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Spread sfiora quota 300, il commissario Ue si scusa con l’Italia. Salvini: “A Bruxelles sono senza vergogna”

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Lo spread risale sopra i 280 punti base, a 282 punti, al termine dell’incontro tra il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli e il presidente Mattarella al Quirinale. Il rendimento del 10 anni italiano è in rialzo al 3,08%.

Affonda anche New York sull’ ‘onda lunga’ italiana con il Dow Jones che perde oltre il 2%.

La Borsa di Milano chiude in calo con il Ftse Mib che cede il 2,65% a 21.350 punti. Sulla seduta pesano le incertezze del quadro politico italiano dopo l’incontro tra il premier incaricato, Carlo Cottarelli, ed il capo dello stato, Sergio Mattarella, e la notizia che si rivedranno mercoledì. “Non ci sono giustificazioni, se non emotive, per quello che sta succedendo oggi sui mercati”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco parlando ‘a braccio’ rispetto al testo delle considerazioni finali riferendosi al balzo dello spread. Spread Btp-Bund chiude vicino a 300 punti base – Lo spread tra Btp e Bund chiude vicino alla soglia dei 300 punti base, a 290 punti – sugli schermi Bloomberg – con il rendimento del decennale italiano al 3,13%. Il differenziale ha segnato un’accelerazione nelle ultime battute della seduta dopo che l’incontro tra il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli e il capo dello Stato Mattarella si era appena concluso senza la presentazione della lista dei ministri. Spread btp-bund a 2 anni schizza 190 punti a quota 343 – Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a due anni e quelli tedeschi di eguale durata si è allargato oggi di 190 punti basi, pari a quasi il 2%. Lo spread tra il btp con scadenza giugno 2020 e il bund si è allargato a 343 punti. Il rendimento del btp a due anni si è impennato al 2,639%, poco meno di quanto rendeva ieri il nostro btp decennale. Borsa Wall Street affonda con Italia, Dj -2,03% – Wall Street affonda con l’onda lunga dell’Italia. Il Dow Jones perde il 2,03% a 24.252,32 punti, il Nasdaq cede lo 0,89% a 7.367,80 punti mentre lo S&P500 lascia sul terreno l’1,58% a 2.678,46 punti.

Bufera su Guenther Oettinger, commissario tedesco Ue al Bilancio

mentre si consuma una nuova giornata nera sui mercati con lo spread che schizza oltre i 300 punti e poi ripiega sulle tensioni per la formazione del nuovo governo. “Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti”, dice il commissario, secondo un tweet di Bernd Thomas Riegert, che anticipa sul social network i contenuti di un’intervista per Deutsche Welle, che sarà diffusa stasera. Il tweet sarebbe la versione corretta di un precedente post comparso nel social network, nel quale Oettinger veniva citato in modo diverso: “i mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta”.

“Non volevo mancare di rispetto e mi scuso”

Lo scrive su Twitter il commissario europeo Gunther Oettinger a proposito delle dichiarazioni sulla crisi politica italiana rilasciate durante un’intervista a Deutsche Welle.
Questa versione dell’intervista, poi rieditata dallo stesso giornalista, non è stata confermata dalla Dw all’ANSA. Il post ritirato come erroneo aveva però già suscitato molte reazioni.

“A Bruxelles – ha commentato Salvini – sono senza vergogna.

Il commissario europeo al bilancio, il tedesco Oettinger, dichiara ‘i mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta’. Se non è una minaccia questa…Io non ho paura #prima gliitaliani”. Mentre il Movimento cinque stelle chiede una smentita. Parole bollate come “offensive” anche dal Pd con Matteo Orfini.

“L’Italia merita rispetto”, Bruxelles “è pronta a cooperare responsabilmente e nel rispetto reciproco”:

così il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker in una nota. “Le sorti dell’Italia non possono dipendere da eventuali ingiunzioni dei mercati finanziari. L’Italia, indipendentemente dai partiti che la dirigeranno in futuro, è un Paese fondatore dell’Ue che ha fornito un enorme contributo all’integrazione europea”. Juncker si dice inoltre “convinto che l’Italia continuerà il suo percorso europeo”. Intanto il capo della comunicazione di Deutsche Welle, Christoph Jumpelt, chiarisce all’ANSA come sia stato possibile l’errore nel tweet sull’Italia, relativo all’intervista al commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger, che ha provocato molte reazioni indignate. “Il nostro redattore purtroppo nel suo tweet non ha separato in modo chiaro la propria valutazione dalla citazione. Di questo ci scusiamo. Questo è stato corretto col tweet successivo”, afferma Jumpelt. Arrivano poi anche le scuse dirette del giornalista. “Nel mio primo tweet ho sbagliato la citazione. Per questo l’ho cancellato. Intendevo dare un veloce reazione e una sintesi dell’intervista. Mi scuso per la confusione e per l’errore. Per favore traducete la citazione qui”. È quello che scrive il giornalista della Deutsche Welle, Bernd Thomas Riegert, su Twitter, scusandosi per aver divulgato una citazione sbagliata del commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger, che ha provocato molte reazioni indignate in Italia. “Il mio appello a tutte le istituzioni europee: per favore rispettate gli elettori: siamo qui per servirli, non per far loro lezioni”, dice in un tweet il presidente del consiglio europeo Donald Tusk. “Juncker è stato informato di questo commento sconsiderato, e mi ha chiesto di chiarire la posizione ufficiale della Commissione: compete agli italiani e soltanto a loro decidere sul futuro del loro paese, a nessun altro”, così il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker a proposito dei commenti di Oettinger.
La Borsa di Tokyo termina le contrattazioni col segno meno, con gli investitori che giudicano sempre più intricata l’instabilità politica in Italia sul medio e lungo termine. Il Nikkei ha ceduto lo 0,55% a quota 22.358,43, con una perdita di 122 punti. Sul mercato valutario in Asia l’euro perde terreno sulle principali valute, assestandosi ai minimi in 11 mesi sullo yen, a un livello inferiore a 127.
Sul calo dei mercati, interviene Ignazio Visco, parlando ‘a braccio’ rispetto al testo delle considerazioni finali. “Non ci sono giustificazioni, se non emotive, per quello che sta succedendo oggi sui mercati”, afferma il governatore della Banca d’Italia.

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Politica

Elezioni 2020, dove va Italia Viva? L’intervista al coordinatore provinciale Luca Andreassi

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Il coordinatore provinciale di Italia Viva per la provincia di Roma Luca Andreassi ospite della trasmissione di approfondimento giornalistico Officina Stampa condotta da Chiara Rai.

Andreassi fa una disamina su quelle che sono le posizioni del partito di Renzi per le prossime elezioni di settembre nei vari comuni della provincia di Roma.

Officina Stampa puntata del 02/07/2020 – L’intervista a Luca Andreassi

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In evidenza

Il SINLAI spegne 10 candeline e si conferma come punto di riferimento nel mondo del lavoro

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Dieci anni di attività per il SINLAI, il Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani nato con l’obiettivo di dare informazioni di carattere sindacale e previdenziale, ed analizzare, con occhio diverso, le molteplici iniziative messe in campo dalle varie sigle sindacali, sia confederali che autonome.

Il SINLAI nasce come strumento di tutela, non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per le partite IVA come ditte individuali e imprenditori includendo nel proprio raggio d’azione anche casalinghe e disoccupati.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 25/6/2020

E dopo un primo anno di attività, svolto soprattutto attraverso i social, dove tantissime persone hanno iniziato a chiedere informazioni riguardo la compilazione di pratiche presso Enti previdenziali, Agenzia delle Entrate oppure richiedendo di intervenire presso alcune aziende per cercare di risolvere diverse criticità che si andavano a creare nei luoghi di lavoro il SINLAI oggi rappresenta un punto di riferimento per tante realtà rappresentative del mondo del lavoro. 

L’intervista a Valerio Arenare Segretario Nazionale SINLAI – Officina Stampa del 25/6/2020

E Valerio Arenare, segretario nazionale del SINLAI ha voluto riassumere questi primi 10 anni di attività con una lettera inviata a tutti i sostenitori e fruitori del sindacato chiudendo con “Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie. Crede all’azione, a chi gli indica le vie del destino. Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale”.

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Economia e Finanza

Cassa Integrazione, quando Conte diceva: pagheremo tutti entro il 15 aprile e se possibile anche prima

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Tante persone, forse troppe, quelle rimaste fino ad oggi senza Cassa Integrazione, lo strumento di sostegno salariale che doveva essere in realtà garantito per lavoratori e aziende e che non è stato celere ed efficiente come promesso.

E mentre la polemica non si placa e le critiche nei confronti del Governo aumentano arriva un documento interno dell’INPS, diffuso dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che getta benzina sul fuoco.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 25/6/2020

Stando a quanto dichiarato dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico e dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo sono solo 123.542 le persone ancora in attesa di ricevere la Cassa Integrazione aggiornata allo scorso giovedì 18 giugno.

Le stime dicono che il 96% dei versamenti è stato fatto e pertanto solo una piccola percentuale di lavoratori deve ancora ricevere il sostegno.

Ai numeri riportati da Tridico e Catalfo però si antepongono quelli resi noti da Gasparri che nello specifico ha fatto trapelare un documento interno INPS dove risulterebbe in pratica che le persone in attesa di ricevere la Cig sono circa 10 volte di più rispetto a quelli detti cioè 120.000 del report ufficiale

Nel documento si evince che mettendo insieme cassa ordinaria in deroga e fondo di integrazione salariale 1.200.000 sono i lavoratori che ancora devono essere pagati il che cambia tutto

Tra le stime riportate da Tridico confermate dalla Catalfo e quelle di Gasparri a conti fatti c’è una bella differenza. A prima occhiata è inevitabile pensarlo è anche difficile che si possa trattare di una svista.

Ma allora dove sta la verità? Come riportato dal Corriere della Sera più che provare a capire chi sta mentendo veramente bisognerebbe solo leggere meglio i dati. Il documento interno INPS divulgato da Gasparri infatti parla di oltre un milione di persone in attesa ma tiene conto di tutte le persone che avevano richiesto la Cig. Tra questi però rientrano anche tutti quelli che si sono visti rifiutare la domanda per mancanza di requisiti e quelli che non l’hanno ricevuta perché non hanno confermato la richiesta. Tuttavia anche togliendo gli scartati e quelli che non hanno confermato il numero rimane ancora lontano dai 123.542 casi ancora in sospeso confermati però dall’INPS in maniera ufficiale.

Tra promesse, proroghe, appuntamenti mancati e accuse c’è oggi ancora tanta confusione e soprattutto anche poca trasparenza.

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