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Economia e Finanza

STAMINA, MARINO ANDOLINA PRESENTA IL SUO LIBRO: “UN PEDIATRA IN GUERRA: DALLE AREE DI CRISI ALLA BATTAGLIA SULLE STAMINALI”

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Mercoledì 9 aprile 2014 all’Arion Esposizioni, in via Milano 17, alle ore 18.00

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di Cinzia Marchegiani

Roma – In una delle più suggestive librerie del mondo, arriva anche a Roma la presentazione del libro del dottor Marino Andolina.

Pediatra e medico oltre frontiera nasconde ai più una vita di passione, fatta di lotte e battaglie uniche nel suo genere che lo ha visto sempre al fianco e solo dei malati.

L’osservatore d'Italia che in merito al caso Stamina ha condotto moltissime inchieste sul mondo della sanità e degli interessi nascosti da alcuni scienziati, allargando quella prospettiva su ciò che è stato stamina ha sempre e solo cercato, con documenti oggettivi, una verità scomoda, quella che si nasconde nelle pieghe dell’informazione, quella che spesso è anche difficile poter accettare, perché crudele soprattutto con i più deboli della società, per l’appunto i malati.

Questa verità ora sta emergendo con tutta la sua forza da quella Commissione Conoscitiva espletata al Senato, che ha condotto un’indagine che avrebbe dovuto stanare ombre dell’illegalità ma che invece riconferma la linea tenuta dal nostro giornale, che  lontano dai gossip e notizie giornalmente screditate, ha riportato sempre ai lettori, i dati oggettivi dei documenti ministeriali, istituzionali e ospedalieri.

Così, nel gioco delle parole, delle manipolazioni della realtà rimangono ora solo ed esclusivamente questi documenti, che testimoniano la storia delle cure compassionevoli agli Spedali Civili di Brescia e che emergendo con tutta la loro eloquenza conducono, per gioco forza ad interrogativi e riflessioni amare sul ruolo delle istituzioni, determinante sul destino di vite preziose, progetti, sogni e dolori immensi.

Roma rappresenta una piazza storica che ha visto moltissime manifestazioni per Stamina e chi ne ha difeso la sua metodica conosce benissimo la forza di Andolina, ma non tutti forse conoscono la sua vita, la sua formazione medica che ha origini con l’incontro più importante e formativo della sua persona, Franco Panizon, padre della moderna pediatria. Mursia, la casa editrice che ha sostenuto questo progetto editoriale, lo presenta con queste efficaci parole: “Genio e sregolatezza è forse la migliore definizione per Marino Andolina, medico triestino trapiantato nei balcani, durante la guerra, e tornato in Italia a fianco di Vannoni per sostenere le cure con le staminali. Un lottatore di prima linea che scaglia fendenti per difendere le sue idee e le sue convinzioni e che racconta tutto ciò in un libro.”

Marino Andolina si mette a nudo in questo testo autobiografico, nero su bianco scrive le sue intime riflessioni, da quando al momento della sua laurea si definisce un ragazzino timido fino a diventare una macchina da guerra in giro di pochi mesi. Spalla a spalla col suo padre formativo e guida unico nel suo genere, per l’appunto il professor Franco Panizon, confessa che ha imparato da lui l’importanza di saper reagire allo stress, poiché guardando negli occhi un paziente, in quell’esatto momento  si da il meglio di se stessi. Forgiato dalla mente brillante del suo maestro, dal suo incessante stimolo ad ascoltare ogni medico per confrontare le conoscenze specifiche, Andolina  definisce  Panizon, con infinita stima, il pediatra più colto d’Italia e probabilmente d’Europa. Con lui Andolina è diventato un medico che non conosce ostacoli, vivendo oltre frontiera i drammi umani e lì ha portato non solo le sue conoscenze mediche, ma quello spirito avventuristico e di coscienza che gli ha permesso di affrontare  missioni  e situazioni oltre l’immaginabile in aree mondiali devastate dalla  guerra come Libano, Romania, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Somalia…. Darfur, lontane dai nostri occhi e dalla nostra sopportazione umana.

Domani, mercoledì 9 aprile 2014 all’Arion Esposizioni, in via Milano 17, alle ore 18.00 un appuntamento con Andolina per cominciare a conoscere un medico che sa donarsi completamente, per scoprire che oltre stamina, c’è un universo reale e tangibile di dolore, di impotenza che solo pochi uomini riescono ad affrontare. Il genio e sregolatezza dona l’anima a chi è capace di apprezzarla. L’osservatore d’Italia non poteva mancare a Roma, da lì sono partite le inchieste, da quando due giovani ragazzi hanno fatto storia con il presidio del Civico 177-A.

Sarà un momento per capire, riflettere e conoscere un uomo che riesce a dare sempre e solo se stesso, nel bene e nel male.

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Costume e Società

Semi di cannabis: cosa sapere prima di acquistarli

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Quando si parla di cannabis light, si apre un vero e proprio mondo, che comprende anche i semi. Si possono acquistare? Come vanno trattati? Nelle prossime righe di questo articolo, rispondiamo assieme a queste e ad altre domande sul tema.

Semi di cannabis: come riconoscere i migliori

La normativa attualmente vigente in Italia consente all’utente finale di acquistare semi di marijuana. L’importante è che si tratti di cannabis a basso contenuto di THC. Giusto per dare qualche numero in merito, facciamo presente che la percentuale di questo principio attivo, psicoattivo per eccellenza, non deve superare lo 0,2%. Nel testo della Legge 242/2016, punto di svolta normativo che ha rivoluzionato parte dell’economia italiana dando vita a un nuovo business, si mette in primo piano quella che, a tutti gli effetti, è una soglia di tolleranza, consentendo la commercializzazione di cannabis con un contenuto di THC pari allo 0,6%.

Detto questo, facciamo presente che, quando si parla dei semi, si inquadrano prodotti che possono essere regolarmente acquistati sia online, sia presso store fisici. Fondamentale è che il negoziante fornisca il certificato attestante l’iscrizione al Registro Europeo delle Sementi.

I semi di cannabis di qualità possono essere riconosciuti grazie a diversi criteri. Tra questi, come evidenziato da diversi esperti, non rientrano né la forma, né le dimensioni. Come mai? Il motivo è molto semplice e riguarda il fatto che, come nel caso di tantissime altre piante, anche in quello della cannabis esistono varietà che producono semi di una determinata grandezza e altre che, invece, li hanno più grandi o più piccoli. Un esempio utile da chiamare in causa è quello della varietà Indica, che produce semi generalmente più grandi rispetto a quelle delle altre tipologie di cannabis.

Un fattore che invece può rivelarsi indicativo della qualità è il colore. In linea di massima, un seme di marijuana degno di interesse è caratterizzato da una cromia tendente al marrone. In alcuni frangenti, si può notare la presenza di macchie tendenti al nero.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei criteri da considerare quando si punta a scegliere semi di marijuana di qualità! Tra questi è possibile citare la durezza al tatto. Meno un seme è morbido, migliore è la sua qualità.

Cosa sapere sul sesso dei semi

I semi di cannabis che si possono acquistare sia online, sia nei negozi fisici provengono da piante di sesso femminile. Sono tantissime le persone che, alle prime armi nel mondo della cannabis light, si chiedono se sia possibile o meno riconoscere dall’aspetto esterno i semi di cannabis femminizzati. La risposta è negativa. A tal proposito è bene sottolineare l’importanza di diffidare da articoli e schede presenti sul web che millantano la possibilità di riconoscere il sesso dei semi da dettagli esterni come la presenza di depressioni sulle superficie.

I semi di cannabis sono commestibili?

La risposta è affermativa: i semi di cannabis sono commestibili. Quando li si nomina, è doveroso citare un’interessante ricchezza di nutrienti. Fonti di proteine, acidi grassi insaturi e vitamine come la A, la D e la B, possono essere assunti sia crudi, sia tostati.

Prezzi

A questo punto, non resta che chiedersi quanto costino i semi di cannabis. Non è possibile dare una risposta univoca in merito. Sono diversi i fattori che concorrono al prezzo. Tra questi, è possibile citare la genetica della pianta. Per dare qualche numero in merito, ricordiamo che semi di varietà come la Kompolti, tra le più celebri quando si parla di cannabis a basso contenuto di THC, possono costare attorno ai 6 euro a confezione da 25 semi.

Diverso è il caso dei semi di un’altra famosissima varietà, ossia la orange. In questo caso, si può arrivare anche a 10 euro a confezione.

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Cronaca

#Riapritelefrontiere: una nuova iniziativa di Fiavet Lazio per riavviare il settore dei viaggi

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#Riapritelefrontiere. E’ questa l’iniziativa che Fiavet Lazio, si appresta a lanciare sul web per raccogliere il maggior numero di consensi ai fini di una petizione nazionale da presentare al Ministero della Salute e al Capo del Governo.

“Dopo dieci mesi di inattività, ristori inadeguati e soprattutto senza alcuna prospettiva futura, chiediamo al Governo di intervenire per salvaguardare l’attività di quasi diecimila aziende e migliaia di lavoratori”. E’ quanto ha dichiarato Ernesto Mazzi, Presidente dell’Associazione, a margine dell’ultima protesta della categoria a Roma.

“Per l’ennesima volta, continua il Presidente della più longeva associazione di categoria d’Italia, abbiamo chiesto al Governo di aiutarci e soprattutto di porre rimedio ad una situazione che si sta facendo sempre più critica. Il settore ha bisogno di risposte concrete e soprattutto di programmazione. Per questo ora chiediamo che vengano riaperte le frontiere, secondo le norme di sicurezza in vigore e diligentemente applicate dagli operatori turistici mondiali. All’inizio della pandemia, in assenza di qualsiasi norma di sicurezza negli aeroporti, per le compagnie aeree e per le strutture ricettive, è parso oltreché giustificato, finanche lecito, la chiusura delle frontiere per evitare le diffusione del virus. Con il messaggio #iorestoacasa lanciato all’epoca, abbiamo tutti pensato che bisognava “resistere, per ricominciare”.

Oggi, con l’esperienza acquisita sulla trasmissione della pandemia, alla luce delle norme introdotte e raccomandate per evitare al massimo i contagi e soprattutto alla luce dell’introduzione dei vaccini, possiamo dire che è più sicuro viaggiare che entrare in un supermercato o in un centro commerciale ove non vi è l’obbligo di presentare un tampone negativo. Dopo l’applicazione da parte di quasi tutti gli stati interessati allo sviluppo del turismo e della conseguente accettazione di tutte le norme standard di sicurezza, universalmente riconosciute, dopo l’introduzione dei voli covid free e dopo la ripartenza delle crociere, è arrivato il momento di pensare ad uno step successivo: la riapertura delle frontiere, sia pure nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico ed approvate dal Governo. Soltanto riaprendo le frontiere, conclude il Presidente Mazzi, la gente potrà riprendere lentamente a viaggiare e a permettere a tutte le aziende del settore (agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree, bus turistici, guide, accompagnatori e strutture ricettive) di ricominciare a lavorare. Il calo del fatturato delle agenzie di viaggio riesce a superare anche quello delle attività di alloggio, quello del trasporto aereo e quello della ristorazione. Ormai abbiamo passato il punto di non ritorno e continuando “di fatto” a non poter svolgere la nostra attività, migliaia di aziende chiuderanno con milioni di disoccupati in breve tempo. E questo non è soltanto un problema economico, ma anche sociale, a meno che non si conceda un congruo fondo perduto in tempi rapidissimi per il periodo Agosto 2020 -Marzo 2021”.

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Economia e Finanza

Bankitalia, bollettino economico: slitta la ripresa. Crescita 2021 stimata al 3,5%

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“La seconda ondata pandemica, come negli altri paesi dell’area, ha determinato una nuova contrazione del prodotto nel quarto trimestre” che pur con elevata incertezza è “valutabile nell’ordine del -3,5%”.

Lo rileva Bankitalia nel bollettino economico: l’effetto di trascinamento della flessione di fine 2020 sui primi mesi dell’anno in corso fa slittare una ripresa robusta all’estate e taglia la stima di crescita 2021 a +3,5%, oltre un punto in meno rispetto alle previsioni di luglio.

Più decisa l’accelerazione nel 2022 a +3,8%, e con un +2,3 per il 2023

“Sono i timori di contagio, più che le misure restrittive, a frenare ancora i consumi di servizi”, rileva Bankitalia, citando i dati di una rilevazione fra le famiglie italiane. Il calo dell’attività economica – scrive Bankitalia – “è stato pronunciato nei servizi e marginale nella manifattura”, con le attese delle imprese peggiorate per la seconda ondata ma lontane dal pessimismo raggiunto nella prima metà dello scorso anno”: le aziende intendono espandere i propri piani di investimento per il 2021. 

Gli “effetti della pandemia sull’esposizione al rischio di credito delle banche italiane potrebbero essere più elevate” fra quelle di minori dimensioni. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che cita una recente analisi dell’istituto centrale. Per il governatore infatti le banche ‘non significant’ presentamo un composizione diversa del portafoglio di crediti. 

Imporre delle perdite ai creditori delle banche medie e piccole “in assenza di adeguati cuscinetti (buffer) di capitale Mrel per assorbirle “finirebbe per colpire i loro depositi con un possibile effetto a catena negativo sulle altre piccole banche”, spiega Visco.

L’impatto “della crisi Covid sui bilanci delle banche è rimasto fino ad ora limitato” ma “non possiamo escludere che una volta che le misure di supporto dei governi siano rimosse alcune banche possano avere un significativo deterioramento della loro qualità degli attivi “: Lo afferma il responsabile del supervisory board della Bce Andrea Enria.

Enria propone un “quadro di regole effettivo e integrato per la gestione delle crisi” bancarie e l’assicurazione dei depositi “che includa anche quelle piccole e medie” sul modello della Fidc degli Stati Uniti. Parlando a un workshop online, Enria ha chiesto appunto uno schema unico europeo di assicurazione dei depositi, strumenti comuni per la liquidazione delle banche di tutte le dimensioni.

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