Connect with us

Cronaca

Spagna, funerali del piccolo Julen: in tanti per l’ultimo addio

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La Spagna piange Julen Rosello, il bimbo di due anni morto dopo essere caduto in un pozzo il 13 gennaio, fuori Malaga, nel comune di Totalán. Persone provenienti da tutto il Paese si sono strette al dolore dei genitori, Jose Rosello e Victoria Garcia, che solo due anni fa avevano perso un altro figlio di tre anni. La piccola bara bianca di Julen è stata accompagnata dalla mamma e il papà – a lungo applauditi dalla folla – e da un gruppo di parenti. Il bimbo riposerà nel cimitero di San Juan, accanto a suo fratello Oliver, in un quartiere di Malaga non molto distante dalla casa dove viveva.

La corsa contro il tempo, eppure Julen non ce l’ha fatta

Dal 13 gennaio centinaia di soccorritori si sono dati il cambio durante le operazioni di scavo finalizzate al recupero del bambino, finito accidentalmente in un pozzo di prospezione nel comune di Totalán, in Andalusia. Grandi rocce, ed errori di calcolo, hanno rallentato più volte i lavori di realizzazione di un tunnel parallelo al pozzo. Una volta ultima la struttura, si è proceduto rinforzando e consolidando la costruzione con tubi di acciaio per evitare frane. In seguito sono entrati in azioni gli speleologi della Brigata di Salvataggio Minerario, che hanno completato lo scavo realizzando a mano, a tratti con delle microcariche, un tunnel orizzontale di collegamento, di circa quattro chilometri, tra il nuovo tunnel al pozzo. Julen non aveva mai dato segni di vita.

Dramma familiare

Tragedia nella tragedia, José e Victoria, i genitori di Julen, hanno vissuto un dramma simile nel 2017, quando morì il loro figlio di tre anni. Olivier fu colto da “morte improvvisa”, forse un infarto, mentre passeggiava sulla spiaggia con loro.

L’incidente

L’incidente è avvenuto domenica 13 gennaio verso mezzogiorno a Totalán, dove il piccolo stava trascorrendo una giornata in campagna con la famiglia all’interno di una proprietà di conoscenti. Inizialmente, i soccorritori non credevano che il piccolo fosse caduto all’interno di un pozzo lungo 110 metri e largo appena 25 centimetri. Una volta appurata la verità, la macchina dei soccorsi non si è mai fermata. Centianaia di persone si sono date il cambio giorno e notte.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere
Commenti

Cronaca

Napoli, matrimonio trash: il sindacalista Beneduci attacca Giletti: “Aveva promesso…”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

“Mi hanno avvertito questa mattina, mentre “pensieroso e preoccupato” stavo leggendo, dopo l’accoltellamento di un 79enne a Milano da parte di un detenuto in permesso premio, che tali permessi vanno male solo nello 0,67% dei casi – SIC!
Ieri su LA7, in una trasmissione condotta da Massimo Giletti, si è parlato di Polizia Penitenziaria, ma non della Polizia Penitenziaria degli istituti, quella che si prende ogni giorno botte e insulti dai detenuti e neanche quella che prende gli schiaffi (immotivati) dal Garante dei detenuti Mauro Palma e quella delle sospensioni dal servizio da parte del Capo D.A.P. Francesco Basentini, con tanto di noncuranza-indifferenza da parte del Guardasigilli Alfonso Bonafede.

No! C’era la Polizia Penitenziaria di alcuni componenti della Banda musicale del Corpo (5 forse 6) che mesi or sono, avevano suonato al matrimonio della vedova di un boss della Camorra con un cantante neo-melodico napoletano e che, per tale ragione erano stati e tuttora sono, a quanto mi risulta, sospesi dal servizio.
Tra l’altro tra gli ospiti della trasmissione, per quello che mi è parso di vedere, c’era Alfonso Sabella magistrato, famoso “cacciatore di mafiosi”, che così tanto ha fatto per la Polizia Penitenziaria durante la sua permanenza al D.A.P….. e che, quindi, a ben ragione ne può parlare.
Ad un certo punto, durante la trasmissione si sente la voce di un sindacalista sedicente dell’O.S.A.P.P. (nessuna indicazione di chi fosse..) a difesa degli appartenenti alla suddetta banda musicale a detta dello stesso con un incarico nazionale (?) nel sindacato e poi, successivamente di un altro sindacalista di altro sindacato, in questo caso “vero” almeno nell’incarico nazionale che si sarebbe dissociato dal precedente intervento – SIC!.
Fermo restando che non risulta che alcun componente delle segreterie nazionali e regionali dell’O.S.AP.P. fosse l’intervistato da Giletti e che l’operazione posta in essere in quella trasmissione dall’altro sindacalista, non O.S.A.P.P. appare a mio avviso almeno sciocca dato il contesto, il problema ancora una volta quello delle motivazioni e dei perché.

Perché trattare un argomento del genere riguardo alla Polizia Penitenziaria in una trasmissione nazionale (senza tra l’altro invitare alcun appartenente o sindacalista del Corpo direttamente in trasmissione)?
A chi può giovare, dopo 7 mesi da quella vicenda, invero già mediaticamente trattata per diversi giorni, con tanto di servizi giornalistici e per la quale i 5 responsabili sono tuttora in “punizione” (non per eventuali contatti con la criminalità organizzata ma per doppio lavoro..), riproporre adesso questa immagine del Corpo?

Perché non parlare e non rappresentare, MAI, nelle trasmissioni televisive la Polizia Penitenziaria per quello che è e fa quotidianamente nelle carceri italiane, a contatto con i peggiori delinquenti e con i malati mentali, del tutto abbandonata a se stessa e senza neanche le uniformi da indossare?
Cosa volevano dimostrare ieri sera sulla “la 7”? Che i Poliziotti Penitenziari sono corrotti, infedeli e servi della criminalità organizzata?

Ho parlato solo una volta, qualche hanno fa, con Massimo Giletti per circa mezz’ora per una telefonata che mi avrebbero fatto in trasmissione. Mi aveva “promesso” che sulla Polizia Penitenziaria gliele avrebbe cantate perché lui è persona “senza peli sulla lingua” – il virgolettato è mio – ; poi in trasmissione mi ha fatto parlare per 7 secondi (forse perché eravamo su “la 7″…)!.
Ovviamente non ho più cercato contatti con Massimo Giletti, per carità ottimo giornalista, ma forse non proprio il giornalista interessato a trattare adeguatamente i problemi e le condizioni della Polizia Penitenziaria.
Resta quindi irrisolta la domanda del perché quel tipo di argomento, trattato in quel modo e con quel tipo di interventi in trasmissione riguardo alla Polizia Penitenziaria?
O forse i perché e i nomi del quando e del come li conosciamo già e li trattiamo-citiamo ogni giorno, contro il tentativo palese di abbattere la Polizia Penitenziaria e svilire le condizioni di sicurezza e legalità nelle carceri italiane”. Leo Beneduci

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Napoli, matrimonio trash tra Tony Colombo e la vedova del boss Gaetano Marino: forte condanna dei sindacati SIPPE E SINAPPE

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Il sindacato SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) prende le distanze dalla scelta dei colleghi agenti della polizia penitenziaria di aver partecipato come musicisti al matrimonio trash del cantante neo melodico e della vedova del boss e pertanto è totalmente in disaccordo su quanto hanno dichiarato i sindacalisti OSAPP E SAPPE che di fatto difendono una scelta sbagliata.

Il presidente SIPPE Alessandro De Pasquale e il segretario generale Carmine Olanda pertanto si dichiarano d’accordo su quanto dichiarato dal segretario generale del SINAPPE Raffaele Pellegrino che sostanzialmente condannano la scelta dei colleghi: “Abbiamo assistito – si legge nel comunicato SINAPPE condiviso dal SIPPE – al servizio messo in onda ieri sera da LA7 relativo all’inchiesta che “Fanpage.it” ha realizzato in relazione alla trasposizione televisiva del matrimonio tra un cantante
neomelodico e la vedova di ex boss di camorra.
Durante la trasmissione ampio spazio è stato riservato agli agenti della polizia penitenziaria che hanno partecipato al corteo che ha accompagnato la sposa per le vie del quartiere di Secondigliano nel giorno del matrimonio.
Dopo il vano tentativo di intervistare gli agenti in questione, il cronista di LA7 ha ricevuto una telefonata da parte della segreteria dell’O.S.A.P.P, Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria: “I colleghi sono ancora sospesi e non possono rilasciare dichiarazioni ma non hanno
fatto nulla di straordinario. Erano al posto sbagliato nel momento sbagliato!”.
Il direttore di “Fanpage.it” rincarando la dose ha asserito che “nella terza puntata della nostra inchiesta, sentiamo il rappresentante del sindacato del S.A.P.Pe che dice che i poliziotti penitenziari hanno l’abitudine ad avere rapporti con chi ha alle spalle storie di questo tipo!”
Parole (tutte) senza senso per le quali il Si.N.A.P.Pe esprime con fermezza tutta la propria indignazione!
Quei sindacalisti e, prima ancora, quegli appartenenti al Corpo, hanno palesemente offeso l’istituzione che Lei rappresenta, leso l’immagine e l’onorabilità negli anni dimostrata dalle donne e dagli uomini in divisa blu.
Non può esistere fraintendimento (“il posto sbagliato al momento sbagliato”) né ricostruzione fantasiosa e teatrale di sorta (“i poliziotti hanno l’abitudine ad avere rapporti con chi ha alle spalle storie di questo tipo”).
Il nostro Ruolo nel panorama istituzionale non deve essere Cialtronescamente ridicolizzato da chi ha perso il senso della misura, il lume della ragione, dinanzi l’evidenza dei fatti.
Un conto è “garantire la speranza” perché questo “è il nostro compito” un altro è la frequentazione di certi ambiti, anche se “liberi dal servizio” (sic!), di certi personaggi, di feste in maschera e di cavalli bianchi.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cronaca

Pomezia perde lo stabilimento Sammontana

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

“Siamo amareggiati per come stanno evolvendo le trattative. La paventata chiusura dello stabilimento Sammontana di Pomezia mette a rischio il futuro di 96 lavoratori e indebolisce il tessuto produttivo del territorio.

Fin dal primo momento, abbiamo intavolato un discorso prima con i sindacati e poi con l’azienda stessa. Abbiamo in cantiere diversi progetti, programmi e investimenti per rendere sempre più interessante investire nel nostro territorio. Questa programmazione è colpevolmente mancata negli ultimi decenni e oggi ci troviamo a dover costruire da zero.

Abbiamo chiesto a più riprese un incontro con la Regione per discutere, tutti allo stesso tavolo, del futuro delle aziende sul territorio, non solo per rincorrere situazioni puntuali, ma per instaurare un dialogo che possa creare terreno fertile per gli investimenti. Purtroppo questa collaborazione ad oggi è mancata e ci troviamo a parlare, ancora una volta, di esuberi.

Lunedì 25 novembre ci sarà un incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per affrontare la situazione: confido nella possibilità che si possano individuare altre soluzioni per mantenere il sito in città e garantire ai lavoratori un futuro sereno. È necessario un ulteriore sforzo per supportare una realtà importante presente sul nostro territorio”. Lo dichiara in una nota il Sindaco Adriano Zuccalà in merito all’annuncio della chiusura dello stabilimento Sammontana.​

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Novembre: 2019
L M M G V S D
« Ott    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette di oggi

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it