Connect with us

Scienza e Tecnologia

STAMINA: RIFLETTORI ACCESI SULLA SENATRICE ELENA CATTANEO

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Dopo la sentenza del Tribunale di Pesaro, il piccolo Federico Mezzina è riuscito a poter proseguire la terapia con le infusioni staminali col metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia. Come avvenne il 4 dicembre 2013, quando il Tar del Lazio commissariò l’intero comitato scientifico nominato per far decollare la sperimentazione, di nuovo rientrano in scena le accuse, soprattutto dei ricercatori del calibro Cattaneo, che nonoistante il palese conflitto d’interesse stanno minando l’oggettività dei documenti emersi sulle infusioni e l’indipendenza dei magistrati. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pesaro rispedisce al mittente le accuse, mentre è partita la Petizione Popolare per difendere l’indipendenza della stessa magistratura

 

di Cinzia Marchegiani

La senatrice Elena Cattaneo critica non vuota di acredine un giudice e la sua sentenza per aver adottato ex artt 669 duodecies e 68 del codice di procedura civile e invoca il Consiglio Supremo della Magistratura (CSM) affinché intervenga per giudicare l’operato dello stesso giudice. Mai nella storia della Repubblica Italiana, un ricercatore e per di più senatore ha minato la separazione dei poteri, il valore della Costituzione Italiana che nei suoi tabella tutela il diritto dell’autodeterminazione soprattutto nell’art. 32.

Il Consiglio dell'Ordine chiede maggiore rispetto in riferimento a decisioni che riguardano la speranza di vita ed il futuro di un bambino: "Il Patto di Solidarietà, costituita dalle associazioni Alleanza Italiana, Movimento Vite Sospese, Viva la Vita onlus Italia, Progetto Noemi onlus, Mattia Fagnoni onlus, Un sorriso per Ginevra – dicono dal Consiglio – denuncia questa persecuzione da parte dei detrattori che minano l’onestà intellettuale che certi personaggi dovrebbero profondere. Le nuove infusioni a cui è stato sottoposto il piccolo Federico dimostrano che non sempre chi coltiva interessi diversi dalla salute dei malati riesce ad averla vinta. Ma soprattutto sono la prova che non è vero quello che è stato detto in questi mesi, anche da certa stampa, e cioè che le cellule sono pericolose e possono provocare Aids e morbo della mucca pazza". Infatti, proseguono, le cellule infuse oggi a Federico hanno passato i test di sterilità e qualità e quindi l'Azienda ospedaliera di Brescia sa bene che cosa ha infuso, e questa è la prova che non sono pericolose, altrimenti non si sarebbe proceduto con le infusioni. Ovvia la conclusione: "questa senatrice – rincarano – che ha invocato l'intervento del Csm contro un magistrato reo di aver applicato la legge in favore dei malati mente sapendo bene di mentire. Ma le bugie hanno le gambe corte. Peccato solo che le vite di questi bambini in attesa di cure con cellule staminali sono ancora più corte, e la piccola Rita è morta sulla base di queste false allusioni.”

Elisa Visconti presidente di Alleanza Italiana senza giri di parole, in merito alla separazione dei poteri e le azioni di scienza, politica e magistratura denuncia le ingerenze e le influenze gravi e antitetiche di una senatrice scienziata che non è nuova ad esternazioni manipolatorie e diffamatorie: ”Il suo richiedere al CSM un intervento contro le ordinanze assunte dai giudici a favore dei malati è un affronto inqualificabile e pernicioso – afferma Visconti – che potrebbe addirittura influenzare la magistratura. Il ruolo della giustizia che da sempre tutela gli interessi della cittadinanza e del malato deve poter essere svolto con la massima libertà, ed è gravissimo che un esponente politico, oltretutto coinvolto in associazioni di ricerca in netto contrasto con la metodica in oggetto, ne voglia influenzare le scelte che sono legittime e che si basano unicamente sulla gravità delle malattie trattate ex art. 700 e sul rispetto dei diritti naturali dell'uomo e dell'applicazione delle leggi italiane Turco Fazio e Balduzzi, che ne legiferano la diffusione e l'utilizzo. Queste associazioni unite nel Patto di Solidarietà, hanno annunciato provvedimenti di origine legale contro le costanti infamanti e delittuose influenze politiche verso la giustizia e le azioni sulle libertà mediche". Delle azioni degli scienziati, o meglio ricercatori che per etica e rispetto verso quei principi irrinunciabili che vietano gli attori di conflitti d’interesse a condizionare azioni e leggi oltre l’opinione pubblica, la stessa Visconti ricordando come in una Repubblica che si rispetti rimane inaccettabile che tali condotte svolte a livello demagogico non siano condannate e perseguite, invita la Senatrice Elena Cattaneo a dimettersi perché sta mettendo a rischio la democrazia con atteggiamenti totalitari che, se non fossero così gravi, potrebbero sembrare uno scherzo della natura. Parimenti denuncia il silenzio assenso dei garante dello Stato, in primis Giorgio Napolitano che invece dovrebbe mettere sotto lente d’ingrandimento questo ambiguo comportamento continuamente perpetrato e dovrebbe far rientrare nei propri compiti i senatori da lui nominati, che minacciano e offendono la costituzione Italiana. Fanno riflettere le parole della Visconti: “… Pur di cercare di affossare la metodica, ora si cerca persino di influenzare la magistratura".

Come anticipato nelle nostre prime inchieste, l’Associazione Luca Coscioni e tutti i ricercatori che sono stati o sono parte del direttivo, nonché i ricercatori che sono in conflitto d’interesse con la sperimentazione con il metodo Stamina sono in una posizione molto opinabile e per questo non potrebbero prendere posizioni in merito, soprattutto quella trasparenza che loro chiedono, dovrebbero per prima attuarla. Le loro posizioni sono messe in forte discussione anche in merito al video dell’Associazione Luca Coscioni che mostra Luca Coscioni affetto da Sla in viaggio in ambulanza verso l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, dove la voce di sottofondo spiega che sta per ricevere l’autotrapianto delle cellule staminali mesenchimali prelevate dal suo midollo osseo e rinfuse nel suo midollo spinale dopo essere state in colture. Le ultime parole del video che rappresentando il pensiero di Luca ora diventano un macigno: "decidere di fare la cavia non è stata una scelta facile…” che assieme alla sua frase: “Non privare mai un uomo dell’Amore e della Speranza. Quest’uomo cammina, ma in realtà è morto” sul suo sito, diventano evidenze sconcertanti per la stessa omonima associazione! Che dire, dopo tutta la campagna che la stessa associazione (nata in ricordo di Luca e del suo calvario) ha perpetrato contro i familiari e la metodica stamina lascia solo un grande vuoto e un imbarazzo a memoria dello stesso Luca che ora riposa in pace lontano da tutta questa gigantesca bolla mediatica. Allo stato attuale è inquietante che si debba ricorrere ad una “Petizione Popolare a difesa dell’indipendenza della magistratura” partita da poche ore che sta raccogliendo le firme, e quindi le adesioni, affinché il CSM garantisca l’indipendenza e la libertà dei giudici, tutt’oggi messa gravemente a repentaglio e con la quale tra l’altro si chiede che venga punito chi in evidente conflitto d’interesse si è reso autore di attacchi alla magistratura indipendente. 

Per chiedere onestà intellettuale occorre prima dimostrarla, altrimenti decade ogni monito, ogni riserva ma soprattutto rimane evidente quel lecito sospetto, che si nascondono dietro agli affondi della scienza che sembra voglia pilotare proprio tutti, ma soprattutto sembra voglia profanare il diritto del malato. Nella speranza che dalla memoria abrasa riemerga tutta la documentazione, ricordiamo che quelle infusioni non sono veleno di serpente, ma sono cellule mesenchimali vitali, come il documento dell’ISS lo aveva confermato nel lontano 2012… chi tace acconsente in ogni caso. 

Stamina sta allarmando l'etica del nostro Stato. Laddove la scienza pretende di sostituirsi alla politica e alle leggi, minando i poteri indipendenti della magistratura, il passo alla deregolamentazione è breve. Purtroppo gli scenari  monitorati nelle inchieste de L’Osservatore d’Italia in tempi non sospetti, si stanno rivelando non solo reali, ma al di sopra di qualsiasi fervida immaginazione. A conti fatti sembra che la scienza si sta preparando una poltrona tutta speciale dove poter condizionare la nostra Costituzione Italiana, la nostra magistratura e il governo, e scardinando le regole del nostro paese, dove ancora e per fortuna vige la separazione dei poteri. La sentenza del tribunale di Pesaro emessa lo scorso 3 giugno con la quale nominava quale ausiliario esperto il dr Marino Andolina, a parziale modifica della sua stessa ordinanza ex art 669 duodecies c.p.c. dello scorso maggio, ha permesso al piccolo Federico Mezzina di poter ricevere quelle terapie con il metodo Stamina lo scorso sabato 7 giugno 2014. Nessuna legge è stata violata, nessuna terapia segreta o mostruosa è stata infusa, per fortuna il laboratorio di analisi, come sempre, ha rilasciato il documento delle analisi eseguite sul preparato da infondere, particolare che molti detrattori dimenticano di citare, come dimenticano di citare tutti i documenti emersi che dichiarano che queste infusioni non hanno dato alcun effetto collaterale, come confermato dallo stesso ex Ministro della Salute Renato Balduzzi. Ci sono vuoti di memoria che vengono utilizzati per aizzare l’opinione pubblica contro qualcosa di aberrante, mentre si tratta semplicemente di attuazione di sentenze che vanno a tutela soprattutto dei malati. E come una sequenza scritta, lo stesso linciaggio mediatico innescato dopo la storica sentenza del Tar del Lazio dello scorso 4 dicembre 2013, che commissariò l'intera commissione scientifica viene questi giorni riproposto dopo la sentenza di Pesaro, disorientando come sempre gli utenti.  Alle accuse della senatrice Cattaneo il Consiglio dell'Ordine avvocati di Pesaro non fa mancare il sostegno del Tribunale, che ha nominato Marino Andolina commissario ad acta, e in una nota fa emergere le accuse stonate sollevate: ''Il consiglio ribadisce la propria disapprovazione per l'atteggiamento intimidatorio che certa politica intende esercitare su decisioni giurisprudenziali assunte in assoluta autonomia, correttezza, approfondimento e buon senso. Come ha sottolineato, da ultimo la Corte europea dei diritti dell'uomo,trattandosi di infusione anteriore alla legge 57 del 2013, il piccolo Federico aveva diritto a proseguire il trattamento. L’Osservatore d’Italia nell’indagare aveva con lungimiranza anticipato i sospetti, era il 10 ottobre 2013 con l’articolo “Stamina, Un giallo dalla tinta forte…definiva “Pittoresca dai toni forse troppo imbarazzante sta prendendo la piega di questa storia che allarma le coscienze e vanifica il senso della responsabilità e della credibilità delle nostre istituzioni. Il caso Stamina è un grande pasticcio, alimentato da un complicato progetto quasi architettonico teso a confondere i consensi, l’etica e soprattutto a capovolgere quel mirabile capolavoro chiamato Carta Costituzionale.” Ora le prossime inchieste saranno più decisive nel riavvolgere i tanti leciti sospetti che purtroppo completano la fotografia che passo dopo passo abbiamo cercato di rendere più nitida possibile….Nessuno è innocente, a parte i malati che lottano per le "infusioni di vita"!

LEGGI ANCHE: 

07/06/2014 STAMINA INFUSIONE PER LA VITA PER FEDERICO MEZZINA

03/06/2014 STAMINA: MUORE RITA LOREFICE

01/06/2014 STAMINA SENTENZA STRASBURGO: TANTO RUMORE PER NULLA

23/05/2014 STAMINA, MINISTRO LORENZIN: CONTRADDIZIONI SHOCK

20/05/2014 MARSALA MALASANITA’: GIOELE GENOVA POTRA' OTTENERE L'ASSISTENZA DOMICILIARE

 11/05/2014 STAMINA CONTRADDIZIONI SHOCK: QUALCUNO FERMI QUESTA MATTANZA

 08/05/2014 STAMINA: DISPERATO APPELLO DELLA MAMMA DEL PICCOLO DANIELE TORTORELLI CHE STA MORENDO

 28/04/2014 STAMINA SPEDALI CIVILI DI BRESCIA: LE INFUSIONI RIMANGONO SOSPESE

 24/04/2014 STAMINA: TRA CONTRADDIZIONI, INDAGINI, ACCUSE E… DOCUMENTI SEGRETI

 17/04/2014 STAMINA L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA: SENTENZA SHOCK CHE SCUOTE POLITICA E SANITA'

 08/04/2014 STAMINA, MARINO ANDOLINA PRESENTA IL SUO LIBRO: “UN PEDIATRA IN GUERRA: DALLE AREE DI CRISI ALLA BATTAGLIA SULLE STAMINALI”

 04/04/2014 STAMINA: IL PAE DIFFIDA COMMISSARIO E DIRETTRICE SANITARIA DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA

 10/03/2014 CASO AIFA NEL MIRINO DELLA PROCURA: PIOVELLA DELLA SOI RISPONDE ALL'OSSERVATORE D'ITALIA

 07/03/2014 NOVARTIS E ROCHE SANZIONATE DALL’ANTITRUST 180 MILIONI PER ESSERSI ACCORDATE ILLECITAMENTE

 10/03/2014 STAMINA, AIFA SOTTO ACCUSA: QUANTO POTERE DISCREZIONALE CON LE INDAGINI DELLA PROCURA IN CORSO?

 05/03/2014 STAMINA: FIRMATO IL NUOVO DECRETO DI NOMINA DEL COMITATO SCIENTIFICO PER LA SPERIMENTAZIONE

 19/02/2014 STAMINA: TRA RIVELAZIONI, VERITA' E GLI ITALIANI CHE ASPETTANO DI CURARSI

 12/02/2014 STAMINA: PRENDERE O LASCIARE

 07/02/2014 STAMINA: CECCHI PAONE DOVREBBE SCUSARSI

 05/02/2014 STAMINA E CURE COMPASSIONEVOLI: 50 MILA FIRME PER UNA LEGGE CHE TUTELI IL DIRITTO ALLA CURA

 02/02/2014 STAMINA:CECCHI PAONE E LA SUA ARRINGA VERSO UNA MADRE CHE HA CURATO LA PICCOLA LUDOVICA CON IL METODO DI VANNONI

 29/01/2014 STAMINA, SPEDALI DI BRESCIA: I MEDICI SI RIFIUTANO DI SOMMINISTRARE LA TERAPIA E PIOMBA UNA DIFFIDA

 11/11/2013 STAMINA: APERTO IL VASO DI PANDORA 

 25/10/2013 CASO STAMINA – GIU’ LA MASCHERA 

 10/10/2013 STAMINA: UN GIALLO DALLA TINTA FORTE 

 22/09/2013 CASO STAMINA: SOFIA, CI DISPIACE! 

 15/09/2013 ROMA, CASO STAMINA: SEGNALI DALLA UE 

 08/09/2013 ROMA, CASO STAMINA: BATTAGLIA UNIVERSALE 

 31/07/2013 ROMA, SIT MONTECITORIO PRO METODO VANNONI: PER AGGRAPPARSI ALLA VITA CI VUOLE L'AIUTO DI TUTTE LE ISTITUZIONI

Print Friendly, PDF & Email

In evidenza

L’evoluzione del gioco: dalla grafica 3d alla realtà virtuale

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

I più grandi ricorderanno gli albori del gioco digitale, intorno alla fine degli anni ’90. Si trattava di giochi piuttosto semplici, lineari, dai “pattern” prestabiliti e delle animazioni grafiche piuttosto banali. Il tutto, ovviamente, se visto con gli di oggi.

In tema di gioco online, specie se si parla di casinò, vi è un’azienda che, più di tutti, ha valicato le ere digitali, mantenendosi sempre al timone dell’industria: la Microgaming. Il online casino Microgaming è stato il primo a proporre ai suoi utenti la possibilità di provare alcuni titoli con grafica tridimensionale. Si trattava di giochi in cui veniva utilizzata una tecnologia che si basava sui “poligoni”, un vero e proprio incastro di forme geometriche come triangoli o rettangoli che davano vita ai personaggi e alle ambientazioni di gioco.

Contestualmente, si è passati dalle slot machine bidimensionali alle prime slot a tre dimensioni. Se i giochi degli anni Novanta hanno segnato un’epoca e rimangono tra i più amati dai giocatori di quella generazione, oggi i gusti sono nettamente diversi. Infatti, è stato più volte dimostrato come i giocatori odierni preferiscano di gran lunga approcciarsi ad un titolo o ad un gioco che garantisca una certa qualità grafica dei propri contenuti. La grafica tridimensionale, un tempo riservata a pochi, è divenuta lo standard ed oggi rappresenta il punto di partenza per ogni titolo. Ad essa, si è aggiunta la risoluzione grafica che è passata dall’ormai preistorica 240p al Full HD (1920×1080 pixel) fino alla risoluzione in 4K HDR.

Al giorno d’oggi, è quindi più complesso spiccare per i motivi precedentemente illustrati e le software house devono proporre al giocatore qualcosa di ancor più accattivante come, ad esempio, la cosiddetta realtà virtuale. Sono ancora pochi i titoli che la implementano anche a causa delle attrezzature che essa richiede, ma non c’è dubbio che la prossima frontiera dell’innovazione passerà per il VR (virtual reality) e renderà le esperienze di gioco sempre più verosimili.

Tra i più grandi successi presenti nel gioco digitale odierno non si può non citare una slot machine straordinaria ed ormai famosa in tutto il mondo: la Book of Ra Deluxe Edition. Si tratta di un titolo che travalica le generazioni ed è passato dal mondo bidimensionale a quello tridimensionale, senza mai snaturarsi. Ancora, vi è la slot Gonzo’s Quest che – allo stesso modo – si è distinta per longevità e qualità dei contenuti come, ad esempio, i blocchi di pietra che costituiscono i classici rulli di gioco.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Scienza e Tecnologia

Control Ultimate Edition, il paranormale diventa next-gen

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Control Ultimate edition torna con una veste grafica migliorata per le console di nuova generazione. A diversi mesi dal lancio della versione originale, infatti, l’action shooter di Remedy Entertainment debutta anche su next-gen. Il risultato? Andiamolo a scoprire. Control è un titolo dall’ottimo intreccio narrativo graziato da un gameplay intrigante e da un setting costruito con rara maestria che, però, già nel 2019 quando fu rilasciato in versione “normale”, soffriva a causa delle limitazioni tecniche imposte dalla scarsa potenza delle console di scorsa generazione che comportavano rallentamenti e vistosi cali di frame-rate. Proprio per questo motivo Control: Ultimate Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo possibile per godersi l’ultima fatica di Remedy in una versione tecnicamente ineccepibile e comprensiva delle due chiacchieratissime espansioni rilasciate nei mesi successivi al lancio: The Foundation e AWE. La storia ovviamente è rimasta del tutto invariata rispetto a quanto visto nell’edizione base (qui la nostra recensione) narra le vicende di Jesse Faden, una ragazza originaria della fittizia città di Ordinary che, dopo aver assistito ad un cataclisma di notevoli proporzioni durante la sua infanzia, ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca di Dylan, un fratello apparentemente disperso da quasi vent’anni. Le sue incessanti indagini la conducono fino alle porte della Oldest House, un edificio situato nel cuore di New York appartenente al Federal Bureau of Control, un organismo occulto del governo statunitense che si occupa di studiare, affrontare e contenere i fenomeni paranormali che continuano a verificarsi in giro per il mondo. La particolarità della struttura è quella di essere invisibile all’occhio umano dall’esterno e stranamente mutevole all’interno con padiglioni che cambiano aspetto e configurazione senza soluzione di continuità. L’Oldest House è indubbiamente il più riuscito tra i setting ideati dai visionari artisti di Remedy fino ad oggi ed è anche un trionfo in termini di level design, al punto da trascendere il ruolo di semplice sfondo delle avventure di Jesse e divenire un vero e proprio coprotagonista delle vicende che vengono raccontate. Una volta entrati nella Oldest House, è facile rendersi conto che qualcosa di oscuro si aggira nei corridoi: un sussurro, un sibilo, una presenza minacciosa e costante che sembra aver assunto il controllo dell’edificio e dei suoi frequentatori. Tocca alla nostra Jesse fare luce sul mistero celato nel cuore della struttura che, in qualche modo, appare collegato a doppio filo a ciò che è successo durante la sua infanzia. Quella di Control è una sceneggiatura a dir poco incredibile che, anche a due anni di distanza dal lancio originale, riesce a catturare il giocatore in una atmosfera unica creata abilmente da un team di scrittori parecchio ispirato che è riuscito a imbastire un universo coeso, credibile e particolareggiato. Il racconto procede sostenuto dal giusto ritmo per tutte le circa 20 ore necessarie a portare a termine la campagna e non si risparmia colpi di scena, risvolti inaspettati e un finale sconvolgente. A questo, ovviamente, vanno aggiunte le svariate ore di gioco extra garantite dai due DLC inclusi nel pacchetto: “The Foundation” che conduce il giocatore fino alle viscere della Oldest House e “AWE”, l’incredibile anello di congiunzione con l’universo di Alan Wake. Insomma, se non avete ancora avuto occasione di sperimentare Control e la sua storia, questo è il momento migliore per farlo. Dal punto di vista del gameplay, come era logico aspettarsi, Control: Ultimate Edition non apporta particolari modifiche alla formula apprezzata nell’edizione standard. L’ultima fatica di Remedy, come dicevamo, è un titolo action in terza persona davvero adrenalinico, profondo, coinvolgente e raffinato che affonda le proprie radici nei canoni tipici del genere metroidvania. La natura cangiante della Casa ha consentito ai talentuosi designer della compagnia di allontanarsi della linearità dei loro prodotti del passato e di giocare molto sui percorsi che l’utente può intraprendere inserendo missioni secondarie, attività segrete e, addirittura, boss opzionali dietro ogni angolo.

Il comparto grafico di questa verione next-gen di Control, ovviamente, è stato l’aspetto che ha ricevuto maggiore attenzione in vista del lancio di questa edizione definitiva per Xbox series X/S e PS5. Control: Ultimate Edition è stato sviluppato sulla base di una versione potenziata e aggiornata di quello stesso Northlight Engine che aveva messo in seria difficoltà i PC e le console passate, con il preciso obiettivo di offrire ai giocatori un’esperienza più stabile e definita di quanto visto in passato. La modalità di visualizzazione “Performance Mode” rimuove gli effetti di Ray Tracing ma guadagna un frame-rate granitico a 60fps in tutte le situazioni. La risoluzione rimane inalterata. Proprio come nel caso di tanti altri titoli cross-gen che hanno raggiunto i lidi di PS5 e Xbox Series X|S in questo primo periodo del loro ciclo vitale, anche Control: Ultimate Edition può vantare due modalità di visualizzazione differenti: la Graphics Mode e la Performance Mode. La prima propone un rendering 1440p upscalato in 4K e mette in campo gli ultimi ritrovati nel campo dell’effettistica per videogiochi come il Ray Tracing applicato alle trasparenze, alle ombre e ai riflessi superficiali. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una presentazione dal notevole impatto visivo che, però, risulta piagata da una forte instabilità del frame-rate che non siamo riusciti a digerire. Quando si passa alla Performance Mode, invece, la situazione cambia radicalmente. Gli effetti di Ray Tracing vengono sacrificati sull’altare della fluidità e Control: Ultimate Edition riesce a mantenersi stabilmente sulla soglia dei 60fps anche nelle situazioni più concitate. Considerando che la risoluzione di rendering è sempre 2560×1440 (upscalato in 4K) e che tutti gli altri effetti visivi rimangono inalterati, ci sentiamo di consigliarvi questa modalità di visualizzazione per godervi l’ultima opera di Remedy al massimo della velocità. Grazie alla potenza offerta dalle nuove ammiraglie di Microsoft e Sony, i numerosi effetti luminosi e particellari prodotti dalle abilità di Jesse non influiscono sul ritmo dell’azione ma aggiungono un importante valore all’estetica generale del prodotto. Dimenticate i problemi prestazionali che avevano flagellato la versione per console old-gen: questa reinterpretazione per le nuove macchine offrono una versione di Control all’apice del suo splendore. Unico neo, riscontrato sulla versione Xbox da noi testata, è la casuale possibilità di essere riportati sulla dashboard quando si preme il tasto (select) dedicato alla visualizzazione del menù missioni/armi/file. Questo fastidioso bug si è presentato abbastanza di frequente, e l’augurio che ci facciamo e che sia risolto al più presto attraverso una patch in quanto risulta essere parecchio fastidioso. Tirando le somme, Control Ultimate edition rappresenta la versione migliore del titolo in quanto, oltre ad offrire una veste grafica davvero ben realizzata e una fluidità assolutamente incredibile, garantisce un’esperienza di gioco senza pari che viene arricchita dai contenuti aggiuntivi presenti nel pacchetto. Nonostante il gioco non si rivelerà una sorpresa per chi ha già avuto modo di terminare l’avventura sulla vecchia generazione di console, tutte le migliorie apportate e la ricchezza dell’edizione sono un motivo assolutamente convincente per rimettere piedi nell’ Oldest House e di rivivere gli incubi paranormali nei panni di Jesse Faden.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

In evidenza

Apple, con il nuovo update di iOS arrivano le emoji a tema vaccino

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Apple sta per introdurre 200 nuove emoticon su iPhone e iPad, con particolare attenzione su quelle a tema vaccini. Nel prossimo aggiornamento ad iOS 14.5 e iPadOS 14.5 sarà infatti presente un set di icone dedicate ad un trend che si spera divenga presto condiviso dai più a livello internazionale, quello del vaccino al Covid-19. Per questo motivo, la Mela ha deciso di introdurre nuove icone ma anche di adattare delle esistenti al particolare momento. Ad esempio, l’emoji che rappresenta una siringa, finora visualizzata con delle gocce di sangue che scendono dalla punta, avrà un aspetto meno intimidatorio, riempita con un liquido trasparente e senza goccioline. Le nuove emoji sono state approvate, come sempre, dal Consorzio Unicode lo scorso settembre. Si tratta dell’organizzazione che si occupa di creare il codice per le varie emoticon che poi vengono riprese da ogni azienda che ne fa uso, tra cui anche Facebook e Twitter. Ci si può dunque aspettare introduzioni simili nei prossimi giorni anche per gli altri “grandi” della rete. Emojipedia, un dizionario di emoji online, aveva individuato una tendenza al rialzo nell’uso della emoji a forma di siringa nella sua analisi sui trend di fine 2020, soprattutto su Twitter. Jeremy Burge, chief emoji officer di Emojipedia, ha riferito che eliminare il sangue dalla siringa la rende più appropriata per rappresentare la vaccinazione Covid-19, osservando come la modifica non le impedisca di essere utilizzata anche per altri contesti più classici, come la donazione del sangue. Altre emoji che hanno guadagnato popolarità a seguito della pandemia includono il microbo, l’icona della mascherina e le mani in preghiera. Insomma, Apple resta sempre al passo coi tempi e cerca di affrontare il tema della pandemia di Covid 19 con ironia, ma anche attraverso uno degli strumenti più utilizzati dalle persone.  

F.P.L.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

I più letti