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Roma

STAMINA: SE NE VA LA TENDA DEI BIVIANO

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Tempo di lettura 2 minuti Due anni dopo il loro arrivo nella Capitale, i fratelli simbolo della lotta per la libertà di cura lasciano piazza Montecitorio

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Redazione

Roma – Se ne va la tenda di Sandro e Marco Biviano davanti alla Camera dei deputati. Due anni dopo il loro arrivo nella Capitale, i fratelli simbolo della lotta per la libertà di cura lasciano piazza Montecitorio «117A», il nome dell'associazione che li ha sorretti fin dal 10 luglio 2013. Tornano a Lipari, dove saranno assistiti con un progetto di telemedicina 24 ore su 24. Restano però le parole d'ordine, stampate sulle magliette e sugli striscioni: «Non ho più voglia di morire», «Curarmi non è un reato», «Per la vita non si molla mai». È vero, c'è ancora chi mostra lo slogan dei primi tempi: «Sì a stamina». Ma il nome di Davide Vannoni, il discusso leader della Fondazione Stamina (che ha appena patteggiato 1 anno e 10 mesi), nella giornata degli addii e dei ringraziamenti non viene pronunciato neanche una volta. Lacrime e abbracci fanno invece da contorno a una breve cerimonia, mentre gli uomini portano via chi il frigorifero, chi la stufa, le prese elettriche di una tenda che, come dice Sandro Biviano, «se si strappasse, uscirebbe sangue». Quasi mille giorni, lì sotto per resistere e chiedere ascolto alle istituzioni. Ma oggi del Palazzo, in piazza c'è solo Paola Binetti. A lei il rigraziamento dei Biviano. E alle forze dell'ordine «che hanno vegliato su di noi anche quando dormivamo. Che nei momenti brutti hanno saputo dirci quella parola giusta che risvegliasse il cuore». «Siamo italiani su le mani e combattiamo perchè ognuno il suo dolore ce l'ha», cantano davanti a Montecitorio, poco prima che i Biviano, in lacrime, salutino Roma. «Siamo arrivati due anni fa- conclude Marco- che non sapevamo nemmeno dove si trovasse il ministero della Salute. Era il 10 luglio del 2013. In questa piazza abbiamo sofferto tantissimo, abbiamo gioito e pianto. Sono cose che non dimenticheremo mai. Continueremo a lottare, non ci faremo rubare la speranza. Perchè noi vogliamo vivere».

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Metropoli

Anguillara Sabazia, furti auto di turisti in sosta: 2 arresti

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Era da qualche tempo che i Carabinieri di Anguillara Sabazia ricevevano segnalazioni per furti su autovettura, in particolare ai danni di turisti che, dopo avere parcheggiato su via Trevignanese, si recavano in spiaggia.Per arginare il fenomeno che stava turbando l’usuale serenità del comune sabatino, i Carabinieri hanno quindi organizzato un mirato servizio di osservazione nel corso del quale hanno notato due soggetti avvicinarsi con aria furtiva ad un’autovettura parcheggiata. I due, dopo avere infranto un finestrino laterale del veicolo, sono stati sorpresi a impossessarsi di un trolley e a tentare di allontanarsi immediatamente ma sono stati inseguiti e raggiunti dai Carabinieri, che li hanno bloccati e perquisiti. In loro possesso, i Carabinieri hanno rinvenuto due cassette degli attrezzi e un trapano, risultate provento di furto perpetrato poco prima con le medesime modalità e restituiti al legittimo proprietario.Gli arrestati, due uomini di 29 e 38 anni, dopo una notte passata in camera di sicurezza, sono stati sottoposti a giudizio con rito direttissimo presso il Tribunale di Civitavecchia, dove il loro arresto è stato convalidato, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

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Castelli Romani

Castel Gandolfo, morto in ospedale il 35enne affogato ieri al lago

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L’uomo era stato rianimato da alcuni bagnanti e trasportato in elisoccorso all’ospedale Gemelli

CASTEL GANDOLFO (RM) – E’ morto in ospedale il 35enne di nazionalità irachena che ieri era stato rianimato da alcuni bagnanti al lago Albano di Castel Gandolfo dopo aver avuto un malore ed essere annegato.

L’uomo era stato portato in elisoccorso all’ospedale capitolino del Gemelli in situazione disperata dove è poi deceduto a causa di alcune complicazioni.

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Castelli Romani

Castel Gandolfo, annega nel lago e viene salvato in extremis da alcuni bagnanti

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Un 35enne annega nel lago Albano di Castel Gandolfo e viene salvato da alcuni bagnanti che avevano appena effettuato un corso di BSLD (manovre di primo soccorso con impiego di defibrillatore) promosso dagli operatori sanitari della Asl Roma 6 per la sicurezza in mare e nei laghi.

“Queste iniziative formative producono effetti benefici multidimensionali: ci aiutano a salvare vite; avvicinano le istituzioni ai cittadini; ci rendono persone migliori. I miei ringraziamenti vanno ai nostri operatori sanitari, che si stanno dedicando con grande passione a questo progetto” ha detto il direttore generale della Asl Roma 6, Cristiano Camponi.

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