva già dimostrato questi importanti contributi, bastava studiare con attenzione la documentazione nelle mani delle famiglie.
La SMA1 è una malattia severa che non lascia chance, e purtroppo ad oggi non esiste una valida terapia in grado di aiutare concretamente questi bambini. Quale molla ha spinto due medici a cercare questi tre casi, studiando non solo sulle cartelle cliniche che siete riusciti ad ottenere, ma visitando i pazienti che avevano risposto alle terapie ricevute?
Ci siamo sempre occupati di SMA tipo I. Non potevano tirarci indietro al richiamo di famiglie che cercavano solo una verità scientifica su ciò che avevano osservato sui propri figli durante i trattamenti con staminali mesenchimali effettuati a Brescia. Non conosciamo il metodo, in effetti questo non esiste, non ci sono pubblicazioni a riguardo. Tuttavia, non era questo l'obiettivo del nostro lavoro, noi abbiamo voluto studiare le evidenze cliniche emerse durante il trattamento infusionale. ,

Dunque un lavoro immenso questo studio, realizzato lontano dal clamore e una strada in salita che non ha per nulla ostacolato la ricerca di quelle oggettive testimonianze che questi piccoli malati avevano consegnato al mondo scientifico
Una cosa è certa, i piccoli malati che abbiamo monitorato non hanno mentito, molti altri si. Non ce ne vogliano sia coloro che non offrendo alternative terapeutiche si sono anche rifiutati di incontrarli appellandosi alle regole della buona scienza, sia coloro che pur mostrandosi apparentemente dalla parte dei più deboli hanno portato avanti solo i propri interessi. E vero quello che afferma, non è stato semplice scrivere questo articolo, come non è stato facile per me e il professor Bach dare una chiara giustificazione all'indifferenza che abbiamo colto nel mondo scientifico italiano, soprattutto poi, quando c'è un richiamo continuo di assistenza da parte di famiglie che ogni giorno si battono per la vita dei propri bambini, ormai segnata dalla natura. La SMA tipo I è una malattia che non offre chance, non c'è un solo articolo al mondo che parla di miglioramenti spontanei in questi bimbi, solo progressione fino alla morte. Il nostro lavoro è anche il risultato di un impegno a due, anche il Professor John Bach ha intuito rapidamente che tra dati clinici e documenti era diventato necessario e obbligatorio confrontarci, indagare e analizzare. Non è stato assolutamente facile rispondere a tanti quesiti, alcuni dei quali risultano ancora ignoti, abbiamo dovuto studiare attentamente tantissima documentazione medica, oltre che visitarli, e per questo ringraziamo la collaborazione dei genitori. Purtroppo, abbiamo incontrato anche tanta omertà. Il nostro compito non è stato quello di entrare nella vicenda giudiziaria che abbiamo sempre rispettato, ma lavorare assiduamente al loro fianco in modo tale da provare a fornire risposte scientifiche oneste ai vostri genitori che ci chiedevano un giudizio su ciò che di clinico loro stessi avevano osservato sui propri figli. Tutto ciò consci che spetta alla scienza e non alla magistratura fornire spiegazioni scientifiche sulla congruità di un trattamento medico. Va sottolineato che tutto il nostro lavoro è stato svolto in modo gratuito, compassionevole e senza conflitti di interesse. Certo, ci sarebbe piaciuto avere a disposizione mezzi molto più sostanziosi di quelli utilizzati, abbiamo lavorato in condizioni estremamente difficili, si trattava di cure compassionevoli e non di sperimentazione, ma riteniamo di aver ottenuto un buon risultato. Siamo convinti che le ingiustizie si vincono solo dando delle risposte oneste.

Il campo delle ricerca sulle cellule staminali mesenchimali che embrionali è un mondo affascinante che promette scoperte davvero rivoluzionarie nel campo della medicina per pazienti affetti da malattie oltre che rare, serie e invalidanti. Cosa ha di straordinario quello che avete clinicamente osservato in questi malati?
La ricerca su potenziali terapie cellulari nel contesto delle malattie neurodegenerative deve andare di pari passo con quella farmacologica. Nello campo della SMA attualmente ci sono farmaci che con un meccanismo di tipo farmaco-genetico sembrano dare risultati molto promettenti, magari questi potranno rappresentare presto una concreta realtà per questa malattia neurodegenerativa, potranno soppiantare l'idea della staminale mesenchimale (o forse potranno associarla) perché spinti anche da milioni di euro di investimenti. In effetti le terapie cellulari sono poco appetibili per l'industria farmaceutica, comportano alti costi, tempi lunghi e risultati incerti, e poi sono mirati su pochi pazienti, ma ciò non può giustificare il loro abbandono nel campo delle malattie rare. Riteniamo che i risultati ottenuti su questi bambini siano di estremo interesse scientifico, e poi ci sono tante altre malattie neurodegenerative e muscolari ancora orfane di ricerca sulle quali riteniamo giusto approfondire quanto accaduto. E' per questo motivo che auspichiamo maggiore chiarezza e verità scientifica su questa vicenda, lo auspichiamo come medici (penso che ci siano tanti altri colleghi curiosi di conoscere la verità) che lavorano con pazienti affetti da malattie devastanti, incurabili e dove il tempo è un lusso che questi non possono permettersi. Un medico deve fare il suo dovere, il diritto alla salute deve venire prima di quello dell'economia.

Queste terapie sono state etichettate pericolose senza alcuna prova oggettiva, in effetti nessuno ha voluto accertarne la paternità di queste affermazioni, sarebbe bastato che fossero richiamati i pazienti e monitorati scrupolosamente con specifiche analisi cliniche e strumentali. In questo modo si è lasciato il dubbio ma senza le prove certe!?
In effetti, questa vicenda ha sempre sorpreso il fatto che nonostante siano stati postulati effetti collaterali potenzialmente devastanti per questi bambini, nessuno si è preso la briga di imporre approfonditi controlli clinici nonostante il continuo richiamo da parte delle famiglie. Noi abbiamo una grande responsabilità etica, quella di parlare per questi bambini e per le loro famiglie. Non pensavo occorresse tanto coraggio. Il nostro tentativo è di cercare di portare la verità davanti a tutti, anche se in questa vicenda è veramente difficile trovare il modo giusto per farlo. Alcuni dati che hanno pubblicato su questi bimbi e che hanno dimostrato assenza di miglioramenti, ma solo progressivo peggioramento, denotano numerosi punti deboli. Tuttavia, sono stati utilizzati per cercare di bloccare le compassionevoli con le staminali ed attaccare i giudici civili definiti ignoranti in materia. Il ruolo dei giudici civili è stato estremamente importante in quanto ha cercato di far rispettare il principio dell'autodeterminazione e del rispetto della volontà del cittadino soprattutto quando qualcuno ritiene che il paziente debba essere in una posizione di completa dipendenza e di assoluta obbedienza alla scienza. Il nostro ruolo di medico oggi è sempre più difficile in quanto ogni giorno dobbiamo districarci tra quelle che sono le esigenze dei pazienti e quelle della società, tra il voler essere rispettosi della volontà libera del paziente ed il dover rispettare tetti di spesa, di budget, di linee guida.

Riguardo le terapie cellulari, c'è un interesse sempre crescente nel campo delle malattie pediatriche. Certo, questo pone dei grossi problemi etici perché i bambini non possono esprimere il loro consenso su terapie dove ancora oggi scarsi sono gli studi e pochissimi i laboratori in grado di portarli avanti. Qual è il confine tra etica e coscienza medica?
Queste terapie sono una certezza terapeutica per alcune malattie come quelle ematiche. Un problema ben più grande è quando parliamo di potenziale applicazione nel campo delle malattie neurodegenerative a prognosi rapidamente infausta, qui ragioniamo con numeri molto limitati e tempi brevissimi. L'enorme dubbio che nasce è quello tra applicare solo cure palliative o tentare terapie non ancora dimostrate in modo chiaro a livello scientifico con rischio di potenziali effetti collaterali e scarsi risultati. In questo caso, a mio avviso, dovrebbe spettare al medico e non all’AIFA o al Ministero della Salute, decidere se applicare terapie sperimentali in fase ancora estremamente iniziale su bambini che non hanno alternative terapeutiche ed una prognosi di vita estremamente limitata. Tutto questo dovrebbe essere deciso sulla base delle conoscenze scientifiche specifiche del medico ed in base alla sua coscienza. Queste soluzioni, nonostante debbano essere in generale scoraggiate, non devono essere vietate in modo assoluto, ma possono essere ritenute giustificate in taluni occasioni e dopo aver fornito informazioni adeguate ai genitori ed ottenuto un consenso informato. Questo non significa utilizzare i bambini come cavia, ma dare loro una chance in più di vita.

 

Avete ricevuto attacchi mirati con precisione hanno messo alla gogna lei e il professor Bach
In effetti è vero, ma pazienza. Per certi aspetti in Italia è la regola. Tuttavia, mi preme ricordare per i più sapienti, coloro i quali in questi mesi non hanno fatto altro che gettare fango sul nostro lavoro, che senza l'apporto degli studi del Professor John Bach (Università di Newark, USA) la maggior pare dei bambini affetti da SMA tipo I sarebbe deceduta anche oggi nell'arco di pochissimi mesi, come è sempre successo. Solo i suoi studi, il suo volersi prendere carico contro il parere di chiunque e le sue numerose pubblicazioni sulla ventilazione assistita e sulle tecniche di assistenza alla tosse hanno permesso a questi bimbi di vivere più a lungo. Questo è il risultato di passione, studio e attenzione al malato e alla sua dignità. Per molti per questi bambini esiste come soluzione solo la morte.

 

Dottor Villanova, il nostro quotidiano aveva per primo smontato l’affermazione che le cellule staminali mesenchimali non si trasformassero in neuroni, su cui invece si è imperniata una sofisticata e allarmante operazione di disinformazione
Il problema della trasformazione in neuroni è del tutto strumentale, abbiamo visto che pazienti con sclerosi multipla hanno ripreso a camminare dopo aver effettuato infusioni di staminali emopoietiche. Il perché e come è accaduto è ancora oggetto di studio, ma intanto prendiamoci i risultati clinici definiti addirittura miracolosi, godiamo insieme della felicità di ammalati relegati da anni in carrozzina. Questi dati hanno ancora più avvalorato il fatto che le terapie cellulari stanno entrando sempre più nel trattamento di malattie devastanti neurodegenerative. Sottolineiamo che tutto ciò non sarebbe accaduto se i ricercatori ed i clinici si fossero fermati solo ad una potenziale soluzione farmacologica del problema.

 

Insomma, certificati importanti di tre piccoli pazienti erano alla portata di tutti coloro che potevano e volevano indagare dr Villanova?
In effetti in questo studio abbiamo allegato anche numerosi certificati di addetti ai lavori che attestano i miglioramenti. Insomma, come detto in precedenza la medicina aveva già dimostrato questi, bastava studiare con attenzione la documentazione nelle mani delle famiglie. Parliamo di risultati che io definisco unici e che qualcuno potrebbe contraddire solo con la dimostrazione di un miglioramento così eclatante e spontaneo in bimbi con SMA tipo I non trattati ed immobili da tempo, in effetti sarebbe una novità eclatante anche quella. Purtroppo, è impossibile, se così non fosse le morti non si giustificherebbero! Ho sempre sperato in un contraddittorio tra clinici, tra coloro che valutano solo l'effetto finale di un qualcosa. Sarebbe stato utile poter discutere con colleghi che abbiano la mia stessa esperienza e quella del Professor Bach, noi siano sempre stati disponibili per questo. Siamo medici poco propensi alle certezze assolute, specie quando parliamo di scienza, questa per esperienza è sempre un punto di partenza, mai di arrivo. Oggi questo lavoro è il risultato oggettivo di ciò che il mondo medico ha negato a priori con l’osservazione e la valutazione. I nostri risultati devono fornire una base di partenza per studi ulteriori, ma fino ad oggi non c'è studio al mondo che dimostra miglioramenti clinici in bambini con SMA tipo I con un qualsiasi trattamento farmacologico o altro, solo progressivo deterioramento. Ecco il vero motivo che con grande abnegazione ha spinto il sottoscritto e il professor Bach a non cestinare quello che con meraviglia ci aveva incuriosito. In fin dei conti non siamo noi a trarre beneficio da questo nostro lavoro, la nostra speranza è che ne traggono un giorno pazienti affetti da gravissime malattie.

Dr Villanova, in questa epocale disamina tra istituzioni, mondo scientifico e magistratura lascia davvero ora attoniti tutti, è emersa una verità processuale che non è assolutamente la verità oggettiva, tanto che questi piccoli malati sono stati scartati a priori, come se fosse una storia che non li riguardasse
Non sono mai entrato nel merito della vicenda giudiziaria che rispetto, tuttavia, sono stato sempre conscio che la verità scientifica non poteva essere fornita solo dall'indagine. Io, comunque, mi sono sempre attenuto a “innocent until proven guilty” in tutte le situazioni, compresa questa. Ho sempre collaborato con le Istituzioni. Purtroppo, per mesi ho subìto attacchi ingiusti solo per aver svolto il mio dovere. Non dimentico certamente il fatto di essere stato additato, da talune testate nazionali, tra gli indagati di questa vicenda, episodio che ha provocato in me un profondo dolore così come per i miei cari. Sottolineo che non lo sono mai stato e, per quanto possibile, ho sempre collaborato con chi mi ha ascoltato come persona informata sui fatti. Tutto ciò che ho svolto in questa vicenda l'ho fatto in modo gratuito e compassionevole. Quello che posso affermare è che siamo di fronte ad una vera tragedia, ad una caduta di civiltà ed abbandono di responsabilità civili e morali da parte di molti i quali hanno messo davanti i propri giochi di potere a discapito di chi soffre. Tuttavia, ho sempre creduto nei miei risultati nonostante le enormi difficoltà incontrare nella stesura di questo lavoro.

Dr Villanova, avremo modo di intervistare anche il Professor Bach?
Certo, per chi vuole il 30 Marzo sarà a Bologna.

Questa storia triste dimostra come si sta vivendo in un’epoca che identifica la conoscenza con la scienza e che tende ad applicare al metodo scientifico della quantità e della misura su ogni aspetto della vita dell’uomo, individuale e sociale. Ma la scienza non può decidere la qualità della vita e le sue scelte personali. Lo scartare le oggettività di questi bambini, volutamente sottaciute, ha permesso che le posizioni di scienziati che per etica e ruolo dovevano interrogarsi, prevalere invece lo scientismo con cui si è preteso di dare a tutto una risposta. Quando una società s’avvia verso la negazione e la soppressione della vita e il suo valore invero di immenso patrimonio umanistico, finisce per non trovare più le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo.

Inquietante ora rileggere le informazioni che il professor Umberto Cornelli, Adjunt Professor of Pharmacology, Loyola university School of Medicine, Chicago con una lettera a La Stampa aveva cercato di far comprendere: “La caratteristica delle cellule staminali è quella di contenere dei fattori (di crescita) che possono attivare la riparazione/differenziazione/duplicazione. Anche se appena iniettate in buona parte possono essere distrutte, esse liberano tali fattori (proprio in ragione della loro lisi) che possono collocarsi in zone irrorate, stimolando i processi sopra indicati. Pertanto non si può assolutamente disconoscere per esse un’azione indiretta. La soggettività delle risposte cliniche non può essere trascurata.”

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Control Ultimate Edition, il paranormale diventa next-gen

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Control Ultimate edition torna con una veste grafica migliorata per le console di nuova generazione. A diversi mesi dal lancio della versione originale, infatti, l’action shooter di Remedy Entertainment debutta anche su next-gen. Il risultato? Andiamolo a scoprire. Control è un titolo dall’ottimo intreccio narrativo graziato da un gameplay intrigante e da un setting costruito con rara maestria che, però, già nel 2019 quando fu rilasciato in versione “normale”, soffriva a causa delle limitazioni tecniche imposte dalla scarsa potenza delle console di scorsa generazione che comportavano rallentamenti e vistosi cali di frame-rate. Proprio per questo motivo Control: Ultimate Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo possibile per godersi l’ultima fatica di Remedy in una versione tecnicamente ineccepibile e comprensiva delle due chiacchieratissime espansioni rilasciate nei mesi successivi al lancio: The Foundation e AWE. La storia ovviamente è rimasta del tutto invariata rispetto a quanto visto nell’edizione base (qui la nostra recensione) narra le vicende di Jesse Faden, una ragazza originaria della fittizia città di Ordinary che, dopo aver assistito ad un cataclisma di notevoli proporzioni durante la sua infanzia, ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca di Dylan, un fratello apparentemente disperso da quasi vent’anni. Le sue incessanti indagini la conducono fino alle porte della Oldest House, un edificio situato nel cuore di New York appartenente al Federal Bureau of Control, un organismo occulto del governo statunitense che si occupa di studiare, affrontare e contenere i fenomeni paranormali che continuano a verificarsi in giro per il mondo. La particolarità della struttura è quella di essere invisibile all’occhio umano dall’esterno e stranamente mutevole all’interno con padiglioni che cambiano aspetto e configurazione senza soluzione di continuità. L’Oldest House è indubbiamente il più riuscito tra i setting ideati dai visionari artisti di Remedy fino ad oggi ed è anche un trionfo in termini di level design, al punto da trascendere il ruolo di semplice sfondo delle avventure di Jesse e divenire un vero e proprio coprotagonista delle vicende che vengono raccontate. Una volta entrati nella Oldest House, è facile rendersi conto che qualcosa di oscuro si aggira nei corridoi: un sussurro, un sibilo, una presenza minacciosa e costante che sembra aver assunto il controllo dell’edificio e dei suoi frequentatori. Tocca alla nostra Jesse fare luce sul mistero celato nel cuore della struttura che, in qualche modo, appare collegato a doppio filo a ciò che è successo durante la sua infanzia. Quella di Control è una sceneggiatura a dir poco incredibile che, anche a due anni di distanza dal lancio originale, riesce a catturare il giocatore in una atmosfera unica creata abilmente da un team di scrittori parecchio ispirato che è riuscito a imbastire un universo coeso, credibile e particolareggiato. Il racconto procede sostenuto dal giusto ritmo per tutte le circa 20 ore necessarie a portare a termine la campagna e non si risparmia colpi di scena, risvolti inaspettati e un finale sconvolgente. A questo, ovviamente, vanno aggiunte le svariate ore di gioco extra garantite dai due DLC inclusi nel pacchetto: “The Foundation” che conduce il giocatore fino alle viscere della Oldest House e “AWE”, l’incredibile anello di congiunzione con l’universo di Alan Wake. Insomma, se non avete ancora avuto occasione di sperimentare Control e la sua storia, questo è il momento migliore per farlo. Dal punto di vista del gameplay, come era logico aspettarsi, Control: Ultimate Edition non apporta particolari modifiche alla formula apprezzata nell’edizione standard. L’ultima fatica di Remedy, come dicevamo, è un titolo action in terza persona davvero adrenalinico, profondo, coinvolgente e raffinato che affonda le proprie radici nei canoni tipici del genere metroidvania. La natura cangiante della Casa ha consentito ai talentuosi designer della compagnia di allontanarsi della linearità dei loro prodotti del passato e di giocare molto sui percorsi che l’utente può intraprendere inserendo missioni secondarie, attività segrete e, addirittura, boss opzionali dietro ogni angolo.

Il comparto grafico di questa verione next-gen di Control, ovviamente, è stato l’aspetto che ha ricevuto maggiore attenzione in vista del lancio di questa edizione definitiva per Xbox series X/S e PS5. Control: Ultimate Edition è stato sviluppato sulla base di una versione potenziata e aggiornata di quello stesso Northlight Engine che aveva messo in seria difficoltà i PC e le console passate, con il preciso obiettivo di offrire ai giocatori un’esperienza più stabile e definita di quanto visto in passato. La modalità di visualizzazione “Performance Mode” rimuove gli effetti di Ray Tracing ma guadagna un frame-rate granitico a 60fps in tutte le situazioni. La risoluzione rimane inalterata. Proprio come nel caso di tanti altri titoli cross-gen che hanno raggiunto i lidi di PS5 e Xbox Series X|S in questo primo periodo del loro ciclo vitale, anche Control: Ultimate Edition può vantare due modalità di visualizzazione differenti: la Graphics Mode e la Performance Mode. La prima propone un rendering 1440p upscalato in 4K e mette in campo gli ultimi ritrovati nel campo dell’effettistica per videogiochi come il Ray Tracing applicato alle trasparenze, alle ombre e ai riflessi superficiali. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una presentazione dal notevole impatto visivo che, però, risulta piagata da una forte instabilità del frame-rate che non siamo riusciti a digerire. Quando si passa alla Performance Mode, invece, la situazione cambia radicalmente. Gli effetti di Ray Tracing vengono sacrificati sull’altare della fluidità e Control: Ultimate Edition riesce a mantenersi stabilmente sulla soglia dei 60fps anche nelle situazioni più concitate. Considerando che la risoluzione di rendering è sempre 2560×1440 (upscalato in 4K) e che tutti gli altri effetti visivi rimangono inalterati, ci sentiamo di consigliarvi questa modalità di visualizzazione per godervi l’ultima opera di Remedy al massimo della velocità. Grazie alla potenza offerta dalle nuove ammiraglie di Microsoft e Sony, i numerosi effetti luminosi e particellari prodotti dalle abilità di Jesse non influiscono sul ritmo dell’azione ma aggiungono un importante valore all’estetica generale del prodotto. Dimenticate i problemi prestazionali che avevano flagellato la versione per console old-gen: questa reinterpretazione per le nuove macchine offrono una versione di Control all’apice del suo splendore. Unico neo, riscontrato sulla versione Xbox da noi testata, è la casuale possibilità di essere riportati sulla dashboard quando si preme il tasto (select) dedicato alla visualizzazione del menù missioni/armi/file. Questo fastidioso bug si è presentato abbastanza di frequente, e l’augurio che ci facciamo e che sia risolto al più presto attraverso una patch in quanto risulta essere parecchio fastidioso. Tirando le somme, Control Ultimate edition rappresenta la versione migliore del titolo in quanto, oltre ad offrire una veste grafica davvero ben realizzata e una fluidità assolutamente incredibile, garantisce un’esperienza di gioco senza pari che viene arricchita dai contenuti aggiuntivi presenti nel pacchetto. Nonostante il gioco non si rivelerà una sorpresa per chi ha già avuto modo di terminare l’avventura sulla vecchia generazione di console, tutte le migliorie apportate e la ricchezza dell’edizione sono un motivo assolutamente convincente per rimettere piedi nell’ Oldest House e di rivivere gli incubi paranormali nei panni di Jesse Faden.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Apple, con il nuovo update di iOS arrivano le emoji a tema vaccino

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Apple sta per introdurre 200 nuove emoticon su iPhone e iPad, con particolare attenzione su quelle a tema vaccini. Nel prossimo aggiornamento ad iOS 14.5 e iPadOS 14.5 sarà infatti presente un set di icone dedicate ad un trend che si spera divenga presto condiviso dai più a livello internazionale, quello del vaccino al Covid-19. Per questo motivo, la Mela ha deciso di introdurre nuove icone ma anche di adattare delle esistenti al particolare momento. Ad esempio, l’emoji che rappresenta una siringa, finora visualizzata con delle gocce di sangue che scendono dalla punta, avrà un aspetto meno intimidatorio, riempita con un liquido trasparente e senza goccioline. Le nuove emoji sono state approvate, come sempre, dal Consorzio Unicode lo scorso settembre. Si tratta dell’organizzazione che si occupa di creare il codice per le varie emoticon che poi vengono riprese da ogni azienda che ne fa uso, tra cui anche Facebook e Twitter. Ci si può dunque aspettare introduzioni simili nei prossimi giorni anche per gli altri “grandi” della rete. Emojipedia, un dizionario di emoji online, aveva individuato una tendenza al rialzo nell’uso della emoji a forma di siringa nella sua analisi sui trend di fine 2020, soprattutto su Twitter. Jeremy Burge, chief emoji officer di Emojipedia, ha riferito che eliminare il sangue dalla siringa la rende più appropriata per rappresentare la vaccinazione Covid-19, osservando come la modifica non le impedisca di essere utilizzata anche per altri contesti più classici, come la donazione del sangue. Altre emoji che hanno guadagnato popolarità a seguito della pandemia includono il microbo, l’icona della mascherina e le mani in preghiera. Insomma, Apple resta sempre al passo coi tempi e cerca di affrontare il tema della pandemia di Covid 19 con ironia, ma anche attraverso uno degli strumenti più utilizzati dalle persone.  

F.P.L.

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Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack

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La serie Romance of The Three Kingdoms è una delle più apprezzate da quella fetta di pubblico appassionato di storia cinese e strategia. Lo scorso anno, con Romance of The Three Kingdoms XIV, Koei Tecmo ha voluto proporla anche console e adesso il titolo si espande con il Diplomacy and Strategy Expansion Pack che introduce quattro nuovi scenari nell’esperienza dei Tre Regni. Inoltre il contenuto permette ai giocatori di giocare nei panni di warlords unici che sono stati attivi durante diverse fasi temporali e, a seconda delle forze scelte, ai giocatori verranno presentati percorsi completamente diversi nei loro tentativi di unificare la Cina. I quattro nuovi scenari includono “The Intentions of Two Yuans” (ottobre 191), una storia che descrive come le ambizioni dei signori della guerra si scontrano dopo il collasso della Coalizione Anti-Dong Zhuo; “The Battle of Chibi” (ottobre 208), il più grande punto di svolta per Romance of the Three Kingdoms; “The Conquest of Liaodong” (luglio 219), dove Wei e Wu uniscono le forze per impedire a Guan Yu di avanzare verso nord; e “The Conquest of Liaodong” (gennaio 238), che ritrae la sottomissione di Gongsun Yuan, il re di Yan, da parte di Sima Yi. E mentre il titolo ritrae eventi classici come la morte improvvisa di Sun Jian e il piano di Zhou Yu per seminare dissensi, i giocatori potranno anche creare i propri momenti suggestivi con il nuovo Editor di eventi. Qui, chi si trova dinanzi lo schermo può combinare sfondi, altoparlanti, musica di sottofondo, messaggi e immagini degli ufficiali in una ricreazione storica tutta loro. Inoltre, l’inedita modalità War Chronicles introduce cinque nuovi brevi scenari sul campo di battaglia, tra cui la “Anti Dong Zhou Coalition”, “The Battle of Guandu”, “The Battle of Chibi”, “The Battle for Jing Province”, e “The Battle for Wuzhang Plains”. In questa nuova tipologia di gioco, i players prenderanno il controllo di forze che non possono essere scelte in scenari normali – come Zhou Yu in “The Battle of Chibi” e i rivali Zhuge Liang o Sima Yi in “The Battle for Wuzhang Plains” – e ogni scenario includerà eventi originali, aggiungendo ancora più entusiasmo alle scene classiche di Romance of the Three Kingdoms. Alla conclusione di ogni schermaglia, i giocatori verranno valutati e verrà assegnato un punteggio in base a diversi fattori tra cui quanti turni sono stati utilizzati, quanti ordini sono stati impartiti e quante volte è stata eseguita una tattica coordinata, testando le vere abilità di ogni giocatore sul campo di battaglia virtuale.

Per rendere il tutto più godibile sono state aggiunte inoltre nuove caratteristiche degli ufficiali e tattiche speciali, insieme a nuovi edifici per una topografia specifica, un calendario che ti consente di riflettere sulle attività precedenti nel gioco, la capacità di commerciare con i grandi imperi eurasiatici come Roma e l’India e la nuovissima abilità “Destroy Building” che ti consente di sabotare strutture sulla mappa e persino di impostare trappole. Nell’Expansion Pack è inclusa anche la possibilità per i giocatori di interagire con città di tribù straniere, comprese le tribù di Wuhuan, Xianbei, Qiang, Nanman e Shanyue. Anche se è sempre stato importante affrontare i conflitti nelle aree centrali della Cina, ora i giocatori dovranno pensarci due volte prima di attuare un attacco ai confini, in cui ora possono emergere battaglie tese. Se i giocatori decidono di aprire il commercio con le tribù straniere della regione, possono inviare dei loro sudditi per sviluppare le loro relazioni dopo aver acquisito determinati vantaggi geografici. Ad esempio: la conquista della provincia di Yo consente di formare amicizie con Wuhuan, mentre la conquista della provincia di Bing consente di stringere forti relazioni con Xianbei. I giocatori potranno anche scegliere di schierare le proprie truppe per conquistare queste tribù. Una volta che i giocatori stabiliscono forti relazioni con le tribù o le conquistano con successo, un Outlander Officer si unirà alle loro forze. Questi Outlander Officer estremamente potenti utilizzano la formazione “Siyi” per avere il sopravvento nelle aree montuose o nelle foreste. A ciascuna tribù è assegnato un tratto unico: gli ufficiali Qiang possono attivare la “Bow Cavalry”, mentre gli ufficiali Xianbei sono equipaggiati con “War Chariot”. Il reclutamento strategico di Outlander Officer con i tratti desiderati sarà fondamentale per unificare la Cina. Romance of the Three Kingdoms XIV: Diplomacy and Strategy Expansion Pack presenta una varietà di oggetti bonus per l’acquisto anticipato che saranno disponibili per il download gratuito entro le prime due settimane dal lancio. Lo scenario bonus “The Fall of Shu Han” sarà disponibile per i giocatori su tutte le piattaforme, mentre lo scenario “Battle of Yiling”, originariamente un bonus per l’uscita di Romance of The Three Kingdoms XIV, sarà disponibile esclusivamente per i giocatori Switch. Inoltre, lo scenario di collaborazione “Legends of Galactic Heroes”, “In the Middle of an Endless Dream” e tutti i personaggi del DLC collaborativo “Legend of the Galactic Heroes” dal numero 1 al numero 5 saranno disponibili come bonus esclusivo su Nintendo Switch. I personaggi esclusi Reinhard e Yang saranno disponibili per due settimane dopo il lancio. Dopo il lancio del gioco, saranno disponibili anche una serie di aggiornamenti del tutto gratuiti. Tirando le somma, possiamo dire senza dubbio che Romance of the Three Kingdoms XIV Diplomacy and Strategy Expansion Pack è una buona espansione, che non stravolge ovviamente più di tanto il gioco principale, ma che aggiunge comunque nuovi elementi in grado di renderlo un poco più vario e appetibile. In termini di contenuti vengono implementati quattro nuovi scenari con i relativi Signori della guerra, nuove tribù da gestire o conquistare, una manciata di elementi attivi per aggiungere funzioni agli eserciti, più una nuova modalità, anche se breve e non molto interessante. Una quantità accettabile, che però appare limitata a causa del prezzo un po’ eccessivo a nostro parere, ma che comunque se si è realmente appassionati del genere vale la pena passarci sopra.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7,5

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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